Tag: indagini

  • Morti trafitti da guardrail, la Sicilia piange Rocco e Marika

    Morti trafitti da guardrail, la Sicilia piange Rocco e Marika

    Sono stati trafitti dal guardrail che nell’incidente ha letteralmente sventrato l’auto sulla quale viaggiavano. Questa terribile verità emerge dai rilievi effettuati sull’ennesima tragedia della strada nel catanese. I due giovani sono morti in un incidente sulla strada statale 385 “di Palagonia”, all’altezza di Mineo, in direzione dello svincolo con la confluenza verso l’innesto con la statale 124. Le vittime sono una ragazza di 21 anni e un ragazzo di 23 anni, entrambi di Niscemi, Rocco Di Dio e Marika Ficicchia.

    Il terribile incidente stradale in provincia di Catania

    Il terribile incidente stradale si è verificato domenica mattina lungo la statale 385, tra Mineo e Palagonia, in provincia di Catania. I due giovani, Marika Ficicchia e Rocco Di Dio, entrambi di Niscemi, hanno perso la vita dopo che l’auto sulla quale viaggiavano, una Fiat Punto, si è schiantata violentemente contro il guardrail. L’impatto, avvenuto intorno alle 5 del mattino per cause ancora in corso di accertamento, non ha lasciato scampo ai due ragazzi. Altri due giovani a bordo dell’utilitaria, un 23enne e una 19enne, sono rimasti feriti e trasportati in ospedale a Caltagirone. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e il personale Anas.

    Indagini in corso per stabilire le cause dell’incidente

    La Procura di Caltagirone ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale al fine di ricostruire la dinamica dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità. Tra le ipotesi al vaglio ci sono l’alta velocità, una distrazione o una manovra sbagliata.

    Cordoglio e ricordi sui social per Marika e Rocco

    La notizia della tragedia ha sconvolto la comunità di Niscemi, già colpita due anni fa dalla morte di quattro giovani in un altro drammatico incidente. In molti, tra amici e parenti, hanno voluto ricordare Marika e Rocco sui social come due ragazzi solari, pieni di sogni e con tutta la vita davanti. «Ciao cuginetto dal cuore grande, ci hai distrutti», ha scritto un familiare di Rocco. E ancora: «Non ti dimenticherò mai piccola e dolce Marikuccia. Tesoro mio riposa in pace… Buon viaggio Marikù. Ti ricorderò sempre con quel meraviglioso sorriso». Il cordoglio per una tragedia che lascia attonita l’intera Sicilia. Due vite spezzate troppo presto in una notte che Niscemi non dimenticherà.

  • Bimbo di 4 mesi arriva morto al Policlinico, indagati genitori e medici

    Bimbo di 4 mesi arriva morto al Policlinico, indagati genitori e medici

    Una tragedia che ha scosso la comunità di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Un bambino di appena 4 mesi, Jad il suo nome, è morto nel Policlinico di Messina dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel tentativo disperato di bloccare un’emorragia cerebrale.

    La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto i genitori del piccolo, una coppia di origine tunisina da anni residente in Sicilia, e due medici e un infermiere dell’ospedale “Fogliani” di Milazzo, dove il bimbo era stato portato una prima volta dopo aver battuto violentemente la testa cadendo dalle braccia di un parente. I sanitari, dopo aver visitato il piccolo, avrebbero dimesso il piccolo senza disporre il ricovero.

    Le condizioni del bambino si sono aggravate una volta tornato a casa e i genitori si sono presentati nuovamente al pronto soccorso del “Fogliani”. Questa volta, data la gravità, il bimbo è stato trasferito d’urgenza al Policlinico di Messina, dove gli esami diagnostici hanno evidenziato un’emorragia cerebrale. Nonostante l’intervento chirurgico, per il piccolo Jad non c’è stato nulla da fare.

    I genitori del bambino, ascoltati dai carabinieri come persone informate sui fatti, chiedono ora giustizia e verità. Solidarietà è stata espressa anche dal Movimento Città Aperta di Barcellona Pozzo di Gotto. Sarà ora l’autopsia, disposta dalla Procura come incidente probatorio, a far luce sulle cause del decesso e su eventuali responsabilità.

  • Terrore a Belmonte Mezzagno, entrano di notte, legano madre e figlio e li rapinano

    Terrore a Belmonte Mezzagno, entrano di notte, legano madre e figlio e li rapinano

    Incredibile e crudele episodio ieri notte a Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, dove tre rapinatori incappucciati hanno finto di essere carabinieri per entrare in casa del titolare del bar Dragotto in via Pitti. Una volta all’interno dell’abitazione, i malviventi hanno legato madre e figlio con lo scotch e hanno cercato soldi e gioielli.

    Per lunghissimi minuti le vittime sono rimaste in balia dei tre che hanno rovistato dentro armadi e cassetti e hanno provocato anche danni all’appartamento alla ricerca di qualche nascondiglio, dove il titolare del bar potesse avere nascosto i soldi. Alla fine hanno preso dei soldi e oggetti in oro e per un valore di circa mille euro e sono fuggiti via

    La zona è sorvegliata da telecamere e i carabinieri hanno già acquisito le immagini per cercare di risalire agli autori del crimine.

    Intanto la comunità di Belmonte Mezzagno esprime sdegno e solidarietà alle vittime di questo vile atto, che ha scosso la serenità della cittadina. Sui social network molti cittadini hanno espresso la loro indignazione per questo episodio e la speranza che i responsabili possano essere presto identificati e assicurati alla giustizia. Alcuni mesi fa era stato il titolare di un tabacchi vittima di una rapina con le stesse modalità.

