Tag: funerale

  • Addio straziante a Monreale: il funerale delle tre giovani vittime della strage

    Addio straziante a Monreale: il funerale delle tre giovani vittime della strage

    Un velo di profondo dolore e sgomento ha avvolto Monreale, riunita per dare l’ultimo saluto a Massimo Pirozzo, Salvatore Turdo e Andrea Miceli, le tre giovani vittime della tragica sparatoria avvenuta nelle prime ore del 27 aprile. La Cattedrale, sotto lo sguardo imponente del Cristo Pantocratore, ha custodito le tre bare bianche, simbolo di vite spezzate troppo presto, mentre la comunità si stringeva attorno alle famiglie distrutte dal dolore. Scene di strazio, lacrime e abbracci hanno segnato l’addio a questi giovani monrealesi, con alcuni presenti che hanno accusato malori per l’emozione.

    Non solo l’interno della Basilica, ma anche la piazza antistante si è riempita di migliaia di persone, unite nel dolore e nella preghiera. Attraverso i maxischermi allestiti all’esterno, la comunità ha seguito la celebrazione funebre officiata dall’Arcivescovo Isacchi e da tutto il clero monrealese, partecipando al cordoglio delle famiglie e condividendo la tristezza, l’angoscia e la paura che hanno pervaso la città.

    Nell’omelia, l’Arcivescovo Isacchi ha affidato i tre giovani alla misericordia di Dio, cercando conforto e speranza nella fede. Le sue parole, cariche di emozione, hanno sottolineato come questa tragedia rifletta una società sempre più permeata dalla violenza, dove la comunicazione si trasforma in aggressività, il dialogo in urla e l’ascolto in imposizione. “Non sappiamo più parlare, dobbiamo urlare; non sappiamo più dialogare, dobbiamo inveire; non sappiamo ascoltare, dobbiamo imporci”, ha ammonito l’Arcivescovo, evidenziando come da queste premesse il passo verso la violenza fisica e la morte sia tragicamente breve, come dimostrano le cronache quotidiane. Isacchi ha poi rivolto parole di conforto alle famiglie, ricordando il bene e la gioia che Andrea, Salvatore e Massimo hanno portato nelle loro vite e nella comunità di Monreale.

    Al termine della celebrazione, un lungo e commosso corteo ha accompagnato i feretri per le strade di Monreale, tra applausi, palloncini bianchi, il volo di colombe e un forte e unanime grido di giustizia. Durante il rito funebre, la cognata di una delle vittime ha preso la parola, esprimendo con forza la richiesta di giustizia alle istituzioni, unica possibile fonte di conforto per le famiglie distrutte. Anche la madre di Massimo Pirozzo, con parole toccanti, ha ricordato la bontà del figlio, ringraziando la comunità per la vicinanza e invitando tutti a trovare la forza di superare insieme questo immenso dolore. Il fratello di una delle vittime, con voce rotta dall’emozione, ha espresso l’impossibilità di perdonare, chiedendo un intervento deciso e responsabile da parte delle istituzioni, affinché simili tragedie non si ripetano.

    La tragedia che ha colpito Monreale ha scosso profondamente la comunità, mettendo in luce la necessità di un impegno concreto per contrastare la violenza e promuovere la cultura del dialogo e del rispetto. La richiesta di giustizia che si è levata forte e chiara durante il funerale rappresenta un appello alla responsabilità di tutti, affinché Monreale possa ritrovare la serenità e guardare al futuro con speranza.

  • Morto giovane a 26 anni, profondo lutto nel Palermitano

    Morto giovane a 26 anni, profondo lutto nel Palermitano

    Immane tragedia a Roccapalumba, in provincia di Palermo. Un ragazzo 26 anni è morto prematuramente e l’amministrazione locale ha deciso di dedicare una giornata di lutto cittadino. Ignazio Felice è ricordato da tutti come “un ragazzo d’oro, sensibile e affettuoso.

    Oggi si terrà il funerale del giovane, strappato alla vita troppo presto. Il dolore per la sua morte, avvenuta il 14 aprile scorso, ha provocato dolore in paese. Durante la giornata di lutto cittadino sarà adottata la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche eventualmente previste durante il periodo del lutto, esposizione delle bandiere a mezz’asta presso la sede del Municipio, pubblicazione dell’ordinanza sull’albo pretorio e sul sito ufficiale del Comune.

    In tanti hanno lasciato messaggi sui social in memoria di Ignazio, fra tanti, quello dell’amica Rachele che avrebbe voluto essergli stata più vicina nei momenti di dolore: “Non ci sono parole per descrivere quanto sia accaduto, solo tanta sofferenza e tristezza, caro amico avrei voluto soltanto esserti stata più vicina nei tuoi momenti più difficili e bui… tu un ragazzo d’oro sensibile gentile ed molto affettuoso, come te il tuo albero della famiglia, sono vicina alla famiglia per questo immenso dolore… R.I.P Ignazio sarai un angelo meraviglioso come eri qui sulla terra”

    Poi ancora: “Non ci sono parole per confortare questo immenso dolore. Paola, Franco, Katia, e tutta la famiglia vi stringiamo forte. Che Dio vi dia tanta forza. Eterno riposo Ignazio. ragazzo che resterà nel cuore di ognuno di noi. Oggi Roccapalumba piange” scrive Maria Rosa

  • Il funerale di Sara Campanella a Misilmeri, “Anche il cielo piange per Sara”

    Il funerale di Sara Campanella a Misilmeri, “Anche il cielo piange per Sara”

    Oggi il giorno del funerale. Da ieri un’ondata di dolore, commozione e rabbia ha travolto Misilmeri, in provincia di Palermo, per l’ultimo saluto a Sara Campanella, la studentessa di 22 anni tragicamente uccisa a Messina. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla chiesa delle Anime Sante, in piazza Comitato, per rendere omaggio alla giovane, la cui vita è stata spezzata da un gesto di violenza insensata. Un fiume di persone ha sfilato davanti alla bara bianca, mentre transenne e forze dell’ordine regolavano il flusso della folla silenziosa e attonita.

