Autore: Marta Russo

  • Goletta Verde boccia il mare siciliano: 11 zone oltre i limiti, ecco dove è meglio non fare il bagno

    Goletta Verde boccia il mare siciliano: 11 zone oltre i limiti, ecco dove è meglio non fare il bagno

    Un mare che non sempre gode di ottima salute. È questo il bilancio del monitoraggio condotto da Goletta Verde di Legambiente lungo le coste della Sicilia tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. L’analisi è impietosa: su 25 campioni d’acqua prelevati, ben 11 sono risultati inquinati, il 44% del totale. Nove di questi sono stati giudicati “fortemente inquinati”, evidenziando una seria minaccia legata a una depurazione scarsa o inefficiente.

    Va precisato, tuttavia, che i prelievi si concentrano spesso su punti notoriamente critici, come le foci di fiumi, torrenti o in prossimità di scarichi, veri e propri “sorvegliati speciali” della salute del nostro mare. Dei 25 punti analizzati, 16 erano in mare e 9 proprio in corrispondenza di queste aree a rischio.

    Ecco nel dettaglio la situazione emersa dalle analisi di Legambiente:

    * Agrigento: Due foci su tre sono inquinate. “Fortemente inquinata” la foce del torrente Cansalamone a Sciacca e “inquinata” quella del fiume Akragas. Entro i limiti, invece, la foce del fiume Salso a Licata.
    * Caltanissetta: Promossa a pieni voti. Entrambi i punti a mare, a Marina di Butera e presso la foce del Gattano, sono risultati entro i limiti di legge.
    * Catania: Situazione critica con due punti “fortemente inquinati” su tre. Si tratta della foce alla Playa, in contrada Pantano d’Arci, e di un punto sul lungomare Galatea ad Aci Trezza. Salva la spiaggia vicino alla foce del torrente Macchia a Riposto.
    * Messina: Acque pulite nei tre punti monitorati a mare, inclusi i prelievi vicino al depuratore di Milazzo e alla foce del Saia Archi.
    * Palermo: Un quadro a due facce. Tutti e cinque i punti campionati a mare, da Barcarello a Cefalù, sono risultati entro i limiti, sebbene alcuni con valori vicini alla soglia. Disastrosa, invece, la situazione delle tre foci analizzate, tutte “fortemente inquinate”: il fiume Eleuterio a Bagheria, uno scarico a Palermo e il fiume Nocella tra Terrasini e Trappeto.
    * Ragusa: Unico prelievo effettuato alla foce del fiume Irminio a Scicli, risultata “inquinata”.
    * Siracusa: Buone notizie dal punto campionato a Capo Santa Croce, le cui acque sono risultate pulite.
    * Trapani: Provincia tra le più critiche. Tre punti su quattro sono “fortemente inquinati”, tra cui la spiaggia sul lungomare Dante Alighieri a Trapani, il mare vicino allo scarico del depuratore di Marinella di Selinunte e la foce del fiume Delia a Mazara del Vallo. L’unico punto a salvarsi è quello vicino all’ex tonnara di San Cusumano, a Erice.

    “Sono anni che denunciamo criticità che, in alcuni casi, sono diventate croniche”, sottolinea Legambiente. Il vero pericolo, però, è la mancanza di informazione per i cittadini. I tecnici dell’associazione denunciano che nel 60% dei punti campionati presso le foci inquinate non era presente alcun cartello di divieto di balneazione, lasciando i bagnanti ignari dei rischi per la loro salute.

  • Allarme meteo in Sicilia: il caldo non dà tregua, martedì termometro impazzito fino a 45°

    Allarme meteo in Sicilia: il caldo non dà tregua, martedì termometro impazzito fino a 45°

    La Sicilia si prepara ad affrontare una delle ondate di calore più intense della sua storia recente. Un potente anticiclone di matrice africana sta investendo l’isola, portando con sé masse d’aria roventi di origine sahariana. La giornata di martedì 22 luglio 2025 è destinata a segnare il picco di questa eccezionale fiammata, con temperature che potrebbero raggiungere e localmente superare la soglia dei +45 °C nelle aree interne centro-orientali.

