Tag: guardia di finanza

  • Ambulante fermato dalle Fiamme Gialle, distrutti 23 kg di pesce nel Palermitano

    Ambulante fermato dalle Fiamme Gialle, distrutti 23 kg di pesce nel Palermitano

    La Guardia di Finanza di Termini Imerese ha sequestrato circa 23 chili di pesce a un venditore ambulante abusivo su area pubblica, in prossimità di via Armando Diaz. Le Fiamme Gialle, durante il controllo, hanno accertato che il venditore ambulante era sprovvisto di autorizzazione per l’esercizio in forma ambulante necessaria per lo svolgimento dell’attività.

    L’uomo non è stato in grado di esibire ai militari la documentazione attestante la provenienza e la tracciabilità del pesce. Quindi il prodotto ritenuto non sicuro per il consumo alimentare, è stato distrutto.

    Le Fiamme Gialle hanno quindi provveduto a segnalarlo alla Capitaneria di porto di Palermo, in riferimento alla violazione degli obblighi in materia di etichettatura e tracciabilità che prevede una sanzione pecuniaria che varia da un minimo di €. 750 € ad un massimo di €. 4.500. Le fiamme gialle lo hanno inoltre segnalato al sindaco ai sensi delle norme riguardanti il commercio su aree pubbliche che prevedono, oltre al sequestro ai fini della confisca della merce esposta alla vendita, una sanzione pecuniaria da 154 e 1.549 euro.

  • Caro carburante, scoperta la maxi truffa dalla Finanza: 172 indagati in tutta Italia

    Caro carburante, scoperta la maxi truffa dalla Finanza: 172 indagati in tutta Italia

    Vendono in tutta Italia e “sottobanco” carburante importato a prezzi agevolati. 45 milioni di euro di IVA evasa, per un imponibile di oltre 207 milioni di euro. Denunciati 172 soggetti.

    Rivendevano sottobanco carburante importato a prezzi fuori mercato senza assolvere l’IVA. Il business nazionale del gasolio a tariffe calmierate, nell’epoca del boom dei rincari, sa di maxi-truffa, come quella accertata dai finanzieri del Comando Provinciale di Pescara con l’operazione “Oro nero”. La Finanza ha scandagliato l’architettura di un sistema di frodi attivo in tutta Italia e per il quale sono partite 172 denunce per i reati tributari di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, oltre che per riciclaggio, auto riciclaggio e bancarotta fraudolenta.

    Uno scenario tortuoso e sconcertante

    Lo schema truffaldino è piramidale. Ai vertici, fornitori nazionali e comunitari di petrolio dai quali società “cartiere” del tutto tarocche e per niente operative, rappresentate da prestanome appositamente reclutati, nullatenenti, e che non hanno mai operato nel settore carburanti, acquistano l’oro nero senza applicazione dell’IVA, per poi rivenderlo alle “pompe bianche” a prezzi stracciati, di nuovo senza versare l’IVA. I guadagni? Infiniti, in barba allo Stato e ai cittadini.

    Gli indagati viaggiano con un’autocisterna strapiena di carburante procacciato a prezzo agevolato e venduto ai distributori stradali su quello che diventa un vero e proprio mercato nero. A quanto? A meno della metà del costo medio del gasolio. Regalato in pratica, tenuto anche conto del fatto che, trasportato a migliaia di km di distanza, non risente di alcun incremento di valore, salvo poi finire nelle vetture dei consumatori finali a prezzi stellari.

    L’arguto meccanismo fraudolento, dietro il quale si nascondono le organizzazioni criminali sbaragliate dalle Fiamme Gialle pescaresi, si basa sull’utilizzo di fatture false, con cui simulare un allineamento dei prezzi di vendita a quelli di mercato. E la differenza pagata in più? È finta, viene poi, di fatto, restituita in contanti: così si aggira la normativa fiscale, a danno dell’Erario.

    Un bottino immenso

    Risultato? Un bottino immenso, equamente spartito tra i protagonisti di una storia che, però, finisce male, perché sono i finanzieri del capoluogo adriatico a scriverne l’epilogo.

    Con una complessa attività investigativa su dati incrociati tra i risultati delle intercettazioni e quelli delle indagini finanziarie che consolidano il ricco quadro probatorio a carico delle società indagate, le Fiamme Gialle pescaresi scovano una materia imponibile pari a più di 207 milioni di euro, per un’IVA evasa di oltre 45 milioni di euro e, intanto, procedono al sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente, come disposto dalle Procure della Repubblica di Lanciano e Velletri, di quasi 8 milioni di euro.

