Tag: guerra Ucraina

  • L’amore vince sulla guerra, dalla Sicilia all’Ucraina in pulmino per salvare la compagna

    L’amore vince sulla guerra, dalla Sicilia all’Ucraina in pulmino per salvare la compagna

    Storie d’amore sotto le bombe di Kiev e un siciliano percorre 6.400 chilometri in pulmino per andare a salvare la sua amata. Non è un film ma la storia di Davide e Natalia. 

    Lui, Davide Dipietro, 48 anni, siciliano. Lei, Natalia, Natalia, sua compagna ucraina da un anno e madre di due bambini. È rimasta bloccata dopo l’invasione russa in Ucraina e non è potuta partire per la Sicilia dove la aspettava Davide con cui doveva iniziare la convivenza. Natalia aveva già acquistato i biglietti con volo di sola andata il 20 marzo, per trasferirsi in Sicilia. Poi la guerra e la paura. 

    La guerra che sta sconvolgendo l’Ucraina ha raggiunto Kiev e le bombe hanno distrutto anche la casa di Natalia. La donna e i due figli fortunatamente si sono salvati e si sono ritrovati tra gli evacuati.

    Davide non ci ha pensato due volte ed è partito da Pachino con il collega di lavoro Edoardo Nielfi. Ha percorso migliaia di chilometri per raggiungere Natalia e i figli. Nonostante le difficoltà li ha raggiunti e ora sono in salvo. Davide infatti è arrivato in Polonia e ha raggiunto il confine nel punto esatto che gli è stato comunicato. E non è tornato a casa solo con Natalia e i suoi figli, ma ha caricato a bordo anche altre persone.

    “Qualche ora prima di arrivare mi è stato comunicato il punto esatto in cui Natalia è riuscita a superare il confine. Ma se fosse stato il caso sarei andato a prenderla fino a Kiev”, ha detto raccontando la sua vicenda. Dalla Polonia, il siciliano ha raggiunto il punto che gli è stato comunicato è ha salvato più vite possibili, finché c’è stato posto sul suo pulmino. Poi il viaggio di ritorno. Stamani l’ultimo sforzo, come ha raccontato lo stesso Davide sui social. Una foto con lo Stretto di Messina, il ritorno verso casa sempre più vicino. Tanti i messaggi d’affetto per lui. Quando la guerra e le bombe non riescono a portare via l’amore.

  • Partono nuovi droni della US Air Force da Sigonella, Forte10 verso l’Ucraina

    Partono nuovi droni della US Air Force da Sigonella, Forte10 verso l’Ucraina

    I cieli della Sicilia tornano a essere solcati dai droni americani dopo un presunto stop di qualche giorno. Non è detto, infatti, che i velivoli senza pilota della US Air Force non abbiano volato in questi giorni. Stamattina dalla base americana di Sigonella è partito un Northrop Grumman RQ-4B è partito per le zone sotto assedio dalla Russia.

    I droni rispuntano nei radar

    L’ultimo volo di un Global Hawk era stato intercettato dai radar sabato scorso, fino a quel momento non sono stati tracciati nè i velivoli Nato e nemmeno velivoli USA. Questa mattina però, come certificano i radar, un USAF Northrop Grumman RQ-4B (firmato come FORTE10) è decollato da Sigonella per iniziare una nuova missione nel mar Nero. Ha prima sorvolato il mar Ionio, per poi passare sopra i cieli della Grecia, della Bulgaria, della Romania. In queste ore si trova in Polonia e si sta dirigendo verso il confine ucraino.

    Cosa sta accadendo?

    In tanti si sono chiesti come mai da Sigonella nel corso di questi giorni non siano partiti altri droni USA. La risposta non si conosce ma nulla esclude che i velivoli possano essere partiti comunque non attivando il radar. Quello che sappiamo è che il numero dei droni della Nato e degli USA in decollo da Sigonella è aumentato nei giorni antecedenti all’attacco russo. Da sabato questi voli non erano più tracciati. Inoltre, anche i voli di ricognizione sul confine orientale della NATO sono diminuiti di numero. Va comunque ricordato che il fatto che non sia stato possibile tracciare voli con droni da Sigonella non significa che tali voli non siano avvenuti, ma gli “asset” potrebbero aver operato con il transponder spento.

