Tag: suicidio

  • Dramma nel Palermitano, donna si getta da balcone di biblioteca

    Dramma nel Palermitano, donna si getta da balcone di biblioteca

    Questa mattina una donna si è lanciata dal balcone della biblioteca comunale di via Rosolino Pilo, nel centro storico di Carini.

    Donna soccorsa e trasportata in ospedale

    Immediatamente soccorsa, la donna è stata trasportata all’ospedale Villa Sofia di Palermo.

    I Carabinieri della stazione di Carini stanno conducendo indagini per accertare le cause del tragico evento.

  • Tragedia a Palermo, ragazza di 15 anni si lancia nel vuoto

    Tragedia a Palermo, ragazza di 15 anni si lancia nel vuoto

    Una quindicenne si è lanciata dal balcone del suo appartamento al quinto piano di un edificio in via Imperatore Federico, a Palermo. I vigili del fuoco, intervenuti prontamente, l’hanno raggiunta sui tetti di alcuni box sottostanti.

    Complesso intervento di soccorso

    Per raggiungere la giovane, i vigili del fuoco hanno dovuto accedere ai box attraverso un condominio adiacente, situato in via Sampolo. Dopo averla recuperata, l’hanno affidata alle cure del personale medico del 118.

    Ricoverata a Villa Sofia

    La ragazza è stata trasportata all’ospedale Villa Sofia. La polizia sta conducendo le indagini per accertare le dinamiche dell’accaduto.

  • Ragazza 15enne, suicidio in Sicilia: l’ombra del revenge porn

    Ragazza 15enne, suicidio in Sicilia: l’ombra del revenge porn

    Una quindicenne di origini arabe residente nella provincia di Enna si è tolta la vita ieri impiccandosi nella sua abitazione di campagna. La Procura ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio e sta indagando sulle possibili cause che hanno portato al tragico gesto.

    L’ipotesi del revenge porn

    Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella del revenge porn. Secondo alcune voci raccolte tra gli studenti della scuola frequentata dalla ragazza, la quindicenne sarebbe stata vittima della diffusione di video o foto private attraverso le chat. Gli investigatori stanno verificando la fondatezza di queste informazioni.

    Le indagini della Procura

    La Procura di Enna ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Questo permetterà ai magistrati di svolgere tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità. Saranno analizzati i messaggi e le chat presenti sul telefono cellulare e su altri dispositivi elettronici della vittima.

    Il ritrovamento del corpo

    Il corpo della ragazza è stato scoperto dalla madre al suo rientro dal lavoro. La quindicenne era uscita da scuola anticipatamente intorno alle 13:30. Nonostante l’intervento immediato dei soccorsi e i tentativi di rianimazione da parte del personale medico, per la giovane non c’è stato nulla da fare.

    Il recente trasferimento in Sicilia

    La famiglia della vittima, originariamente residente nel Nord Italia, si era trasferita da pochi mesi nel paese dell’Ennese, dove la ragazza frequentava le scuole superiori.

  • Ragazzo di 30 anni si suicida all’ospedale Civico

    Ragazzo di 30 anni si suicida all’ospedale Civico

    Un paziente di 30 anni si è tolto la vita nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Civico di Palermo. L’uomo era ricoverato in una stanza da solo perché affetto da tubercolosi.

    Il ritrovamento

    Durante un controllo di routine, i sanitari hanno trovato il paziente morto, impiccato con il lenzuolo. È stato tentato invano di rianimarlo. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia e il medico legale.

    Restituzione della salma

    Dopo l’ispezione sul corpo, il pm ha disposto la restituzione della salma alla famiglia per i funerali.

  • Tragedia a Palermo, ragazza di 14enne si lancia da un palazzo

    Tragedia a Palermo, ragazza di 14enne si lancia da un palazzo

    Una quattordicenne si è gettata da un palazzo di due piani a Palermo, sconvolgendo la comunità locale. Soccorsa prontamente dal 118, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Civico. I medici del Civico hanno diagnosticato un serio trauma addominale, con possibile interessamento della milza. Le sue condizioni sono state comunque stabilizzate.

    Le autorità stanno indagando sulla dinamica dell’accaduto, ascoltando familiari e compagni di scuola della ragazza. L’ipotesi del bullismo è tra le piste investigative. Le indagini sono ancora in corso per ricostruire l’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

  • Tragedia in Sicilia, 44enne si lancia da un cavalcavia e muore

    Tragedia in Sicilia, 44enne si lancia da un cavalcavia e muore

    Un uomo di 44 anni ha perso la vita dopo essersi gettato da un cavalcavia. Il dramma si è consumato a Priolo, in provincia di Siracusa, in Contrada Mostringiano. La strada collega la SP25 all’autostrada.

    Sul posto è stata rinvenuta una Fiat 500 parcheggiata ai margini della strada, mentre il corpo dell’uomo è stato trovato nella cava sottostante.

    Sul luogo della tragedia sono intervenuti la volante di polizia di Priolo, i vigili del fuoco, il personale del 118 e la polizia locale.

