Tag: guerra Ucraina

  • Guerra in Ucraina, “Via le basi militari dalla Sicilia”, protesta a Sigonella

    Guerra in Ucraina, “Via le basi militari dalla Sicilia”, protesta a Sigonella

    Protesta davanti alla base militare di Sigonella quasta mattina da parte di centinaia di militanti siciliani. I manifestanti portano un cannone finto dal quale escono dei fiori.

    “Via le basi USA e NATO dalla nostra terra”, “No al MUOS” sono alcuni degli slogan urlati al di là del cancello della base americana per dire basta con la militarizzazione crescente dei territori, con le politiche del governo italiano di aperto appoggio e sostegno ai conflitti portati avanti nel tempo e nel mondo da USA e NATO.

    “L’imperialismo guerrafondaio dell’Occidente è speculare all’aggressione della Russia che condanniamo, ribadendo ancora una volta che è ora di costruire un altro mondo, dove i popoli possano vivere in pace e possano autodeterminarsi in libertà”. Questo dicono gli attivisti in protesta quasta mattina a Sigonella.

    Ma manifestazione per condannare “la scelta scellerata di aumentare la spesa militare in Italia, per l’anno in corso, a 26 miliardi a discapito della spesa ridotta e insufficiente per tutelare realmente la salute, per un’istruzione degna di questa nome (e non militarizzata) e per il lavoro garantito a tutte e a tutti”.

    Secondo gli attivisti del Movimento No Muos, “questa ennesima guerra è una delle tante in corso ma forse più pericolosa delle altre”. “Dimostra che i governi non hanno alcuna difficoltà a stanziare miliardi per gli armamenti e nessun interesse a tutelare i ceti popolari da rincari e povertà. Nessun controllo è in atto contro le speculazioni per le bollette e i carburanti; nessuna misura reale e tempestiva è in programma per le fasce più povere. Anzi, la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a portare le spese militari al 2% del Prodotto Interno lordo, così come chiede la NATO”.

    Concludono gli attivisti: “Il Governo italiano, con le sue scelte scellerate contro i popoli, non sta lavorando per la pace ma per entrare in guerra, preannunciata negli ultimi anni dagli schieramenti di missili e armi da parte della NATO ai confini della Russia. Il linguaggio utilizzato dai media, tranne alcune eccezioni, è già retorica di guerra. Il movimento No MUOS e tutte le realtà resistenti presenti dicono NO a Sigonella e alle basi USA, NO alla NATO, No al MUOS e no alle guerre imperialiste”.

  • Siciliano non ha più notizie della moglie ucraina, il disperato appello (VIDEO)

    Siciliano non ha più notizie della moglie ucraina, il disperato appello (VIDEO)

    Baldo Valenza, ingegnere trapanese, non ha più notizie della moglie partita per l’Ucraina, suo paese di origine. L’uomo lancia un accorato appello: “Voglio notizie di mia moglie. Mi basterebbe sapere che sta bene sia lei sia i suoi familiari, Non pretendo di averla accanto a me, mi basta sapere che sta bene. Solo questo”.

    [videopress BIHNMajU]

    Sono giorni di ansia per Baldo Valenza, 44 anni, ingegnere trapanese residente a Torino. Da due settimane non ha notizie di sua moglie Yuliia Prodan, 36 anni, dipendente di una Rsa, partita per l’Ucraina un mese fa. Il 17 febbraio scorso è arrivata a Mariupol per rivedere i familiari dopo due anni di lontananza. Ma l’invasione dell’Ucraina voluta da Putin pochi giorni dopo ha bloccato il suo ritorno in Italia. “Inizialmente ci sentivamo al telefono – racconta Baldo Valenza – Una volta al giorno mi chiamava per rassicurarmi, nonostante le condizioni proibitive”.

    Dopo il 2 marzo l’ingegnere non ha più avuto notizie dalla moglie. “Mi aveva detto che lì andava tutto bene, sono però certo che mentisse per non farmi preoccupare”. Mariupol è stata brutalmente attaccata dall’esercito russo. Da quel momento Baldo non è più riuscito a mettersi in contatto con lei, né con i suoceri. Adesso, dopo due settimane di silenzio e di ansie, con un occhio al telefono e l’altro alla tv, lancia un appello attraverso questo video: “Mia moglie è partita per far visita ai genitori e ai nonni che vivono a Mariupol – dice -. Da due anni aspettava questo momento. Prego chiunque possa avere notizie o contatti utili per la sua ricerca di farsi avanti”.

