Categoria: Società

  • Un santuario segreto riportato alla luce nella Valle dei Templi di Agrigento

    Un santuario segreto riportato alla luce nella Valle dei Templi di Agrigento

    Nuovi entusiasmanti ritrovamenti alla Valle dei Templi. Durante gli scavi archeologici sono stati riportati alla luce minuscoli vasi, finemente lavorati, e ceramiche di dimensioni ridotte, simili a giocattoli principeschi. La datazione di questi reperti li colloca a circa 2.500 anni fa, un’epoca di grande splendore per la città greca di Akragas.

    Un luogo di culto extraurbano

    La scoperta non riguarda solo la bellezza degli oggetti, ma anche il loro contesto. Gli archeologi, infatti, hanno individuato un’area sacra situata al di fuori delle mura dell’antica città. Si tratterebbe di un santuario extraurbano, probabilmente dedicato a divinità femminili legate alla prosperità e ai raccolti.

    Offerte votive di un tempo lontano

    I piccoli vasi e le ceramiche, lungi dall’essere semplici giocattoli, rappresentano offerte votive, lasciate dai fedeli come segno di devozione e richiesta di protezione. Le dimensioni ridotte, anziché sminuirne il valore, ne sottolineano la funzione simbolico-liturgica.

    Il Santuario di Sant’Anna: un Mistero in parte svelato

    Il santuario, situato in località Sant’Anna, è uno dei siti archeologici meno noti della Valle dei Templi, ma di grande rilevanza storica e religiosa. La sua posizione extraurbana suggerisce una funzione specifica, probabilmente legata a culti agrari o a divinità protettrici della fertilità della terra. Gli studiosi ritengono che il santuario di Sant’Anna fosse un importante punto di riferimento per la comunità rurale, un luogo di incontro tra la vita cittadina e quella agricola. Qui, i fedeli si riunivano per celebrare riti propiziatori, chiedere la protezione divina per i raccolti e ringraziare per i frutti della terra.

    Un’Immensa Finestra sul Passato

    Roberto Sciarratta, direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, ha sottolineato l’importanza di questi ritrovamenti: “Attraverso i nostri canali social porteremo gli utenti direttamente al cuore degli scavi, svelando passo dopo passo le scoperte più affascinanti. Foto, video e interviste esclusive permetteranno di seguire da vicino il lavoro degli archeologi e conoscere i ritrovamenti che ci aiutano a ricostruire i rituali e i gesti quotidiani che animavano questo antico luogo, con un’attenzione speciale alle donne del passato”.

  • Questa panetteria siciliana ti regala un panino se… entri ballando

    Questa panetteria siciliana ti regala un panino se… entri ballando

    Un panino per un ballo: l’iniziativa contagiosa di una panetteria siciliana. A Santa Maria di Licodia, un piccolo comune nella città metropolitana di Catania, la panetteria Corsaro di via Vittorio Emanuele si distingue ancora una volta per un’iniziativa fuori dal comune. Dopo il successo dell’anno scorso con “Il sazio non crede al digiuno”, un’iniziativa solidale che offriva cibo invenduto a chi ne aveva bisogno, la panetteria ha deciso di puntare sulla felicità e l’allegria.

    Un ballo per un panino: l’idea originale che conquista tutti

    L’idea è tanto semplice quanto efficace: chiunque entri nella panetteria ballando riceve in regalo un delizioso panino. Un’iniziativa singolare che sta riscuotendo grande successo e sta contagiando tutti con il sorriso.

    Adriano Corsaro e il suo team: un messaggio di positività e ottimismo

    A ideare questa iniziativa è stato Adriano Corsaro, il titolare della panetteria, insieme ai suoi collaboratori. L’obiettivo è quello di portare un’ondata di felicità e buonumore in un periodo storico caratterizzato da difficoltà e incertezze.

    Un’atmosfera accogliente e personale: il segreto del successo

    Entrando nella panetteria Corsaro, si respira un’atmosfera accogliente e familiare. Il personale, sempre sorridente e disponibile, contribuisce a creare un ambiente positivo e spensierato, offrendo un momento di svago e leggerezza nella quotidianità.

