Tag: termini imerese

  • Si accascia mentre guida, muore a Termini Imerese un uomo di Villabate

    Si accascia mentre guida, muore a Termini Imerese un uomo di Villabate

    Dramma in via Armando Diaz a Termini Imerese comune alle porte di Palermo. Un uomo originario di Villabate, alla guida della propria automobile, è stato improvvisamente colto da malore mentre percorreva la strada. L’automobilista, di cui non sono state rese note le generalità, ha fatto appena in tempo ad accostare il veicolo prima di sentirsi male.

    La notizia risale al 25 novembre scorso ma è stata resa nota solo oggi. Secondo quanto ricostruito, alcuni passanti che si trovavano nei paraggi, notando la scena, hanno immediatamente chiamato i soccorsi. In pochi minuti sul posto è giunta un’ambulanza del 118 con il personale medico a bordo. I sanitari hanno tentato di prestare le prime cure all’uomo e di rianimarlo, ma ogni sforzo è risultato vano.

    Il malore si è rivelato fatale e l’automobilista è deceduto durante il trasporto verso l’ospedale più vicino. A stroncare la vita dell’uomo probabilmente un arresto cardiaco fulminante che non gli ha dato scampo alcuno.

  • Boom di accessori pericolosi in negozi: maxi sequestro a Misilmeri e Termini Imerese

    Boom di accessori pericolosi in negozi: maxi sequestro a Misilmeri e Termini Imerese

    La Guardia di finanza di Palermo ha sequestrato in due esercizi commerciali siti in Termini Imerese e Misilmeri, ben 154mila accessori di vario genere, tra cui articoli elettrici, prodotti liquidi da inalazione (P.L.I.) della categoria “sigarette elettroniche usa e getta” sprovvisti del codice univoco di identificazione.

    In particolare, i finanzieri appartenenti al Gruppo di Termini Imerese e alla Compagnia di Bagheria hanno rinvenuto la merce non riportante, in forme chiaramente visibili e leggibili, le indicazioni minime in lingua italiana previste dalla normativa sull’etichettatura e sulla sicurezza dei prodotti, riguardanti le informazioni circa il luogo d’origine, il produttore/importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso, nonché il marchio CE che conferisce al prodotto il diritto alla commercializzazione, alla libera circolazione e all’utilizzazione nel territorio comunitario, attestandone la conformità agli standard di sicurezza imposti dall’Unione Europea.

    Nel dettaglio, sono stati sottoposti a sequestro prodotti per la persona (orecchini, rasoi, profumi, decorazioni per unghia, detergenti per trucco, fermagli per capelli, paraorecchie, pennelli per ombretti, braccialetti ecc.), materiale casalingo (feltrini per mobili, ganci e carrucole per tende ecc.), materiale elettrico (lampade, cavi elettrici, adattatori per antenna, prese, morsetti, piastre per capelli, massanger, accendisigari, radio control, connettori elettrici, black box dvr, radio, torce, joystick, videocamere di sorveglianza ecc.), nonché “sigarette elettroniche usa e getta”, contenenti percentuali di nicotina al 5%, sprovvisti del codice univoco di identificazione.

    Oltre al sequestro della merce, sono state irrogate agli esercenti le sanzioni amministrative previste dal Codice del Consumo, dalla disciplina specifica per il materiale elettrico e per i prodotti liquidi di inalazione per oltre 56 mila euro. In un caso è stata altresì proposta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la sospensione dell’attività commerciale. Infine, entrambi gli esercenti sono stati segnalati alla Camera di Commercio per gli adempimenti di competenza.

  • Prete siciliano fa prostituire in chat ragazzini, condanna a 5 anni

    Prete siciliano fa prostituire in chat ragazzini, condanna a 5 anni

    La terza sezione della Corte di appello, presieduta dal giudice Antonio Napoli, ha confermato la sentenza del tribunale di Termini Imerese che ha condannato a 5 anni il sacerdote don Vincenzo Esposito, 64 anni di Caltavuturo, per il reato di induzione alla prostituzione minorile. La sentenza ha anche riformato parzialmente la decisione emessa il 22 giugno 2020 dal tribunale, appellata dall’imputato ma anche dalle parti civili. Padre Esposito è stato condannato anche al risarcimento del danno in favore di un’altra “persona offesa”, esclusa nel primo giudizio.

    Il prete è stato accusato di aver preteso prestazioni sessuali a pagamento attraverso video chiamate da quattro ragazzini di Termini Imerese, tutti minorenni al momento dei fatti. I versamenti di denaro del sacerdote in favore dei giovani erano di piccolo taglio, dieci, venti o trenta euro per vedere in chat immagini a sfondo sessuale.