    “Il fenomeno fraudolento rilevato ha un fortissimo disvalore economico e sociale”, dice il Colonnello t.ST Antonio Caputo. “La beffa è duplice: si danneggia gravemente il bilancio dello Stato e dell’Unione europea per via della rilevante evasione IVA e si arreca al mercato una forte turbativa, mediante la concorrenza sleale operata dai distributori locali e indipendenti che si approvvigionano consapevolmente dalle organizzazioni criminose, a prezzi inferiori ai valori medi praticati alla “pompa”, continua Caputo, che sottolinea come si tratti di “un meccanismo perverso, che va totalmente a discapito sia degli operatori onesti i quali, non riuscendo a essere competitivi, perdono larghe fette di mercato, sia dei cittadini, i cui risparmi vengono erosi ogni giorno dall’aumento vertiginoso dei prezzi “alla pompa” a causa del caro-energia e delle frodi che alterano il regolare funzionamento del settore, ora quanto mai strategico. Ma l’impegno della Guardia di Finanza di Pescara è inarrestabile”, afferma il Comandante, concludendo: “all’attività penale, sta facendo seguito quella fiscale, per contestare l’IVA evasa, al fine di recuperare il gettito illecitamente sottratto alle casse dello Stato e restituirlo ai cittadini”.

  • Tamponi non sicuri sequestrati in una farmacia del Palermitano

    Tamponi non sicuri sequestrati in una farmacia del Palermitano

    La Guardia di Finanza di Partinico ha sequestrato 190 tamponi per la ricerca del covid19 in una farmacia di Terrasini. I Finanzieri nel corso di un controllo presso una farmacia a Terrasini hanno individuato tamponi, chiamati “FLOWFLEX – Sars-Cov-2 Antigen Rapid Test”, che presentavano irregolarità in quanto privi dei dati identificativi del produttore e del distributore, in violazione della normativa nazionale sull’etichettatura e sulla sicurezza dei prodotti.

    Le Fiamme gialle hanno posto sotto sequestro i dispositivi e hanno segnalato il titolare della farmacia alla Camera di Commercio per l’irrogazione della sanzione che parte da 516 euro ma che può arrivare fino a 25mila euro.

    Continuano i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana al fine contrastare ogni forma d’illegalità economica, a tutela dei consumatori e degli esercizi commerciali che operano nel rispetto delle norme.

  • Caro Carburanti, in Sicilia “ispezione Nas e Finanza nelle pompe di benzina”

    Caro Carburanti, in Sicilia “ispezione Nas e Finanza nelle pompe di benzina”

    Ispezioni dei Nas presso le società petrolifere. Controlli ai distributori di benzina e ai grossisti. Lo chiede il Codacons contro le presunte speculazioni che hanno portato all’impennata dei listini di benzina e diesel.

    Ispezioni in tutta la Sicilia, la richiesta

    “Magistrature locali e Antitrust attivino Nas e guardia di finanza per ispezioni in tutta l’Isola, sequestrando le bolle di acquisto dei carburanti e tutti i documenti fiscali utili, verificando le differenze esistenti nei prezzi di acquisto e di vendita dei prodotti petroliferi prima e dopo lo scoppio della guerra in Ucraina”. Così l’associazione dei consumatori ha avviato una vera e propria campagna mediatica contro il caro carburanti.

    Il Codacons in particolare si chiede “chi sta speculando sulle tasche di consumatori e imprese e in quale passaggio si annidano rincari anomali dei prezzi di benzina e gasolio”. Aumenti ingiustificati secondo l’associazione dei consumatori.

    Il ministro parla di “truffa colossale”

    Il ministro Cingolani ieri ha parlato di “truffa colossale”. “Ora – dice il Codacons – può e deve utilizzare il Comando carabinieri tutela ambiente del Mite per svolgere controlli e stanare gli speculatori, dimostrando di voler concretamente combattere tali illeciti”.

    Ma l’azione del Codacons non si ferma certo qui. L’Associazione dei Consumatori, Infatti, ha inviato alle procure della Sicilia un esposto denuncia. Nell’esposto si chiede di verificare la circostanza secondo cui le società attive nel campo della raffinazione del petrolio e dell’importazione del prodotto già raffinato avrebbero portato la commissione d’intermediazione applicata sulla rivendita al distributore da una media del 5,5% (pari a circa 8 centesimi di euro al litro) al 19,7%. “Sovrapprezzo che risulterebbe ingiustificato e determinerebbe un ingiusto rincaro dei listini alla pompa a danno della collettività”.