    “È bello vedere i nostri compaesani sorridere”: la soddisfazione dei dipendenti

    “Dopo tante brutte notizie che vediamo in TV è bello vedere i nostri compaesani sorridere”, ha commentato una delle dipendenti della panetteria. Un’affermazione che testimonia la positività e l’entusiasmo che questa iniziativa sta generando nella comunità.

  • La Sicilia che trionfa: la Valle dei Templi ha superato il Museo Egizio

    La Sicilia che trionfa: la Valle dei Templi ha superato il Museo Egizio

    Un’ondata di entusiasmo ha travolto la Sicilia, la Valle dei Templi di Agrigento ha raggiunto un traguardo storico, superando il Museo Egizio di Torino in termini di visitatori. Con oltre un milione di ingressi, questo sito archeologico mozzafiato si afferma come una delle principali attrazioni culturali non solo in Italia, ma a livello internazionale. Di recente la Valle dei Templi è anche stata al centro di un ampio dibattito sul concerto del Il Volo, che verrà trasmesso su Canale 5 a Natale. Un dibattito che ha innalzato ancor di più l’hype della location siciliana, nonostante le polemiche.

    Il Successo della promozione culturale integrata

    Ora la Valle dei Templi è uno dei siti culturali più visitati d’Italia superando il Museo Egizio di Torino. L’annuncio di questo straordinario risultato è arrivato direttamente dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato, che ha evidenziato l’importanza cruciale di una strategia di promozione culturale coordinata e integrata. Il successo della Valle dei Templi è la prova tangibile del potenziale inespresso dei siti archeologici siciliani e della loro straordinaria capacità di attrarre visitatori da ogni angolo del globo.

    Valorizzare i tesori culturali locali

    L’obiettivo ambizioso è quello di creare un sistema sinergico tra i diversi parchi archeologici sparsi per l’Isola, un progetto che mira a preservare e valorizzare i tesori culturali locali, rendendoli al contempo più accessibili a un pubblico sempre più vasto. Questo approccio lungimirante punta a trasformare la Sicilia in un’unica, grande esperienza archeologica.

    Modernizzazione e accoglienza

    Tra le iniziative più importanti in programma, spiccano la modernizzazione delle infrastrutture e il miglioramento dei servizi, elementi essenziali per garantire un’accoglienza impeccabile ai visitatori. Questo progetto ambizioso mira a creare una rete di parchi archeologici che non si limiti a preservare il patrimonio storico, ma lo renda fruibile e irresistibilmente attraente a livello globale.

    Collaborazione per un futuro brillante

    Il successo della Valle dei Templi è anche il frutto di una stretta e proficua collaborazione tra i direttori dei parchi e le istituzioni regionali, un lavoro di squadra che ha permesso di esaltare la rilevanza storico-artistica di questi siti unici al mondo. L’assessore Scarpinato ha sottolineato come questa sinergia possa essere un veicolo fondamentale per rafforzare l’immagine della Sicilia nel mondo, promuovendola come una destinazione culturale di prim’ordine.

    Un grande parco archeologico

    Durante la presentazione del progetto “Opportunità e valore strategico del Sistema Parchi archeologici della Sicilia” al Museo Salinas di Palermo, l’assessore Scarpinato ha espresso con entusiasmo la sua visione: “Abbiamo immaginato un percorso che vuole dare una visione d’insieme. La Sicilia è un parco archeologico a cielo aperto, noi oggi non parliamo più di un unico parco, ma di quattordici parchi che dialogheranno tra di loro, ponendo in essere una strategia dei beni culturali finalizzata ad accrescere il turismo”.

    Un futuro radioso per il turismo culturale in Sicilia

    Con un milione di visitatori già conquistati, la Valle dei Templi di Agrigento si posiziona di diritto tra i primi dieci luoghi della cultura in Italia, superando persino l’iconico Museo Egizio di Torino. Questo risultato straordinario è la conferma dell’irresistibile attrattiva della Sicilia, una terra ricca di storia, cultura e bellezze archeologiche in grado di affascinare il mondo intero. Il futuro del turismo culturale in Sicilia si prospetta radioso, un futuro in cui il patrimonio storico incontra l’innovazione, offrendo esperienze uniche e indimenticabili.