    L’epicentro dell’ondata di calore sarà il settore centro-orientale della Sicilia. Particolare attenzione è rivolta alla Piana di Catania, dove i modelli previsionali indicano la possibilità di toccare picchi di +43/+45 °C, specialmente in località come Paternò e Catenanuova, storicamente note per i loro record di temperatura. Anche le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna e le zone interne del siracusano si preparano a una giornata di caldo severo, con valori massimi ampiamente diffusi tra +41 e +43 °C. Il quadro climatico sarà reso ancora più opprimente dalla presenza di pulviscolo sahariano in sospensione, che renderà i cieli lattiginosi e l’aria pesante.

    Una situazione differente si registrerà lungo il settore tirrenico. Qui, le temperature massime potrebbero subire una lieve diminuzione, ma a costo di un sensibile aumento del tasso di umidità. I venti umidi nord-occidentali renderanno il clima particolarmente afoso, con un disagio fisico percepito molto elevato anche con valori termici inferiori.

    In queste fasi concitate, la corretta informazione meteorologica diventa fondamentale. La rete del Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS) ha già registrato nella giornata di lunedì valori massimi compresi tra +39 e +42 °C nelle zone interne, confermando l’intensità del fenomeno. È importante segnalare che stanno circolando dati anomali provenienti da alcune stazioni meteorologiche, come il valore di +48 °C registrato a Montagna Grande, sui monti Peloritani. Questo dato è da considerarsi inattendibile e non valido, frutto di un probabile malfunzionamento della centralina, considerando anche che la stazione è posta a circa 1300 metri di altitudine, quota alla quale una simile temperatura è fisicamente impossibile. L’analisi dei dati affidabili, come quelli forniti dal SIAS, resta l’unico strumento valido per monitorare l’evoluzione reale dell’evento.

    Per la giornata di martedì 22 luglio, le previsioni indicano cieli in prevalenza poco nuvolosi su tutta l’isola, offuscati da velature alte e dalla già citata polvere desertica. I venti si presenteranno deboli o al più moderati dai quadranti occidentali e nord-occidentali. I mari risulteranno generalmente poco mossi, ad eccezione del Canale di Sicilia che potrebbe essere localmente mosso.

    Le autorità e gli esperti invitano alla massima prudenza. Si raccomanda vivamente di evitare spostamenti, anche in automobile, durante le ore più calde della giornata, tipicamente tra le 11:00 e le 18:00. È fondamentale idratarsi costantemente, evitare l’esposizione diretta al sole e prestare particolare attenzione alle categorie più fragili della popolazione, come anziani e bambini.

  • Palermo, notti bollenti a Piazza Turba: coppia focosa toglie il sonno ai residenti

    Palermo, notti bollenti a Piazza Turba: coppia focosa toglie il sonno ai residenti

    Palermo. Se di giorno è il termometro a segnare temperature da record, di notte la colonnina di mercurio del “piccante” non accenna a scendere. Specialmente dalle parti di Piazza Turba, dove da qualche tempo si consuma un piccolo, grande mistero a luci rosse che sta togliendo il sonno, e forse strappando un sorriso, a più di un residente.

    Le segnalazioni parlano chiaro e lasciano poco spazio all’immaginazione. Raccontano di performance vocali inequivocabili, di sospiri e grida che fendono il silenzio notturno, provenendo da un appartamento non meglio identificato che si affaccia sulla piazza. Un vero e proprio “concerto” di passione che, stando ai racconti, raggiungerebbe il suo culmine nel cuore della notte.

    “C’è una coppia che definire focosa è dire poco,” confida una residente, con un misto di esasperazione e divertita rassegnazione. “Non ci lasciano chiudere occhio. La notte tra venerdì e sabato, poi, hanno offerto il meglio del loro repertorio. Un crescendo di acuti di lei, seguito dal gran finale di lui. Inconfondibile.”

