Tag: carini

  • Orrore nel Palermitano, figlio lega l’anziana madre al letto: «L’ho fatto per proteggerla»

    Orrore nel Palermitano, figlio lega l’anziana madre al letto: «L’ho fatto per proteggerla»

    Un dramma familiare dai contorni ancora tutti da chiarire scuote la comunità di Carini, in provincia di Palermo. Un uomo di trent’anni è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia dopo aver immobilizzato la madre di 65 anni, legandola al letto. A far scattare l’allarme sono stati i vicini, insospettiti da alcuni lamenti provenienti dall’appartamento di via Monti Iblei. La giustificazione fornita dall’uomo agli inquirenti ha aggiunto un elemento paradossale alla già drammatica vicenda.

    L’allarme dei vicini in via Monti Iblei

    Quei lamenti, insistenti e soffocati, hanno rotto il silenzio di sabato sera nel quartiere residenziale. Alcuni residenti, preoccupati per quei suoni anomali provenienti dall’abitazione della donna, hanno provato a sincerarsi della situazione. Il loro bussare alla porta è rimasto senza risposta, un silenzio che ha fatto crescere la paura. Temendo il peggio, hanno immediatamente allertato il numero unico d’emergenza, mettendo in moto la macchina dei soccorsi.

    La scoperta shock: anziana immobilizzata

    Sul posto sono giunte in breve tempo una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Carini e una squadra dei Vigili del Fuoco. È stato necessario l’intervento di questi ultimi per forzare la porta d’ingresso e accedere all’appartamento. La scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori è stata agghiacciante: la donna di 65 anni era immobilizzata sul suo letto, con i polsi e le caviglie assicurati con delle legature alle sponde. Pur essendo cosciente, appariva in un evidente stato di confusione e choc. Liberata dai militari, è stata affidata alle cure del personale del 118, che l’ha trasportata in ospedale per gli accertamenti del caso. Fortunatamente, non presentava ferite visibili.

    La paradossale giustificazione del figlio

    Le indagini si sono subito concentrate sul figlio trentenne, convivente della donna. Una volta rintracciato e condotto in caserma, l’uomo ha offerto agli inquirenti una versione dei fatti che ha lasciato tutti sbigottiti. Ha ammesso di essere stato lui a legare la madre, ma ha negato ogni intento violento. «L’ho legata per proteggerla, per evitare che si facesse del male mentre non ero in casa», avrebbe dichiarato ai militari. Una spiegazione che non ha convinto gli investigatori, i quali procedono con la massima cautela.

    Indagini in corso per maltrattamenti in famiglia

    Al termine degli atti di rito, il trentenne è stato denunciato a piede libero con la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia. Al momento, la Procura non ha disposto misure restrittive nei suoi confronti, ma l’indagine prosegue senza sosta. Gli inquirenti stanno raccogliendo le testimonianze di parenti e conoscenti per ricostruire il complesso quadro familiare e per accertare se in passato si siano già verificati episodi simili o se vi fossero segnali di un disagio latente. L’obiettivo è fare piena luce su una vicenda che ha sconvolto un’intera comunità.

  • Mega donazione di due americani, nasce un centro oncologico d’eccellenza ISMETT nel Palermitano

    Mega donazione di due americani, nasce un centro oncologico d’eccellenza ISMETT nel Palermitano

    Da ecomostro a polo d’eccellenza: a Carini un centro oncologico all’avanguardia grazie a ISMETT e alla generosità di due pazienti americani. Un edificio fatiscente, simbolo per anni di abbandono e degrado in contrada Carbolangeli, è destinato a una profonda rinascita. Il Comune di Carini, in sinergia con l’eccellenza sanitaria dell’IRCCS ISMETT, trasformerà la struttura in un polo polifunzionale d’avanguardia. La delibera del Consiglio Comunale, che concede l’immobile in uso gratuito per trent’anni, segna l’avvio di un progetto che porterà sul territorio un ambulatorio di oncologia integrata e laboratori di ricerca avanzata, a diretto beneficio della collettività.

    Una storia di gratitudine: la donazione che cambia il volto del territorio

    All’origine di questa straordinaria operazione di rigenerazione urbana e sanitaria c’è una toccante storia di filantropia. Due cittadini americani, dopo aver ricevuto cure che hanno salvato loro la vita presso l’ISMETT, hanno deciso di esprimere la loro gratitudine con un gesto di eccezionale valore. La loro significativa donazione è il motore che alimenterà la creazione del centro, concepito per importare in Sicilia un modello di cura oncologica multidisciplinare già consolidato negli Stati Uniti, che pone il paziente e la sua qualità di vita al centro di ogni percorso terapeutico.