  • Infermiere si toglie la vita a Palermo: “Scusate se non amo le donne”

    Infermiere si toglie la vita a Palermo: “Scusate se non amo le donne”

    Avrebbe dovuto iniziare il suo turno all’ospedale Civico di Palermo, come ogni mattina. Invece, il silenzio. Il telefono di un infermiere di 33 anni squilla a vuoto, le chiamate del padre, anche lui infermiere, rimangono senza risposta. La tragica scoperta del suo corpo senza vita in casa è solo l’inizio di un dolore immenso, amplificato da una lettera straziante. “Scusate se non amo le donne”, scrive l’uomo, svelando una vita vissuta nella paura e nel segreto. Lo racconta Repubblica.

    “Bravo a nascondere la mia omosessualità”

    “Non sono riuscito né ad amare una donna né ad amare un uomo, sono stato bravo a nascondere a tutti la mia omosessualità, soprattutto a lavoro”, continua la lettera. Un grido di dolore rivolto alla famiglia, al compagno e ai colleghi della Seconda Rianimazione dell’ospedale. Un segreto custodito con cura, che ha finito per soffocare la sua felicità.

    Il dolore dei colleghi: “Nessuno sapeva”

    I colleghi lo descrivono come un uomo solare, intraprendente, un vero leader. Nessuno sospettava la sua battaglia interiore. “Lo aspettavamo al lavoro come ogni giorno”, raccontano. “Non ci saremmo mai aspettati una notizia del genere. Nessuno sapeva nulla della sua vita privata. Di certo molti di noi non avrebbero avuto nessun problema con il suo orientamento sessuale. Solo l’ignoranza può negare una scelta legittima”.

    L’ombra dell’omofobia

    L’uomo non si era mai rivolto ai servizi di supporto di Arcigay, che offre ascolto e aiuto psicologico alla comunità LGBTQ+. “Ci addolora leggere una notizia simile nel 2024”, dichiarano da Arcigay. “L’omolesbobitransafobia non si manifesta solo con aggressioni o offese, ma crea un clima asfissiante che rende l’aria irrespirabile per chi non ha una rete di supporto solida”.

  • Altra tragedia sulla Palermo-Sciacca: Uomo si lancia dal viadotto e muore

    Altra tragedia sulla Palermo-Sciacca: Uomo si lancia dal viadotto e muore

    Un uomo si è tolto la vita sulla Ss624 Palermo-Sciacca. Ha parcheggiato la sua auto sulla Palermo Sciacca nella zona di Villagrazia. E’ arrivato con la sua auto bianca una Madza 2 e ha parcheggiato l’auto nei pressi del guard-rail.

    Allarme lanciato dagli automobilisti

    Alcuni automobilisti hanno visto l’uomo e hanno chiamato la sala operativa per lanciare l’allarme.

    Volo fatale di 80 metri

    Non c’è stato nulla da fare. Ha fatto un volo di 80 metri ed è deceduto.

    Indagini in corso

    Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri per cercare di capire cosa sia successo e cosa ha spinto l’uomo a lanciarsi dal ponte.

  • Angelo Onorato si sarebbe tolto la vita, la famiglia: “Diteci perchè”

    Angelo Onorato si sarebbe tolto la vita, la famiglia: “Diteci perchè”

    Palermo – Continua il mistero sulla morte dell’imprenditore Angelo Onorato, trovato senza vita nella sua automobile nella bretella sottostante il raccordo autostradale Palermo-Trapani. Gli inquirenti propendono per il suicidio, ma restano molti interrogativi sulle motivazioni di tale gesto estremo.

    La famiglia cerca la verità

    La famiglia Onorato, assistita dall’avvocato Vincenzo Lo Re, vuole vederci chiaro: “Dobbiamo capire se si sia trattato di istigazione al suicidio – spiega il legale -. Cerchiamo di provare se qualcuno lo stesse ricattando o in qualche modo indotto a compiere questo atto. Abbiamo fiducia nel lavoro degli investigatori”. Anche la dottoressa Nuccia Albano, medico legale e consulente della famiglia, conferma che dall’autopsia non emergono dubbi sul suicidio, ma resta da chiarire il movente: “Bisogna capire le ragioni. La verità serve ai parenti per porre fine al loro tormento. Conoscevo Onorato, una persona tranquilla e senza ombre”.

    Le indagini sui dispositivi elettronici

    Gli inquirenti in queste settimane hanno analizzato a fondo i due telefoni cellulari e il computer dell’imprenditore, alla ricerca di indizi. Sono state trascritte migliaia di chat, messaggi, e-mail. In particolare, tecnici specializzati hanno cercato di recuperare file audio, video o testuali cancellati dai dispositivi elettronici di Onorato, anche poche ore prima della sua morte. L’obiettivo è ricostruire gli ultimi contatti della vittima e capire se vi fossero persone che lo ricattavano o minacciavano in qualche modo. La famiglia ha già presentato istanza per ottenere copia di tutte le informazioni raccolte dagli investigatori.

