Categoria: Società

  • Lingua siciliana, l’appello di 50 poeti: “È già scritta, ora il riconoscimento ufficiale”

    Lingua siciliana, l’appello di 50 poeti: “È già scritta, ora il riconoscimento ufficiale”

    PALERMO – Il siciliano non è un dialetto da relegare al focolare domestico o al folclore, ma una lingua viva, pulsante e, soprattutto, già scritta. Una lingua che possiede una sua forma letteraria consolidata, affinata da secoli di produzione artistica e oggi portata avanti con orgoglio da decine di autori contemporanei. È questo il messaggio forte e chiaro che emerge da una lettera-appello sottoscritta da più di cinquanta poeti, scrittori, autori teatrali, giornalisti, cantautori e “cuntisti”. Un’iniziativa nata per orientare il dibattito istituzionale verso un’unica, ineludibile verità: il siciliano merita un riconoscimento ufficiale che ne tuteli la dignità e ne assicuri la trasmissione alle future generazioni.

    La voce degli autori: “La Lingua nasce e cresce con chi la scrive”

    L’appello nasce dalla volontà di affermare un principio spesso trascurato nel dibattito pubblico: la vitalità di una lingua si misura anche e soprattutto attraverso la sua espressione letteraria. “Sono i poeti e gli scrittori a dare forma e dignità alla lingua, a plasmarla con i loro versi, con i loro racconti, con le loro opere”, si legge nel testo. I firmatari, che quotidianamente usano il siciliano come materia viva della loro arte, respingono l’etichetta riduttiva di “dialetto”, sottolineando l’esistenza di grammatiche, dizionari e una tradizione letteraria che spazia dai grandi classici agli autori moderni.

    La loro non è una rivendicazione astratta, ma una constatazione basata sulla pratica. La lingua siciliana, si afferma nella lettera, è “poesia, storia, resistenza, una eco delle voci di generazioni che hanno plasmato la nostra identità”. Chiedono quindi che le istituzioni culturali e politiche prendano atto di questa realtà e forniscano strumenti concreti di tutela, per evitare che un patrimonio di inestimabile valore venga condannato all’estinzione.

    Un falso mito da sfatare: lo standard scritto e la tutela delle varietà locali

    Uno dei nodi centrali affrontati dagli autori riguarda la preoccupazione, spesso sollevata da chi si oppone all’ufficializzazione, che l’adozione di uno standard scritto possa soffocare le innumerevoli e ricche varianti locali. Una tesi che i firmatari smontano con fermezza: “Niente di più falso”.

    Secondo gli intellettuali, il siciliano possiede già un suo “registro alto”, una lingua letteraria sufficientemente omogenea, utilizzata nel corso dei secoli e ancora oggi in evoluzione. Questo standard, lungi dall’essere un’imposizione artificiale, agisce come un’ancora di salvezza. “Come in altre realtà linguistiche europee, avere uno standard di riferimento per lo scritto non significa negare la varietà, ma tutelarla”, precisano. Le parlate locali continuerebbero a prosperare nei contesti informali, ma la presenza di una forma scritta riconosciuta garantirebbe alla lingua un prestigio e una continuità indispensabili per la sua sopravvivenza. La citazione del professor Alfonso Campisi, ordinario di Filologia Romanza, è lapidaria: “Una lingua che non si vuol far scrivere rischia di essere dimenticata e relegata a un ruolo marginale”.

    Il disegno di Legge all’Assemblea Regionale Siciliana

    L’iniziativa non si limita a una dichiarazione di principio, ma si ancora a un percorso istituzionale ben preciso. I sottoscrittori chiedono un sostegno esplicito al Disegno di Legge-Voto depositato all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) lo scorso 16 maggio. Quel testo rappresenta, ai loro occhi, l’opportunità per trasformare le aspirazioni in legge, garantendo al siciliano l’insegnamento nelle scuole e un sostegno attivo da parte delle istituzioni.

    Sostenere l’insegnamento del siciliano, chiariscono, non è un atto di campanilismo né una minaccia all’unità linguistica nazionale. Al contrario, significa “arricchire il patrimonio culturale e intellettuale delle nuove generazioni”, offrendo loro una maggiore consapevolezza delle proprie radici.