    Da Pisa parte un C-130J per l’Ucraina

    Intanto anche un C-130J dell’Aeronautica Militare Italiana è partito da Pisa San Giusto. La destinazione finale dell’aereo è l’aeroporto di Rzeszow Jasionka. Si tratta di uno scalo utilizzato da diverse forze aeree come hub per gli aiuti che diversi governi stanno inviando in Ucraina. Non sappiamo se questo volo sia legato all’invio di materiale bellico promesso dall’Italia all’Ucraina.

  • Guerra Ucraina, Elena e la figlia Elisabetta sono salve, torneranno a Palermo

    Guerra Ucraina, Elena e la figlia Elisabetta sono salve, torneranno a Palermo

    È arrivata la svolta nella storia della mamma e della figlia piccola costretta in carrozzina che scappano dalla guerra in Ucraina. Mamma e figlia, che abitano a Palermo, erano andate in Ucraina a prendere l’altra figlia. Poi sono state sorprese dalla guerra e dal blocco degli spostamenti.

    Ora Elena Pastux e la sua bambina Elisabetta, che ha otto anni e ha una grave disabilità, questa notte sono riuscite a entrare in Polonia. “Ci hanno fatto passare prima saltando il turno, altrimenti ci sarebbero voluti giorni prima di lasciare l’Ucraina”, dice la donna. Stanotte sono state accolte in un rifugio dove i volontari polacchi si prendono cura dei cittadini in fuga dall’Ucraina. Ora l’obbiettivo è rientrare a Palermo.

    La famiglia, partita da Kiev, è stata aiutata da un tedesco e dalla moglie, un viaggio in auto di 18 ore. Un cordone di uomini di buona volontà è riuscito a portare fuori dalla guerra la bimba disabile in carrozzina insieme alla mamma e alla sorella maggiore. “Mi hanno aiutato volontari, dottori e poliziotti ucraini – dice la donna -. Una signora polacca è riuscita a farmi passare. Elisa è raffreddata. Domani c’è un aereo da Cracovia per Palermo, dobbiamo comprare il biglietto”. Il loro arrivo nel capoluogo siciliano è atteso dunque martedì.

  • Guerra Ucraina, la Sicilia accolga i rifugiati

    Guerra Ucraina, la Sicilia accolga i rifugiati

    Dare accoglienza ai profughi ucraini che fuggono dalla guerra. Lo dice la deputata Giusi Savarino
    Portavoce di Diventerà Bellissima.
    «Dobbiamo prepararci all’arrivo di milioni di rifugiati». Queste le parole della commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, all’arrivo al Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno europei che oggi discute dell’emergenza rifugiati legata all’invasione russa dell’Ucraina.

    Ora l’appello per l’accoglienza in Sicilia. “Abbiamo condannato la guerra russa in Ars con un ordine del giorno da noi proposto e sostenuto all’unanimità, abbiamo chiesto al governo regionale di appellarsi a Roma per riprendere i negoziati di pace, inviare aiuti in Ucraina e attivare ogni utile misura di contenimento della crisi economica, che questa guerra e le sanzioni alla Russia inevitabilmente porterà anche a casa nostra. Abbiamo pregato e pianto difronte alle immagini di dolore arrivati dall’Ucraina, straziati da una invasione improvvisa, violenta e ingiusta che porta morte, paura e sofferenza. A questo popolo ucraino, così giustamente fiero e orgoglioso, dobbiamo dare di più della solidarietà che ci ha unito nelle nostre piazze e nelle nostre Chiese”.

    “Dobbiamo dare accoglienza”

    L’appello di Giusi Savarino. “La Sicilia attraverso le istituzioni regionali e comunali apra le porte a queste donne, bambini e uomini che scappano dalla devastazione di una guerra. Il mio è un appello alle istituzioni regionali, ai nostri Sindaci, alle nostre comunità religiose, alle associazioni di volontariato, apriamo le nostre porte ai rifugiati ucraini, dimostriamo, ancora una volta nella storia dell’Europa, che la Sicilia è terra di accoglienza, di amore, di speranza”.

  • Guerra Ucraina, Musumeci, “Basi Sicilia in allerta”

    Guerra Ucraina, Musumeci, “Basi Sicilia in allerta”

    Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci rocorda come la posizione della Sicilia sia importante nel conflitto in Ucraina.

