Tag: villa sofia

  • Incidente a Terrasini: scontro moto-pullman, 31enne gravissimo

    Incidente a Terrasini: scontro moto-pullman, 31enne gravissimo

    Grave incidente stradale sulla Statale 113 nei pressi di Terrasini. Un motociclista di 31 anni è ricoverato al Trauma Center di Villa Sofia a Palermo, in seguito a uno scontro frontale con un autobus dell’AST. L’impatto, avvenuto questo pomeriggio, ha causato gravi lesioni al centauro, la cui prognosi è al momento riservata.

    Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri, che stanno conducendo le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’autista e i passeggeri dell’autobus, seppur scossi dall’evento, non hanno riportato ferite.

  • Tragedia sulla Statale 115, muore una ragazza, gravissimo il fidanzato

    Tragedia sulla Statale 115, muore una ragazza, gravissimo il fidanzato

    Incidente mortale stanotte sulla strada statale 115. Una ragazza di 19 anni è morta nello schianto dell’auto su cui viaggiava.

    Il tragico incidente è avvenuto nei pressi del resort Serenusa. La ragazza, di Licata, viaggiava a bordo di una Smart insieme al fidanzato, un ventenne di Gela. Il giovane si trova adesso ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Nelle prossime ore il giovane sarà trasferito al Trauma Center Villa Sofia di Palermo.

    Secondo le prime ricostruzioni, lo schianto sarebbe avvenuto frontalmente tra due auto. Alla guida del secondo veicolo un uomo che ha riportato ferite alla testa ma non sarebbe in gravi condizioni. Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenute le forze dell’ordine ed il personale del 118.

    Inutili i soccorsi per la ragazza. Sulla dinamica indagano i Carabinieri.

  • Diagnosi precoce del tumore alla prostata: innovazione e tecnologia a Villa Sofia

    Diagnosi precoce del tumore alla prostata: innovazione e tecnologia a Villa Sofia

    Un passo avanti nell’attività diagnostica assistenziale dei pazienti con neoplasia prostatica è stato effettuato dall’equipe medica dell’unità di Medicina nucleare-Centro Pet del presidio ospedaliero Villa Sofia, con l’introduzione del radiofarmaco 18F-Psma nella pratica clinica della prestazione diagnostica Pet/Tc.

    Tecnologia Pet/Tc con 18F-Psma

    La Pet/Tc. con 18F-Psma è una tecnologia a completamento dell’attività diagnostica assistenziale indicata per la diagnosi precoce, stadiazione, e monitoraggio dei pazienti con cancro alla prostata, poiché il radiofarmaco, accumulandosi sui recettori specifici della proteina Psma presenti sulle cellule tumorali prostatiche, rende possibile visualizzarle, valutarne l’estensione e studiarne l’evoluzione nel corso della terapia.

    Apparecchiature all’Avanguardia

    L’impiego di nuovi radiofarmaci si aggiunge agli strumenti e alle apparecchiature di ultima generazione di cui è dotata l’unità Medicina nucleare/Centro Pet, diretta da Salvatore Ialuna, con particolare riferimento alla Pet/Tc. digitale Discovery MI 5 ring Ge e alle due Gamma-camere/TC di Siemens e Ge.

    Dichiarazioni del Commissario Straordinario

    “Il potenziamento della dotazione di apparecchiature ad alto contenuto tecnologico si inserisce in una più ampia ottica di ottimizzazione dei processi diagnostici e delle specifiche attività terapeutiche che costituiscono la premessa fondamentale di ogni percorso di cura – ha detto il commissario straordinario di Villa Sofia Cervello, Alessandro Mazzara -. Una diagnosi corretta, tempestiva e sicura, salva la vita e garantisce la sicurezza dei pazienti”. Dagli uffici dell’ospedale fanno sapere: “Per informazioni e prenotazioni: telefono 091780.4234-.4092; mail:segreteriamedicinanucleare@villasofia.it”.

  • Chirurgia innovativa a Villa Sofia salva paziente da un tumore rarissimo

    Chirurgia innovativa a Villa Sofia salva paziente da un tumore rarissimo

    Un delicato intervento di chirurgia oncologica otorinolaringoiatrica è stato eseguito con successo nel presidio ospedaliero Villa Sofia di Palermo. L’operazione, condotta da Salvatore Poma e dall’equipe dell’Unità di Otorinolaringoiatria, diretta da Giuseppe Mario Galfano, è stata eseguita con tecnica chirurgica endoscopica mininvasiva che ha consentito l’asportazione di un teratocarcinosarcoma, una neoplasia altamente complessa e maligna che interessa le fosse nasali, con il minimo rischio di complicanze e un rapido recupero post-operatorio della paziente.