    Il “chi” e il “dove” restano avvolti nel mistero. Nessuno è ancora riuscito a individuare con precisione la finestra da cui si sprigiona tanta veemenza. Un’indagine acustica che, per ora, non ha dato frutti, lasciando gli abitanti della zona con il dubbio e le orecchie tese.

    Nell’attesa che il mistero venga svelato, o che gli interpreti di queste notti roventi decidano per una maggiore discrezione, ai residenti non resta che armarsi di pazienza. E magari, perché no, di un pizzico di invidia. Ai due protagonisti, invece, l’augurio di continuare a coltivare la loro “gioia”. Magari a un volume più consono alla quiete pubblica.

  • Tragedia Carini: muore anche Giovanni Lo Coco dopo Antonio Russo dopo l’incidente in moto

    Tragedia Carini: muore anche Giovanni Lo Coco dopo Antonio Russo dopo l’incidente in moto

    Un velo di dolore ancora più fitto avvolge la comunità di Carini. La speranza, flebile ma tenace, si è spenta nella tarda mattinata di oggi, domenica 20 luglio. Giovanni Lo Coco, il 22enne rimasto gravemente ferito nel tragico incidente di venerdì notte, non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove era ricoverato in condizioni disperate. Si aggrava così il bilancio del drammatico schianto su corso Italia, che aveva già strappato alla vita il 19enne Antonio Russo.

    Per giorni, un’intera cittadina ha trattenuto il fiato, pregando per un miracolo. La notizia della morte di Giovanni Lo Coco è arrivata come un colpo durissimo, lasciando nello sconforto i familiari, gli amici e tutti coloro che avevano sperato. I medici dell’ospedale palermitano hanno tentato ogni manovra possibile per salvarlo, ma la gravità delle lesioni riportate nell’impatto si è rivelata insormontabile. Giovanni, come Antonio, era un figlio di Carini, un volto conosciuto e amato la cui giovane vita è stata spezzata troppo presto.

    La tragedia si è consumata nella notte di venerdì. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, i due giovani viaggiavano a bordo di uno scooter Yamaha T-Max lungo corso Italia. All’altezza del civico 247, per cause che restano da accertare, chi era alla guida ha perso il controllo del mezzo. Lo scooter è finito la sua corsa schiantandosi violentemente contro un marciapiede. Un impatto devastante che non ha lasciato scampo ad Antonio Russo, deceduto sul colpo, e che ha segnato un destino fatale anche per il suo amico Giovanni.

    Il dolore della comunità si era già manifestato con forza sabato pomeriggio, durante i funerali di Antonio Russo. La chiesa del Sacro Cuore era gremita di centinaia di persone, soprattutto giovani, raccolti in un abbraccio commosso e silenzioso. Oggi, con la notizia della scomparsa di Giovanni, il lutto si è fatto ancora più profondo. In segno di rispetto e partecipazione al dolore collettivo, la Congregazione della Madonna del Carmine ha comunicato l’annullamento dei tradizionali fuochi d’artificio previsti per questa sera. Un gesto sentito, un segnale tangibile di come l’intera Carini si sia fermata per piangere due giovani vite.

  • Una popstar a spasso per Palermo: Dua Lipa spunta in centro (e non è un sogno)

    Una popstar a spasso per Palermo: Dua Lipa spunta in centro (e non è un sogno)

    Palermo si scopre ancora una volta calamita per le stelle internazionali. Questa volta a lasciarsi sedurre dal fascino del capoluogo è stata Dua Lipa, icona mondiale della musica pop. La cantante di origini kosovare, accompagnata dal fidanzato, l’attore Callum Turner, ha scelto di immergersi nell’atmosfera vibrante della città, regalando ai passanti un avvistamento tanto inatteso quanto gradito.

    La serata di sabato 19 luglio ha visto la coppia passeggiare con discrezione tra le vie del centro storico, un itinerario che sa di autentica scoperta. I due sono stati notati tra i tavolini di via Paternostro, nel pieno della movida palermitana, e poi a cena in un noto locale di piazza Croce dei Vespri. Un video, diventato subito virale su TikTok, ha immortalato la scena, scatenando un passaparola che ha infiammato i social.