    La guida per risparmiare sul pieno

    Attenzione del Codacons però è rivolta anche ai consumatori a cui Invia una guida per risparmiare fino al 25% dei costi sui carburanti. Ecco la lista dei consigli.

    1.  Guidare in maniera morbida e fluida. Occorre evitare di tirare le marce e di superare i 2.500/3.000 giri del motore. Accelerare e frenare in continuazione rappresenta un vero salasso.
    2.  Evitare di schiacciare troppo il piede sull’acceleratore. Quanto più si corre, tanto più si consuma e in città soprattutto è inutile, perché non si guadagna realmente tempo.
    3. Prediligere le marce alte. Consente infatti di risparmiare anche il 10% di carburante.
    4. Scegliere con attenzione il distributore più economico. Prima di fare il pieno o partire per un viaggio, è opportuno verificare i prezzi di benzina e gasolio nella propria zona di residenza, anche avvalendosi delle moderne App che, tramite geolocalizzazione, consentono di individuare i benzinai più economici.
    5. Fondamentale è la pressione dei pneumatici. Se le gomme non sono gonfie al punto giusto, si consuma tra l’1% e il 2% in più.
    6. Limitare l’uso del condizionatore d’aria. Se lo si spegne o lo si tiene in efficienza, il risparmio può essere di circa il 10% di carburante.
    7. Alleggerire il peso dell’automobile comporta sensibili risparmi sul consumo di carburante
    8. Chiudere i finestrini e, se non serve, eliminare il portapacchi. Fondamentale è non alterare l’aerodinamica della vettura, altrimenti i consumi salgono notevolmente.
    9. Spegnere il motore il più possibile, soprattutto in città. Stare fermi nel traffico con motore acceso e magari il condizionatore attivo significa sprecare molto carburante, circa il 30% in più.
    10. Utilizzare l’automobile soltanto se e quando necessario. Si tratta di una scelta di vita. Riscoprite le passeggiate e usate l’auto soltanto quando davvero non se ne può fare a meno.
  • Merce sequestrata ad ambulante di Belmonte Mezzagno devoluta a Biagio Conte

    Merce sequestrata ad ambulante di Belmonte Mezzagno devoluta a Biagio Conte

    I Finanzieri della Compagnia di Bagheria hanno sequestrato oltre 60 di frutta, verdura, uova, vino ed altri generi alimentari, a un venditore ambulante su nel Comune di Belmonte Mezzagno (PA).

    In particolare le Fiamme Gialle, durante il controllo hanno accertato che il venditore ambulante era sprovvisto dell’autorizzazione amministrativa per l’esercizio ambulante rilasciata dal Sindaco necessaria per lo svolgimento dell’attività.

    L’uomo è stato segnalato all’autorità cittadina ai sensi della Legge Regionale n. 18/1995 (norme riguardanti il commercio su aree pubbliche) che prevede, oltre al sequestro ai fini della confisca della merce esposta alla vendita, una sanzione pecuniaria che va da un minimo di € 154 a un massimo di € 1.549.

    I generi alimentari sequestrati sono stati consegnati dai finanzieri al sindaco di Belmonte Mezzagno, per essere successivamente devoluti alla ONLUS “Missione di Speranza e Carità” di Biagio Conte

  • Elettrodomestici e articoli per la casa pericolosi, sequestrati 300 articoli a Palermo

    Elettrodomestici e articoli per la casa pericolosi, sequestrati 300 articoli a Palermo

    La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato oltre 300 articoli non sicuri in un negozio cinese di Corso dei Mille di Palermo. In particolare, i “Baschi Verdi”, durante un controllo nel negozio gestito da un cinese, hanno accertato che oltre 300 prodotti, venivano commercializzati in violazione del Codice del Consumo e della Direttiva “Bassa Tensione”. Non recavano recando idonea marcatura CE e non avevano documentazione e istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua che può essere facilmente compresa dagli utilizzatori finali in uno Stato dell’U.E..

    Le fiamme gialle hanno sequestrato elettrodomestici e articoli per la casa mentre al rappresentante legale sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di 6mila euro.

    Maxi sequestro per società di spedizioni di Carini

    I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura, per un milione di euro alla società di spedizioni di Carini (Pa) Randazzo Srl, i cui titolari Giovanni Randazzo, 83 anni e Salvatore Randazzo di 50 anni sono indagati per reati tributari ed emissioni di fatture false.

    Le indagini dei militari del nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo sono scattate dopo una verifica fiscale eseguita nei confronti della società che opera nel settore dei trasporti di Carini, che negli anni 2015 e 2016 avrebbe utilizzato fatture false per oltre 5 milioni di euro.