  • La Madonna dei Sette Dolori, un culto antico che rivive a Palermo

    La Madonna dei Sette Dolori, un culto antico che rivive a Palermo

    Palermo nutre una grande devozione alla Madre di Gesù, ricordata soprattutto nella veste dell’Addolorata. Al Capo, uno dei quartieri palermitani, tale devozione si esprime nel culto della Madonna dei Sette dolori con dei festeggiamenti e un simulacro fra i più suggestivi della città. Tanto che, per chi vuole immergersi nella Palermo verace, questo è uno degli appuntamenti da non perdere. Ancor di più nell’anno in cui la ricorrenza si intreccia con la conclusione del 400° anniversario di S. Rosalia, patrona della città.

    La Festa della Madonna dei Sette dolori si svolge dall’8 al 15 settembre 2024 ed è organizzata dalla omonima confraternita fondata nel 1885. Il programma prevede una settimana ricca di iniziative e celebrazioni nella chiesa dei Santi Quaranta Martiri alla Guilla e per le vie del quartiere.

    Si è iniziato con il Settenario, fortemente partecipato dai fedeli (dal 9 al 13 settembre) e predicato da mons. Salvatore Priola.

    Il 13 settembre, alle ore 21, don Giuseppe Di Giovanni presiede la “Via Matris Dolorosae”, antica tradizione legata all’Ordine dei Servi di Maria. Mentre, l’indomani 14 settembre, dalle ore 17, tamburi, musicisti e sbandieratori gireranno per il quartiere fino alle ore 20,30 quando in Piazza SS. Quaranta Martiri si esibiranno in uno spettacolo curato dall’associazione Marduk di Rometta (ME). Lo stesso giorno, alle 19, in chiesa si celebrano con p. Giuseppe Pomi i primi vespri in onore della Madonna.

    Infine, il culmine, domenica 15 settembre alle 17, con la solenne processione della statua di Maria SS. dei Sette Dolori, potente raffigurazione della madre di Gesù trafitta al cuore dai tanti dolori subiti dal Cristo nella sua passione e morte in croce. Maria ha un’espressione struggente e indossa un grande mantello nero adornato dai fregi di Casa Savoia, ricordo della regina Elena che lo donò alla Madonna nel 1903. In suo onore l’intero quartiere del Capo sarà in festa. Le luminarie brilleranno nelle strade, i tamburi annunceranno i festeggiamenti, la banda musicale suonerà per le vie e nel pomeriggio della domenica 15 accompagnerà la processione. Tutto per mostrare il cuore più autentico del capoluogo siciliano.

    La Confraternita di Maria SS. dei Sette Dolori venne fondata nel 1885 ed ebbe come prima sede la chiesa di S. Vita Martire. Il 15 febbraio 1886 veniva inaugurata con l’aggregazione alla Primaria dei Servi di Maria S. Marcello in via Roma. La Confraternita, nata per volontà di un gruppo di donne, a distanza di sei anni, nel 1891 accolse anche uomini. Il 13 aprile 1891 si riunì per la prima volta la consulta e si lessero i capitoli dello Statuto. Dopo varie vicende nel 1900 la Confraternita fissò la propria sede nella chiesa di S. Maria dei Cancelli detta S. Maruzza. Successivamente si spostò nella chiesa di S. Onofrio dove rimase otto mesi. In seguito, il Cardinale Ruffini concesse, a partire dall’anno 1958, la chiesa dei Santi Quaranta Martiri alla Guilla come sede definitiva della Confraternita. Azzarello riporta un elenco minuzioso circa le opere di possesso della Confraternita e tra gli arredi vi sono gli stendardi delle congregazioni maschili e femminili. La scultura lignea dell’Addolorata è ornata con un vestito finemente ricamato e con un manto di velluto nero ricamato in oro, recante la seguente scritta: “Dono di sua Maestà Regina Elena A. D. 1903”. Il simulacro viene portato in processione la terza domenica di settembre e la Confraternita nasce con lo scopo di evangelizzare.

  • Nel Palermitano c’è un uomo fa amicizia con i cinghiali

    Nel Palermitano c’è un uomo fa amicizia con i cinghiali

    Nella tranquillità del bosco di Godrano, alle porte di Palermo, si cela una storia di amicizia insolita. Mario Cannucio, un uomo di 50 anni, ha stretto un legame speciale con le famiglie di cinghiali che popolano quei boschi, sfidando i pregiudizi e offrendo uno sguardo diverso su questi animali spesso temuti.