    Una battaglia per l’identità

    La conclusione dell’appello assume i toni di un manifesto culturale. La difesa della lingua siciliana trascende la linguistica per diventare una questione identitaria. Non è una battaglia di retroguardia, ma un investimento sul futuro, un modo per preservare l’anima di un popolo.

    “La nostra lingua è canto, è racconto, è memoria”, concludono gli autori. “Difenderla significa difendere il nostro essere siciliani, significa difendere una parte importante della ricca e variegata cultura d’Italia”. Un messaggio che non si rivolge solo alla politica, ma a ogni singolo siciliano, chiamato a farsi custode di un tesoro che appartiene a tutti.

  • Inaugurato ieri il murale dedicato a Totò Schillaci al CEP, l’iconica esultanza per sempre nel suo quartiere

    Inaugurato ieri il murale dedicato a Totò Schillaci al CEP, l’iconica esultanza per sempre nel suo quartiere

    Ieri sera è stato inaugurato al CEP di Palermo il murale in ricordo di Totò Schillaci, l’iconico bomber di Italia ’90 è stato raffigurato nel quartiere in cui è cresciuto su una parete di un palazzo di proprietà dello IACP. L’opera raffigurata su una parete di 15m x 15m immortala l’eroe delle notti magiche di Italia ’90 nella sua storica esultanza a braccia aperte in una corsa liberatoria. Igor Scalisi Palminteri e Antonio Carlotta hanno dato vita al murale che ritrae l’ex centravanti con la maglia azzurra nel quartiere in cui è cresciuto.

    I due hanno realizzato importanti opere in tutta la Sicilia e ora hanno riportato il volto inconfondibile del numero 19 della Nazionale a risplendere tra le case di una delle tante periferie dimenticate della città. Il murale intitolato “Totò” raffigura il bomber palermitano nell’indimenticabile corsa a braccia aperte che ha unito non solo un quartiere e tutta la città, ma un intero Paese. L’opera è stata finanziata dalla Fondazione Federico II in collaborazione con il Palermo FC ed è stata presentata ieri sera alla presenza degli artisti, della famiglia di Schillaci, del presidente della Fondazione Federico II on. Gaetano Galvagno e del presidente del Palermo FC Dario Mirri.

    Il murale arriva a coronamento di un più ampio e radicale progetto di riqualificazione urbana, a partire dall’intervento di bonifica dell’area di proprietà dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Palermo ad opera dell’Assessorato Regionale delle infrastrutture e della mobilità della Regione Siciliana. Il progetto di riqualificazione comprende anche la costruzione di un nuovo campo di calcio a cinque proprio sotto al murale, nell’area bonificata dalla Regione Siciliana. Sarà intitolato a Schillaci e verrà aperto ai bambini e i ragazzi del CEP, con la supervisione di volontari specializzati, per garantire programmi di allenamento e accesso gratuito alle attività sportive. Tutto ciò sarà possibile anche grazie al debutto di “Palermo and the Community”, il progetto sociale del Palermo FC che vedrà la società rosanero sempre più impegnata nel sociale e che realizzerà appunto il campo.

    L’autore dell’opera, Igor Scalisi Palminteri, ha commentato così: “Totò è il bambino di Palermo che guarda un pallone come si guarda il cielo con gli occhi accesi di speranza, il cuore colmo di orgoglio, di determinazione, di fierezza. È la corsa dopo il gol, le braccia spalancate come ali, il grido che squarcia la notte e accende la luce nei vicoli. È un’esplosione che unisce il quartiere, la città, l’isola, la nazione, e arriva lontano, fino al cuore di chi sa cosa vuol dire lottare. Totò è il volto di tutte e tutti noi, quando inciampiamo ma troviamo nella caduta la forza di rialzarci. È lo slancio che nasce dalla fatica, il riscatto che germoglia dove nessuno se lo aspetta. È la voce, il respiro profondo delle periferie che diventano culla di meraviglie. Totò viene da lì, dai quartieri che sanno essere madre, che crescono figli forti, resistenti, capaci di trasformare un sogno in un urlo di vittoria, nelle notti magiche”.
    Di seguito alcuni scatti dell’opera realizzati da Francesco Ferriolo.