    Inizialmente, l’incredulità ha regnato sovrana. In molti si sono chiesti se quella ragazza dallo stile inconfondibile fosse realmente la celebre artista. Del resto, nessuna storia su Instagram, nessun post ufficiale a documentare la sua presenza. Solo il suo profilo inconfondibile e un’aria rilassata, quella di una “classica coppia in vacanza”, come ha commentato chi ha avuto la fortuna di vederli da vicino.

    La visita di Dua Lipa a Palermo non è un fulmine a ciel sereno. Il legame della cantante con la città aveva già fatto sognare i tifosi quando, in qualità di testimonial di un noto marchio sportivo, aveva indossato con orgoglio la maglia rosanero, diventando una beniamina del Barbera senza nemmeno averci messo piede. Ora, la sua presenza fisica per le strade della città conferma un’attrazione speciale per la Sicilia.

    Le voci, inoltre, suggeriscono che la coppia si trovi sull’isola per un motivo speciale: partecipare al matrimonio dell’amica e collega Charli XCX, che secondo indiscrezioni avrebbe scelto proprio la Sicilia per celebrare le sue nozze da sogno. Un evento che si preannuncia costellato di celebrità, trasformando l’isola nel cuore pulsante dello star system per qualche giorno.

    La toccata e fuga palermitana di Dua Lipa, dopo le tappe in Costiera Amalfitana, si aggiunge al lungo elenco di celebrità che scelgono la nostra terra per i loro momenti di relax, confermando la Sicilia come una meta dal fascino irresistibile. Una visita discreta, quasi sussurrata, che ha lasciato una scia di entusiasmo e la piacevole sensazione di essere, ancora una volta, al centro del mondo.

  • Bonus di 500 euro per le famiglie siciliane, ecco a chi spetta

    Bonus di 500 euro per le famiglie siciliane, ecco a chi spetta

    Oltre 110 mila famiglie siciliane riceveranno un contributo fino a un massimo di 500 euro per coprire il vuoto dell’assegno di inclusione. Il bonus servirà a non lasciare scoperti i nuclei familiari che a giugno, dopo 18 mesi, ha subito l’interruzione del beneficio statale che ha sostituito il Reddito di cittadinanza. Il bonus è stato previsto da un emendamento del governo al DL Ilva, all’esame del Senato, che formalizza la misura già annunciata dalla ministra del Lavoro Marina Calderone.

    Sull’isola il bonus da 500 euro, come detto, dovrebbe riguardare una schiera di circa 110 mila famiglie. La Sicilia è tra le regioni riceverà più bonus dopo la Campania. Il bonus spetta a tutti i beneficiari dell’assegno di inclusione entrati nel sistema a partire da gennaio 2024, purché abbiano completato le 18 mensilità e siano soggetti alla sospensione di legge. Si tratta in gran parte di famiglie con minori, disabili, over 60 o persone prese in carico dai servizi sociali. Il 68% dei beneficiari vive al Sud, con picchi in Campania (182 mila famiglie) e Sicilia (156 mila). Un’esclusione improvvisa dal sostegno avrebbe significato un vuoto sociale importante proprio nelle regioni più fragili.

    “In via eccezionale per l’anno 2025, al fine di rafforzare le misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, ai nuclei familiari interessati dalla sospensione di un mese del beneficio economico dell’Assegno di inclusione dopo un periodo di fruizione non superiore a diciotto mesi, è riconosciuto un contributo straordinario aggiuntivo dell’Assegno di inclusione”, si legge nel testo presentato dopo la decisione sul tema del Consiglio dei ministri di fine giugno.