  • Trovata la Giulietta di Matteo Messina Denaro

    Trovata la Giulietta di Matteo Messina Denaro

    La polizia ha ritrovato la Giulietta del boss Matteo Messina Denaro, utilizzando un sistema di intelligenza artificiale per ricostruire gli spostamenti del veicolo e risalire al suo nascondiglio.

    Indagini che hanno portato al ritrovamento

    La chiave ritrovata nel borsello del capo mafia dopo l’arresto ha permesso agli investigatori di risalire al primo covo del boss individuato a Campobello di Mazara. Dal codice della chiave, i pm sono arrivati alla Giulietta, poi gli investigatori hanno ricostruito, grazie un sistema di intelligenza artificiale, gli spostamenti del veicolo del capo mafia risalendo al suo nascondiglio di vicolo San Vito. Ma solo ora la Giulietta è stata ritrovata. Sul posto c’è il procuratore aggiunto Paolo Guido

    Auto trovata vicino alla casa dell’autista

    La Giulietta è stata trovata in un garage a poca distanza dalla casa di Giovanni Luppino, l’autista che accompagnava il boss Matteo Messina Denaro alla clinica dove entrambi sono stati arrestati. Luppino è accusato di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena e si trova in carcere.  L’ipotesi investigativa è che il capomafia, il giorno del blitz, sia andato in auto dal suo covo in vicolo San Vito a casa di Luppino – che vive a poca distanza dal luogo in cui la Giulietta è stata scoperta – e che insieme all’autista poi si sia diretto alla casa di cura per le terapie.

  • Soffiata alla Polizia, scoperto terzo covo di Matteo Messina Denaro

    Soffiata alla Polizia, scoperto terzo covo di Matteo Messina Denaro

    La Polizia ha scoperto un terzo nascondiglio del boss Matteo Messina Denaro. Si tratta di un appartamento situato sempre a Campobello di Mazara, dove sono stati individuati gli altri due rifugi del capomafia. L’appartamento è vuoto e in vendita, gli inquirenti stanno accertando chi sia il proprietario. Il terzo covo di Matteo Messina Denaro è dunque un appartamento, vuoto, in cui il boss abitava prima di trasferirsi nella casa di vicolo San Vito, sempre a Campobello di Mazara. La Polizia di Stato è riuscita ad arrivare al covo attraverso chi gli ha fatto il trasloco, per andare nella casa in cui ha vissuto fino a pochi giorni fa.

    Il taccuino Mastro tra i reperti sequestrati

    Tra i reperti rinvenuti e sequestrati nel “rifugio” utilizzato da Matteo Messina Denaro in via CB 31 a Campobello di Mazara, c’è anche un “taccuino mastro”. Numeri, nomi, sigle. Non si sa ancora molto del contenuto, che dovrà essere decifrato, ma per gli inquirenti potrebbe trattarsi di un ‘reperto’ molto importante.

    Indagini in corso per individuare fiancheggiatori e favoreggiatori

    Mentre proseguono le indagini del Ros dei carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Palermo, in particolare per individuare fiancheggiatori e favoreggiatori di cui ha potuto usufruire il latitante, diversi spunti provengono da questo taccuino che farebbe emergere una fitta rete di relazioni, anche sentimentali, che avrebbe intrattenuto negli ultimi mesi.

  • Palermo, malato di tumore viene dimesso e muore appena arriva a casa

    Palermo, malato di tumore viene dimesso e muore appena arriva a casa

    Un uomo che soffriva di tumore è morto poco dopo essere stato dimesso dall’ospedale Cervello di Palermo. L’uomo, trasportato dai sanitari del 118, è stato visitato e sottoposto ad alcune variazioni della terapia, ma dopo essere stato dimesso, è morto appena arrivato a casa.

    I familiari hanno subito allertato i carabinieri, che stanno indagando sull’accaduto. Al momento non ci sono commenti ufficiali dall’azienda sanitaria Villa Sofia Cervello.

  • Tragedia in Sicilia, la lite e le coltellate: 18enne lotta tra la vita e la morte

    Tragedia in Sicilia, la lite e le coltellate: 18enne lotta tra la vita e la morte

    Un giovane di 18 anni è gravissimo dopo essere stato raggiunto da alcune coltellate nel corso di una lite. Il ragazzo è in prognosi riservata e la polizia ha già identificato e sottoposto a fermo il presunto responsabile.

    Scene di terrore a Leonforte, in provincia di Enna, dopo che una lite tra due giovani è degenerata in un accoltellamento. Il 18enne è stato accoltellato tra il torace e l’addome e uno dei fendenti avrebbe sfiorato il cuore. L’aggressione da parte di un 22enne sarebbe avvenuta durante una lite.

    Le indagini sono alle prime battute ma secondo quanto ricostruito dagli agenti, i due giovani avrebbero litigato per alcuni minuti. Poi dalle parole si sarebbe passati ai fatti e il 22enne avrebbe colpito con tre coltellate il 18enne, poi sarebbe scappato.

    Un’ambulanza del 118 ha soccorso il 18enne che lo ha trovato in una pozza di sangue. Ora lotta tra la vita e la morta all’ospedale di Catania dove è stato ricoverato in codice rosso. La prognosi è riservata.

    I poliziotti hanno interrogato i testimoni e grazie al loro racconto sono riusciti subito a individuare il presunto aggressore e ad arrestarlo.Il 22enne però nega di aver accoltellato il 18enne e il coltello non è stato ancora trovato. Il 22enne si trova adesso agli arresti domiciliari, in attesa di essere ascoltato dal gip per l’udienza di convalida.