  • Radio Italia Live a Palermo, il concertone gratuito torna al Foro Italico: come ottenere i biglietti

    Radio Italia Live a Palermo, il concertone gratuito torna al Foro Italico: come ottenere i biglietti

    Dopo Milano, RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO approderà a Palermo, al Foro Italico, venerdì 27 giugno con il seguente cast (elencato in ordine alfabetico): Annalisa, Blanco, Francesco Gabbani, Gaia, Negramaro, Noemi, Raf, Rhove, Rkomi, Rose Villain, Tananai e The Kolors.
    Gli artisti saranno accompagnati dalla Radio Italia Live Orchestra, diretta dal M° Bruno Santori. I nomi sono stati svelati poco fa (giovedì 5 giugno), in conferenza stampa a Palazzo Palagonia di Palermo. A rappresentare i cantanti c’era Noemi.

    Un ritorno atteso: Palermo protagonista del grande evento

    L’evento si è già tenuto a Palermo nel 2017, nel 2019 e nel 2023, sempre grazie alla collaborazione con il Comune della città siciliana. “Si torna a Palermo, si torna a respirare un’aria di festa, partecipazione e grande musica italiana. Anche quest’anno abbiamo organizzato, per le amiche e gli amici che numerosissimi saranno al Foro Italico, un cast d’eccezione e, come gli anni precedenti a Palermo, siamo certi che saranno oltre 3 ore nelle quali canteremo insieme a squarciagola. Ringrazio ovviamente il Sindaco Roberto Lagalla, tutti i suoi collaboratori e tutte le persone che contribuiranno in maniera importantissima alla buona riuscita dell’evento. Ringrazio altresì artisti, case discografiche e management che hanno accolto con entusiasmo, e ripeto entusiasmo, l’invito per essere presenti sul palco del Radio Italia Live – Il Concerto 2025 Palermo”, ha dichiarato Mario Volanti, l’Editore e il Presidente di Radio Italia solomusicaitaliana.

    La conduzione e la trasmissione dell’evento

    RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO comincerà alle ore 20.40 e sarà condotto dalle voci di Radio Italia solomusicaitaliana: Giuditta Arecco, Daniela Cappelletti, Marco Falivelli, Francesca Leto, Mauro Marino, Enzo Miccio, Paoletta ed Emiliano Picardi. La sigla sarà eseguita live da Saturnino, mentre le schede dei cantanti saranno lette da Luca Ward.
    Lo show sarà trasmesso anche in diretta su Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Italia Tv, in streaming audio/video su radioitalia.it, sulle app ufficiali Radio Italia e su tutti i dispositivi Echo, lo smart speaker di Amazon. Sarà visibile in contemporanea su Sky Uno, in streaming su NOW e in chiaro su TV8. Vivrà sulle pagine social di Radio Italia solomusicaitaliana: Facebook, Instagram e TikTok, con contenuti esclusivi e l’hashtag ufficiale #rilive.

    Accrediti e logistica per il pubblico

    Chi vorrà partecipare a RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO dovrà accreditarsi sul sito ticketone.it a partire dalle ore 12.00 di lunedì 9 giugno. Potrà chiedere al massimo due accrediti, fino a esaurimento posti. Chi li otterrà potrà accedere all’area prato che sarà suddivisa in due settori: un settore con ingresso da Piazza Tonnarazza e via Lincoln e un settore con ingresso da Via Cala, adiacenze Circolo Canottieri. L’area disabili, collocata su una pedana rialzata, sarà accessibile tramite accredito gratuito per un disabile e un accompagnatore da richiedere su radioitalia.it a partire dalle ore 12.00 di martedì 10 giugno. Gli accrediti sono limitati in funzione della sussistenza di adeguati spazi a garanzia dei movimenti e degli spazi di manovra necessari per ogni operazione di afflusso e deflusso, anche in emergenza, dall’area.