    L’importo è “non superiore a euro 500” e sarà erogato “con la prima mensilità di rinnovo dell’Assegno di inclusione e comunque entro e non oltre il mese di dicembre”. I nuclei familiari interessati dal contributo straordinario sull’Assegno di inclusione sono calcolati in 533 mila e sono coloro che potrebbero raggiungere la diciottesima mensilità entro ottobre 2025. Tuttavia, sulla base delle evidenze sul reddito di cittadinanza si stima che circa il 5% non procederà alla domanda di rinnovo dell’Adi. Il numero potrebbe quindi scendere a 506 mila, si legge nella relazione tecnica all’emendamento. Applicando a questi 506 mila l’importo dell’ultima mensilità percepita, con limite superiore pari a 500 euro, come previsto dalla norma, pari in media a 462 euro, l’onere complessivo stimato per l’anno 2025 è di 234 milioni di euro, viene specificato.

    Il problema era emerso a fine giugno: circa 360 mila famiglie, questo era il calcolo che si faceva, avrebbero perso il sussidio proprio nel cuore dell’estate, per effetto dello stop obbligato di un mese previsto dopo il primo ciclo di 18 mensilità. La misura, introdotta nel gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza, prevede infatti una durata di un anno e mezzo, una sospensione di un mese e la possibilità di rinnovo per altri 12 mesi. Ma nel frattempo si resta scoperti. L’Inps aveva avviato l’invio di sms informativi (“Hai percepito le 18 mensilità di Adi. Puoi ripresentare domanda dal prossimo mese”), mentre il governo correva ai ripari con una norma ponte, ora concretizzata

  • Follia a Palermo, zio massacrato di botte dal nipote per soldi davanti alla banca

    Follia a Palermo, zio massacrato di botte dal nipote per soldi davanti alla banca

    Una violenta aggressione si è consumata in pieno giorno in via Mariano Stabile, di fronte alla filiale della banca Intesa Sanpaolo. Un uomo di circa sessant’anni è stato brutalmente attaccato a calci e pugni, rimanendo a terra con il volto coperto di sangue. L’episodio si è verificato poco dopo le 10:30 del mattino, scuotendo i presenti.

    Le dinamiche dell’aggressione

    Secondo le prime ricostruzioni, fornite da alcuni testimoni oculari, la vittima e il suo aggressore sarebbero usciti insieme dall’istituto di credito. Una volta all’esterno, la discussione sarebbe degenerata in violenza fisica. L’aggressore, identificato come il nipote trentenne della vittima, è stato fermato poco distante dal luogo del pestaggio.

    Il movente legato a questioni familiari

    Alla base del gesto ci sarebbero dissidi di natura economica, probabilmente maturati all’interno della famiglia. Sul posto è accorsa anche la madre del giovane, in evidente stato di shock, che ha tentato di calmare il figlio. Le forze dell’ordine, giunte tempestivamente, stanno ora lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e accertare le responsabilità.

    L’intervento dei soccorsi

    I primi a prestare aiuto all’uomo ferito sono stati alcuni passanti, che lo hanno soccorso in attesa dell’arrivo di un’ambulanza. I sanitari hanno poi provveduto a trasportare il sessantenne in ospedale per le cure del caso. Anche per il giovane aggressore è stato necessario l’intervento di un’autoambulanza.

  • Colpo alla mafia di Palermo, DIA sequestra beni per 2,5 milioni a imprenditore

    Colpo alla mafia di Palermo, DIA sequestra beni per 2,5 milioni a imprenditore

    La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha eseguito un decreto di sequestro beni per un valore stimato di 2,5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore settantenne della provincia di Palermo. L’uomo, attivo nei settori dell’edilizia, della logistica e della ristorazione, è sospettato di essere legato a una famiglia mafiosa del mandamento San Lorenzo-Tommaso Natale.

    Accuse e indagini

    L’imprenditore è attualmente imputato in un processo di primo grado derivante dall’operazione “Nemesi” condotta dalla DIA nell’aprile 2024, che portò al suo arresto. L’accusa si basa sulla presunta discrepanza tra i redditi dichiarati dall’imprenditore e gli investimenti effettuati nel corso degli anni. Gli inquirenti ritengono che tale sproporzione sia indicativa di attività illecite.