  • Guerra in Ucraina, Biden: “Putin potrebbe sganciare una testata nucleare su Kiev”

    Guerra in Ucraina, Biden: “Putin potrebbe sganciare una testata nucleare su Kiev”

    KIEV, ore 9:22 – Da ormai quasi un mese, le truppe russe hanno rotto la tregua con l’Ucraina, invadendola con il pretesto di proteggere le autoproclamate repubbliche indipendenti del Donbass. Nonostante il massiccio attacco degli ex-sovietici, l’Ucraina sta incredibilmente resistendo. Putin è sempre più escluso dalla scena politica internazionale e questo potrebbe portarlo a decisioni insensate, che riporterebbero le lancette dell’orologio indietro di 70 anni quando gli americani decisero di bombardare le due città di Hiroshima e Nagasaki con due bombe nucleari. Mai nella storia del mondo vennero utilizzati tali ordigni nucleari.

    Soltanto ieri Biden durante una conferenza stampa ha rilasciato una dichiarazione finita in pochi minuti sopra le più importanti testate nazionali. Secondo l’intelligence americana infatti Putin starebbe meditando se utilizzare un ordigno nucleare per convincere l’Ucraina a una resa incondizionata. Certamente – hanno spiegato da Washington – non sarebbe una bomba attua alla distruzione del globo. La testata nucleare avrebbe un raggio poco più grande della bomba sganciata su Hiroshima, si pensa circa 1,2 chilometri.

    Una scellerata decisione che potrebbe uccidere oltre centomila persone in pochi secondi, sciolti dal calore della bomba. Le radiazioni poi si propagherebbero oltre il confine ucraino, verso tutti i punti cardinali mettendo a rischio la salute dei cittadini europei. Intanto i capi di stato delle maggiori potenze mondiali sono già a lavoro per scongiurare una simile catastrofe.

  • Venti di guerra, circolare dell’Esercito, “Meno congedi e addestramento warfighting”

    Venti di guerra, circolare dell’Esercito, “Meno congedi e addestramento warfighting”

    L’esercito italiano limita i congedi e ordina: “Prontezza operativa al 100%” visti gli scenari internazionali in mutamento. Valutare con attenzione i congedi anticipati, reparti in prontezza operativa “alimentati al 100%”, addestramento “orientato al warfighting”,”provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e i sistemi d’arma dell’artiglieria”. Si legge in una circolare dello Stato maggiore dell’Esercito del 9 marzo con riferimento ai “noti eventi” e alle “evoluzioni sullo scacchiere internazionale”.

    Lo Stato maggiore dell’Esercito definisce la “lettera che sta circolando su alcune chat di messaggistica istantanea” come un documento “ad esclusivo uso interno di carattere routinario”. È un documento, prosegue lo Stato maggiore, “con cui il Vertice di Forza Armata adegua le priorità delle unità dell’Esercito, al fine di rispondere alle esigenze dettate dai mutamenti del contesto internazionale. Trattasi dunque di precisazioni alla luce di un cambiamento che è sotto gli occhi di tutti”. Per Rifondazione, tuttavia, si tratta di una circolare “gravissima – si legge in una nota –  il nostro esercito si prepara a combattere. È la dimostrazione lampante che il nostro Paese è già parte co-belligerante nel conflitto in corso.

    Intanto si registrano movimenti nel Mar Ionio a largo della Sicilia e della Calabria Sud-Orientale. Oggi, 15 marzo, i radar hanno tracciato un Boeing F/A-18F della UsNavy. L’aereo è partito dalla portaerei USS Truman in navigazione in questi giorni nel Mar Ionio. Lo dice Itamilradar. Un altro drone della US Air Force è partito dalla base siciliana di Sigonella alla volta del Mar Nero. Il drone è attualmente in ricognizione lungo la costa meridionale dell’Ucraina.

  • Dalla Sicilia parte un altro drone USA per l’Ucraina

    Dalla Sicilia parte un altro drone USA per l’Ucraina

    Ancora un drone americano è decollato dalla base militare di Sigonella questa mattina. I velivolo è già arrivato nella zona del Mar Nero in missione di sorveglianza non armata verso l’Ucraina.

    I tracciato del drone si evince da Flightradar. Si tratta di un aereo a pilotaggio remoto militare, Callsign Forte 10, è un Northrop Grumman RQ-4B Global Hawk, tra i cinque dotati del sistema Alliance ground surveillance (Ags) e operativi nella base in Sicilia dal febbraio del 2021.

    Dopo il decollo dalla Sicilia, il drone ha attraversato la Grecia, la Bulgaria dove ha sorvolato a lungo l’area di Burgas. Il drone dell’esercito americano ora sorvola il Mar Nero.

    Il range di copertura dei sensori del drone, secondo il sito Italmilradar, è di almeno 250 miglia, in grado dunque, sebbene sorvolino il mare, di reperire informazioni relative a una porzione del terreno ucraino.