    Le indagini delle Fiamme Gialle

    Nel corso dell’ispezione fiscale sono stati approfonditi i rapporti intercorsi con la cooperativa Futura Trasporti, cessata nel 2017, a cui erano stati esternalizzati i servizi di ritiro, trasporto e consegna pacchi per conto terzi. Secondo quanto accertato dai finanzieri sarebbe emerso che con la cooperativa sarebbero stati stipulati contratti di appalto simulati per giustificare le prestazioni fornite da lavoratori che di fatto erano veri e propri dipendenti della società di trasporti.

    Denunciati gli amministratori

    Un meccanismo con il quale, secondo le indagini della finanza, si sarebbe abbattuto il reddito imponibile della società di trasporti, attraverso la contabilizzazione da parte di quest’ultima di costi fittizi e l’indebita detrazione dell’Iva, concentrando sulla cooperativa tutti gli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali gravanti sul datore di lavoro. I due amministratori Giovanni e Salvatore Randazzo tra il 2015 e il 2016 sono stati denunciati con l’accusa di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

    Sono indagati per emissione di fatture false anche i responsabili della cooperativa Giuseppe Cacciatore, 47 anni di Ficarazzi, Luigi Mezzatesta, 47 anni di Bagheria e Francesco Guerrera, 43 anni. Il gip per salvaguardare gli interessi erariali a beneficio della futura azione di riscossione, ha emesso un provvedimento cautelare di sequestro per imposte evase Ires e Iva per un milione e 35 mila euro.

  • Frode fiscale e fatture false, maxi sequestro a impresa di Carini

    Frode fiscale e fatture false, maxi sequestro a impresa di Carini

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura della Repubblica, per un milione di euro alla società di spedizioni di Carini (Pa) Randazzo Srl. I titolari Giovanni Randazzo, 83 anni e Salvatore Randazzo di 50 anni sono indagati per reati tributari e emissioni di fatture false.

    Le indagini dei finanzieri scaturiscono dalle risultanze di una verifica fiscale eseguita nei confronti della società operante nel settore dei trasporti, che negli anni 2015 e 2016 avrebbe utilizzato fatture false per oltre 5 milioni di euro.

    Nell’ambito dell’ispezione fiscale, in particolare, sono stati approfonditi i rapporti intercorsi con una cooperativa alla quale erano stati esternalizzati, in regime di monocommittenza, i servizi di ritiro, trasporto e consegna pacchi per conto terzi.

    Sulla scorta degli elementi indiziari acquisiti allo stato delle indagini, è emerso che con la citata cooperativa sarebbero stati stipulati contratti di appalto simulati per giustificare le prestazioni fornite da lavoratori che di fatto erano veri e propri dipendenti della società di trasporti.

    Infatti, l’unico rischio d’impresa assunto dalla cooperativa è stato quello inerente al governo “formale” del rapporto di lavoro dipendente (costituito essenzialmente dall’emissione delle buste paga) poiché, di fatto, la gestione “effettiva” del personale, della logistica e dei mezzi tecnici era tutta demandata all’impresa di trasporti.

    La finalità dell’ipotizzato meccanismo fraudolento era quella di abbattere illecitamente il reddito imponibile della società di trasporti, attraverso la contabilizzazione da parte di quest’ultima di costi fittizi e l’indebita detrazione dell’IVA, concentrando sulla cooperativa tutti gli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali gravanti sul datore di lavoro.

    Sono indagati per emissione di fatture false anche i responsabili della cooperativa Giuseppe Cacciatore, 47 anni di Ficarazzi, Luigi Mezzatesta, 47 anni di Bagheria e Francesco Guerrera, 43 anni.

    Il Gip del Tribunale, al fine di salvaguardare gli interessi erariali a beneficio della futura azione di riscossione, ha emesso un provvedimento cautelare grazie al quale sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie fino alla concorrenza delle imposte evase (I.RE.S. e I.V.A.) pari ad euro 1.035.954.

  • Bancarotta nel Palermitano, arrestati due imprenditori col Reddito di cittadinanza

    Bancarotta nel Palermitano, arrestati due imprenditori col Reddito di cittadinanza

    Bancarotta fraudolenta, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio. Con queste accuse due imprenditori di Termini Imerese sono finiti uno in carcere e l’altro ai domiciliari. Entrambi prendevano il Reddito di cittadinanza.

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese.

    Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato una società di trasporti operante nel territorio nazionale del valore di oltre 700.000 euro con sede legale e base operativa nella zona industriale di Termini Imerese.

