Categoria: Politica

  • Scandalo in Sicilia: ex Presidente dell’Assemblea Regionale indagato per peculato e truffa

    Scandalo in Sicilia: ex Presidente dell’Assemblea Regionale indagato per peculato e truffa

    Su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, it G.I.P. del Tribunale del capoluogo, ha emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di Gianfranco Miccichè, ex Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e deputato regionale, destinatario del provvedimento di divieto di dimora nel comune di Cefalù, nonché nei confronti di Messina Maurizio, assistente parlamentare con funzioni di autista del Miccichè, destinatario del provvedimento di obbligo di dimora nei comuni di Palermo e Monreale.

    Con la medesima ordinanza, eseguita in data odierna dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, 6 stato disposto anche il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 24.000 euro, quale profitto dei reati di peculato, truffa aggravata ai danni dell’Assemblea Regionale Siciliana e false attestazioni sulla presenza in servizio del dipendente pubblico, a vario titolo contestati.

  • Siccità, il Governo Meloni delibera l’emergenza nazionale in Sicilia

    Siccità, il Governo Meloni delibera l’emergenza nazionale in Sicilia

    Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per la siccità in Sicilia, come richiesto nei giorni scorsi dalla giunta regionale, per una durata di 12 mesi, stanziando i primi 20 milioni di euro, con la possibilità di incrementare le risorse in tempi brevi già nel corso dell’attuazione dei primi interventi. Alla riunione a Palazzo Chigi ha partecipato anche il presidente della Regione.

    Il governo siciliano ha già trasmesso a Roma tutta la documentazione necessaria, stilando una lista degli interventi necessari a ridurre gli effetti della crisi dovuta alla mancanza di piogge. Le soluzioni proposte dalla cabina di regia, guidata dal governatore e coordinata dal capo della Protezione civile regionale, sono differenziate in base ai tempi di realizzazione.

    Tra quelle di rapida attuazione, l’acquisto di nuove autobotti nei Comuni in crisi e la sistemazione di altri mezzi in un centinaio di enti locali; circa 130 interventi tra rigenerazione di pozzi esistenti, trivellazione di pozzi gemelli e riattivazione di quelli abbandonati, oltre al revamping di una trentina di sorgenti; il potenziamento degli impianti di pompaggio e delle condotte; la realizzazione di nuove condotte di interconnessione e bypass.

    Per i prossimi mesi, invece, si sta valutando la ristrutturazione e il riavvio dei dissalatori di Porto Empedocle, nell’Agrigentino, e di Trapani, operazioni che richiederanno tempi e procedure di gara più lunghe, non essendoci deroghe sostanziali in materia ambientale e di appalti sopra soglia comunitaria.

    Nello stesso tempo, il dipartimento regionale di Protezione civile ha istituito nove tavoli tecnici negli uffici del Genio civile dei capoluoghi di ogni provincia, con rappresentanti del dipartimento delle Acque, dei Consorzi di bonifica, e dell’Autorità di bacino. I tavoli hanno individuato e selezionato gli interventi secondo priorità e poi procederanno al monitoraggio delle fasi realizzative. Inoltre, diverse riunioni sono già state svolte con Siciliacque, Aica Agrigento, Caltacque e Acque Enna.

    «Ringrazio il governo per la sensibilità dimostrata e il ministro Musumeci per lo stanziamento dei primi 20 milioni di euro e per l’impegno a implementare le risorse in tempi brevi nel solco di uno stretto rapporto di collaborazione tra Regione e governo nazionale».
    Lo dichiara il governatore della Sicilia Renato Schifani al termine del Consiglio dei ministri che ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per la crisi idrica nell’Isola.

  • In Sicilia sta finendo l’acqua, dichiarazione dello “Stato di emergenza”

    In Sicilia sta finendo l’acqua, dichiarazione dello “Stato di emergenza”

    La Sicilia sta affrontando una drammatica crisi idrica causata dalla persistente siccità che ha prosciugato invasi e ridotto drasticamente le riserve di acqua in tutto il territorio regionale. Per far fronte a questa gravissima situazione, il governo guidato dal presidente Renato Schifani ha deliberato nell’ultima riunione di Giunta la richiesta al governo nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza.