    Dettagli sul sequestro

    Il sequestro, richiesto dalla Procura e parzialmente accolto dal Tribunale di Palermo, comprende nove immobili tra terreni e fabbricati, la metà delle quote di una società di edilizia (Sas) e diversi altri beni situati tra le province di Palermo e Trapani. L’udienza per la discussione delle misure di prevenzione è stata fissata dal Tribunale per la seconda metà di settembre.

  • Arriva Lucifero in Sicilia, caldo infernale con picchi di 45°C

    Arriva Lucifero in Sicilia, caldo infernale con picchi di 45°C

    Una nuova e intensa ondata di calore di origine africana, che abbiamo ribattezzato Lucifero, si appresta a investire la Sicilia, portando con sé temperature roventi che potrebbero superare i 45°C e un significativo aumento del pulviscolo sahariano in sospensione. Le giornate più critiche sono attese tra lunedì 21 e martedì 22 luglio, con un’allerta che si preannuncia da “bollino rosso” per diverse province dell’isola.

    L’escalation del caldo: da Domenica la fiammata africana Lucifero

    Dopo una fase caratterizzata da un clima più mite, l’anticiclone subtropicale tornerà a dominare lo scenario meteorologico a partire da domenica 20 luglio. Sebbene fino a sabato le temperature si manterranno su valori non eccessivamente elevati, da domenica è prevista una rapida e decisa impennata della colonnina di mercurio. Questa nuova ondata di calore, secondo le attuali proiezioni, potrebbe persistere per diversi giorni, mettendo a dura prova la resistenza della popolazione e del territorio.

    L’apice di questa severa ondata di calore è previsto per l’inizio della prossima settimana. In particolare, le giornate di lunedì 21 e martedì 22 luglio si profilano come le più infuocate, con previsioni che indicano possibili picchi superiori ai 45°C. Le zone più colpite saranno i settori centro-orientali dell’isola, come la piana di Catania e le aree interne delle province di Enna e Caltanissetta. Anche il trapanese e il palermitano non saranno risparmiati, con temperature che si attesteranno su valori estremamente elevati.

    Rischio pulviscolo sahariano: cieli gialli e qualità dell’aria a rischio

    A rendere la situazione ancora più complessa contribuirà l’arrivo di un’ingente quantità di pulviscolo proveniente dal deserto del Sahara. Tra domenica e lunedì, la concentrazione di polveri sottili in atmosfera è destinata ad aumentare, conferendo ai cieli siciliani una colorazione giallastra e lattiginosa.

    Questo fenomeno, oltre all’impatto visivo, comporta un peggioramento della qualità dell’aria. Le polveri sottili (PM10) possono infatti superare le soglie di sicurezza, rappresentando un rischio per la salute, specialmente per i soggetti più vulnerabili come bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie. Le autorità sanitarie raccomandano di limitare l’esposizione all’aperto durante le ore di massima concentrazione del pulviscolo.

    Pericolo incendi e consigli alla popolazione

    L’ondata di calore eccezionale, unita a una possibile ventilazione sostenuta, eleverà notevolmente il rischio di incendi su tutto il territorio regionale. La Protezione Civile regionale ha già attivato i protocolli di monitoraggio e invita la popolazione alla massima prudenza, raccomandando di evitare qualsiasi comportamento che possa innescare roghi.

  • Tragedia in mare, padre muore per un malore tentando di recuperare pallone dei figli

    Tragedia in mare, padre muore per un malore tentando di recuperare pallone dei figli

    Un drammatico episodio ha scosso la spiaggia di Triscina nella serata di ieri, quando Giacomo Montepiano, imprenditore di 47 anni, ha perso la vita nel tentativo di recuperare un pallone finito in acqua durante un momento di svago con i propri figli. L’episodio si è consumato in pochi minuti, lasciando sgomenti i bagnanti presenti e segnando per sempre la vita della famiglia della vittima.

    L’episodio si è verificato intorno alle 18:30 sulla spiaggia di Triscina, precisamente all’altezza di via 77 della frazione balneare del comune di Castelvetrano. Giacomo Montepiano si trovava in spiaggia insieme alla moglie e ai due figli per trascorrere una tranquilla serata estiva. Durante il gioco con i bambini, il pallone è finito in mare, spinto dalla corrente verso il largo.