  • Pronto il murale dedicato a Totò Schillaci al CEP, simbolo di riscatto e speranza

    Pronto il murale dedicato a Totò Schillaci al CEP, simbolo di riscatto e speranza

    PALERMO – Un’opera che parla di riscatto, speranza e identità collettiva. Nel cuore del quartiere CEP di Palermo, l’artista Igor Scalisi Palminteri ha completato un murale dedicato a Totò Schillaci, simbolo di un’epoca e di un sogno condiviso. L’opera, realizzata su una parete di un edificio dello IACP, celebra l’uomo e l’atleta, legando il suo percorso personale alla storia di un intero quartiere, una città e, in qualche modo, di un Paese intero.

    Totò Schillaci, nato e cresciuto al CEP, è diventato un’icona internazionale grazie alle sue gesta durante i Mondiali di Italia ’90. La sua corsa a braccia aperte dopo un gol, simbolo di gioia e determinazione, è ora impressa su un muro, pronta a ispirare nuove generazioni.

    Una festa per il quartiere e per la memoria

    Questa sera, mercoledì 4 giugno, ci sarà l’inaugurazione ufficiale del murale. Saranno presenti, oltre all’artista Igor Scalisi Palminteri, anche la famiglia Schillaci, il presidente della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno, il presidente del Palermo FC, Dario Mirri, e Stefano Tacconi, storico portiere della Nazionale e compagno di squadra di Totò nelle indimenticabili “notti magiche”.

    L’evento sarà arricchito da un light show e da un VJ set curato da Giulia Galioto per Odd Agency, trasformando il quartiere CEP in un palcoscenico luminoso e vibrante. Un’occasione speciale per celebrare non solo un simbolo sportivo, ma anche la vitalità e il potenziale di una comunità spesso dimenticata.

    Il significato profondo dell’opera

    Secondo l’autore Igor Scalisi Palminteri, il murale rappresenta molto più di un’immagine. “Totò è il bambino di Palermo che guarda un pallone come si guarda il cielo, con gli occhi accesi di speranza, il cuore colmo di orgoglio, di determinazione e di fierezza. È la corsa dopo il gol, le braccia spalancate come ali, il grido che squarcia la notte e accende la luce nei vicoli. È un’esplosione che unisce il quartiere, la città, l’isola, la nazione, e arriva lontano, fino al cuore di chi sa cosa vuol dire lottare”.

    Le parole dell’artista evocano non solo l’immagine del campione, ma anche quella di un quartiere che lotta, cade e si rialza, trasformando le difficoltà in opportunità. Il CEP, come tanti altri luoghi periferici, diventa così non solo un contesto di marginalità, ma una culla di meraviglie e possibilità.

    Il ruolo del calcio e della comunità

    Dario Mirri, presidente del Palermo FC, ha sottolineato l’importanza dello sport come strumento per migliorare la vita delle persone. “Abbiamo sempre concepito il calcio come un veicolo per creare una società più giusta e inclusiva. Realizzare un murale come questo o costruire un campo da calcio non sono solo gesti simbolici, ma azioni concrete per offrire opportunità e non lasciare indietro nessuno”.

    Il legame tra sport, arte e riscatto sociale diventa quindi evidente. L’opera muraria non è solo un omaggio a un grande atleta, ma un invito a credere nei propri sogni e a trasformare le difficoltà in una spinta verso il futuro.

    Un simbolo per le generazioni future

    Giovanni Schillaci, fratello di Totò, ha espresso il valore profondo di questa iniziativa: “Quest’opera ha un altissimo valore per il fratello, il marito, il padre che Totò è stato e per l’uomo che ci ha lasciato. È un’icona che può ispirare le generazioni future, invitandole a fare sempre meglio per il nostro quartiere e a credere nei propri sogni. Totò rappresenta la Sicilia bella, quella che sa emergere con forza e passione”. L’intero progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la Fondazione Federico II, il Palermo FC e lo IACP della Regione Siciliana.