    Un modello di cura innovativo: l’oncologia integrata sbarca in Sicilia

    Il nuovo polo sanitario non sarà un semplice ambulatorio, ma un centro pioniere per l’oncologia integrata. “Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine ai due donatori, uno dei quali è medico, e al Comune di Carini per aver reso possibile questo progetto innovativo”, dichiara Angelo Luca, Direttore dell’IRCCS ISMETT. Il Direttore spiega come il modello adottato affiancherà alle terapie convenzionali, basate sull’evidenza scientifica, un ventaglio di interventi complementari validati: dalla riabilitazione oncologica al supporto nutrizionale specialistico, fino all’agopuntura e ai protocolli di *mindfulness-based stress reduction*. “Approcci con evidenze consolidate nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici”, sottolinea Luca. “Grazie al Comune di Carini trasformiamo così un bene pubblico abbandonato da molti anni in una struttura sanitaria dedicata ai pazienti più vulnerabili e alla ricerca traslazionale”.

    Questa non è la prima testimonianza della riconoscenza dei pazienti americani verso l’istituto. “Una precedente donazione”, ricorda il Direttore Luca, “ha già finanziato la palazzina per la ricerca che oggi ospita una biobanca, laboratori sperimentali e il Centro di Formazione Renato Fiandaca, che forma annualmente centinaia di professionisti sanitari”.

    La visione del Comune: da bene confiscato a risorsa per la comunità

    Il ruolo dell’amministrazione comunale è stato determinante. Il Comune non solo ha messo a disposizione l’immobile, ma ha anche gestito un iter burocratico complesso per sbloccare l’operazione, che non comporterà alcun onere finanziario per le casse comunali. “Ringrazio il Consiglio comunale”, commenta il sindaco di Carini, Giovì Monteleone, “per aver accolto la proposta dell’amministrazione di destinare un bene immobile del Comune, acquisito per abusivismo edilizio, ad un utilizzo sociale e per prestare un servizio sanitario di alto livello”. Il sindaco evidenzia inoltre la portata strategica dell’intervento, che si integra perfettamente con le altre grandi opere in corso sul territorio.

    Un tassello in un mosaico più ampio: Carini polo della salute e della ricerca

    L’iniziativa non è un episodio isolato, ma si inserisce in una visione di sviluppo che sta trasformando Carini in un hub di riferimento per la sanità e la ricerca scientifica in Sicilia. Il nuovo centro sorgerà infatti a breve distanza dal cantiere del Centro di ricerca della Fondazione Ri.MED e dall’area di contrada Ponticelli, dove nascerà il nuovo ospedale ISMETT2, un progetto di respiro nazionale finanziato dalla Regione Siciliana e dal Governo. Questo ecosistema di eccellenza promette di generare un impatto positivo duraturo sull’assistenza sanitaria, sull’occupazione e sulla valorizzazione dell’intera area metropolitana di Palermo.

  • Padre e figlio volano da 5 metri con l’auto, drammatico incidente nel Palermitano

    Padre e figlio volano da 5 metri con l’auto, drammatico incidente nel Palermitano

    Un grave sinistro stradale si è verificato lungo via Pietro Migliore a Carini, dove un’automobile è uscita di strada precipitando per diversi metri. A bordo del veicolo si trovavano un padre con suo figlio.

    Una Fiat 500 X, per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti, ha improvvisamente perso aderenza con l’asfalto. La vettura ha proseguito la sua corsa incontrollata, abbattendo una recinzione metallica posta a protezione della carreggiata e terminando il suo tragitto in fondo a una scarpata profonda circa cinque metri.

    L’allarme ha fatto accorrere sul luogo dell’incidente i vigili del fuoco, il cui intervento è stato cruciale per liberare i due occupanti. L’operazione di estrazione si è rivelata complessa, data la deformazione della carrozzeria del veicolo in seguito al violento impatto. Una volta estratti dalle lamiere, padre e figlio sono stati presi in carico dal personale sanitario del 118, intervenuto con due ambulanze.

