Tag: truffa

  • Un giovane siciliano ha truffato la Regione ottenendo 86mila euro di bonus voli

    Un giovane siciliano ha truffato la Regione ottenendo 86mila euro di bonus voli

    Un giovane siciliano, originario di Catania, di 26 anni è accusato di aver orchestrato una complessa truffa ai danni della Regione Siciliana, incassando indebitamente circa 86.000 euro.

    Lo studente, sfruttando il bando “SiciliaPei – Caro Voli”, avrebbe presentato richieste di rimborso per il 50% del costo di biglietti aerei mai acquistati. L’ammontare complessivo della spesa fittizia dichiarata si aggira intorno ai 180.000 euro, suddivisa in ben 892 pratiche fraudolente presentate in un solo mese.

    L’indagine è scattata a seguito della denuncia da parte della Regione Siciliana, insospettita dalle anomalie riscontrate nelle domande presentate dal giovane sulla piattaforma SiciliaPei. La Regione ha immediatamente bloccato ulteriori pagamenti.

    Per realizzare la truffa, il 26enne avrebbe utilizzato software di grafica e scrittura per creare carte d’imbarco contraffatte, riproducendo fedelmente ogni dettaglio dei documenti originali, compreso il QR Code. I finanzieri hanno dovuto esaminare attentamente ogni singola richiesta per smascherare le discrepanze.

  • La truffa del finto Carabiniere nel Palermitano, Anziana cade nella trappola e perde 7 mila euro

    La truffa del finto Carabiniere nel Palermitano, Anziana cade nella trappola e perde 7 mila euro

    I carabinieri della stazione di Carini hanno denunciato un uomo di 34 anni, originario di Paternò, accusato di truffa aggravata ai danni di una vittima vulnerabile.

    L’indagine è partita dalla querela presentata dall’anziana donna 82enne, che è stata contattata da un uomo che, qualificatosi come “carabiniere”, con la scusa di un incidente causato dal nipote della vittima, ha chiesto a quest’ultima la consegna di denaro contante quale cauzione per il rilascio del familiare.

    Il 34enne, dopo una conversazione telefonica, si è presentato presso l’abitazione dell’anziana dove, acquisita ancor di più la fiducia, si è fatto consegnare la somma di 7.000 euro. I militari, grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza nella zona della vittima, hanno identificato il 34enne quale presunto autore del reato che è stato denunciato.

    L’operazione testimonia la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nella prevenzione e repressione dei reati predatori, in particolare di quelli che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione.

    Si raccomanda vivamente di diffidare sempre di richieste telefoniche di denaro o preziosi da parte di sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine o ad altre Istituzioni e di segnalare immediatamente tali episodi al numero di emergenza 112.

  • Finto Carabiniere convince anziana a consegnare tutti i soldi in casa: “Abbiamo arrestato suo figlio”

    Finto Carabiniere convince anziana a consegnare tutti i soldi in casa: “Abbiamo arrestato suo figlio”

    I Carabinieri della Stazione di Sciara, in sinergia con i colleghi della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Termini Imerese hanno arrestato un palermitano, 31enne, accusato di tentata truffa aggravata, in concorso con ignoti, ai danni di persona anziana.

    La vittima, un’anziana signora di Sciara, ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo che, spacciandosi per un “Maresciallo dei Carabinieri” ha convinto la donna a consegnare ad un suo complice tutto il denaro che la stessa teneva in casa; a far leva sulla 80enne l’ormai ricorrente pretesto, la liberazione del figlio che, secondo quanto riferito dal sedicente Maresciallo, si sarebbe trovato in stato di arresto per aver causato un grave incidente stradale.

    Provvidenziale l’intuito e la prontezza di riflessi di una vicina di casa della vittima, anch’ella 80enne; la donna, insospettita dalla vista di uno sconosciuto davanti la porta dell’abitazione della malcapitata dirimpettaia, ha sventato i piani del malvivente mettendolo in fuga prima che potesse impossessarsi del cospicuo bottino allertando così, immediatamente, i Carabinieri.