    Esposito è stato arrestato nel mese di agosto del 2021 insieme alla madre di una delle presunte vittime che, secondo l’accusa, avrebbe lucrato sulle prestazioni del figlio, pretendendo una tangente di 5 o 10 euro sulle somme che il ragazzo avrebbe ricevuto dal sacerdote. Le vittime assistite in primo e secondo grado dagli avvocati Francesco Paolo Sanfilippo, Giuseppe Canzone e Caterina Intile, sarebbero state tutte in una condizione di grave disagio economico e avrebbero utilizzato il denaro per spese frivole come tagliarsi i capelli o andare a mangiare una pizza.

    Attualmente il prete è sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari nell’abitazione di un familiare a Termini Imerese. Gli avvocati Giovanni Di Trapani e Renato Vazzana hanno già preannunciato il ricorso alla Corte di Cassazione, dichiarando di ritenere che ci siano i presupposti per ribaltare la sentenza della Corte di appello. Al momento dei fatti, il sacerdote era assegnato alla parrocchia di San Feliciano Magione, in provincia di Perugia. L’arcidiocesi di Perugia aveva precisato che mai alcuna segnalazione era giunta all’autorità ecclesiastica in merito ai fatti oggetto dell’indagine e ha espresso dolore per i fatti gravi che arrecano danno alla società civile e alle autorità religiose.

  • Morto a 4 anni al mare, Brian Puccio: il dolore e l’inchiesta

    Morto a 4 anni al mare, Brian Puccio: il dolore e l’inchiesta

    Come è morto il piccolo Brian Puccio? Ha avuto un malore in acqua? È successo qualcosa che ha causato il suo annegamento? Sono tante le domande che si pongono gli investigatori dopo la tragedia avvenuta ieri, 2 giugno, a Termini Imerese. Il piccolo, palermitano, di soli 4 anni, è morto davanti agli occhi dei familiari.

    Le fasi del dramma sono ancora da ricostruire nel dettaglio. Il piccolo Brian Puccio era al mare con la famiglia residente a Brancaccio, a Palermo. Una normale giornata trascorsa al mare e, come fanno tutti i bambini, Brian si stava divertendo giocando con gli altri bimbi presenti. La famiglia aveva deciso di trascorrere la giornataa Termini Imerese nella spiaggia vicina al polo industriale.

    Mentre il piccolo era in acqua però è avvenuto qualcosa. I bambini che erano con loro avrebbero iniziato a urlare: Brian era a testa in giù in acqua e non si muoveva più. Qualcuno così è entrato in acqua e lo ha recuperato. Si sarebbe capito subito che la situazione era drammatica. Si è cercato di rianimare il piccolo ma nulla. Così è iniziata la corsa verso l’ospedale Cimino di Termini Imerese.

    Qui i sanitari hanno eseguito diverse manovre disperate per rianimare Brian ma non ce l’hanno fatta. Il cuoricino del bambino aveva già smesso di battere. Alla notizia dei medici, il mondo è crollato addosso ai familiari e ai parenti. Scene di disperazione all’interno dei reparti del nosocomio terminano.

    Ora sarà una inchiesta della Procura a dover fare luce sull’accaduto. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia sul corpo del piccolo Brian per capire la causa del decesso che resta fino ad oggi sconosciuta. Le indagini sono state affidate ai Carabinieri che hanno anche raccolto testimonianze e dichiarazioni di chi ha assistito immane alla tragedia avvenuta in spiaggia durante la Festa della Repubblica.

    Intanto il quartiere Brancaccio di Palermo, dove abita la famiglia colpita da questo immenso dolore, è sotto choc. Nessuno sa darsi una spiegazione per la scomparsa del piccolo Brian Puccio. Nessuna parola potrà colmare il dolore della famiglia.

  • Falsa invalida da 40 anni scoperta nel Palermitano, prendeva 800 euro al mese (VIDEO)

    Falsa invalida da 40 anni scoperta nel Palermitano, prendeva 800 euro al mese (VIDEO)

    Una donna della provincia di Palermo si fingeva invalida e percepiva una pensione. La Guardia di Finanza l’ha denunciata e ha sequestrato 205 mila euro. A tanto ammontano le somme indebitamente percepite da una donna di 67 anni di Termini Imerese.

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip di Termini Imerese, su richiesta della Procura, per un valore complessivo di oltre 205 mila euro, corrispondente al profitto del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

    Le indagini hanno consentito di ipotizzare che l’indagata, una donna di 67 anni residente in provincia di Palermo, abbia fraudolentemente simulato una grave infermità mentale al fine di beneficiare di un trattamento pensionistico di invalidità civile, integrato dall’indennità di accompagnamento, dal dicembre del 1983.