    Dalla paura alla fiducia

    Tutto è iniziato con timidi avvistamenti: qualche esemplare che si aggirava nei pressi della casa di Mario. Inizialmente, la paura ha preso il sopravvento, alimentata dalle storie che dipingono i cinghiali come animali aggressivi e pericolosi. Ma la curiosità e la compassione hanno avuto la meglio.

    Croccantini e carezze: il linguaggio dell’amicizia

    Con pazienza e un pizzico di croccantini, Mario ha conquistato la fiducia dei cinghiali. Le scrofe, inizialmente guardinghe, hanno iniziato ad avvicinarsi alla sua casa con i loro cuccioli, attratte dal cibo offerto con generosità. Giorno dopo giorno, il legame si è rafforzato, tanto che oggi Mario può accarezzare i cuccioli e persino scattare selfie con le loro mamme.

    Un’oasi di pace in un contesto di conflitto

    L’amicizia tra Mario e i cinghiali si staglia sullo sfondo di un conflitto crescente tra questi animali e gli agricoltori locali. I cinghiali, un tempo quasi estinti in Sicilia, sono tornati a popolare l’isola, causando danni significativi alle coltivazioni. La Regione ha implementato piani di contenimento, autorizzando l’abbattimento di migliaia di capi.

    Comprensione e rispetto: un messaggio universale

    Mario, pur consapevole dei danni causati dai cinghiali, non può fare a meno di provare affetto per questi animali che gli offrono compagnia senza mai essere invadenti. La sua storia ci ricorda l’importanza della comprensione e del rispetto per tutte le creature viventi, anche quando la convivenza può sembrare difficile.

  • Spettacolo nei cieli di Palermo, un DC-3 atterra a Boccadifalco

    Spettacolo nei cieli di Palermo, un DC-3 atterra a Boccadifalco

    Un pezzo di storia dell’aviazione è atterrato all’aeroporto di Boccadifalco in occasione della festa dell’Aeroclub. Si tratta di un Douglas DC-3, costruito nel 1944 e proveniente dall’Austria, pilotato dal suo proprietario Michael Manousakis, star della televisione tedesca.

    Dopo un sorvolo di ricognizione, il velivolo ha effettuato un atterraggio perfetto tra l’entusiasmo degli appassionati. L’Aeroclub, fondato dalla famiglia Florio quasi un secolo fa, ha accolto con grande entusiasmo l’arrivo di questo aereo leggendario, protagonista della storia dell’aviazione civile e militare.

    “L’ultimo atterraggio di un DC3 a Boccadifalco risale a 65 anni fa”, ha commentato Manousakis, “prima che il traffico aereo venisse trasferito a Punta Raisi”. Il pilota tedesco ha poi spiegato il motivo del suo viaggio: “La mia compagna, Julie, è originaria di Valledolmo e, dopo aver scoperto i meravigliosi prodotti a base di pomodoro di questa zona, abbiamo deciso di importarli in Germania”.

    Manousakis ha poi descritto il volo dall’Austria come “complesso ma emozionante. Pilotare un aereo del genere richiede grande attenzione: non ci sono automatismi, tutto deve essere fatto manualmente. Vedere l’Etna tra le nuvole e la Sicilia che si avvicinava è stato davvero emozionante”.

  • Contro il silenzio, la memoria: a Corleone apre NOma, il museo immersivo dedicato alle vittime di mafia

    Contro il silenzio, la memoria: a Corleone apre NOma, il museo immersivo dedicato alle vittime di mafia

    Corleone – Un viaggio toccante nella memoria, un’esperienza multimediale che scuote le coscienze e rende omaggio alle vittime innocenti di Cosa Nostra: apre a Corleone “NOma” (iART NOma – Luoghi e storie NOmafia), un museo immersivo unico nel suo genere.

    Un’idea di Pif per raccontare la storia attraverso le voci di artisti siciliani

    L’idea nasce da Pif, che ha riunito un cast d’eccezione composto da volti noti del cinema e dello spettacolo, tutti siciliani e profondamente legati alla propria terra: da Ficarra e Picone a Teresa Mannino, da Pippo Baudo a Francesco Scianna, da Nino Frassica a Leo Gullotta, da Isabella Ragonese a Peppuccio Tornatore, da Paolo Briguglia a Donatella Finocchiaro, fino a Gigi Lo Cascio. Ognuno di loro ha prestato la propria voce per raccontare le storie delle vittime, i loro sacrifici, il loro impegno nella lotta alla mafia.