    Un tumore rarissimo diagnosticato a Palermo

    Questo rarissimo tumore, diagnosticato da Luca Lentini, dell’equipe dell’Unità Anatomia Patologica dell’ospedale Cervello, è caratterizzato dalla combinazione di tessuti tumorali embrionali e maligni, un aspetto che lo rende difficile da trattare e diagnosticare precocemente. Fino ad oggi, sono stati descritti solo 150 casi in letteratura mondiale a partire dal 1983, confermando la rarità della patologia. La patogenesi del teratocarcinosarcoma rimane ancora sconosciuta, così come i fattori predisponenti per questa condizione, nonostante gli sforzi della comunità scientifica.

    L’importanza della diagnosi precoce in campo oncologico

    “Ancora una volta la diagnosi precoce in campo oncologico si rivela fondamentale per garantire l’efficacia delle cure e aumentare la possibilità di guarigione – ha detto il direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, Roberto Colletti -. L’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria, in particolare, opera con tecnologie avanzate e tecniche chirurgiche innovative che consentono di affrontare anche le patologie più rare”.

  • Muore dopo 17 giorni di calvario a Villa Sofia, la famiglia ora chiede la verità

    Muore dopo 17 giorni di calvario a Villa Sofia, la famiglia ora chiede la verità

    Giuseppe Barbaro, 76 anni, è deceduto il 6 gennaio all’ospedale Villa Sofia di Palermo dopo un ricovero durato 17 giorni. La famiglia, sconvolta e incredula, ha presentato un esposto alla Procura, che ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle circostanze del decesso. I familiari raccontano a BlogSicilia un calvario iniziato con un ricovero per una frattura alla spalla e culminato tragicamente con la morte dell’uomo. Sottolineano il buono stato di salute di Barbaro prima del ricovero, confermato da esami clinici effettuati a giugno. L’autopsia, eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico Paolo Giaccone, è vista dalla famiglia come un passo fondamentale per accertare la verità.

    Legato a letto e con la febbre alta

    Il genero di Barbaro, Giuseppe Marino, descrive un repentino peggioramento delle condizioni di salute del suocero dopo un iniziale miglioramento seguito al ricovero per la frattura. Il 28 dicembre, Barbaro inizia a chiamare i figli dicendo di essere stato legato al letto. Inizialmente scambiati per vaneggiamenti, i racconti dell’uomo trovano conferma il giorno seguente, quando i familiari lo trovano su una barella, spinto contro un muro, con le gambe e un braccio legati. I medici giustificano la contenzione fisica con l’agitazione del paziente. La situazione si aggrava ulteriormente quando la figlia di Barbaro riscontra una febbre alta, oltre 39°, nel padre. Solo dopo insistenze da parte dei familiari, all’uomo viene somministrato del paracetamolo.

    Valori critici di sodio e polmonite

    Dal 29 dicembre, Barbaro inizia a mostrare segni di incoscienza, che si aggiungono al quadro clinico già compromesso. Tra il 30 e il 31 dicembre, una TAC rivela la presenza di polmonite e valori critici di sodio nel sangue (ipernatremia), con un valore di 178. Il genero sottolinea l’incongruenza di questi valori con gli esami effettuati a giugno, che non presentavano anomalie. La famiglia si interroga su come sia possibile un’impennata così repentina del sodio nel sangue. Nei giorni successivi, le condizioni di Barbaro continuano a peggiorare, fino al decesso avvenuto il 6 gennaio, comunicato alla famiglia da un medico di Napoli. La causa del decesso, secondo quanto riferito, è un arresto cardiocircolatorio. La famiglia ora attende i risultati dell’autopsia, fiduciosa che possa fare chiarezza sulle cause della morte di Giuseppe Barbaro.

    La ricerca della verità

    La famiglia di Giuseppe Barbaro, profondamente addolorata e in cerca di risposte, si affida all’autopsia per far luce sulle circostanze che hanno portato al decesso del loro caro. L’esposto presentato alla Procura e l’inchiesta aperta rappresentano la speranza di ottenere giustizia e di comprendere appieno le responsabilità in questa tragica vicenda. Il racconto del genero, Giuseppe Marino, mette in luce una serie di eventi preoccupanti che hanno preceduto la morte dell’uomo, a partire dalla contenzione fisica fino ai valori anomali riscontrati negli esami del sangue. L’attesa per i risultati dell’autopsia è carica di ansia e di speranza, nella convinzione che la verità possa finalmente emergere.