    L’indagine parte dal fallimento – dichiarato nel marzo del 2021 – di una società nel settore dei trasporti su strada.

    I Finanzieri, grazie a intercettazioni e accertamenti contabili, documentali e finanziari, hanno ricostruito come i due avrebbero svuotato l’impresa in fallimento con conseguenti danni per l’Erario e i fornitori. I due avrebbero creato una nuova società intestata a prestanome, denunciati a piede libero – avente coincidente sede operativa e attività svolta, che rappresenta la continuazione aziendale della precedente impresa.

    La società sequestrata è ora affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

  • Dentista senza laurea e abilitazione da 7 anni incastrato dalla Finanza nel Palermitano

    Dentista senza laurea e abilitazione da 7 anni incastrato dalla Finanza nel Palermitano

    Un falso odontoiatra lavorava da sette anni senza laurea e senza abilitazioni necessarie per l’esercizio della professione. La Guardia di Finanza ha acquisito notizie circa l’esercizio abusivo dell’attività e ha eseguito mirate attività di controllo presso uno studio professionale di Carini (PA). Le Fiamme Gialle hanno scoperto che nel locale eseguiva abusivamente la professione di medico odontoiatra da circa 7 anni, circostanza confermata anche da numerosi ignari clienti.

    Lo stratagemma per eludere i controlli

    Con lo scopo di nascondere l’attività illecita ed eludere gli eventuali controlli, il falso dentista, a partire dal mese di novembre 2020, ha fatto risultare che nello studio esercitasse la professione medica un odontoiatra regolarmente iscritto all’albo Provinciale degli Odontoiatri di Palermo e in possesso, quindi, di tutti i titoli autorizzativi.

    I due denunciati

    Tale pratica tuttavia è stato già oggetto di pronuncia della Corte di Cassazione che, in tema di esercizio abusivo della professione medica, ha sentenziato che risponde a titolo di concorso nel reato di esercizio di professione abusiva anche il responsabile di uno studio medico che consenta o agevoli lo svolgimento dell’attività da parte di soggetto che egli sa non essere munito di abilitazione. I due sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Palermo per esercizio abusivo della professione (ex art. 348 c.p.).

    Un altro odontotecnico senza laurea a Palermo

    Nemmeno un mese fa un altro dentista abusivo scoperto a Palermo. Anche lui operava i pazienti senza laurea e senza abilitazione. La Guardia di Finanza di Palermo e l’Asp hanno sequestrato il magazzino trasformato in uno studio dentistico. Alla richiesta di esibire la certificazione ambientale (AUA), la laurea in odontoiatria e l’iscrizione all’albo dei dentisti, il soggetto ha solo esibito il diploma di Odontotecnico. Tale titolo avrebbe permesso allo stesso di procedere esclusivamente alla realizzazione di protesi dentarie e non di operare direttamente sui pazienti, circostanza invece constatata dai militari operanti.

     

  • Chiede fondi Covid senza averne diritto, nei guai imprenditore di Camporeale

    Chiede fondi Covid senza averne diritto, nei guai imprenditore di Camporeale

    Ha richiesto e ottenuto un finanziamento dallo Stato relativo agli aiuti post emergenza sanitaria non avendone il diritto. La Guardia di Finanza di Partinico lo ha denunciato. Si tratta di un imprenditore agricolo di Camporeale.

    In particolare, la Finanza di Partinico, ha individuato una società agricola, con domicilio fiscale a Camporeale, che aveva illecitamente richiesto ed ottenuto un finanziamento a tasso zero erogato dallo Stato per sostenere le imprese in difficoltà a causa dell’emergenza Covid.

    Si tratta di una particolare misura assistenziale – introdotta dal cd. “decreto liquidità” al fine di sostenere le imprese agricole colpite dall’emergenza sanitaria, che prevede un finanziamento a tasso zero, erogato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali tramite ISMEA, per un importo non superiore al 50% del volume d’affari dichiarato nel 2019.

    Le Fiamme Gialle hanno accertato che il rappresentante legale della società agricola ha allegato alla domanda di finanziamento la dichiarazione dei redditi relativa al 2018 invece che la dichiarazione IVA relativa al 2019. L’imprenditore avrebbe così attestato falsamente un volume d’affari superiore che gli ha consentito di percepire un finanziamento maggiore di circa 7.000 euro, rispetto a quello spettante.

    Pertanto, i Finanzieri hanno deferito il rappresentante legale della società beneficiaria per il reato di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato (art.316-ter, comma 1, c.p.).