    L’obiettivo è garantire l’approvvigionamento idrico ai cittadini, alle aziende agricole e zootecniche, oltre che alle imprese impegnate nei cantieri nell’Isola. La proposta adesso passa al vaglio del Consiglio dei Ministri.

    Nel frattempo la Protezione Civile regionale ha predisposto un piano che prevede interventi immediati e di medio periodo per mitigare gli effetti della siccità, contenere i danni e razionalizzare l’uso della scarsa risorsa idrica.

    Tra le azioni previste a breve termine ci sono la riduzione dei consumi di acqua potabile, interventi di riparazione delle reti idriche, acquisto di autobotti e serbatoi per l’approvvigionamento alternativo, utilizzo di pozzi, risorse idriche locali e il ripristino di impianti di dissalazione non più operativi. Costo stimato di questi interventi: 130 milioni di euro.

    Per il medio periodo la Protezione Civile propone invece un piano da 590 milioni di euro che comprende il potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture idriche, nuovi invasi, campagne di sensibilizzazione per il risparmio dell’acqua, il recupero di acque piovane e acque reflue depurate per usi compatibili.

    “La siccità in Sicilia sta diventando drammatica” dichiara il Presidente Schifani. Nonostante la Regione abbia già messo in campo alcune misure per limitare i danni a cittadini, agricoltori e allevatori, sono necessari finanziamenti e interventi straordinari da parte dello Stato.

    Servono misure urgenti per razionalizzare il sistema di captazione, adduzione e distribuzione dell’acqua, e per sensibilizzare i cittadini a un uso più responsabile di questa preziosa risorsa. Schifani chiede anche sgravi fiscali e contributivi per sostenere le aziende agricole e zootecniche in gravissima difficoltà.

    Già nelle scorse settimane la Regione aveva dichiarato lo stato di crisi idrica sia per l’uso civile che agricolo, nominando due commissari ad acta. Erano state avviate anche misure per oltre 5 milioni di euro destinate soprattutto ai Consorzi di Bonifica, con sgravi sulle quote consortili.

    A monitorare costantemente la situazione, con rilevamenti sullo stato di invasi dighe e riserve idriche, è l’Osservatorio sugli Utilizzi Idrici appositamente istituto. I dati non sono affatto confortanti: la siccità sta prosciugando fiumi e bacini artificiali.

    L’allarme siccità riguarda tutto il territorio siciliano ma le situazioni più critiche si registrano nel Palermitano, nel Trapanese, nell’Agrigentino e nel Siracusano, dove decine di Comuni hanno dovuto ricorrere alle autobotti private per rifornire di acqua potabile le abitazioni non collegate all’acquedotto pubblico o con gravi carenze idriche.

    In sofferenza anche il comparto agricolo che lamenta danni per oltre un miliardo di euro. La Coldiretti stima cali del 70% per il grano e danni ingenti a vigneti, frutteti e ortaggi. Anche gli allevatori sono costretti a spese suppletive per l’abbeveraggio del bestiame. Crollati anche i livelli dei bacini fluviali a causa della scarsità di pioggia.

    Per affrontare la difficile congiuntura climatica e la persistente siccità che attanaglia l’Isola, servono quindi urgenti provvedimenti e massicci finanziamenti nazionali ed europei. Bisogna operare su più fronti, dalla razionalizzazione delle reti idriche ai nuovi invasi, dal recupero di acque non convenzionali alla diffusione di tecniche a basso consumo. La Regione chiede al governo centrale di agire con tempestività. Perché di acqua, in Sicilia non ce n’è più.

  • Oltre 8 milioni per la Corleone-San Cipirello: consegnati i lavori

    Oltre 8 milioni per la Corleone-San Cipirello: consegnati i lavori

    Sono stati consegnati ieri i lavori per la sistemazione delle frane lungo la Strada Provinciale 4 Corleone-San Cipirello, per un costo complessivo di 8.670.299 euro. I lavori, suddivisi in 3 lotti, prevedono la realizzazione di interventi strutturali per la messa in sicurezza di diversi tratti critici della SP4, soggetti negli anni a continui cedimenti e smottamenti.