    NOma: un’esperienza interattiva per non dimenticare

    Ospitato nella Casa del Popolo di Corleone, NOma è un’esperienza interattiva che coinvolge il visitatore a 360 gradi. Attraverso grandi pareti touch screen, è possibile navigare tra volti, luoghi e storie di mafia, ascoltando le voci narranti degli artisti. Più un personaggio è conosciuto, più lo schermo si illumina, invitando a non dimenticare nemmeno le vittime meno note.

    Un messaggio chiaro: la memoria come strumento per sconfiggere la mafia

    “Per troppo tempo Corleone è stata associata alla mafia, ma oggi le cose sono cambiate”, ha dichiarato il sindaco Walter Rà durante l’inaugurazione. “NOma vuole essere un messaggio di speranza, un modo per ricordare a tutti che la mafia si combatte con la memoria, con la cultura e con l’impegno civile”.

    Un omaggio ai “picciriddi”, le giovani vittime innocenti

    Una sala del museo è dedicata ai “picciriddi”, i bambini vittime della mafia. Un’installazione dell’artista Domenico Pellegrino e 18 illustrazioni originali di Martina Ponente con testi di Bruno Palermo ricordano le loro storie, strappate troppo presto alla vita.

  • Fedez “fortunello” in autostrada: gomma bucata sulla Messina-Palermo

    Fedez “fortunello” in autostrada: gomma bucata sulla Messina-Palermo

    Momenti di apprensione ieri sera per il cantante Fedez, in viaggio verso Torrenova (ME) per un concerto. Durante il tragitto sull’autostrada A20, all’altezza del viadotto di Ponte Naso, un imprevisto ha costretto l’artista ad una sosta forzata: una ruota del suo van ha ceduto.

    Fedez, con la consueta ironia che lo contraddistingue, ha documentato l’accaduto attraverso alcune stories sul suo profilo Instagram, commentando con un laconico “fortunelli”. Nelle storie precedenti, il cantante aveva condiviso con i suoi follower l’arrivo in Sicilia a bordo del traghetto, per poi proseguire con la performance sul palco di Torrenova e concludere la serata con una cena a base di arancini.

  • Rinascita Gerardina Trovato, tutto esaurito a Palermo e un premio a New York

    Rinascita Gerardina Trovato, tutto esaurito a Palermo e un premio a New York

    Gerardina Trovato è stata accolta con grande entusiasmo dal pubblico di Villa Filippina a Palermo, dove si è esibita davanti ai 300 spettatori accorsi per applaudirla. “Dopo la prima esibizione a Realmonte è andato tutto di conseguenza e non mi spiego neanch’io come – ha affermato la cantautrice – È meraviglioso e ci voleva proprio avere l’abbraccio del grande pubblico”.

    In carriera tre partecipazioni a Sanremo

    La Trovato ha all’attivo tre album e tre partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1993 con “Ma non ho più la mia città”, nel 1994 con “Non è un film” e nel 2000 con “Gechi e vampiri“. Dopo un periodo di lontananza dalle scene è tornata con grande grinta, come dimostra il tutto esaurito fatto registrare a Villa Filippina nel giro di pochi giorni.

    Il futuro tra tour ed esibizioni negli stadi

    “Ho scritto tanti brani nella mia vita e adesso ho altri tre album pronti, spero di farcela da sola”, ha detto Gerardina Trovato parlando dei suoi progetti futuri. Il sogno è quello di tornare a girare il mondo cantando e partire con un tour negli stadi italiani: “Tutti mi parlano di San Siro e dell’Olimpico, ma io vorrei che il sindaco di Catania dopo tanto tempo riaprisse il Cibali per me”.

    Elton John e Vasco Rossi come modelli

    “In qualche brano si sentirà la mia impronta, in altri no: il mio maestro resterà sempre Elton John, il linguaggio quello di Vasco Rossi ma diretto a tutte le età”, ha spiegato la cantante. I prossimi album segneranno una svolta nella sua carriera: “Saranno quelli che decideranno dove potrò arrivare, spero di poter dare vita a musica internazionale e di vincere premi che veramente mi facciano mettere la mano nel cemento delle star”.