  • Tramonto mozzafiato e arte: la magia del Mare delle Radici a Isola delle Femmine

    Tramonto mozzafiato e arte: la magia del Mare delle Radici a Isola delle Femmine

    Il Comune di Isola delle Femmine ha inauguratp un’opera simbolica dal forte valore identitario e internazionale: Il Mare delle Radici.  Il progetto, firmato daha il Made in Sicily, ideato da Giovanni Callea e Davide Morici, e realizzato dal Maestro ceramista Domenico Boscia, è stato svelato al pubblico lo scorso lunedì 2 giugno presso il nuovo Lungomare Vespucci.

    L’opera celebra il mare come legame profondo tra Isola delle Femmine e le sue comunità emigrate, rendendo omaggio ai rapporti storici e culturali che uniscono questa cittadina siciliana alle città gemellate di Monterey, Pittsburg e Martinez, in California (USA).

    Alla cerimonia ha preso parte una delegazione ufficiale guidata dal sindaco di Monterey, Tyller Williamson, insieme a rappresentanti della comunità italo-americana, in un momento di condivisione e fratellanza tra le due sponde dell’oceano.

    Durante l’evento, i sindaci presenti hanno apposto la propria firma sul Libro delle Radici, un’opera d’arte partecipativa inaugurata il 12 dicembre 2023 che, da allora, raccoglie firme, pensieri e testimonianze di emigrati siciliani (e non solo) provenienti da ogni parte del mondo.

    “Non è solo un registro – spiega Giovanni Callea de il Made in Sicily – ma un luogo d’arte che ospita interventi artistici, sogni e desideri. Un’opera che intende dare voce alle aspettative di milioni di siciliani nel mondo.”

    L’iniziativa fa parte di un più ampio percorso di valorizzazione dell’identità siciliana nel mondo. Il Mare delle Radici rappresenta, infatti, la terza tappa di un progetto itinerante che ha già visto la realizzazione di due opere emblematiche: “L’Albero delle Radici”, custodito nella sala partenze dell’Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, firmato da Domenico Boscia e Salvatore Bartolotta e “Le Radici del Futuro”, installata a Piana degli Albanesi, opera dell’artista Giulio Rosk, dedicata all’incontro tra la cultura arbëreshe e quella siciliana.

    “L’itinerario – aggiunge Davide Morici – intende promuovere il dialogo e il collegamento tra comunità locali e internazionali, nel nome della memoria, della cultura e delle radici condivise.”

    “Quest’opera nasce dal cuore di Isola delle Femmine – dichiara il Sindaco Orazio Nevoloso – e con il cuore viene dedicata alle comunità gemellate di Monterey, Pittsburg e Martinez: luoghi che sono parte della nostra identità. Abbiamo voluto lasciare un segno tangibile, un’ancora e un filo che tengano vivo questo legame che sappiamo essere reale e che sentiamo profondamente.”

    Il Mare delle Radici è anche un omaggio al tramonto di Isola delle Femmine, tra i più suggestivi della Sicilia: l’opera è stata concepita per inquadrare il sole al tramonto del 21 giugno, simbolicamente aprendo e celebrando l’estate

     

  • Balestrate, il lungomare si veste d’arcobaleno con la scritta “LOVE”

    Balestrate, il lungomare si veste d’arcobaleno con la scritta “LOVE”

    Balestrate – Un messaggio forte e chiaro, visibile a tutti, prende forma sul lungomare di Balestrate dove la scritta “LOVE” si colora con le tinte dell’arcobaleno, simbolo universale di inclusione, rispetto e diritti. Un’iniziativa fortemente voluta e promossa dal Vicesindaco Marisa Saputo, che ha inteso trasformare un punto simbolico del paese in un segno concreto di apertura, dialogo e accoglienza.

    «Vogliamo che Balestrate sia un luogo dove chiunque possa sentirsi accolto e rispettato – ha dichiarato il vice sindaco con delega alle politiche sociali e pari opportunità-. Con questo gesto simbolico ribadiamo che i diritti appartengono a tutti, nessuno escluso».