    Il lotto 1, del valore di 5.300.000 euro, riguarda gli interventi alle chilometriche 8+700, 9+000 e 9+300, dove verranno costruiti muri di contenimento e installate barriere paramassi. Il lotto 2, dal valore di 1.370.299 euro, interessa invece i km 9+000, 9+300 e 9+800 con opere simili. Infine, il lotto 3 da 2 milioni di euro prevede lavori ai km 18+400 e 19+000.

    I lavori, che dureranno circa 18 mesi, consentiranno la sistemazione definitiva del piano viabile. Verranno realizzati muri di sostegno in cemento armato alti fino a 4,5 metri, fondati su pali infissi nel terreno anche fino a 20 metri di profondità. Inoltre sono previste gabbionate e trincee drenanti a monte della carreggiata per convogliare le acque piovane.

    La messa in sicurezza di questa arteria stradale riveste notevole importanza per i collegamenti nell’entroterra palermitano. La SP4 è infatti uno dei principali collegamenti tra Corleone e i comuni limitrofi con la statale 121 verso Palermo. I frequenti cedimenti hanno creato in passato non pochi disagi alla viabilità, con strada chiusa e centri isolati per giorni.

    Oltre a questi interventi già appaltati, sono previsti a breve lavori tra il km 10 e il km 14 per un valore di 2,5 milioni di euro. È stata inoltre siglata una convenzione tra Città Metropolitana e Regione Sicilia per la progettazione della sistemazione complessiva dell’intero asse Corleone-San Cipirello e della SP2 San Cipirello-Partinico.

    L’attenzione al miglioramento della rete viaria nelle aree interne è stata ribadita ieri nel corso di un incontro sulla viabilità di interconnessione tra Corleone, Palermo, Sciacca e Trapani. I sindaci hanno sottolineato l’esigenza di ammodernare diverse arterie per migliorare accessibilità e sicurezza. La Città Metropolitana si è impegnata ad inserire gli interventi nel piano triennale delle opere pubbliche.

    Al dibattito sono intervenuti i sindaci di Campofiorito Giuseppe Oddo, di Bisacquino Tommaso Di Giorgio, di Prizzi Antonella Comparetto, di San Giuseppe Iato Giuseppe Siviglia, di San Cipirrello Vito Cannella, di Chiusa Sclafani Francesco Di Giorgio, di Palazzo Adriano Nicola Grana’. Al termine Nicolò Nicolosi sindaco di Corleone ha manifestato compiacimento per i risultati raggiunti, ribadendo che i sindaci continueranno a vigilare perché in tempi ravvicinati possano realmente trovare soluzioni le tante criticità esistenti, attraverso l’ ammodernamento delle strade del comprensorio, con particolare riferimento alla SP4, alla Sp45/27, alla Sp34, alla Sp12 e alla Sp44.

  • Emergenza siccità in Sicilia, la Regione verso la richiesta di stato di calamità

    Emergenza siccità in Sicilia, la Regione verso la richiesta di stato di calamità

    «I volumi d’acqua negli invasi siciliani sono sotto il livello di guardia e la Sicilia è flagellata dalla siccità. Gennaio è il quinto mese consecutivo che fa registrare precipitazioni inferiori alla norma del periodo, con un deficit di circa 200 millilitri di acqua. Nel mese in corso, nonostante qualche pioggia, si registra una marcata differenza territoriale tra le aree costiere e le aree interne del Palermitano, del Nisseno, dell’Ennese e della piana di Catania. La fotografia complessiva è preoccupante, si passa da zone colpite da fenomeni di siccità estrema ad aree interessate da fenomeni di siccità severa. Una situazione che sta danneggiando i nostri agricoltori e allevatori, già gravati dalle conseguenze dei fenomeni atmosferici anomali che hanno colpito l’isola per tutto il 2023. L’allevamento degli animali è il settore più colpito per l’assenza di foraggio verde. A stretto giro chiederò al presidente della Regione, Renato Schifani, di dichiarare lo stato di calamità naturale per l’emergenza siccità. Un segnale concreto per il comparto agricolo e per i nostri agricoltori in difficoltà». Lo dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino.