    Ed è proprio la posizione della Sicilia che preoccupa. L’isola infatti ospita la base americana di Sigonella da cui in questi giorni partono diversi droni che vanno a sorvolare le zone assediate dai russi. “Il sistema di difesa in Sicilia assume un ruolo strategico proprio per la posizione geografica, come sbocco nel Mediterraneo. Abbiamo la base Nato di Sigonella e quella di Trapani Birgi, è normale che questo sistema di difesa sia in stato di allerta già da diversi giorni”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci intervenuto a ‘Omnibus’ su La7.

    “La popolazione vive queste giornate con lo stesso stato d’animo in cui si vive in altre parti dell’Europa, non solo in quella occidentale – ha detto Musumeci – Abbiamo il dovere di sperare che la diplomazia possa risolvere il conflitto in corso”.

    “Immaginare un conflitto significa pensare ad una sorta di terza guerra mondiale, che non risparmierebbe niente e nessuno”.

    Fino a ieri sera un velivolo senza pilota dell’Us Air Force sorvolava il Mar Nero e l’isola dei serpenti. L’aereo che nei radar è identificato con il codice Forte11 è partito dalla Sicilia dopo aver dato il cambio ad un altro drone che nelle scorse ore ha compiuto lo stesso lavoro di controllo del mar Nero.

  • Guerra in Ucraina, ucciso un bambino: 64 civili morti

    Guerra in Ucraina, ucciso un bambino: 64 civili morti

    Un bambino è morto nella guerra in Ucraina. La piccola vittima è morta durante gli scontri armati di questa notte,ripresi subito dopo il tramonto.
    “Il povero bambino – dice la nota della Onlus Soleterre – è stato ucciso sulla strada a causa dei combattimenti e morto dissanguato in ospedale nel tentativo di salvarlo”.

    Inizialmente si era sparsa la voce che ad uccidere il piccolo fosse stata l’artiglieria russa bombardando l’ospedale oncologico Okhmadyt di Kiev. La notizia è stata smentita dalla onkus che cura i piccoli pazienti. Un bambino è comunque morto in questa assurda guerra.

    Almeno 64 civili sono stati uccisi e 240 sono rimasti feriti in Ucraina da giovedì, giorno dell’inizio dell’invasione russa. Lo riferiscono le Nazioni Unite, aggiungendo che il bilancio reale delle vittime potrebbe essere molto più alto

    L’offensiva russa non ha più limiti. “Più di 100 mila invasori sono sulla nostra terra”, annuncia drammatico il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La capitale rimane intanto sotto assedio. A Kiev continuano ad arrivare truppe russe e le sirene continuano a suonare. La città è piombata nel caos.

    Poco fa un palazzo residenziale di Bucha è stato colpito da un missile russo, non si hanno ancora notizie su vittime o feriti. Lo riporta The Kiev Independent. Nella città a circa 30 chilometri da Kiev sono in corso pesanti combattimenti. Zelensky dichiara: “I russi stanno compiendo un genocidio”.

  • Guerra Ucraina, continuano a partire dalla Sicilia i droni Usa

    Guerra Ucraina, continuano a partire dalla Sicilia i droni Usa

    Ancora droni che partono dalla base siciliana di Sigonella alla volta del mar Nero.

    Al momento un velivolo senza pilota dell’Us Air Force sta sorvolando e sta controllando il Mar Nero e l’isola dei serpenti. Quest’ultima è stata presa dai russi dopo aver ucciso i militari ucraini che la controllavano.

    L’aereo che nei radar è identificato con il codice Forte11 è partito dalla Sicilia dopo aver dato il cambio ad un altro drone che nelle scorse ore ha compiuto lo stesso lavoro controllo del mar Nero. Intanto a Kiev sono ripresi i bombardamenti.

  • Bimba palermitana disabile bloccata a Kiev, la mamma, “Situazione terribile”

    Bimba palermitana disabile bloccata a Kiev, la mamma, “Situazione terribile”

    Uma bambina palermitana bloccata in Ucraina con la mamma. È Elisa, la piccola bimba di otto anni disabile costretta in carrozzina, che si trova in queste ore a Kiev. Vorrebbero tornare ma il blocco degli aeroporti li ha colti di sorpresa.

    La mamma Elena Pastux, insieme ad Elisa che vive da anni a Palermo, era tornata in Ucraina per prendere la sorella della bimba. La conferma arriva anche dalla scuola. “Abbiamo appreso che la nostra alunna si trova con la mamma in Ucraina siamo molto preoccupati per lei e la sua famiglia – dice la dirigente scolastica della scuola Grazia Pappalardo –. Chiediamo ai soggetti competenti in materia e a quanti sono nelle possibilità di farlo di adoperarsi perché la bambina insieme alla mamma e alla sorella rientri al più presto a Palermo per poter riprendere la sua vita normale sottraendola al pericolo e risparmiandole disagi e sofferenze che per lei è più difficile affrontare”.