    L’iniziativa intende lanciare un messaggio chiaro e visibile a tutti: valorizzare le differenze, promuovere il dialogo e ribadire l’impegno del Comune a favore di una comunità accogliente e rispettosa di ogni identità.

    La scelta di colorare la scritta “LOVE” con le tinte dell’arcobaleno rappresenta un segnale concreto di attenzione alle politiche sociali e alle pari opportunità. Un gesto simbolico che, inserito nel suggestivo contesto paesaggistico del lungomare, arricchisce il territorio non solo sotto il profilo estetico, ma anche culturale e sociale.

    Un piccolo gesto dal grande significato, che arricchisce il territorio non solo dal punto di vista estetico, ma anche umano e sociale.

  • Palermo, boom di visitatori alla Fiera del Mediterraneo

    Palermo, boom di visitatori alla Fiera del Mediterraneo

    Bilancio positivo registrato nella prima settimana della Fiera del Mediterraneo a Palermo. Migliaia i visitatori che hanno già fatto ingresso nella Campionaria, inaugurata il 24 maggio. Tra i viali della Fiera e all’interno dei padiglioni, casalinghi, complementi di arredo, attrezzi per il giardino, concessionarie di auto e moto, abbigliamento, oggettistica, artigianato locale ed etnico, giochi per bambini.

    Nella Campionaria 2025 non manca nulla. Affollati l’Area Food e il grande Luna park, con nuove attrazioni. Ogni sera sul palco uno spettacolo diverso con le band del momento, con la direzione artistica di Sasà Taibi. Rta racconta i momenti più significativi in Fiera, ogni giorno in diretta radio-tv.

    La Campionaria è aperta tutti i giorni, da lunedì al venerdì, dalle 16 alle 24. Sabato e domenica dalle 10 alle 24. Biglietto intero 2,50 euro. Ingresso gratuito dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19

  • A Misilmeri c’è un paperone, chi ha vinto 6 milioni con un Gratta e Vinci

    A Misilmeri c’è un paperone, chi ha vinto 6 milioni con un Gratta e Vinci

    A Misilmeri, in provincia di Palermo, da un paio di giorni, l’attenzione è catalizzata da un evento straordinario. La domanda che serpeggia insistente tra gli abitanti è una sola: “Chi è il fortunato?”. Un misterioso giocatore, infatti, ha trasformato un semplice biglietto da 25 euro del Gratta e Vinci in una somma da capogiro: ben 6 milioni di euro, il premio massimo offerto dal “Vinci Super Gold”.

    Il biglietto vincente è stato acquistato nel pomeriggio di lunedì presso il bar Capriccio, situato in viale Europa. Tra le numerose opzioni di gioco disponibili, il destino ha voluto che proprio quel tagliando si rivelasse quello capace di cambiare radicalmente una vita. Il vincitore, però, ha scelto di rimanere nell’anonimato. Contrariamente a quanto accade di solito, non ha grattato il biglietto sul posto, preferendo portarlo con sé. La notizia della vincita è stata confermata dal titolare stesso del bar, Rosario Militello.

    “Sono contento di questa vincita,” ha dichiarato Rosario Militello. “Il biglietto è stato venduto ieri (lunedì, ndr) da mio figlio. Ci ha mandato un messaggio, in forma anonima, dicendo che si farà sentire più in là con un regalo. Ci ha mandato la foto del biglietto vincente.” Il signor Militello ha aggiunto con soddisfazione che questa vincita porterà sicuramente un incremento di lavoro per la sua attività, dato che la notizia ha già scatenato una corsa all’acquisto di Gratta e Vinci nel suo bar, nella speranza di replicare l’incredibile colpo di fortuna.

    La notizia della vincita milionaria si è rapidamente diffusa in tutta la Sicilia, diventando virale sui social network. Molti cittadini esprimono la speranza che il premio sia andato a una persona “che ne ha bisogno”.