    Dei due occupanti, il padre ha riportato le conseguenze più serie, venendo trasportato d’urgenza al Trauma Center dell’ospedale Villa Sofia a Palermo. Anche il figlio è stato condotto in ospedale per gli accertamenti del caso, sebbene le sue condizioni siano state giudicate meno gravi. I Carabinieri della compagnia locale hanno transennato l’area per garantire la sicurezza e hanno eseguito i rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

  • Gli rubano l’auto e gli chiedono 1000 euro per riconsegnarla, vittima li fa arrestare nel Palermitano

    Gli rubano l’auto e gli chiedono 1000 euro per riconsegnarla, vittima li fa arrestare nel Palermitano

    “Mille euro se rivuoi la tua auto”. Così due giovani hanno tentato il cavallo di ritorno ma all’appuntamento hanno trovato i Carabinieri di Carini che li hanno arrestati.

    Si tratta della classica richiesta del “cavallo di ritorno”, fatta ad una signora di Carini che era stata derubata del veicolo. La donna, però, ha sporto denuncia e così, invece dei soldi, i criminali si sono trovati con le manette ai polsi: si tratta di due giovani, di cui uno minorenne, che ora dovranno rispondere di estorsione in flagranza.

    L’automobile era stata rubata lo scorso 1 giugno. Dopo il furto la vittima, si è presentata presso la Stazione Carabinieri di Carini per sporgere denuncia. E, aveva aggiunto, che era stata già contattata: qualcuno al telefono gli aveva proposto lo scambio, in realtà una estorsione, chiedendogli mille euro per la restituzione del veicolo. A quel punto i Carabinieri hanno organizzato la trappola: all’appuntamento la donna ci sarebbe andata, e avrebbe portato anche i soldi, ma il pagamento sarebbe avvenuto in presenza delle forze dell’ordine, appostati nelle vicinanze e pronti a intervenire.

    Una volta concordato il luogo, le forze dell’ordine, naturalmente in borghese, hanno aspettato che arrivassero i criminali e, appena hanno messo le mani sui soldi, li hanno arrestati. L’automobile è stata rinvenuta e, dopo le formalità di rito, è stata restituita alla legittima proprietaria.

    Il più delle volte, le vittime scelgono di pagare e non denunciare, talvolta perché credono sia conveniente. Il problema, spesso ignorato, è che, così facendo, si incorre nel reato di favoreggiamento.

  • Inferno di fuoco a Carini: impianto rifiuti in fiamme

    Inferno di fuoco a Carini: impianto rifiuti in fiamme

    Palermo – Un vasto incendio è scoppiato nella notte presso l’impianto di trattamento rifiuti speciali “Ugri”, situato nella zona industriale di Carini, in via Galileo Galilei. L’allarme è scattato intorno all’1.15, mobilitando prontamente diverse squadre dei Vigili del Fuoco.

    Oltre 30 Vigili del Fuoco e 10 mezzi sono impegnati nelle operazioni di spegnimento, ancora in corso, per domare le fiamme e impedire che si propaghino alle aziende limitrofe. L’intervento tempestivo dei pompieri mira a contenere i danni e a scongiurare il rischio di un’emergenza più estesa.

    Al momento, le cause che hanno innescato l’incendio sono ancora ignote e sono oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti. Si attendono ulteriori informazioni al riguardo.

    Sul luogo dell’incendio è presente anche il personale dell’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che sta effettuando rilevazioni per monitorare la qualità dell’aria nelle aree circostanti l’impianto. Fortunatamente, non si registrano persone coinvolte nell’incendio.

    “In merito all’incendio sviluppatosi nella notte tra il 22 e il 23 maggio presso un impianto di trattamento rifiuti speciali situato nella zona industriale di Carini, si precisa che l’azienda Ugri non è coinvolta nei fatti. Alcune voci circolate nelle ultime ore riportano erroneamente un coinvolgimento diretto della Ugri S.r.l. nell’evento. Tali informazioni sono infondate e fuorvianti”, dice una nota dell’azienda.

    L’azienda Ugri continua regolarmente le proprie attività e non ha subito alcun danno né interruzione dei servizi.

  • A Carini la costa è sempre più libera, abbattute altre 5 villette abusive

    A Carini la costa è sempre più libera, abbattute altre 5 villette abusive

    Cinque ville abusive sul litorale di Carini saranno demolite. L’operazione, avviata oggi al civico 933 del lungomare Cristoforo Colombo, prevede l’abbattimento di una villetta a due piani precedentemente adibita ad abitazione. L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione della fascia costiera, mirato a restituire alla cittadinanza l’accesso diretto al mare.