    L’indagata, nel corso degli accertamenti sanitari all’epoca svolti, sarebbe riuscita ad ingannare la commissione medica, risultando affetta da una grave patologia, diagnosi successivamente confermata nel 2010 che le ha garantito la corresponsione di un trattamento pensionistico di oltre 800 euro mensili.

    In realtà la donna starebbe benissimo e sarebbe autonoma nel suo vivere quotidiano, in grado di provvedere ai propri bisogni senza alcun aiuto.

    Nel corso delle indagini, infatti, l’indagata è stata osservata mentre era intenta a fare la spesa al mercatino, interagendo normalmente con clienti e commercianti e, inoltre, le foto estrapolate dal suo profilo social la ritrarrebbero in atteggiamenti verosimilmente incompatibili con la patologia certificata. In una immagine, ad esempio, l’indagata sarebbe ritratta mentre fa ginnastica nonostante sia stata riconosciuta non rispondente a stimoli esterni.

    Il Giudice, al fine di salvaguardare gli interessi pubblici, ha emesso un provvedimento cautelare grazie al quale sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie fino alla concorrenza di euro 205.559,57, pari alle somme che nel tempo sarebbero state indebitamente percepite dall’indagata.

  • Sinistro mortale sulla A19, Noemi Ficara di Termini Imerese la giovane vittima

    Sinistro mortale sulla A19, Noemi Ficara di Termini Imerese la giovane vittima

    È Noemi Ficara, 24 anni di Termini Imerese, la giovane vittima del grave incidente stradale avvenuto questa mattina sulla A19 ad Altavilla Milicia. Lo schianto attorno alle 4 del mattino per causa ancora da accertare.

    Un’altra ragazza, minorenne e cugina della vittima, è rimasta gravemente ferita e al momento si trova ricoverata in condizioni giudicate gravi all’ospedale civico di Palermo dove è stata condotta subito dopo l’incidente.

    Lo schianto alle 4 del mattino sulla A19

    Come già detto, l’incidente si è verificato lungo l’autostrada Palermo-Catania nei pressi dello svincolo di Altavilla Milicia. Noemi Ficara non ce l’ha fatta a causa delle gravi ferite riportate in uno schianto violentissimo. La ragazza viaggiava su una Toyota Yaris insieme alla cugina. L’auto e’ finita contro il guardrail, cappottando più volte.

    Nulla da fare per la giovane che si trovava alla guida, morta sul colpo, mentre l’altra ragazza e’ stata trasportata dal 118, in codice rosso, all’ospedale Civico di Palermo. Entrambe sono originarie di Palermo, ma residenti a Termini Imerese. La Polstrada, intervenuta insieme ai vigili del fuoco, sta compiendo i rilievi. Alla base dell’incidente potrebbe esserci un colpo di sonno ma saranno i rilievi delle autorità intervenute a fare luce sulle dimaniche del tragico schianto.

    Sui social tanti i messaggi di dolore per la morte di Noemi Ficara

    “Svegliarmi aprire facebook – scrive Rosy – e vedere questa notizia … Ieri ti ho vista Nemu con tua mamma … Ti ho visto crescere .. Giocavamo insieme fuori dal tabacchino… io ero poco più grande di voi …eppure nn ci staccavamo mai. Ma chi doveva dirlo che ieri doveva essere l’ultima volta che ti vedevo l’ultima volta che mi sorridevi e mi dicevi Ro apposto … Sono senza parole … Noemi ti ho sempre voluto un gran bene… E questa notizia mi ha distrutto il cuore  Riposa in pace amica mia non ti dimenticherò mai”.  “Amore mio bello. Mai e poi mai avrei voluto sapere questa orribile notizia. Come è possibile?!? Non riesco a crederci. Ricorderò sempre il tuo meraviglioso sorriso e la tua fantastica dolcezza. Dai la forza alla tua famiglia. Dai la forza alla tua amata sorella”.

     

  • Ambulante fermato dalle Fiamme Gialle, distrutti 23 kg di pesce nel Palermitano

    Ambulante fermato dalle Fiamme Gialle, distrutti 23 kg di pesce nel Palermitano

    La Guardia di Finanza di Termini Imerese ha sequestrato circa 23 chili di pesce a un venditore ambulante abusivo su area pubblica, in prossimità di via Armando Diaz. Le Fiamme Gialle, durante il controllo, hanno accertato che il venditore ambulante era sprovvisto di autorizzazione per l’esercizio in forma ambulante necessaria per lo svolgimento dell’attività.