  • La Favorita di Palermo diventerà come “Central Park”, svelato il progetto

    La Favorita di Palermo diventerà come “Central Park”, svelato il progetto

    Palermo – Il Parco de La Favorita, per secoli testimone silente delle trasformazioni di Palermo, si appresta a vivere una nuova, vibrante stagione. Il piano di fattibilità per la sua rigenerazione, svelato questa mattina nella storica cornice di Villa Niscemi, non è solo un progetto urbanistico, ma una dichiarazione d’intenti: restituire alla città e ai suoi abitanti un patrimonio di inestimabile valore, trasformandolo in un luogo di incontro, cultura, svago e produzione sostenibile. Dopo un anno di studi approfonditi, il team di esperti guidato dal paesaggista Giuseppe Barbera, su mandato del sindaco Roberto Lagalla, ha tracciato la rotta per un futuro in cui i trecento ettari del parco diventeranno un “quartiere vegetale” pulsante.

    L’avvio di questa ambiziosa impresa è sostenuto da un primo, concreto stanziamento di dieci milioni di euro, derivanti dal Piano operativo del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. Queste risorse saranno impiegate per riqualificare le aree di maggiore pregio monumentale, un primo passo verso la realizzazione di una visione complessiva che troverà la sua formalizzazione nel nuovo Piano d’Uso, destinato all’approvazione comunale e regionale.

    La presentazione a Villa Niscemi, alla presenza del primo cittadino, del professor Barbera e del gruppo di lavoro, ha voluto simboleggiare una riapertura, non solo fisica con l’apertura del cancello verso il parco, ma anche di dialogo tra l’istituzione e la cittadinanza. Un’esposizione documentale allestita nelle Scuderie di Villa Niscemi permetterà, da lunedì a mercoledì, di approfondire i dettagli di un progetto che mira a far rinascere il sistema dei giardini storici, la via dell’acqua, gli agrumeti e persino le strutture militari, spesso sconosciute al grande pubblico.

    “La Favorita non può restare un viale di attraversamento tra la città e il suo mare,” ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla, evidenziando la determinazione dell’amministrazione. “Abbiamo già un piano progettuale sulla riqualificazione della Favorita, dove immaginiamo anche di poter mettere a disposizione dei palermitani arredi urbani o aree gioco. Questo progetto sarà finanziato per i primi 10 milioni su dotazioni economiche già esistenti”. Il sindaco ha poi ribadito l’obiettivo di “restituire alla città un polmone verde riqualificato e di attrazione turistica dell’intero territorio regionale”.

    L’assessore alla Rigenerazione urbana, Maurizio Carta, ha descritto il piano come un “disegno di riconnessione del parco alla città”. Ha spiegato che i primi interventi riguarderanno “un patrimonio monumentale e vegetale, con la sistemazione di alcune aree anche per il tempo libero”. Ma la visione è più ampia: “Si cominciano a intravedere anche porzioni che servono ai cittadini, per far sì che questo parco diventi un quartiere vegetale ovvero un luogo dove trascorrere la giornata godendo della bellezza ecologica della natura e di alcuni luoghi in cui poter lavorare. Ci saranno aree di co-working, si potrà fare attività sportiva ma anche la mobilità sarà rivoluzionata”.

    Al centro della filosofia del progetto, come illustrato da Giuseppe Barbera, c’è il rispetto per la storia e l’ambiente, coniugato con le esigenze di un parco urbano moderno. “La Favorita è un complesso mosaico paesaggistico di trecento ettari, un unicum dal fascino assoluto che può diventare uno dei parchi più belli d’Europa,” ha affermato Barbera. “In un anno di sopralluoghi e incontri abbiamo studiato la Favorita da cima a fondo. Si potranno svolgere tutte le attività tipiche di un parco: passeggiare, riposare, respirare aria buona ma anche tornare a fare agricoltura. In particolare i mandarini dovranno tornare a essere coltivati”. È prevista la creazione di servizi, punti ristoro e un hub culturale nei Magazzini borbonici. “Nei primi due anni – ha assicurato Barbera – si potranno vedere i primi risultati concreti”.