  • Nuova morte a Villa Sofia dopo intervento al femore: la famiglia denuncia

    Nuova morte a Villa Sofia dopo intervento al femore: la famiglia denuncia

    Palermo – Un nuovo caso scuote l’ospedale Villa Sofia di Palermo, gettando ombre sul reparto di Ortopedia diretto da Davide Bonomo. A pochi giorni dalla scomparsa di Giuseppe Barbaro, un altro paziente perde la vita dopo un intervento al femore. Come raccontato dal Giornale di Sicilia, Maria Sordano, 88 anni, è stata ricoverata il 15 ottobre a seguito di una frattura al femore. Sottoposta a intervento chirurgico tre giorni dopo, le sue condizioni sembravano stabili secondo i medici. Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre, però, la signora Sordano è deceduta.

    I dubbi della famiglia e l’avvio delle indagini

    I figli della donna, increduli e addolorati, hanno presentato una denuncia, sospettando che non sia stato fatto tutto il possibile per salvare la vita della madre. La polizia ha sequestrato le cartelle cliniche ed è stata disposta l’autopsia. Sebbene la causa ufficiale del decesso sia stata attribuita a fibrillazione atriale e aneurisma, i familiari nutrono forti dubbi e attendono con ansia gli esiti degli accertamenti.

    Le condizioni del reparto di Ortopedia sotto accusa

    Oltre ai dubbi sulla gestione del caso, la famiglia Sparacio ha sollevato pesanti critiche sulle condizioni igienico-sanitarie del reparto di Ortopedia. Secondo la testimonianza del figlio, la stanza in cui era ricoverata la madre versava in uno stato di degrado: il letto era posizionato a un metro dal bagno, ingombro di lettighe dismesse e bidoni della spazzatura traboccanti di rifiuti sanitari e residui di cibo. “Le condizioni sanitarie erano davvero precarie”, ha denunciato Sparacio, aggiungendo un ulteriore elemento di preoccupazione al già tragico evento.

    Il caso Barbaro e l’intervento del Presidente Schifani

    La morte di Maria Sordano riporta alla mente il recente caso di Giuseppe Barbaro, 76 anni, deceduto nello stesso reparto dopo una lunga attesa per un intervento all’omero. Il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, aveva effettuato un sopralluogo a Villa Sofia dopo la morte di Barbaro, esprimendo forte preoccupazione per la situazione e annunciando provvedimenti. “Se qualcuno non è all’altezza di risolvere i problemi se ne torni a casa”, aveva dichiarato Schifani, puntando il dito contro le disfunzioni organizzative e la mancanza di personale.

    Sovraffollamento e chiusura delle cliniche private: un sistema sotto pressione

    Il direttore del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, ha commentato la situazione, sottolineando il sovraffollamento delle strutture sanitarie a dicembre, dovuto alla chiusura delle cliniche private accreditate per esaurimento del budget. “Abbiamo gestito l’emergenza con turni di 12 ore nelle sale operatorie”, ha spiegato Iacono, evidenziando la pressione a cui è sottoposto il sistema sanitario regionale. La morte di Maria Sordano, a pochi giorni di distanza dal caso Barbaro, solleva dunque interrogativi sulla gestione dell’emergenza e sulla qualità dell’assistenza sanitaria offerta ai pazienti. La famiglia attende risposte, mentre le autorità indagano per fare luce sulla vicenda e accertare eventuali responsabilità.

  • Muore a Villa Sofia per complicazioni dopo una frattura e 17 giorni di ricovero, esposto della famiglia

    Muore a Villa Sofia per complicazioni dopo una frattura e 17 giorni di ricovero, esposto della famiglia

    Un uomo di 76 anni, Giuseppe Barbaro, è deceduto il giorno dell’Epifania all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dopo diciassette giorni di ricovero per una frattura alla spalla. Il signor Barbaro era stato ricoverato il 21 dicembre a seguito di una frattura scomposta alla spalla, trascorrendo inizialmente tre giorni su una barella in pronto soccorso in attesa di un posto letto nel reparto di Ortopedia. Il trasferimento è avvenuto il 24 dicembre, in previsione di un intervento chirurgico che, però, non è mai stato eseguito.

    Sospetto di malasanità e indagine della Procura

    I familiari del signor Barbaro, assistiti dall’avvocato Andrea Dell’Aira, hanno presentato un esposto alla Procura di Palermo, ipotizzando un caso di malasanità. La Procura ha aperto un’inchiesta e si attende l’autopsia per accertare le cause del decesso. L’esposto denuncia una serie di presunte omissioni diagnostiche e terapeutiche da parte del personale sanitario, che avrebbero portato al tragico epilogo.

    Complicazioni e presunte mancanze assistenziali

    Durante il ricovero, il signor Barbaro avrebbe sviluppato complicazioni non direttamente correlate alla frattura, tra cui ipernatriemia (alti livelli di sodio nel sangue) e polmonite bilaterale. Secondo l’esposto, il personale medico non avrebbe rilevato tempestivamente i sintomi di ipernatriemia, nonostante una significativa perdita di peso e disidratazione del paziente. Inoltre, si denuncia una mancata nutrizione adeguata e il tardivo riconoscimento della polmonite.