    Tempestivo l’intervento dei militari della locale Stazione, che hanno rapidamente rintracciato l’indagato nei pressi dell’abitazione dell’anziana vittima, la quale, formalizzata la denuncia ha identificato il truffatore senza alcuna esitazione.

    Prosegue senza sosta la costante azione preventiva posta in essere dall’Arma dei Carabinieri sul territorio, per far fronte all’annoso problema delle “truffe agli anziani”, per cui vengono organizzati periodici incontri nelle varie cittadine con i Comandanti di Stazione, finalizzati a sensibilizzare sempre di più la categoria maggiormente esposta a tali reati.

  • Il tuo curriculum è stato approvato, anche in Sicilia corre la truffa telefonica

    Il tuo curriculum è stato approvato, anche in Sicilia corre la truffa telefonica

    Ricevere una chiamata inaspettata con una voce registrata che annuncia l’approvazione del proprio curriculum e invita a contattare un numero WhatsApp può sembrare un colpo di fortuna, ma attenzione: potrebbe trattarsi di una truffa ben architettata. Questo nuovo schema fraudolento sfrutta la speranza di chi cerca lavoro, promettendo facili guadagni e posizioni allettanti. La chiamata, proveniente spesso da un numero sconosciuto, rappresenta solo il primo passo di un’elaborata trappola.

    Come funziona la truffa

    Una volta contattato il numero WhatsApp indicato, i truffatori si presentano come rappresentanti di aziende note o marchi famosi Offrono opportunità di lavoro da remoto, con la promessa di un reddito elevato per attività semplici, eseguibili da casa tramite computer o smartphone. Inizialmente, le vittime potrebbero addirittura ricevere piccoli pagamenti, il che rafforza la credibilità dell’offerta e le induce ad abbassare la guardia.

    La trappola: richieste di investimento

    Dopo aver guadagnato la fiducia della vittima, i criminali introducono gradualmente richieste di investimento. Presentano schemi di guadagno apparentemente vantaggiosi, promettendo ritorni elevati in cambio di somme di denaro sempre maggiori. Spingono sulla leva dell’urgenza e dell’opportunità irripetibile, convincendo le vittime a investire cifre considerevoli. Una volta raggiunta una certa soglia di investimento, i truffatori scompaiono nel nulla, lasciando le vittime con un pugno di mosche e un conto svuotato.

    Cosa fare in caso di truffa

    Se si riceve una chiamata sospetta con queste caratteristiche, è fondamentale mantenere la calma e non cedere alla tentazione di contattare il numero fornito. Segnalare immediatamente l’episodio alla Polizia Postale è cruciale per avviare le indagini e impedire che altri cadano vittima della truffa. La tempestività della segnalazione può contribuire a fermare i criminali e a recuperare, se possibile, il denaro sottratto.

  • Conserva in casa la mamma di 96 anni morta da 1 anno, denunciato

    Conserva in casa la mamma di 96 anni morta da 1 anno, denunciato

    A Comiso, in via Righi, la Polizia ha rinvenuto il corpo senza vita di una donna di 96 anni in avanzato stato di decomposizione. Il ritrovamento è avvenuto a seguito di una segnalazione per sospetto furto nell’appartamento. L’odore proveniente dall’abitazione ha allertato i vicini, che hanno contattato le forze dell’ordine.

    Il proprietario dell’appartamento, un infermiere di 58 anni, figlio della donna deceduta, ha escluso l’ipotesi di furto. Ha dichiarato che il corpo apparteneva alla madre, deceduta per cause naturali nel marzo 2023.

    Indagini in corso per occultamento di cadavere e truffa aggravata

    Il medico legale intervenuto ha confermato la versione del figlio riguardo alle cause naturali del decesso, risalente a mesi prima. L’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per occultamento di cadavere e truffa aggravata.