  • Non sarà un’incompiuta, lo «svincolo Forum» pronto in 390 giorni

    Non sarà un’incompiuta, lo «svincolo Forum» pronto in 390 giorni

    Finalmente ci siamo. Dopo anni di attesa e false partenze, il 25 gennaio 2024 è una data che passerà alla storia per Palermo e per il quartiere Brancaccio: iniziano ufficialmente i lavori per la realizzazione dello svincolo di Brancaccio, la cosiddetta “Porta Sud” della città.

    Un evento che segna una svolta decisiva per la viabilità e lo sviluppo di Palermo. Finalmente si è sbloccata una situazione di stallo che durava da troppi, troppi anni.
    Il conto alla rovescia è partito: 390 giorni per vedere completata quest’opera fondamentale, attesa e agognata. Un arco di tempo preciso che infonde fiducia dopo i tanti rinvii e blocchi che hanno caratterizzato lo svincolo di Brancaccio, vera e propria “incompiuta” della città.

    Ma ora tutto ciò fa parte del passato: il presente è questo cantiere che decolla, il futuro è uno svincolo pienamente funzionante e operativo. Un collegamento strategico per una migliore viabilità, per decongestionare l’ingresso a Palermo, per agevolare i flussi di traffico. Insomma, per far respirare la città.

    L’investimento complessivo sarà di oltre 8 milioni di euro, grazie anche ai fondi del PNRR. Tutto l’iter è stato seguito dall’Amministrazione che nei giorni scorsi ha affidato i lavori. Ora l’impresa aggiudicataria, la Mammana Michelangelo srl, potrà finalmente schedare il grande cantiere anche con opere accessorie essenziali, come la rimozione dei rifiuti, il diserbo e la risistemazione delle strade limitrofe.

    Per Brancaccio e per tutto il quadrante sud di Palermo è una svolta epocale, un evento da celebrare degnamente. Da oggi si può davvero guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Un passo decisivo verso una nuova fase di sviluppo e modernità per l’intera area metropolitana.

    L’Assessore Orlando parla di “passo importante per la città” e ha ragione: questo è un momento storico che rimarrà negli annali. Il capogruppo Chinnici evidenzia come “i cantieri hanno finalmente tempi certi e le opere pubbliche non sono più una chimera”. Parole davvero azzeccate.

    Tutta l’Amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Lagalla, ha condotto un lungo e meticoloso lavoro per rimuovere quegli “intoppi burocratici” e quelle “questioni giudiziarie” che per troppi anni hanno bloccato lo svincolo. Ora la strada è spianata verso il traguardo.

    Palermo e i palermitani non vedevano l’ora che si sbloccasse questa situazione kafkiana. L’alleggerimento del traffico, il nuovo accesso alla città, il collegamento velocizzato: erano obiettivi imprescindibili per una città moderna e al passo coi tempi.

  • Anche a Palermo ci sarà il limite a 30km orari, cosa ha detto Lagalla

    Anche a Palermo ci sarà il limite a 30km orari, cosa ha detto Lagalla

    Anche a Palermo arriva La proposta di introdurre il limite di velocità di 30 km/h, non in tuta la città ma solo in alcune zone. Il sindaco Roberto Lagalla lo ha detto a SkyNews24.

    “Si sta ancora una volta, e a mio avviso inopportunamente, cercando di creare una sorta di rappresentazione politica o divisiva su un tema che, in realtà, non è né antitetico né contraddittorio ma risponde alle esigenze di ogni singola città, sulla base della sua configurazione e della sua viabilità, sulla base delle sue esigenze funzionali” ha dichiarato il primo cittadino.

    Secondo Lagalla, l’adozione dei 30 km/h in alcune zone mirate della città serve per tutelare le fasce più deboli della popolazione, ovvero i pedoni e gli studenti. “Palermo ha adottato dei sistemi nel centro storico che tendono a privilegiare le zona a traffico limitato e le zone pedonali impedendo in queste aree il passaggio dei velocipedi nelle ore di maggiore picco di presenze. Stiamo anche attivando sperimentalmente alcune aree a 30 km orari dove è necessario il controllo puntuale, in prossimità di quei luoghi nei quali si realizzano quelle che chiamiamo “strade conviviali”, cioè nella quali devono coesistere aree pedonali, scuole, università, asili e un traffico che possa essere attento a quella zona di maggiore rischio” ha spiegato il sindaco.