    L’uomo non è stato in grado di esibire ai militari la documentazione attestante la provenienza e la tracciabilità del pesce. Quindi il prodotto ritenuto non sicuro per il consumo alimentare, è stato distrutto.

    Le Fiamme Gialle hanno quindi provveduto a segnalarlo alla Capitaneria di porto di Palermo, in riferimento alla violazione degli obblighi in materia di etichettatura e tracciabilità che prevede una sanzione pecuniaria che varia da un minimo di €. 750 € ad un massimo di €. 4.500. Le fiamme gialle lo hanno inoltre segnalato al sindaco ai sensi delle norme riguardanti il commercio su aree pubbliche che prevedono, oltre al sequestro ai fini della confisca della merce esposta alla vendita, una sanzione pecuniaria da 154 e 1.549 euro.

  • Tragedia nel Palermitano, donna muore per incendio innescato da un phon

    Tragedia nel Palermitano, donna muore per incendio innescato da un phon

    Una donna è morta nel suo appartamento al civico 29 di via Del Carmelo, a Termini Imerese, in provincia di Palermo, per un incendio innescato da un phon che l’anziana, Anna Butera, 82 anni, aveva acceso sotto le coperte per riscaldarsi.

    A trovare il corpo, al secondo piano della palazzina, sono stati i vigili del fuoco, chiamati dai vicini della donna che avevano notato del fumo uscire dalla porta d’ingresso dell’appartamento. I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte avvenuta qualche ora prima.

    Sul posto anche i carabinieri e il medico legale inviato dalla Procura per provare a ricostruire quanto era successo.

  • Bancarotta nel Palermitano, arrestati due imprenditori col Reddito di cittadinanza

    Bancarotta nel Palermitano, arrestati due imprenditori col Reddito di cittadinanza

    Bancarotta fraudolenta, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio. Con queste accuse due imprenditori di Termini Imerese sono finiti uno in carcere e l’altro ai domiciliari. Entrambi prendevano il Reddito di cittadinanza.

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese.

    Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato una società di trasporti operante nel territorio nazionale del valore di oltre 700.000 euro con sede legale e base operativa nella zona industriale di Termini Imerese.

    L’indagine parte dal fallimento – dichiarato nel marzo del 2021 – di una società nel settore dei trasporti su strada.

    I Finanzieri, grazie a intercettazioni e accertamenti contabili, documentali e finanziari, hanno ricostruito come i due avrebbero svuotato l’impresa in fallimento con conseguenti danni per l’Erario e i fornitori. I due avrebbero creato una nuova società intestata a prestanome, denunciati a piede libero – avente coincidente sede operativa e attività svolta, che rappresenta la continuazione aziendale della precedente impresa.

    La società sequestrata è ora affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

  • La morte della mamma di 24 anni, la Procura apre inchiesta e dispone l’autopsia

    La morte della mamma di 24 anni, la Procura apre inchiesta e dispone l’autopsia

    E’ stata aperta un’inchiesta sulla morte di Sofia Costantino. La giovane mamma è morta ieri a Termini Imerese per cause ancora da chiarire. La Procura ha disposto l’autopsia sul suo corpo per meglio chiarire le cause che hanno portato alla morte. A ucciderla potrebbe essere stato un malore improvviso, così come sembrerebbe dalle prime indagini.

    Sofia si stava preparando per recarsi al lavoro ma si sarebbe sentita male proprio quando si trovava in bagno, luogo dove è stata ritrovata, riversa per terra, dalla madre che ha dato l’allarme. I carabinieri, giunti prima del 118, hanno constatato il decesso della giovane e la salma è stata poi trasferita al Policlinico di Palermo per l’autopsia in programma oggi.

    Il Comune di Termini Imeresa ha intanto proclamato il lutto cittadino. “Non conoscevo Sofia, se non di vista. Ma Termini non è una città grandissima e, alla fine, basta poco per sentirci tutti parte della stessa famiglia. Capisco bene, dunque, come si sente tutta la città in questo momento: stordita, incredula, impotente”. Queste le parole della Sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, sul prematuro decesso della giovane Sofia Costantino. “Sofia era giovanissima, bellissima – aggiunge la prima cittadina – Lascia una bambina e un’intera comunità nel dolore. Nel giorno del suo funerale proclameremo il lutto cittadino. A nome di tutta Termini Imerese mando un abbraccio ai familiari di Sofia.
    E mando un bacio a te Sofia, ovunque tu sia”.