Tag: tentato omicidio

  • Padre spara all’ex della figlia che l’ha messa incinta: due arresti nel Palermitano

    Padre spara all’ex della figlia che l’ha messa incinta: due arresti nel Palermitano

    A Villabate, un uomo di 50 anni ha sparato sei colpi di pistola verso l’abitazione dell’ex fidanzato della figlia, rimasta incinta. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito nell’incidente avvenuto a gennaio.

    L’arresto per tentato omicidio

    I Carabinieri della compagnia di Misilmeri, coordinati dalla procura, hanno arrestato il padre e il fratello 23enne della giovane. L’accusa è di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal GIP di Palermo.

    La dinamica dell’aggressione

    L’uomo si è presentato a casa dell’ex fidanzato 20enne della figlia e ha invitato il padre del ragazzo a scendere in strada per un chiarimento. Al rifiuto di quest’ultimo, l’uomo ha sparato sei colpi di pistola, quattro dei quali hanno raggiunto l’abitazione senza colpire nessuno.

  • Colpisce medico del Cervello con taglierino e gli recide un tendine: arrestato per tentato omicidio

    Colpisce medico del Cervello con taglierino e gli recide un tendine: arrestato per tentato omicidio

    Un uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio ai danni di un medico dell’ospedale Cervello di Palermo. Lo ha stabilito un’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del capoluogo siciliano. I fatti risalgono allo scorso 21 febbraio quando, secondo le ricostruzioni investigative, l’uomo avrebbe aggredito violentemente il camice bianco nella sua stanza di servizio, mentre questi era impegnato in una conversazione telefonica. Il movente sembrava essere il rifiuto del sanitario di prescrivere un farmaco richiesto dall’aggressore.

    Aggressione brutale con un taglierino

    Armato di un taglierino, l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente il medico al volto, provocandogli una grave lesione all’orecchio destro, e al braccio sinistro, dove è arrivato a recidergli un tendine. Solo il provvidenziale intervento di altri presenti avrebbe evitato conseguenze peggiori.

    Indagini e provvedimento restrittivo

    Le indagini della squadra mobile di Palermo, supportate dalle testimonianze raccolte, hanno permesso di individuare nell’uomo il presunto responsabile del tentato omicidio, portando all’emissione del provvedimento restrittivo da parte dell’autorità giudiziaria.

  • Tragedia in Sicilia, lite tra vicini di casa culmina con 18 coltellate: arrestati due fratelli

    Tragedia in Sicilia, lite tra vicini di casa culmina con 18 coltellate: arrestati due fratelli

    Due fratelli, di 47 e 45 anni sono stati arrestati dai carabinieri per il tentato omicidio. Avrebbero colpito con 18 ben coltellate un loro vicino di casa di 50 anni. Il fatto è avvenuto sabato scorso a Scordia, in provincia di Catania. I due fratelli sono accusati di tentato omicidio in concorso. I motivi dell’aggressione, secondo gli investigatori, sarebbero legati a vecchi rancori tra i fratelli e l’uomo, un vicino di casa che solo perchè soccorso da alcuni passanti è rimasto in vita.

    Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri di Palagonia, l’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 20 in contrada Rasoli, appena fuori dal centro abitato di Scordia. Dopo avere tamponato l’auto del cinquantenne, lo avrebbero accoltellato al petto, all’addome e al volto e poi l’avrebbero lasciato agonizzante sul selciato nei pressi dei binari. Dopo l’accoltellamento i due fratelli sarebbero fuggiti, facendo perdere le proprie tracce.

    Grazie ai soccorsi chiamati da alcuni passanti che si sono accorti dell’uomo riverso a terra, la vittima è stata subito trasportata dai soccorritori del 118 all’ospedale di Militello, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico di urgenza. Gli investigatori si sono subito indirizzati verso i due sospettati, che sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni mentre stavano cercando di disfarsi dei capi d’abbigliamento ancora insanguinati. Uno di essi ha ammesso subito le proprie responsabilità, coinvolgendo anche altre persone. Dopo avere trovato un paio di pantaloni, un maglioncino ed un paio di scarpe macchiati di sangue, pronti per essere lavati, ed avere rilevato la presenza di tracce di sangue nell’auto dei due fratelli, i carabinieri hanno proceduto al loro arresto. I due fratelli sono stati rinchiusi nel carcere di Caltagirone in attesa dell’udienza di convalida.

  • Terrore in strada, killer sparano a uomo a Palma di Montechiaro

    Terrore in strada, killer sparano a uomo a Palma di Montechiaro

    Tentato omicidio a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. La vittima è un uomo di 44 anni che si trovava a bordo di un’auto.

    Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato colpito da alcuni colpi di arma da fuoco al collo. La sparatoria è avvenuta lungo la strada statale 115, nei pressi del bivio di Palma, attorno alle 7 di questa mattina.

    L’uomo, ferito, è riuscito a chiedere aiuto ed è stato soccorso e trasferito a bordo di un elicottero del 118 all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. Secondo quanto si apprende non sarebbe in pericolo di vita e non ha perso conoscenza.

    In base a una prima ricostruzione, l’auto della vittima è stata affiancata da un’altra vettura da cui sono stati esplosi i colpi. Poi la fuga ad alta velocità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro e i militari della Compagnia di Licata. La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta.

    Sconosciute, al momento, le cause dell’agguato. La vittima ha precedenti penali di scarso rilievo e non sembra inserita in contesti di criminalità organizzata. Al via le indagini che sono state affidate al sostituto procuratore della Repubblica, Sara Varazi e coordinate dal procuratore Salvatore Vella

  • Lite tra vicini di casa finisce a coltellate, 26enne in ospedale in prognosi riservata

    Lite tra vicini di casa finisce a coltellate, 26enne in ospedale in prognosi riservata

    Un ragazzo di 26 anni è stato trasportato al Policlinico in prognosi riservata con ferite all’addome da arma da taglio, dopo essere stato vittima di un’aggressione da parte del vicino di casa. I fatti risalgono alla serata di ieri, quando i carabinieri di Messina Sud hanno fermato un trentanovenne accusato di tentato omicidio nei confronti del vicino di casa ventiseienne. I militari sono arrivati nel pianerottolo dello stabile in cui si è consumata la tragedia, in seguito a una chiamata al 112.

    Secondo quanto ricostruito, un uomo aveva accoltellato il coinquilino dopo una lite scaturita per futili motivi. Dopo essere arrivati sul posto, i carabinieri hanno ascoltato diverse testimonianze dei presenti che hanno assistito alla furibonda lite e hanno ricostruito la dinamica dei fatti. I militari, in seguito, hanno individuato il presunto aggressore e hanno anche recuperato un coltello a serramanico con lama di ben otto cm che sarebbe stato utilizzato per compiere il tentato omicidio. L’uomo è stato bloccato e condotto in caserma per gli accertamenti e successivamente arrestato in flagranza di reato.

    La vittima, come detto, è stata portata in ospedale in condizioni gravissime, dove è stato ricoverato in prognosi riservata per le ferite riportate all’addome nel corso dell’aggressione. Il giovane non è valutato dai sanitari in pericolo di vita.

  • Palermitano colpito da bici lanciata dai Murazzi, arrestati  giovani per tentato omicidio

    Palermitano colpito da bici lanciata dai Murazzi, arrestati giovani per tentato omicidio

    Cinque giovani, due di 18 anni e tre minori tra i 15 e i 17 anni, sono stati fermati dai carabinieri di Torino perché ritenuti responsabili del lancio di una bicicletta lanciata oltre la balaustra di piazza Vittorio Veneto, sulla passeggiata dei Murazzi, nel capoluogo piemontese.

    I cinque, quattro dei quali con precedenti, sono accusati di tentato omicidio. La bici elettrica, infatti, colpì un ragazzo palermitano che è rimasto in prognosi riservata fino al 3 febbraio scorso. Il giovane è ancora ricoverato in terapia intensiva presso il Cto di Torino. Il provvedimento, emesso dalla procura di Torino, è stato eseguito questa mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino.

    L’indagine si è sviluppata attraverso l’analisi delle numerose testimonianze raccolte sul posto e nei giorni successivi, nonché la visione dei sistemi di videosorveglianza cittadini e privati – oltre 120 telecamere e decine di ore di registrazioni – che hanno permesso di raccogliere gravi indizi di responsabilità a carico dei cinque indagati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i giovani, giunti presso il lungo Po Cadorna, dopo essersi affacciati dalla balconata, avrebbero preso la bici lanciandola di sotto senza un apparente motivo.

    Si sarebbero poi dileguati dal centro città utilizzando un autobus pubblico con il quale avrebbero raggiunto il quartiere di provenienza. Nello sviluppo delle indagini molto prezioso è stato il contributo fornito da alcuni giovani testimoni.

  • Mamma e papà riducono figlia di 6 mesi in fin di vita, accusati di tentato omicidio

    Mamma e papà riducono figlia di 6 mesi in fin di vita, accusati di tentato omicidio

    La piccola, una bimba di soli 6 mesi, arrivò in ospedale in condizioni disperate dopo che sarebbe stata malmenata dalla madre e dal padre. Una storia agghiacciante che parla di assurdi maltrattamenti in famiglia. Ora la piccola è stata tolta ai genitori, accusati dei reati di tentato omicidio, lesioni e maltrattamenti in famiglia.