    La scelta del limite di 30 km/h verrebbe quindi applicata solo in prossimità di scuole, luoghi di aggregazione giovanile e in genere dove c’è un’alta presenza di pedoni, lasciando invariata la velocità nel resto della città. Si tratta di una soluzione di compromesso per salvaguardare la sicurezza stradale senza però penalizzare eccessivamente la fluidità del traffico. Lagalla ha ribadito che ogni città deve valutare le misure da adottare sulla base delle proprie caratteristiche e ha invitato a non fare polemiche strumentali.

    Il sindaco ha affrontato anche altri temi caldi durante il suo intervento televisivo, prima fra tutti la questione dell’autonomia differenziata. Su questo punto Lagalla ha sottolineato l’importanza di non penalizzare il Sud: “la standardizzazione dei livelli essenziali di prestazione costituisce un riferimento che dovrebbe rassicurare i Comuni del sud, tuttavia serve la certezza che non vengano messe in discussione quelle risorse che potrebbero fare la differenza tra un nord sempre più ricco e un sud sempre più povero”.

    Fondamentale per Lagalla è che venga garantita una quota di fondi statali per le Regioni meridionali, in modo da evitare un divario sempre più ampio. Il dibattito sull’autonomia differenziata deve coinvolgere tutta la maggioranza di centrodestra, ha ribadito il sindaco di Palermo.

    Altro tema affrontato è stato quello del PNRR e di come le risorse del piano possano aiutare la rinascita di Palermo, soprattutto di alcune zone critiche. Lagalla ha però espresso preoccupazione sulla tempistica di utilizzo dei fondi e ha auspicato maggiore chiarezza e accelerazione nella diffusione delle informazioni, per facilitare il lavoro delle amministrazioni locali.

  • Palermo, il sindaco vieta i botti di Capodanno: stop a fuochi d’artificio e petardi

    Palermo, il sindaco vieta i botti di Capodanno: stop a fuochi d’artificio e petardi

    Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha firmato un’ordinanza che vieta l’utilizzo di fuochi d’artificio, mortaretti, bombette e simili su tutto il territorio comunale. Il provvedimento entrerà in vigore da domani, venerdì 30 dicembre, e resterà valido fino al 6 gennaio 2024.

    Chi non dovesse rispettare quanto previsto dall’atto del sindaco rischia sanzioni amministrative di importo compreso tra 500 e 5.000 euro.

    L’obiettivo è vietare l’accensione e l’esplosione di artifici pirotecnici in occasione dei festeggiamenti di Capodanno, per ragioni di sicurezza, incolumità pubblica e tutela ambientale. Ogni anno si verificano infatti incidenti, anche gravi, causati dall’uso improprio di petardi e simili. Inoltre i botti spaventano gli animali domestici e disturbano la quiete pubblica.

    La misura si è resa necessaria per limitare i disagi alla cittadinanza e prevenire i rischi legati all’utilizzo di simili prodotti esplosivi, spesso anche contraffatti e non conformi alle norme. Analoghe ordinanze di divieto sono state prese da diversi altri Comuni italiani, per arginare usi pericolosi e dannosi. Oltre ai rischi fisici per l’incolumità personale, infatti, i botti creano un inquinamento acustico ed atmosferico consistente a causa delle polveri sottili emesse.