  • Anziani derubati a Palermo: scatta l’arresto che smaschera la truffa

    Anziani derubati a Palermo: scatta l’arresto che smaschera la truffa

    Un uomo di 34 anni, residente a Pomigliano D’Arco (Napoli), è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Palermo Crispi con l’accusa di aver commesso quattro truffe aggravate nel capoluogo siciliano tra settembre e dicembre 2023. Le vittime, tre donne e un uomo, sono state ingannate con la tecnica del finto carabiniere.

    Il modus operandi

    Il truffatore contattava telefonicamente le vittime, presentandosi come un carabiniere o un avvocato, e comunicava loro che un familiare era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Per evitare l’arresto del parente, sosteneva il sedicente carabiniere, era necessario pagare una cospicua cauzione. Poco dopo la telefonata, un complice si presentava a casa della vittima, qualificandosi come incaricato del tribunale per la riscossione della cauzione. Il complice si faceva consegnare denaro contante, gioielli e altri oggetti di valore.

    Il bottino e le indagini

    Il valore complessivo della refurtiva accumulata nelle quattro truffe ammonta a circa 9.000 euro in contanti e 32.000 euro in preziosi. Le indagini, condotte dai Carabinieri, si sono avvalse di sistemi di videosorveglianza e testimonianze, raccogliendo prove a carico del 34enne. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal GIP di Palermo ed eseguita dai Carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco.

    Un prcedente

    Questo arresto segue un altro episodio simile avvenuto il 31 ottobre 2024, quando i Carabinieri della stazione di Resuttana Colli hanno arrestato in flagranza di reato un 26enne in via Ferdinando Palasciano. Il giovane, anche lui coinvolto in una truffa con la tecnica del finto carabiniere, è stato trovato in possesso di gioielli per un valore di 20.000 euro.

    Raccomandazioni dell’Arma dei Carabinieri

    L’Arma dei Carabinieri ribadisce l’importanza di diffidare da chiunque richieda denaro o oggetti di valore a nome delle forze dell’ordine. Né i Carabinieri né altre forze di polizia contattano i cittadini per richiedere cauzioni o pagamenti di alcun tipo. In caso di dubbi su telefonate sospette, si raccomanda di chiudere immediatamente la comunicazione e contattare il numero di emergenza 112 o la stazione dei Carabinieri più vicina. La denuncia immediata è fondamentale per consentire alle forze dell’ordine di intervenire e identificare i responsabili di questi reati.

  • Laureati in medicina ma il titolo è carta straccia, a Palermo maxi sequestro a università fantasma “Jean Monnet”

    Laureati in medicina ma il titolo è carta straccia, a Palermo maxi sequestro a università fantasma “Jean Monnet”

    La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per oltre 3,5 milioni di euro nei confronti della fondazione Zaklada Europa e del suo fondatore, Salvatore Giuseppe Messina, accusato di aver orchestrato una truffa ai danni di centinaia di studenti. L’oggetto del contendere è l’università italo-bosniaca “Jean Monnet”, un’istituzione fantasma mai riconosciuta né in Italia né all’estero, che offriva corsi di laurea e specializzazione, prevalentemente in ambito sanitario.

    Oltre 800 studenti truffati con la promessa di lauree non riconosciute

    Dalle indagini emerge un quadro inquietante: oltre 800 studenti, provenienti da tutta Italia, avrebbero pagato rette annuali comprese tra 3.500 e 26.000 euro per ottenere titoli di studio privi di valore legale. L’università “Jean Monnet”, pur presentandosi come un’istituzione con sede in Bosnia Erzegovina e in convenzione con l’ateneo di Gorazde per i corsi in italiano, operava di fatto in Italia con docenti e professionisti palermitani. Salvatore Messina, figura centrale dell’inchiesta, prometteva lauree in medicina, veterinaria e fisioterapia, sfruttando la credibilità di medici accreditati per dare una parvenza di legittimità all’operazione.

