Tag: guardia di finanza

  • Partinico, acquista negozio ma non lo comunica allo Stato, denunciato sorvegliato speciale

    Partinico, acquista negozio ma non lo comunica allo Stato, denunciato sorvegliato speciale

    Un uomo di Partinico finisce nel mirino della Guardia di Finanza per aver acquistato un negozio e non aver comunicato il cambio della propria posizione reddituale.

    Si tratta di un soggetto giudicato in passato per associazione di tipo mafioso, rapina, porto abusivo d’armi e sequestro di persone e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per un anno.

    Le indagini svolte della Compagnia di Partinico hanno avuto origine da un’analisi operativa di rischio, elaborata a livello centrale dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, finalizzata ad intercettare e far emergere forme di inquinamento dell’economia reale poste in essere dalle organizzazioni criminali che, sfruttando la crisi pandemica, cercano di infiltrarsi nel mercato legale con lo scopo di percepire finanziamenti pubblici.

    In particolare, dall’analisi dei negozi giuridici posti in essere da soggetti connotati da pericolosità qualificata (quale l’appartenenza ad associazioni di stampo mafioso o l’aver commesso dei delitti di associazione a delinquere per varie finalità), comparata con la disamina della relativa situazione reddituale e patrimoniale (sia personale che familiare), è emerso che il pregiudicato ha omesso di comunicare agli organi competenti (Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo) una variazione patrimoniale pari a oltre €.38.000 derivante dall’acquisto di un locale commerciale.

    Pertanto, i militari hanno denunciato lo stesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo per la suddetta omissione che prevede per tale fattispecie di reato la reclusione da due a sei anni e la multa da un minimo di €. 10.329 a un massimo di €. 20.658,00.

  • Prendono aiuti statali senza averne diritto, nei guai imprese di Partinico, Borgetto e Cinisi

    Prendono aiuti statali senza averne diritto, nei guai imprese di Partinico, Borgetto e Cinisi

    La Guardia di Finanza Partinico ha individuato 3 soggetti economici, con domicilio fiscale a Borgetto (PA) Cinisi (PA) e Partinico (PA), che avevano illecitamente richiesto e ottenuto un contributo a fondo perduto erogato dallo Stato per sostenere le imprese in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da “COVID-19”. L’azione delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’attività di contrasto agli illeciti in materia indebita percezione d’incentivi statali da parte delle imprese,

    Si tratta della misura introdotta dal “decreto rilancio” per aiutare le imprese di minori dimensioni che, nel mese di aprile 2020, a seguito delle restrizioni imposte dal lockdown, hanno dovuto far fronte a una significativa contrazione del fatturato (pari ad almeno due terzi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (aprile 2019).

    In particolare, le Fiamme Gialle hanno accertato che in un caso, il legale rappresentante di una società delle costruzioni di Cinisi ha contabilizzato, nel mese di aprile 2019 una fattura inerente alla compravendita di un lotto di terreno edificabile che, invece, da accertamenti documentali (atto notarile) è risultata essere stata effettuata e saldata nel mese precedente.

    Un secondo soggetto, titolare di una ditta di costruzioni di Borgetto, ha erroneamente contabilizzato nel mese di aprile 2019 due fatture inerenti a cessioni di beni strumentali che invece, dall’analisi documentale, sono risultate essere state regolarizzate con “pagamenti in compensazione” di beni strumentali acquistati in leasing nel 2018 che, pertanto, andavano contabilizzate in quell’annualità. La parte ha inoltre esibito ai militari operanti, un documento di trasporto datato in epoca successiva e pertanto palesemente falso.

    Infine, ad un terzo soggetto, titolare di una boutique per abiti da sposa di Partinico, dopo un accurato controllo fiscale, è stato ricostruito il reale volume d’affari del mese di aprile 2019, accertando che nel periodo considerato aveva contabilizzato cessioni di beni effettuate nel mese precedente. Ciò ha comportato una differenza d’imponibile, rispetto a quanto dichiarato all’atto della richiesta del contributo di oltre 58 mila euro.

    In tutti i tre i casi quindi è venuto meno uno dei criteri previsti per l’erogazione del contributo, ovvero quello di aver avuto una contrazione del fatturato di oltre i due terzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; per tale motivo, gli illeciti percettori sono stati tutti e tre denunciati alla Procura della Repubblica di Palermo per il reato d’indebita percezione di contributi ai danni dello Stato (in un caso anche per il reato di falso in atto pubblico) nonché segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme illecitamente percepite.