    Il Comune di Carini ha ottenuto un finanziamento di 100 mila euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pari alla metà del costo totale dell’intervento, stimato in 200 mila euro. La restante parte dell’importo è stata coperta da fondi comunali.

    Subito dopo la demolizione della prima villetta, le ruspe si sposteranno sull’immobile adiacente, anch’esso di due piani e abitato fino a dicembre 2024. Seguiranno poi gli abbattimenti di altre tre costruzioni abusive, una situata sul lungomare Cristoforo Colombo e due lungo la via Amerigo Vespucci, in prossimità dell’autostrada.

    L’appalto per i lavori di demolizione è stato aggiudicato alla Lutiviem srl di San Filippo del Mela (Messina), con un ribasso del 28,35% sulla base d’asta di 117 mila euro.

  • Ruspe in azione a Carini, giù le villette abusive sulla spiaggia

    Ruspe in azione a Carini, giù le villette abusive sulla spiaggia

    A Carini, le ruspe sono tornate in azione sul lungomare Cristoforo Colombo per demolire nuove costruzioni abusive. L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di risanamento della costa, avviato da alcuni anni per liberare l’arenile dagli immobili abusivi. L’obiettivo è restituire la spiaggia alla fruizione pubblica e bonificare l’area.

    Demolizione di una villetta su piattaforma in cemento

    L’ultima demolizione ha riguardato una villetta costruita sopra una piattaforma in cemento direttamente sulla spiaggia. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta incaricata dal Comune di Carini.

    Cinque lotti di spiaggia liberati saranno affidati ai privati

    Il sindaco Giovì Monteleone ha annunciato che, a seguito delle demolizioni, cinque lotti di spiaggia, ora liberi dalle costruzioni abusive, saranno affidati a privati tramite bando. Questa decisione è stata presa per garantire la gestione e la pulizia delle spiagge, soprattutto durante la stagione balneare.

    Necessità di presidio e gestione delle spiagge

    La scelta di affidare i lotti ai privati è motivata dalla necessità di preservare la pulizia e la sicurezza delle spiagge. Lo scorso anno, durante i weekend, si registravano circa 2.500 bagnanti nell’area, con conseguente accumulo di rifiuti sull’arenile.

    Risultati dell’opera di risanamento

    Ad oggi, sono state demolite circa 300 villette abusive e bonificato un chilometro e mezzo di arenile. Il Comune ha emesso 1.150 ordinanze di demolizione, a fronte di circa 6.000 abitazioni presenti lungo i nove chilometri di litorale.

    Abusivismo edilizio e sanatorie

    Molte delle abitazioni presenti sul litorale sono abusive e destinate alla demolizione. Alcune, tuttavia, sono state sanate perché costruite prima dell’entrata in vigore della legge che stabilisce i 150 metri dal mare come limite invalicabile per le costruzioni.

  • Dramma nel Palermitano, trovata morta ragazza di 34 anni

    Dramma nel Palermitano, trovata morta ragazza di 34 anni

    Una donna di 34 anni è stata trovata morta nella sua abitazione in Corso Italia, nel quartiere Agliastrelli, a Carini. La scoperta è avvenuta nella palazzina dove la donna viveva con il marito.

    Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione e i soccorsi, che hanno constatato il decesso. Il marito e la famiglia della vittima sono rimasti sconvolti dalla tragica notizia. Le autorità stanno conducendo indagini per determinare le cause della morte.

  • Tragedia a Isola delle Femmina, muore in moto 43enne di Carini

    Tragedia a Isola delle Femmina, muore in moto 43enne di Carini

    Tragico incidente stanotte sul lungomare di Isola delle Femmine, un 43enne di Carini, è morto dopo essersi schiantato con la moto.

    Carabinieri sul posto per ricostruire la dinamica

    Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Al momento, sembra che l’uomo fosse l’unico coinvolto, senza il coinvolgimento di altri veicoli, ma ogni ipotesi resta aperta.

    Inutili i soccorsi del 118

    I sanitari del 118 hanno raggiunto rapidamente il luogo dell’accaduto, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per l’uomo, che ha riportato ferite molto gravi, non c’è stato nulla da fare.

    Indagini in corso per accertare le cause dell’incidente

    Le forze dell’ordine proseguono le indagini per chiarire le cause precise del tragico impatto.