    Sempre secondo quanto riportato da Itamilradar, questa mattina sarebbe partita la prima missione di sorveglianza effettuata da un CAEW italiano. Un Gulfstream E.550 CAEW dell’Aeronautica Militare Italiana è partito da Pratica di Mare per svolgere una missione di sorveglianza sopra la Romania vicino al confine con la Moldova. La missione è ancora in corso.

  • La Sicilia sta per accogliere gli ucraini in fuga

    La Sicilia sta per accogliere gli ucraini in fuga

    Il presidente della Regione Musumeci, nella qualità di commissario delegato dello Stato per l’emergenza dell’Ucraina, ha avviato il coordinamento territoriale della Regione Siciliana per la gestione dell’accoglienza dei profughi. Nel corso della riunione operativa svolta oggi a Palazzo Orléans insieme ai nove prefetti dell’isola, agli assessori alla Famiglia, Scavone e alla Salute, Razza e al capo della Protezione civile regionale, Cocina, sono state definite le prime azioni organizzative per la gestione del flusso migratorio dall’Ucraina.

    «Stiamo valutando l’opportunità di coinvolgere anche gli enti intermedi per l’accoglienza – ha detto il presidente Musumeci -. Definirò questo aspetto con i rappresentanti dell’Urps e dell’Anci, poiché ritengo che in questa fase, oltre che alle prefetture, da un punto di vista delle competenze, serva un riferimento in ogni Provincia. Nei prossimi giorni lavoreremo per definire le azioni sistematiche e, nel frattempo, seguiamo con attenzione la tendenza dei flussi; al momento si stratta di numeri sporadici ma occorre monitorare da vicino per adeguare l’offerta alla domanda, prestando particolare attenzione alle procedure sanitarie da adottare in via prioritaria”.

    “Il sistema di sanità pubblica della Regione – ha spiegato Razza – ha preso in carico, coinvolgendo i commissari straordinari Covid delle tre città metropolitane e i direttori delle Asp, lo screening e la profilassi dei vaccini per i profughi in arrivo. Fondamentale in questa fase è il sistema di controllo degli arrivi, il censimento della popolazione e la segnalazione all’Asp di eventuali soggetti positivi che richiedono un periodo di quarantena”.

    Assicurato il coinvolgimento degli enti del Terzo settore e una mappatura regionale delle strutture di accoglienza gestite dagli enti locali e dalla Regione, quali le Ipab, per costruire un quadro della disponibilità ad ospitare le presenze nell’immediato e nel breve termine, “sulla scorta dell’onda emotiva che caratterizza questo momento – ha sottolineato l’assessore Scavone – abbiamo ricevuto tante disponibilità di accoglienza da parte delle strutture del terzo settore che richiedono un coordinamento, ci stiamo occupando anche della organizzazione dei servizi per questi cittadini, fra cui la presenza di facilitatori linguistici e il supporto psicologico”.

    Il coordinamento territoriale tornerà a riunirsi nei prossimi giorni, «ma siamo pronti sin da ora, anche grazie ai contatti con il Consolato generale dell’Ucraina, di far fronte a qualsiasi esigenza per dare conforto ai profughi che fuggono dalla loro terra», ha assicurato il governatore.

  • Putin minaccia l’Europa e pubblica la lista dei “Paesi ostili”, c’è anche l’Italia

    Putin minaccia l’Europa e pubblica la lista dei “Paesi ostili”, c’è anche l’Italia

    Il governo russo ha approvato oggi una lista di “Paesi ostili”, per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro Mosca nella quale compare anche l’Italia in quanto Paese europeo. Lo riferisce la Tass.

    La lista comprende infatti tra gli altri gli Usa, i Paesi Ue, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che ovviamente la stessa Ucraina. Secondo il decreto, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli.

    Intanto Putin minaccia l’Europa

    “I nostri amici bielorussi sono interessati ad avere uno sbocco sul Mar Baltico e a sviluppare infrastrutture portuali. E come potrete immaginare anche io sono d’accordo”. Le parole di Vladimir Putin, riportate da Nation World News, risuonano come una minaccia in un’Europa già sconvolta dall’invasione dell’Ucraina. A temere ora sono anche Lituania e Lettonia, due Stati baltici confinanti con la Bielorussia e in pessimi rapporti con Mosca. Le due nazioni, occupate per cinquant’anni ai tempi dell’Urss, fanno parte dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica. Inoltre, isolano l’exclave russa di Kaliningrad dalla restante parte della Federazione.

    In un’escalation di tensioni da scongiurare, Mosca, sfruttando il pretesto bielorusso, potrebbe cercare di entrare in rotta di collisione con Lettonia e Lituania per riprendersi una parte dei territori perduti oltre trent’anni fa.