    Senza esitazione, l’uomo si è tuffato per recuperare l’oggetto, nuotando per circa un centinaio di metri dalla riva. Secondo quanto riferito da un testimone oculare, una volta raggiunta quella distanza, Montepiano ha iniziato a mostrare evidenti segni di difficoltà, iniziando ad annaspare in acqua.

    Le grida di aiuto dei presenti hanno immediatamente allertato un giovane bagnante, che non ha esitato a tuffarsi per portare soccorso all’uomo in difficoltà. Il primo soccorritore ha rapidamente compreso la gravità della situazione e ha richiesto l’intervento di altri tre ragazzi presenti in spiaggia.

    Utilizzando un materassino gonfiabile, il gruppo di soccorritori improvvisati è riuscito a raggiungere Montepiano e a trasportarlo fino a riva. Al momento del recupero, l’uomo sembrava ancora presentare segni vitali, alimentando le speranze di un esito positivo.

    Una volta sulla spiaggia, sono iniziate immediatamente le manovre di primo soccorso in attesa dell’arrivo del personale specializzato del 118. I sanitari hanno operato per circa un’ora nel disperato tentativo di rianimare Montepiano, utilizzando anche un defibrillatore per cercare di ristabilire le funzioni vitali.

    Nonostante gli sforzi prolungati e l’utilizzo di tutte le procedure d’emergenza disponibili, per il 47enne non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato dal personale medico presente sul posto, lasciando nello sconforto più totale i familiari e i presenti.

    Sul luogo della tragedia sono immediatamente intervenuti i carabinieri della stazione di Marinella di Selinunte e il personale della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, competente per territorio nelle indagini relative all’incidente. È stato inoltre chiamato il medico legale di turno per effettuare i rilievi necessari e stabilire le cause esatte del decesso.

    Le prime ipotesi orientano verso un possibile malore che avrebbe colpito l’uomo durante la nuotata, compromettendo le sue capacità natatorie e portando alla tragedia. Le indagini proseguiranno per chiarire ogni aspetto dell’episodio.

    La moglie di Giacomo Montepiano è stata colta da malore all’apprendere della tragedia, richiedendo l’assistenza degli amici accorsi sul posto per offrire conforto nei momenti di maggiore disperazione. La donna e i due figli della coppia si trovano ora ad affrontare un dolore inimmaginabile per la perdita improvvisa del marito e padre.

    Giacomo Montepiano era un affermato imprenditore nel settore dei traslochi, attività che portava avanti seguendo la tradizione familiare. Conosciuto come un padre devoto e un marito amorevole, era particolarmente legato ai suoi due figli e alla moglie, con i quali amava trascorrere il tempo libero.

    La sua vita non era stata priva di difficoltà: circa dieci anni fa aveva subito un grave incidente motociclistico che lo aveva costretto a un lungo periodo di riabilitazione. Grazie alla sua determinazione e al supporto della famiglia, era riuscito a superare quel difficile momento, tornando alla sua vita normale.

    Chi conosceva Giacomo lo ricorda come una persona solare e sempre pronta alla battuta, capace di portare allegria in ogni situazione. La sua generosità si manifestava anche nel rapporto con il padre che, in seguito a un incidente domestico, era rimasto costretto su una sedia a rotelle.

    Ogni domenica, Montepiano accompagnava il genitore allo stadio per seguire le partite della Folgore, la squadra del cuore, spingendosi a volte anche nelle trasferte più impegnative. Questo gesto testimoniava il suo carattere altruista e l’amore per la famiglia che lo contraddistinguevano.

    La tragedia di Triscina ha profondamente colpito non solo i familiari e gli amici più stretti di Giacomo Montepiano, ma l’intera comunità di Castelvetrano che lo conosceva e lo stimava. L’incredulità per quanto accaduto si mescola al dolore per la perdita di un uomo che rappresentava un punto di riferimento per molti.