    La testimonianza della figlia e le condizioni del paziente

    La figlia del signor Barbaro ha riferito di aver notato personalmente la febbre alta del padre, e solo dopo averlo segnalato agli infermieri sarebbe stata somministrata la terapia con paracetamolo. La figlia ha inoltre denunciato che il padre era stato legato al letto con fascette di plastica, presumibilmente a causa di uno stato confusionale. Il 31 dicembre, a seguito dell’aggravarsi delle condizioni respiratorie, è stata applicata una maschera per l’ossigeno. In questa circostanza, i familiari sarebbero stati informati degli elevati livelli di sodio nel sangue del paziente. Nonostante ciò, il trasferimento in terapia intensiva non sarebbe avvenuto. Il signor Barbaro è deceduto il 6 gennaio alle 7:45 del mattino. L’esposto sostiene che un intervento tempestivo e una corretta diagnosi avrebbero potuto evitare il decesso.

  • Dottoressa gli propone consulenza psichiatrica e lui la picchia, denunciato a Villa Sofia

    Dottoressa gli propone consulenza psichiatrica e lui la picchia, denunciato a Villa Sofia

    Un quarantenne è stato denunciato presso l’ospedale Villa Sofia dopo aver aggredito una dottoressa. L’uomo, residente allo Zen, si era recato al pronto soccorso lamentando mal di testa e dolori addominali. Dopo una notte in osservazione, i medici gli hanno proposto una consulenza psichiatrica e lo hanno dimesso, consigliandogli di consultare il medico curante. A seguito di ciò, il paziente ha reagito violentemente, insultando e tentando di colpire la dottoressa con un pugno.

    L’intervento della sicurezza

    L’intervento di una guardia giurata ha evitato il peggio, proteggendo la dottoressa di 39 anni dall’aggressione. Successivamente, il personale del Servizio per le tossicodipendenze e i Carabinieri sono intervenuti per bloccare e identificare l’uomo, che è stato poi scortato fuori dall’ospedale. La direzione sanitaria di Villa Sofia ha sporto denuncia per lesioni e minacce a pubblico ufficiale.

    Duecento giorni in ospedale

    Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe trascorso circa duecento giorni a Villa Sofia nell’ultimo anno, tra accessi al pronto soccorso e brevi ricoveri, mai superiori alle 72 ore. La sua presenza in ospedale domenica sera sembrava seguire questo schema, con l’uomo che lamentava sintomi riconducibili a possibili coliche renali.

  • Motociclista precipita da via Pietro Bonanno a Palermo: corsa in ospedale

    Motociclista precipita da via Pietro Bonanno a Palermo: corsa in ospedale

    Grave incidente stradale nella notte palermitana. Un giovane, a bordo del suo scooter, è precipitato da via Pietro Bonanno, dopo aver perso il controllo del mezzo ed essersi scontrato contro un muretto. L’impatto ha causato un volo di diversi metri, lasciando il giovane ferito tra le sterpaglie.

    L’incidente è avvenuto intorno alle 3:00 del mattino. Il giovane stava percorrendo via Pietro Bonanno, in discesa da Monte Pellegrino, quando ha perso il controllo dello scooter. I primi ad arrivare sul luogo dell’incidente sono stati i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, allertati probabilmente da residenti della zona. Nonostante sentissero i lamenti del giovane, i militari hanno faticato a localizzarlo a causa della fitta vegetazione. Dopo un’attenta perlustrazione, lo hanno finalmente trovato tra le sterpaglie.

    I Carabinieri si sono adoperati per assistere il giovane, cercando di impedirgli di perdere conoscenza. Contemporaneamente, hanno allertato i Vigili del Fuoco, necessari per liberare il ferito dalla vegetazione. Una volta estratto, il giovane è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118, che lo ha trasportato d’urgenza al Trauma Center di Villa Sofia. Qui si sono radunati parenti e amici, in ansia per le sue condizioni. Il giovane è attualmente ricoverato a Villa Sofia con diverse ferite e traumi.

  • Dramma a Villa Sofia, paziente si lancia da una finestra

    Dramma a Villa Sofia, paziente si lancia da una finestra

    Un paziente ricoverato nel reparto di psichiatria all’ospedale Villa Sofia si è lanciato dalla finestra del bagno del reparto.

    Tentativo di rianimazione al pronto soccorso

    Al momento si trova al pronto soccorso i medici stanno tentando di rianimarlo. Il paziente sarebbe stato dimesso in questi giorni.

    Polizia indaga sull’accaduto

    Sono intervenuti gli agenti di polizia che stanno indagando per ricostruire quanto successo.