  • I NOMI dei 181 arrestati nell’operazione antimafia a Palermo e provincia

    I NOMI dei 181 arrestati nell’operazione antimafia a Palermo e provincia

    Nel corso di una maxi-operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo sono stati disposti i fermi e gli arresti di 181 persone, tra boss, “colonnelli”, uomini d’onore, ed estortori di diversi “mandamenti” del capoluogo siciliano e della provincia.

    L’inchiesta, condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dalla procuratrice aggiunta Marzia Sabella, ha svelato l’organigramma delle principali famiglie, gli affari dei clan e l’ennesimo tentativo di Cosa nostra di ricostituire la Cupola provinciale e di reagire alla dura repressione che negli ultimi anni ha portato in cella migliaia di persone.

    I nomi degli arrestati nel mandamento San Lorenzo

    Nel mandamento San Lorenzo sono scattate le manette per: Serio Domenico 48 anni; Serio Nunzio 47 anni; Stagno Francesco 38 anni; Iraci Francesco 34 anni; Militano Francesco 36 anni; Ferrazzano Mario 39 anni; Serio Salvatore 44 anni; Raneri Filippo 38 anni; Capraro Pietro 39 anni; Minio Gabriele 36 anni; Licata Gaetano 41 anni; Cosentino Emanuele 38 anni; Rubino Guglielmo 47 anni; Varsalona Salvatore 57 anni; De Luca Antonino 55 anni; Spanu Gianluca 37 anni; Scarpisi Francesco 44 anni; Randazzo Salvatore 57 anni; Cangemi Leandro 33 anni; Battaglia Giuseppe 52 anni; Romeo Amedeo 48 anni; Gennaro Rosario 59 anni; Ruvolo Salvatore 40 anni; Cusimano Giovanni Salvatore 75 anni; Riccobono Gennaro 63 anni; Lo Coco Giuseppe 57 anni; Mazza Antonino 51 anni; Lo Iacono Paolo 58 anni; Ciaramitaro Domenico 50 anni; Lo Iacono Mariano 34 anni; Sparataro Tommaso 31 anni; Vattiato Massimiliano 50 anni; Finocchio Salvatore 44 anni; Lombardo Salvatore 39 anni; Lasugi Khemais 36 anni.

    I nomi degli arrestati tra Carini e Terrasini

    In provincia di Palermo, tra Carini e Terrasini che appartengono al mandamento San Lorenzo, sono scattati i fermi per: Giuseppe Lo Duca, 52 anni, Giuseppe Passalacqua, 55 anni, Salvatore Prano, 58 anni, Mirko Lo Iacono, 28 anni, Giuseppe Basile, 29 anni, Stefano Randazzo, 26 anni, Gioacchino Rella, 52 anni, Andrea Giambanco, 59 anni, Alfonso Zinna, 27 anni, Giuseppe Cosenza 50 anni, Vito Cardinale, 42 anni, Gianfranco Grigoli, 52 anni, Giuseppe Caruso, 49 anni, Alessio Steri, 37 anni, Guido Massaro, 32 anni, Gianfilippo Libonati, 46 anni, Vincenza Dragotto, 43 anni, Vincenzo Guccione, 22 anni, Mirko Bevilacqua, 24 anni, Angelo Barone, 40 anni, Roberto Barone, 59 anni, Luca Lentini, 40 anni, Salvatore Cataldo, 75 anni, Umberto Ferrigno, 68 anni, Giuseppe Stanzione, 67 anni, Giovanni Romano, 38 anni, Giuseppe Pisciotta, 37 anni, Emanuele Bommarito, 44 anni, Alfonso D’Anna, 68 anni, Salvatore D’Anna 64 anni, Davide Minore, 43 anni, Giuseppe Valgellini, 46 anni, Salvatore Minore, 40 anni, Benedetto Bacchi, 52 anni.

    Si tratta di Guglielmo Rubino, 48 anni, Giuseppe Aliotta, 41 anni, Mario Mirko Brancato, 26 anni, Pasquale Di Mariano, 33 anni, Antonino La Mattina, 32 anni, Francesco Pedalino, 46 anni, Gabriele Pedalino, 28 anni, Concetta Profeta, 45 anni, Girolamo Rao, 27 anni, Vincenzo Rao, 33 anni, Salvatore Ribaudo, 53 anni, Salvatore Ribaudo, 51 anni, Guido Riccardi, 40 anni, Rosolino Rizzo, 24 anni, Pietro Rubino, 43 anni, Antonio Scarantino, 48 anni, Alessandro Scelta, Vincenzo Toscano, 37 anni.