    Il piano di fattibilità, che ha mappato le “mille anime” del parco voluto da Ferdinando di Borbone, prevede interventi mirati. Tra i primi, il restauro della Via dell’Acqua, con le sue torri e l’acquedotto del Marvuglia. Case Rocca sarà il punto di accoglienza, mentre i magazzini borbonici diventeranno un centro servizi con caffetteria e bike sharing. La Palazzina Cinese si integrerà con la Città dei Ragazzi e il Museo Pitrè, ricostituendo un sistema di giardini che racconta la storia del paesaggismo europeo. Saranno recuperati agrumeti, le saje, le gebbie e parte della lecceta. Le ex scuderie reali (Casa Natura) diverranno un polo per attività sportive e didattiche. L’area dell’ex campo nomadi, bonificata, ospiterà uno spazio inclusivo con un parcheggio interrato sostenibile. Un capitolo a parte sarà dedicato all’archeologia militare con il recupero delle Cisterne Nervi.

    L’obiettivo finale è un parco multifunzionale che offra servizi ecosistemici, culturali e ricreativi, valorizzando il coinvolgimento dei privati e definendo un organismo di gestione pubblico-privato. La Favorita si candida così a diventare non solo un polmone verde rigenerato, ma un vero e proprio motore di sviluppo culturale, sociale ed economico per Palermo.

  • Papa Leone XIV ha origini siciliane, il nonno era di Milazzo

    Papa Leone XIV ha origini siciliane, il nonno era di Milazzo

    Una recente scoperta genealogica ha portato alla luce le origini siciliane di Papa Leone XIV, ricollegando il suo albero genealogico alla città di Milazzo. La notizia, inizialmente avanzata da alcuni studiosi del “Genealogy Discord server” e del “Centre de Généalogie”, ha trovato definitiva conferma grazie ai documenti rinvenuti presso l’ufficio anagrafe del Comune di Milazzo.

    Salvatore Giorgianni Riggitano: il nonno milazzese del Papa

    L’indagine genealogica ha rivelato che il nonno paterno di Robert Francis Prevost, Salvatore Giorgianni Riggitano, nacque a Milazzo il 24 giugno 1876. I registri dell’epoca lo indicano residente in via Ottaviano, insieme al padre Santi e alla madre Maria Alioto, sposatisi nel 1853. Questa scoperta getta una nuova luce sulla storia familiare del Pontefice, aggiungendo un capitolo italiano al suo percorso biografico.

    L’emigrazione negli Stati Uniti e il cambio di identità

    La ricostruzione storica, supportata dalle ricerche del Comune di Milazzo, rivela che Salvatore Giorgianni Riggitano emigrò negli Stati Uniti nel 1904, raggiungendo una sorella a Quincy, nell’Illinois. In America, la sua identità subì una trasformazione: il suo nome divenne John e il suo cognome mutò in Prevost, adottando quello della madre di sua moglie Suzanne. Questa scelta, apparentemente dettata da circostanze personali complesse, contribuì a rendere più ardua la ricostruzione delle sue origini. La sua attività di insegnante di lingue, documentata da un annuncio pubblicitario sul “Chicago Tribune” del 6 maggio 1934, ha fornito un indizio cruciale per gli studiosi impegnati nella ricerca genealogica. Ulteriore conferma giunse nel 1940, quando lo stesso John Riggitano Prevost dichiarò alle autorità americane di non essere cittadino statunitense e di essere entrato nel paese con il nome di Salvatore Giovanni Reggitano Alioto.

    La conferma ufficiale del Comune di Milazzo e le future iniziative

    La scoperta delle origini milazzesi di Papa Leone XIV è stata ufficialmente confermata dal sindaco di Milazzo, Pippo Midili, a seguito del ritrovamento dei documenti originali negli archivi comunali. Il sindaco ha espresso la volontà di inviare al Vaticano gli atti ufficiali, opportunamente pergamenati, nella speranza che la notizia possa essere accolta con piacere da Sua Santità. Ulteriori iniziative, volte a celebrare questo legame storico, saranno valutate in accordo con la Santa Sede, non appena verrà nominato il nuovo Segretario di Stato. Questa scoperta rappresenta un evento significativo non solo per la città di Milazzo, ma anche per l’intera comunità siciliana, che ora può vantare un legame speciale con il Pontefice.