    Su disposizione del procuratore reggente di Agrigento, Salvatore Vella, e del sostituto titolare dell’inchiesta, Gloria Andreoli, condivisa da giudice per le indagini preliminari del Tribunale, la Squadra Mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, ha notificato a una giovane coppia la misura cautelare interdittiva della sospensione della responsabilità genitoriale delle figlie minori. Al padre è stato notificato anche il divieto di avvicinamento alle figlie, il divieto di dimora ad Agrigento e ad Aragona, e l’obbligo di presentazione per due volte alla settimana alla Polizia giudiziaria.

    Le indagini sono state avviate quando i familiari hanno accompagnato una neonata di 6 mesi all’ospedale di Canicattì per un episodio sincopale post vomito. E i medici le riscontrarono una serie di ecchimosi e traumi sul pube e alla testa, nonché un’emorragia cerebrale. La piccola è stata trasferita in elisoccorso all’ospedale Policlinico di Messina, dove è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione pediatrica.

    I poliziotti hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dei due genitori, che in maniera sistematica avrebbero compiuto atti di maltrattamenti a danno della bambina. Ora per i due giovani coniugi arriva la sospensione della responsabilità genitoriale delle figlie minori.

  • Tentato omicidio a Palermo, un 20enne in carcere

    Tentato omicidio a Palermo, un 20enne in carcere

    Un ragazzo di 20 anni di Palermo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, sarebbe il responsabile di un brutale pestaggio ai danni di un coetaneo. Secondo quanto è stato ricostruito, gli agenti del commissariato di Brancaccio sono intervenuti, sabato scorso, al pronto soccorso di un ospedale cittadino dove poco prima era giunto un giovane con una vistosa ferita alla testa.

    I poliziotti nel tentativo di chiarire i contorni della vicenda hanno sentito la madre del ragazzo, la quale ha riferito che il figlio era stato ferito poco prima da un altro giovane in via Messina Marine. I poliziotti hanno ricostruito nel giro di poco tempo quanto sarebbe accaduto.

    Intorno alle 2.30 della notte tra venerdì e sabato scorsi, nel quartiere Borgo Vecchio, due gruppetti di giovani (dove erano presenti nelle rispettive fila, sia la vittima che l’aggressore), hanno avuto un battibecco per ragioni ancora da chiarire. Lo screzio, non risolto sul momento, avrebbe portato ad un nuovo incontro tra le due fazioni, dopo circa un’ora, questa volta in via Messina Marine, dove è scoppiata una rissa. Ad avere la peggio è stato il giovane poi ricoverato in codice rosso e con riserva sulla vita, presso un nosocomio cittadino.

    I poliziotti hGli agenti hanno avviato così le indagini e dopo aver sentito diverse testimonianze sull’accaduto sono riusciti non solo a risalire all’identità del responsabile dell’aggressione, sottoponendolo a fermo, ma anche all’identità degli altri giovani coinvolti nella violenta lite, che pertanto sono stati indagati in stato di libertà per il delitto di rissa aggravata. L’aggressore adesso si trova in carcere a Pagliarelli.

  • Tragedia in Sicilia, la lite e le coltellate: 18enne lotta tra la vita e la morte

    Tragedia in Sicilia, la lite e le coltellate: 18enne lotta tra la vita e la morte

    Un giovane di 18 anni è gravissimo dopo essere stato raggiunto da alcune coltellate nel corso di una lite. Il ragazzo è in prognosi riservata e la polizia ha già identificato e sottoposto a fermo il presunto responsabile.

    Scene di terrore a Leonforte, in provincia di Enna, dopo che una lite tra due giovani è degenerata in un accoltellamento. Il 18enne è stato accoltellato tra il torace e l’addome e uno dei fendenti avrebbe sfiorato il cuore. L’aggressione da parte di un 22enne sarebbe avvenuta durante una lite.

    Le indagini sono alle prime battute ma secondo quanto ricostruito dagli agenti, i due giovani avrebbero litigato per alcuni minuti. Poi dalle parole si sarebbe passati ai fatti e il 22enne avrebbe colpito con tre coltellate il 18enne, poi sarebbe scappato.

    Un’ambulanza del 118 ha soccorso il 18enne che lo ha trovato in una pozza di sangue. Ora lotta tra la vita e la morta all’ospedale di Catania dove è stato ricoverato in codice rosso. La prognosi è riservata.

    I poliziotti hanno interrogato i testimoni e grazie al loro racconto sono riusciti subito a individuare il presunto aggressore e ad arrestarlo.Il 22enne però nega di aver accoltellato il 18enne e il coltello non è stato ancora trovato. Il 22enne si trova adesso agli arresti domiciliari, in attesa di essere ascoltato dal gip per l’udienza di convalida.