    Un giro d’affari milionario gestito attraverso società estere

    Il meccanismo fraudolento prevedeva il transito dei soldi su conti correnti esteri, gestiti tramite società di comodo in Inghilterra, Svizzera e Bosnia ed Erzegovina. Si stima che il giro d’affari complessivo ammonti a circa 9 milioni di euro non dichiarati al fisco. Messina, irreperibile da mesi, è indagato per riciclaggio. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Massimo Palmeri e dal sostituto Vincenzo Amico, ha coinvolto anche i figli di Messina, Dario e Giuliana, Maria Alexandra Mladoveanu Ghitescu, membro del consiglio di amministrazione della fondazione e legale rappresentante della succursale di Lugano, e Leopoldina Frigula, presidente della fondazione.

    Sequestro di beni e indagini internazionali per ricostruire la truffa

    Il provvedimento di sequestro, emesso dal gip Ermelinda Marfia su richiesta della Procura di Palermo guidata da Maurizio de Lucia, ha portato al sequestro di un attico di lusso a Palermo, terreni, conti correnti e autoveicoli. Le operazioni di sequestro proseguono per raggiungere la cifra di 3,5 milioni di euro. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza sotto la guida del colonnello Carlo Pappalardo, si sono avvalse della collaborazione della polizia federale bosniaca, nell’ambito di una squadra investigativa internazionale. L’obiettivo è ricostruire l’intera rete di società e conti correnti utilizzati per occultare i proventi illeciti e assicurare alla giustizia i responsabili di questa complessa truffa.

  • Superbonus, scoperta in Sicilia una nuova frode milionaria

    Superbonus, scoperta in Sicilia una nuova frode milionaria

    Un’operazione della Guardia di Finanza di Messina ha portato al sequestro preventivo di 2,2 milioni di euro a Barcellona Pozzo di Gotto. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Barcellona P.G. su richiesta della locale Procura della Repubblica, riguarda una società edile e un intermediario finanziario coinvolti in una truffa relativa ai bonus edilizi. Del totale sequestrato, 1,6 milioni di euro rappresentano crediti d’imposta inesistenti ceduti all’intermediario, mentre i restanti 640.000 euro corrispondono all’omesso versamento di IVA e ritenute previdenziali da parte dell’impresa.

    L’indagine del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina

    L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, è scaturita da una verifica fiscale che ha smascherato un complesso sistema di frode legato ai bonus edilizi previsti dal Decreto “Rilancio” del 2020. La società edile, attraverso un elaborato meccanismo, avrebbe ottenuto indebitamente agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio.

    Il meccanismo della frode: false dichiarazioni di pagamento

    Il sistema fraudolento si basava sulla presentazione di false dichiarazioni di pagamento da parte dei committenti, spesso parenti o conoscenti del legale rappresentante dell’impresa. Questi ultimi attestavano falsamente di aver effettuato i pagamenti per i lavori tramite bonifici “parlanti”, inducendo in errore l’Agenzia delle Entrate e consentendo all’impresa di monetizzare crediti d’imposta inesistenti. I bonus utilizzati in modo fraudolento includevano bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazione.

    Concorso di reati e profitti illeciti

    Il legale rappresentante della società, in concorso con i committenti, avrebbe gonfiato il valore dei lavori eseguiti, non supportato da pagamenti tracciabili. Ciò ha permesso di generare crediti d’imposta fittizi per 1,6 milioni di euro, poi ceduti all’intermediario finanziario. Inoltre, l’impresa ha evaso IVA e ritenute previdenziali per oltre 640.000 euro, somma considerata profitto del reato e inclusa nel sequestro.

  • “Hanno arrestato suo figlio, servono soldi e gioielli”, nonna palermitana truffata

    “Hanno arrestato suo figlio, servono soldi e gioielli”, nonna palermitana truffata

    I Carabinieri della Stazione di Resuttana Colli, hanno arrestato un 26enne, palermitano, già noto alle forze dell’ordine, per truffa aggravata. Nei pressi di via Ferdinando Palasciano, i militari hanno notato l’indagato entrare all’interno di un condominio con un atteggiamento sospetto, per poi osservarlo uscire velocemente dopo pochi minuti. I Carabinieri pertanto hanno deciso di fermare l’uomo che, perquisito, è stato trovato in possesso di un sacchetto di velluto al cui interno sono stati rinvenuti dei gioielli per un valore di 20.000 euro.