    Nelle ultime ore l’annuncio del premio che riceverà a New York

    “E dopo le notizie ecco che mi è arrivato l’invito ufficiale per l’assegnazione di questo incredibile e inatteso premio… Si è vero… l’America per me non è più così lontana. Un “Pensiero stupendo” va alla Commissione ed al Patron del Festival, a tutta la meravigliosa comunità italiana a New York… ma non posso non dire che questo è stato possibile grazie all’amico Sasà … si, perché lui non è mio manager, non è lo “sfruttatore“ di questa povera…… è semplicemente un amico che mi ha aiutato ad esaudire il mio desiderio di cantare… quindi non se ne abbiano i “portatori” di verità o i “giudici” del web… ragazzi miei… il povero Sasà è solamente un mio amico… semplicemente… spero che ciò non costituisca fattore di malessere, ma è così… La verità sta sempre nelle cose più semplici… Poi la troverò, troverò due persone che mi sono care, Enzo e Filippo🥰🥰🥰 ma conoscerò anche una terza grande persona… Francesco… che emozione vedrò di prepararmi al meglio… Ma sono sicura che anche l’ospitalità del grande Tiziano sarà meravigliosa… e poi gli italiani della comunità di New York… Caspita.. non è una cosa che capita tutti i giorni”.

  • A Palermo Comunione e Cresima come il diploma, si prenderanno in 5 anni

    A Palermo Comunione e Cresima come il diploma, si prenderanno in 5 anni

    Una vera e propria rivoluzione nell’Arcidiocesi di Palermo: comunione e cresima verranno ricevute insieme, nella stessa celebrazione liturgica, tra i 10 e gli 11 anni di età. È quanto ha stabilito l’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha presentato il “nuovo progetto catechistico per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi”.

    La novità, che entrerà in vigore dall’anno pastorale 2025/2026, prevede l’interruzione già da quest’anno delle iscrizioni al tradizionale percorso biennale o triennale di preparazione alla prima comunione. I bambini che riceveranno la comunione nel 2023 seguiranno poi il consueto iter per la cresima.

    Percorso unico di 5 anni per coinvolgere di più le famiglie

    Con il nuovo progetto si introduce un percorso catechistico unitario della durata di 5 anni, che parte dai 7-8 anni e accompagna i ragazzi fino alla celebrazione congiunta di comunione e cresima. Obiettivo principale è coinvolgere maggiormente le famiglie, evitando il rischio che molte si allontanino dalla parrocchia dopo la prima comunione dei figli.

     

    I parroci di Palermo erano a conoscenza da tempo della svolta. Ora è arrivata l’ufficialità, dopo un’assemblea pastorale e con una nota del vicario generale Giuseppe Oliveri. Le nuove disposizioni richiamano l’esigenza di uniformità tra le parrocchie.

    Le reazioni: percorso troppo lungo, rischio di allontanare i giovani

    La novità non ha convinto proprio tutti. In particolare sui social network c’è chi critica la durata quinquennale del percorso, ritenendolo eccessivo rispetto ai ritmi scolastici e le attività extrascolastiche dei bambini di oggi. Altri temono che possa sortire l’effetto opposto, allontanando ulteriormente i giovani dalla Chiesa.

    C’è chi parla di formula “anacronistica” e chi sottolinea come ai tempi della propria comunione il percorso durasse 2 anni e fosse sufficiente. In generale prevale la preoccupazione che 5 anni di catechismo siano troppo gravosi per le famiglie.

    Verso uniformità con le altre diocesi italiane

    Nonostante le polemiche, con questa svolta l’arcidiocesi di Palermo si uniforma al modello di iniziazione cristiana già adottato dalla maggior parte delle diocesi italiane. L’obiettivo è di recepire le linee guida stabilite dalla CEI e rimanere al passo con le evoluzioni della Chiesa nazionale.

    Già diversi anni fa molte diocesi avevano introdotto percorsi unitari per comunione e cresima. Tra le prime c’era stata, ad esempio, la diocesi di Spoleto-Norcia, che aveva varato il nuovo progetto tra il 2017 e il 2020. Ora, con qualche anno di ritardo, anche Palermo si adegua alle nuove disposizioni.