  • Mutui tasso variabile, la Regione rimborsa 50% interessi per prima casa

    Mutui tasso variabile, la Regione rimborsa 50% interessi per prima casa

    La Regione Siciliana ha stanziato 50 milioni di euro per finanziare contributi a fondo perduto per l’abbattimento dell’aumento dei tassi di interesse su mutui a tasso variabile per l’acquisto della prima casa. L’avviso per potere accedere all’agevolazione, destinata alle famiglie con reddito Isee inferiore a 30 mila euro, è stato pubblicato sul sito web dell’Irfis ed è consultabile a questo link: https://www.irfis.it/wp-content/uploads/2023/12/AVVISO-Abbattimento-interessi-mutuo-20.12.23.pdf

    «Si tratta di un intervento rilevante voluto dal governo regionale – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – per andare incontro alle esigenze di migliaia di famiglie che nel corso dell’ultimo biennio hanno visto impennarsi gli interessi sui mutui. Un incremento considerevole che è coinciso, inoltre, con l’aumento del costo della vita, a partire dalle spese per energia e gas. Le procedure messe in campo attraverso l’Irfis, la banca della Regione, sono molto semplificate per agevolare sia la presentazione delle domande che la successiva liquidazione delle somme».

    Per potere ottenere il contributo bisognerà essere cittadini italiani, residenti in Sicilia, intestatari o cointestatari di un mutuo a tasso variabile per l’acquisto di un immobile ubicato nell’Isola e adibito a prima abitazione, ed essere in possesso di Isee 2023 inferiore a 30 mila euro. L’Irfis stima di poter rispondere positivamente alle richieste di circa ventimila famiglie.

    L’ammontare del contributo sarà pari al 50 per cento della quota di interessi regolarmente pagati nel biennio 2022-2023 e certificati dalla banca alla data di presentazione della domanda di accesso. Il rimborso non potrà superare il limite massimo di 1.500 euro per ciascuna delle due annualità. Nel caso di mutui cointestati, l’agevolazione prevista potrà essere richiesta dai cointestatari che siano in possesso dei requisiti di ammissibilità, per la quota di mutuo di propria pertinenza.

    Le domande devono essere presentate dall’intestatario del mutuo o da ciascun cointestatario esclusivamente per via telematica all’indirizzo https:\\incentivisicilia.irfis.it, accedendo alla piattaforma dedicata mediante Spid o Carta nazionale dei servizi (Cns), e devono essere sottoscritte con firma digitale del richiedente.

    L’invio delle istanze potrà avvenire da mercoledì 7 febbraio 2024 alle ore 10 a giovedì 29 febbraio 2024 alle ore 17.

  • Via ai lavori per lo svincolo autostradale per il Forum Palermo: pronto in 13 mesi

    Via ai lavori per lo svincolo autostradale per il Forum Palermo: pronto in 13 mesi

    Entro 13 mesi sarà completato a Palermo lo svincolo di Brancaccio, lato mare, lungo l’autostrada. I lavori sono stati consegnati stamane. L’opera, denominata “Porta Sud”, venne avviata nel 1989 ma è rimasta bloccata, nel corso degli anni, da inchieste giudiziarie e pastoie burocratiche. La spesa prevista è di 3,2 milioni e comprende diverse urbanizzazioni (strade, illuminazioni, il verde presso il Baglio Sant’Anna) e un parcheggio (lato ferrovia).

    Stamane, al Forum, per inaugurare il cantiere, chiuso dal 2014, c’erano il sindaco Roberto Lagalla, gli assessori comunali ai Lavori Pubblici Salvatore Orlando e all’Urbanistica Maurizio Carta, il commissario Zes Carlo Amenta e Maria Luisa Rivilli, del Multi Veste Italy 4. La società che gestisce il centro commerciale Forum, grazie ad una convenzione con il Comune, firmata lo scorso anno, realizzerà le opere.

    “Lo svincolo fa parte di un pacchetto di lavori che noi avevamo immaginato come prioritari ed è un importante progetto per la viabilità dell’intera città”, ha detto il sindaco. “Non è solo uno svincolo ma un’operazione urbanistica che ci permetterà di realizzare all’ingresso di Palermo una piastra di interscambio che si connetterà alla mobilità di massa dei servizi pubblici”, aggiunge Carta. “In contemporanea verrà realizzato anche lo svincolo lato monte. I lavori saranno completati a metà del 2025”, puntualizza Orlando. “Il dialogo con il Comune in merito al progetto degli svincoli autostradali è durato circa quattro anni – afferma Maria Luisa Rivilli, della MVI4 – siamo molto soddisfatti di essere riusciti a trovare insieme il modo di rendere questo progetto concreto ed attuabile”.