  • La guerra in Ucraina è follia, fermatevi per favore, l’appello di Francesco

    La guerra in Ucraina è follia, fermatevi per favore, l’appello di Francesco

    Papa Francesco prega per l’Ucraina e torna a fare appello per la fine dei bombardamenti. “La guerra è una follia”, dice durante l’Angelus.

    Il Papa si offre come mediatore. “La Santa Sede è disposta di fare del tutto, a mettersi in servizio per questa pace”, ha detto il Papa all’Angelus. “In questi giorni sono andati in Ucraina due cardinali, per servire il popolo, per aiutare – ha annunciato -: il cardinale Krajewski, elemosiniere, per portare gli aiuti ai più bisognosi, e il cardinale Czerny, prefetto “ad interim” del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale”.

    “La presenza di due cardinali lì – ha aggiunto- è la presenza non solo del Papa, ma di tutto il popolo cristiano che vuole avvicinarsi e dire: ‘la guerra è una pazzia, fermatevi per favore, guardate questa crudeltà”.

    “In Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime – ha proseguito il Papa – Non si tratta solo di una operazione militare ma di guerra che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini”.

    “In quel paese martoriato – ha continuato – cresce di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria. Rivolgo il mio accorato appello perché si assicurino davvero i corridoi umanitari. Sia garantito e facilitato l’accesso degli aiuti alle zone assediate per offrire il vitale soccorso ai nostri fratelli e sorelle oppressi della bombe e dalla paura”.

    “Ringrazio tutti coloro che stanno accogliendo i profughi, soprattutto imploro – ha di nuovo sottolineato – che cessino gli attacchi armati e prevalga il negoziato. Prevalga pure il buonsenso, si torni a rispettare il diritto internazionale”.

    “Un grazie ai giornalisti che mettono a rischio la propria vita per farci capire la guerra in Ucraina”, ha anche sottolineato papa Francesco.

  • Guerra Ucraina, Arpa Sicilia aumenta i monitoraggi della radioattività

    Guerra Ucraina, Arpa Sicilia aumenta i monitoraggi della radioattività

    Arpa Sicilia e le Agenzie della Rete Nazionale Resorad hanno deciso d’intensificare, a causa degli eventi bellici nell’Est-Europa, i monitoraggi dei livelli di radioattività per le crescenti preoccupazioni di rilascio di sostanze radioattive a causa della presenza di centrali nucleari prossime ai teatri di scontro.

    “Tutti i rilievi finora eseguiti nelle sedi di Palermo e Catania – dice l’Agenzia – non hanno evidenziato alcun innalzamento dei valori di rateo di equivalente di dose e di concentrazione di radioattività (Alfa, Beta, Gamma) nel particolato atmosferico rispetto ai valori di fondo naturale quotidianamente rilevati”.

    Nelle scorse ore è avvenuto un attacco russo alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. Ma a preoccupare in queste ore è soprattutto l’avanzare verso una seconda centrale nucleare dopo quella attaccata ieri dove gli addetti lavorano da ieri sotto la minaccia delle armi. Fortunatamente nessun reattore è stato colpito. Nel corso della notte, i russi hanno stretto la morsa intorno a Mariupol. Le forze russe sono a 32 chilometri dalla seconda maggiore centrale nucleare dell’Ucraina.

  • Venti di guerra, un Boeing V-22 Osprey nei cieli del Palermitano (VIDEO)

    Venti di guerra, un Boeing V-22 Osprey nei cieli del Palermitano (VIDEO)

    Insolito avvistamento nei cieli del Palermitano probabilmente legato alle operazioni che seguono la guerra in Ucraina. Uno strano mezzo militare ha solcato il cielo nel primo pomeriggio di oggi e sono tanti gli avvistamenti dalla zona del Corleonese alle Madonie.

    Quando erano circa le 15:15 il veivolo è stato ripreso nella zona di Castelbuono, in provincia di Palermo, sulle Madonie. Si tratterebbe di un Bell Boeing V-22 Osprey di proprietà statunitense. Il mezzo ha eseguito un volo orizzontale a bassa quota. Non si conosce la missione che ha portato il veicolo dell’esercito americano ad attraversare i cieli siciliani.

    Solitamente il Bell Boeing Osprey dell’esercito americano è un aereo
    che trasporta personale, posta, rifornimenti e merci dalle basi costiere alle portaerei in mare. Il CMV-22B può trasportare fino a 6.000 libbre di carico e personale su un raggio di 1.150 miglia nautiche.

    Il Bell Boeing V-22 Osprey è chiamato anche Falco Pescatore ed è un convertiplano medio ad uso militare prodotto dalla Bell, per le forze armate statunitensi. Sono decine gli aerei che in questi giorni, caratterizzati dalla guerra in Ucraina, solcano i cieli della Sicilia dove, ricordiamo, si trova la strategica base aerea di Sigonella.