    L’audio WhatsApp e i dubbi irrisolti

    Intanto, nei giorni scorsi è emerso un audio WhatsApp in cui Onorato appare sereno poche ore prima del decesso. Un elemento che aggiunge un ulteriore puzzle a questo intricato giallo. Come è possibile che in così poco tempo si sia arrivati al suicidio? C’è stato un evento scatenante? O era tutta una facciata per nascondere tormenti interiori?

    La ricerca della verità continua

    Sono le domande che i parenti dell’imprenditore si pongono e a cui gli inquirenti cercano faticosamente di dare risposta. Si scava nel passato e nei contatti di Onorato per capire se vi fossero rancori, faide, ricatti o altro non ancora emerso. Si passano al setaccio mail, messaggi social, chat cancellate. La verità sembra ancora lontana, ma la famiglia non intende arrendersi finché ogni dubbio non sarà fugato.

  • Angelo Onorato, la lettera, la portiera aperta e la figlia accusa: “È stato ammazzato”

    Angelo Onorato, la lettera, la portiera aperta e la figlia accusa: “È stato ammazzato”

    Com’è morto Angelo Onorato? Una domanda alla quale ancora non si ha una risposta certa. Le prime informazioni giunte in redazione parlavano di spari, poi smentiti. A uccidere l’imprenditore, marito dell’europarlamentare Francesca donato, sarebbe stata una fascetta stratta attorno al collo, questo sembrerebbe almeno fino ad ora chiaro, ma chi ha stretto l’oggetto? Si può parlare di omicidio oppure Onorato avrebbe fatto tutto da solo? Sono tanti i pezzi del puzzle che gli investigatori stanno cercando di mettere assieme per ricostruire le ultime ore dell’uomo, al fine di capire se qualcuno voleva vederlo morto.

    La lettera lasciata ad un amico e i problemi economici

    Ci sono tanti indizi che portano a strade diverse. Il primo indizio sarebbe una lettera lasciata ad un amico dallo stesso Onorato. Un avvocato avrebbe lasciato alla Squadra Mobile, che indaga sulla morte dell’imprenditore, una missiva. «Se succede qualcosa, fai avere questa lettera a mia moglie», ci sarebbe scritto nel testo che farebbe riferimento a debiti e altri guai economici contratti dall’uomo. Parole queste che non chiariscono se si tratti di un omicidio o di un suicidio.

    La portiera posteriore aperta e le impronte sulla maniglia interna

    Un altro indizio è la portiera posteriore dell’auto aperta. Come riporta Repubblica Palermo, i primi poliziotti arrivato in via Ugo La Malfa, luogo del ritrovamento del cadavere, lo hanno trovato ancora con la cintura di sicurezza allacciata. Il capo di Onorato era riverso sulla camicia sporca di sangue, su cui sono appesi gli occhiali da vista. Il collo era stretto dalla fascetta. Il tallone del piede destro era poco fuori dal mocassino. Lo sportello posteriore era aperto e ci sono impronte sulla maniglia interna. Un dettaglio che può rimettere in discussione l’ipotesi del suicido. Gli investigatori però non escludono nemmeno che qualcuno lo abbia potuto aggredire alle spalle allacciandogli la fascetta al collo fino a strangolarlo.

    L’appuntamento misterioso e gli ultimi avvistamenti di Onorato

    C’è un altro dettaglio. Angelo Onorato alla coniuge Francesca donato aveva detto che alle 11 aveva un appuntamento con una persona di Capaci. Ma l’eurodeputata non ha saputo dire con chi. Ieri mattina tra gli ultimi a vederlo è stato Giacomo Grilletto, collaboratore di Onorato da quasi trent’anni: «Ci siamo visti questa mattina alle 10 – racconta a Salvo Palazzolo su Repubblica – abbiamo parlato delle cose da fare. Poi, è uscito. Nulla faceva pensare a un gesto disperato». Mezz’ora dopo, Onorato sarebbe andato a casa di un amico a Mondello: «Mi ha portato il caricabatterie che gli avevo prestato ieri sera. Ha detto poche parole, ma mi sembrava comunque sereno».

    La figlia su Facebook: “Mio padre non si è suicidato, è stato ammazzato”

    Insomma, al momento l’unica certezza è che Onorato sia morto “per soffocamento” come appunta il medico legale nel suo verbale d’ispezione. Cosa sia successo in quelle 4 ore maledette, tra le 11 e le 15 di sabato 25 maggio, resta per il momento un mistero. Francesca Donato e la figlia Carolina sono state per buona parte della notte negli uffici della squadra mobile per essere sentite dagli investigatori.

    Intanto la figlia scrive sui social. La figlia ventenne di Angelo era insieme alla mamma al momento del ritrovamento del suv Range Rover in cui il padre era riverso senza vita. “Sono state dette cose inesatte, quindi sento la necessità di specificare: mio padre non si è suicidato, è stato ammazzato”. A parlare è Carolina Onorato, la figlia 20enne di Angelo Onorato. “Non era una persona che avrebbe mai lasciato la sua famiglia così – ha specificato ancora la figlia – e soprattutto, per come io stessa insieme a mia madre l’abbiamo trovato. Non è stato un suicidio ma in omicidio. Ringrazio tutti per i messaggi di conforto, ma perdonatemi se non rispondo”.