    L’immediato intervento dei militari e le verifiche eseguite dagli stessi hanno permesso di delineare quanto si era verificato solo qualche istante prima. In particolare, un’anziana, residente nello stabile dal quale era stato visto uscire il 26enne, era stata raggirata attraverso l’ormai consueto escamotage dell’incidente stradale grave provocato dal figlio. Alla donna, raggiunta telefonicamente da un falso dipendente del Tribunale di Palermo, era stata prospettata la necessità del pagamento di una cauzione per il rilascio del figlio trattenuto in caserma.

    Poche disposizioni ricevute al telefono e l’anziana, in preda ad un forte stato d’ansia, aveva atteso l’arrivo di una persona, in questo caso il 26enne, che si era presentato a casa sua per la riscossione del cospicuo bottino. L’attività d’indagine dei Carabinieri ha pertanto permesso di far luce su quanto avvenuto in danno all’anziana donna, bloccando tempestivamente l’indagato e restituendo alla malcapitata i suoi gioielli. L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.

  • Ti svuotano il conto in banca con un sms, è allarme anche in Sicilia

    Ti svuotano il conto in banca con un sms, è allarme anche in Sicilia

    Basta un semplice sms ricevuto nel cellulare per cadere nella trappola e vedersi svuotato il conto in banca. Adiconsum Palermo Trapani mette in guardia contro l’aumento di truffe phishing che prendono di mira i correntisti siciliani. I truffatori, fingendosi banche o agenti della Polizia Postale, contattano le vittime tramite messaggi e telefonate per carpire dati sensibili come credenziali di accesso a conti correnti online e carte di credito/debito.

    Il Vishing: minaccia crescente

    Il fenomeno del vishing (voice phishing) è in aumento. I truffatori inviano messaggi che sembrano provenire da istituti bancari, avvisando di bonifici o operazioni sospette. Chiedono poi alle vittime di confermare o bloccare l’operazione tramite numeri di telefono forniti nel messaggio. Adiconsum consiglia di contattare direttamente la propria banca per verificare l’autenticità di tali comunicazioni e di non digitare mai i numeri indicati nei messaggi sospetti.

    Nuove tecniche di inganno

    I truffatori si fingono anche agenti della Polizia Postale, suggerendo il trasferimento di fondi su conti “sicuri” per proteggerli da attacchi fraudolenti. Questi conti, definiti “tecnici”, sono in realtà creati dai truffatori per appropriarsi del denaro delle vittime. Spesso, le chiamate sono accompagnate da falsi SMS alert, apparentemente provenienti dalla banca, che contengono codici OTP o il nome del presunto operatore, per rendere la truffa più credibile.

    Consigli per la prevenzione

    Adiconsum fornisce alcuni consigli per proteggersi dal phishing: evitare di inserire il proprio numero di telefono in moduli online non essenziali, diffidare da richieste telefoniche di dati sensibili da parte di presunte banche (gli istituti di credito non richiedono mai codici personali per telefono), non confermare mai dettagli sensibili, non richiamare numeri lasciati in segreteria e mantenere aggiornati i sistemi di sicurezza email/web con funzionalità anti-phishing.

    Assistenza alle Vittime

    Adiconsum offre assistenza alle vittime di phishing nelle sedi di Palermo e Trapani. L’associazione aiuta a recuperare le somme perse e fornisce supporto legale. Data la crescente preoccupazione per questo tipo di truffa, Adiconsum e la Cisl Palermo Trapani sottolineano l’importanza di rivolgersi a esperti per tutelare i propri risparmi. Per contattare Adiconsum, è possibile inviare una mail a palermotrapani@adiconsum.it o chiamare le sedi di Palermo (091.307761 – 388.8822243) e Trapani (3891331582).