Da Catania ad Harvard: il siciliano eletto nel Board dell’ateneo più famoso

Un ragazzo cresciuto in un quartiere popolare di Catania siede oggi tra le trenta personalità chiamate a vigilare sul futuro di Harvard. Salvo Arena, 57 anni, avvocato da quasi trent’anni a New York, è stato eletto nel Board of Overseers dell’università più prestigiosa degli Stati Uniti.
L’elezione è avvenuta attraverso il voto degli oltre 400mila alumni sparsi nel mondo. Un incarico volontario e non retribuito, ma di straordinario peso: il Board sovrintende agli standard di eccellenza e alla visione strategica dell’ateneo di Cambridge.
Arena è socio responsabile dello studio internazionale Chiomenti a New York, punto di riferimento dell’M&A e del private equity negli Stati Uniti. Nell’aprile 2025 aveva già ricevuto l’Harvard Law School Award, riconoscimento andato in passato a Barack Obama, al presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick e alla giudice della Corte Suprema Brown Jackson. «Uno dei giorni più importanti della mia vita», aveva confessato.
Laureato in Giurisprudenza a Catania, nel 1999 fu il primo siciliano a frequentare l’Harvard Law School, dove conseguì il master in Legge. Da allora non ha mai interrotto il legame con l’ateneo, diventando anche il primo non americano presidente della Harvard Law School Association Worldwide.
Una vera campagna elettorale, con endorsement e interviste
L’elezione al Board non è stata una formalità. «Harvard è l’unica università della Ivy League in cui il Board è interamente eletto dagli alumni», ha spiegato Arena. «Affida loro il futuro dell’ateneo. Quindi c’è una fortissima componente di credibilità, di riconoscimento, di apprezzamento sia per la carriera professionale sia per il contributo che è stato dato alla comunità degli harvardiani».
Mesi di campagna intensa: questionari, interviste, prese di posizione sui temi più scottanti, dal freedom of speech ai rapporti con la pubblica amministrazione. Arena ha ottenuto 14 endorsement e dal “Crimson”, il giornale degli studenti di Harvard, è stato scelto da 9 editor su 10 come “first choice”.
Tra i temi affrontati durante la campagna, anche lo scontro tra Harvard e l’amministrazione Trump, che ha accusato l’università di tollerare l’antisemitismo e ha minacciato di revocare i visti agli studenti stranieri. «In questo momento molto complicato per l’università si è chiamati ad avere una posizione di ragionevolezza, ma anche di preparazione professionale per far fronte a tutte le problematiche che ormai da qualche anno stanno affliggendo l’università», ha dichiarato.
Il Board non gestisce l’ateneo né adotta decisioni operative. Il suo compito è la supervisione, la valutazione accademica e la consulenza strategica. «La più importante responsabilità è dirigere il processo di “visitation” con cui si esaminano periodicamente le facoltà, i dipartimenti, i programmi», ha precisato Arena.
Intanto, da avvocato, continua a lavorare anche in Italia: segue come legale della Fiorentina la trattativa con il Comune per «un possibile accordo che prevede un investimento congiunto per la ristrutturazione dello stadio», e cura la privatizzazione dell’aeroporto di Catania per uno dei potenziali partecipanti all’asta per la quota di maggioranza della Sac. Un viaggio continuo tra due mondi, con radici sempre piantate in Sicilia.

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