    La madre intanto sapere che a Kiev la situazione è drammatica. “Siamo io, mia figlia di 23 anni ed Elisa di 8 anni disabile”. A Kiev la situazione è davvero terribile. “Stamattina in città i russi hanno bombardato la zona vicino all’aeroporto. Sentiamo continuamente le sirene d’allarme suonare e abbiamo paura”.

    “Siamo andati a comprare qualcosa da mangiare, c’è folla ovunque. Negozi e farmacie sono prese d’assalto. Ci sono macchine in coda per mettere benzina. E per strada si vede tanta gente con le valigie che cerca di scappare”.

    Elena e le sue figlie, Elisa e Litiia, vorrebbero lasciare la città ma l’aeroporto è chiuso e i treni non partono. Avevano un biglietto aereo per Roma il 3 marzo ma stamattina tutto è cambiato. A Kiev dalle 17 è scattato il coprifuoco. I bombardamenti sono appena ripresi.

  • Miracolo della vita a Kiev, bimbo nasce in metro durante i bombardamenti

    Miracolo della vita a Kiev, bimbo nasce in metro durante i bombardamenti

    Un bambino è nato nella metropolitana di Kiev. Il miracolo della vita durante l’invasione russa in Ucraina che sta seminando morte e paura tra persone civili e militari.

    Il bambino è nato ieri all’interno della metropolitana della capitale ucraina che è stata presa d’assalto dai cittadini. La metro viene usata come rifugio dalla popolazione durante le incursioni russe.

    Sono migliaia le persone accampate lungo la metropolitana. Ieri sera una donna ha dovuto partorire in una delle fermate in cui ormai i treni non passano più. Le carrozze vengono usate come rifugio ed è qui che è nato il piccolo.

    Intanto le truppe russe continuano ad accerchiare Kiev.

  • Guerra in Ucraina, paura sui social a Monreale, “Nessuno sarà chiamato alle armi”

    Guerra in Ucraina, paura sui social a Monreale, “Nessuno sarà chiamato alle armi”

    Venti di guerra in Sicilia e scatta la psicosi relativa alla chiamata alle armi. Una vera e propria fake news che corre sui social. A Monreale il sindaco è dovuto ricorrere a un comunicato stampa ufficiale per evitare inutili allarmismi che si erano diffusi tra la popolazione. Una paura dettata dalle ultime notizie che giungono dall?Ucraina, assediata dalle truppe russe che hanno raggiunto la capitale Kiev nelle ultime ore.

    “Il sindaco Alberto Arcidiacono rassicura i giovani monrealesi – si legge in una nota del comune alle porte di Palermo -. Nessun giovane monrealese, come si vocifera in queste ore, partirà per la guerra in Ucraina, anche perché da diversi decenni l’esercito italiano è costituito da professionisti. La leva obbligatoria è stata abolita nel 2004”. La paura a Monreale è sorta dopo che sull’Albo pretorio è stato pubblicato l’elenco dall’ufficio Leva del Comune Monreale. Ma si tratta di un obbligo di legge che non comporta nessuna conseguenza, rassicura l’amministrazione monrealese.

    In realtà l’Ufficio leva provvede annualmente alla formazione delle liste di leva per anno di nascita degli iscritti, dove sono compresi i cittadini italiani di sesso maschile che compiono 17 anni di età dall’1 gennaio al 31 dicembre dell’anno in corso.
La lista di leva così compilata viene pubblicata all’Albo pretorio per 15 giorni, e inviata entro al Distretto militare. Ecco spiegata la notizia falsa.

    Intanto però i venti di guerra continuano a farsi sempre più insistenti visto che l’Ucraina è ormai circondata e assediata dall’esercito guidato da Putin. La Sicilia si trova coinvolta dall’escaletion militare. Le basi Nato in territorio italiano di Vicenza e di Sigonella, in Sicilia, sono già pienamente operative. Sigonella, pur essendo una struttura «non avanzata» in relazione allo scenario attuale, da giorni vede partire diversi droni «Global Hawk» per la sorveglianza dell’aria interessata crisi internazionale in atto.