    I nomi degli arrestati a Bagheria

    Nel mandamento di Bagheria sono scattate le manette per: Alcamo Atanasio 48 anni; Boncimino Christian 29 anni; Cannella Antonio Maria 46 anni; Cirrito Nicolò 59 anni; Comparetto Alessandro 49 anni; Di Fiore Giuseppe 75 anni; Ingrassia Gianfranco Maria 69 anni; Gagliardo Antonino 66 anni; Lauricella Salvatore 48 anni; Migliorisi Dario 50 anni; Mineo Gioacchino 72 anni; Romeo Giuseppe 44 anni; Russo Gaetano 47 anni; Scaduto Giuseppe 78 anni.

    Misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di D’Azzò Rosario Giovanni 77 anni. La misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di La Rosa Daniele 49 anni.

    Arresti domiciliari anche per Di Piazza Giacinto 65 anni; Cinà Salvatore 73 anni e Testa Agostino 72 anni.

    I nomi degli arrestati a Porta Nuova

    Alessandro Adamo, 32 anni, Giuseppe Auteri, 49 anni, Salvatore Bagnasco, 66 anni, Francesco Battaglia, 41 anni, Carmelo Bellomonte 26 anni, Fortunato Bonura, 65 anni, Carmelo Caccamese, 46 anni, Giuseppe Campisi, 27 anni, Salvatore Calista 27 anni, Andriy Carollo, 23 anni, Giovanni Castello, 49 anni, Francesco Cataldo, 32 anni, Giovanni Chiarello, 24 anni, Cristian Cinà, 37 anni, Stefano Comandè, 38 anni, Angelo Costa, 31 anni, Federico D’Alessandro, 35 anni, Salvatore D’Amico, 46 anni, Giuseppe D’Angelo, 30 anni, Carmelo De Luca, 32 anni, Pietro Di Blasi, 42 anni, Pietro Di Blasi, 36 anni, Umberto Di Cara, 30 anni, Vincenzo di Cristina, 24 anni, Giuseppe Di Maio, 39 anni, Cristian D’India, 23 anni, Lillo Fanara, 31 anni, Angelo Fernandez, 19 anni, Gaetano Fernandez, 22 anni, Cosimo Filippone, 28 anni, Nunzio La Torre, 38 anni, Calogero Lo Presti, 72 anni, Tommaso Lo Presti il pacchione, 49 anni, Tommaso Lo Presti il lungo, 60 anni, Agostino Lupo, 34 anni, Vincenzo Madonia, 24 anni, Filippo Maniscalco, 31 anni, Filippo Marino, 46 anni, Leonardo Marino 35 anni, Gaspare Martines, 60 anni, Giuseppe Pinella, 29 anni, Carlo Pillitteri, 36 anni, Pietro Pozzi, 60 anni, Roberta Presti, 38 anni, Francesco Paolo Putano, 49 anni, Jessica Santoro, 33 anni, Daniele Segreto, 32 anni, Nunzio Selvaggio, 27 anni, Vincenzo Selvaggio, 30 anni, Antonino Serranella, 48 anni, Antonio Sorrentino, 57 anni, Francolino Spadaro, 61 anni, Luigi Verdone, 32 anni, Francesco Paolo Viviano, 32 anni, Francesco Zappulla, 34 anni.

    I nomi degli arrestati a Pagliarelli

    Giovanni Armanno 50 anni, Vincenzo Vascio 37 anni, Carmelo Davoli 30 anni, Andrea Mirino 33 anni, Josephine Mirino 31 anni, Salvatore Mirino 57 anni.

    I nomi degli arrestati a Cruillas e Noce

    Questi i fermati nel blitz fra Noce, Porta nuova e Cruillas: Di Cara Alfonso 63 anni, Formisano Daniele 51 anni, Tognetti Felisiano 53 anni, Tumminia Pietro 53 anni, D’Amico Salvatore 61 anni, Cusimano Pietro 66 anni, Auteri Giuseppe 50 anni, Lo Presti Tommaso il lungo 60 anni, Giunta Giuseppe 38 anni, Di Cara Benedetto 35 anni, Napoli Benedetto 55 anni, Torres Carmelo 38 anni.