    “Sara, Figlia di Tutti Noi”: Un Grido Contro la Violenza

    Su un lenzuolo bianco, affisso in cima a una palazzina, campeggia la frase “Mi amo troppo per stare con chiunque. Sara, figlia di tutti noi”, un motto che risuona come un grido di dolore e un monito contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Applausi, lacrime e il grido “Sara vive” hanno accompagnato l’arrivo del carro funebre, accolto da una folla composta da amici, familiari e semplici cittadini, uniti nel dolore e nella solidarietà alla famiglia Campanella.

    Il Dolore Inconsolabile di una Famiglia e di una Comunità

    Gli occhi gonfi di lacrime, la madre di Sara stringeva la mano del marito, Alessandro, mentre amici e parenti si avvicinavano alla bara, accarezzandola e baciando la foto della giovane. Accanto alla foto, una maglietta bianca con la scritta “No alla violenza”, un simbolo silenzioso ma potente contro la brutalità che ha strappato Sara alla vita. Il sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo, ha proclamato il lutto cittadino, unendosi al dolore della famiglia e dell’intera comunità. Anche il sindaco metropolitano di Palermo, Roberto Lagalla, ha proclamato il lutto cittadino per tutti i comuni della città metropolitana.

    Un Appello alla Giustizia e al Cambiamento

    “Sara è figlia di tutti”, ha affermato il vicesindaco di Misilmeri, Agostino Cocchiara, esprimendo lo sgomento e la necessità di un profondo cambiamento nella società. Tra la folla, amici e conoscenti ricordavano Sara con affetto e dolore, sottolineando la sua gentilezza e la sua bellezza d’animo. Simone, un amico intimo del fratello Claudio, ha portato un mazzo di fiori, “i preferiti di Sara”, per un ultimo saluto. Maria Rita Sacco, insegnante che conosceva la famiglia Campanella, ha chiesto giustizia, non vendetta, e un impegno costante affinché tragedie come questa non si ripetano.

    “Sara Poteva Essere Ognuna di Noi”: La Paura e la Speranza delle Giovani

    Molte ragazze presenti hanno espresso la loro paura e la loro angoscia, identificandosi con Sara e chiedendo un futuro in cui le donne possano sentirsi libere e sicure. “Sara poteva essere ognuna di noi”, ha detto una giovane, sottolineando l’importanza di chiedere aiuto e di non sottovalutare i segnali di pericolo. L’appello è rivolto anche alle famiglie e alle istituzioni, affinché educhino i giovani al rispetto e al rifiuto della violenza. Federica Badami, segretaria provinciale della Cisl, ha sottolineato l’importanza di una rete di supporto tra scuola, famiglie e istituzioni per educare gli uomini al rispetto del “no” di una donna. Il silenzio assordante che avvolge Misilmeri testimonia la profondità del dolore e la necessità di un cambiamento radicale per costruire una società più giusta e sicura per tutte le donne.

  • Sara, Misilmeri piomba in un silenzio assordante, la camera ardente aperta a tutti

    Sara, Misilmeri piomba in un silenzio assordante, la camera ardente aperta a tutti

    La Chiesa delle Anime Sante di Misilmeri accoglie la salma di Sara Campanella, 24 ore prima del funerale. Dalle ore 10,30 la camera ardente della giovane vittima di femminicidio a Messina sarà aperta a tutti colori vogliano darle un saluto. Tutti potranno lasciare un pensiero, un messaggio sulla bara di Sara, uccisa senza un perché.

    Il funerale di Sara è in programma nella chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri. Sono fissati per lunedì alle 10,30. La celebrazione sarà officiata dall’arcivescovo di Palermo Don Corrado Lorefice. Per i funerali sono attese migliaia di persone tanto che il comune, oltre a dichiarare il lutto cittadino, dichiarato, peraltro dal sindaco metropolitano Roberto Lagalla per tutti i comuni dell’intera provincia, ha dovuto organizzare un vero e proprio piano straordinario del traffico.

    Il silenzio, rotto solo dalle sirene, è iniziato ieri, sabato 5 aprile quando un corteo ha percorso le strade da Palermo, passando per Villabate per giungere, infine, nella frazione di Portella di Mare di Misilmeri per il rientro della salma. I sindaci di Villabate Gaetano Di Chiara e il sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo hanno avvisato la cittadinanza del passaggio del corteo.

    Tanta tristezza e commozione lungo le strade al passaggio della bara tanta. Tanto anche il silenzio per la giovane della universitaria siciliana che ha sconvolto tutti.

    La famiglia ha chiesto il massimo rispetto per questo momento da vivere solo con i familiari e gli amici più stretti.

  • Misilmeri piange Sara Campanella, il funerale della ragazza: “Vogliamo Giustizia”

    Misilmeri piange Sara Campanella, il funerale della ragazza: “Vogliamo Giustizia”

    L’ultimo saluto a Sara Campanella, vittima di femminicidio a Messina, sará lunedì 7 Aprile alle ore 11 presso la Chiesa Madre di Misilmeri, città in cui stava. Un dolore atroce per i familiari che ancora non riescono a credere che Sara non c’è più. La sua vita stroncata all’ennesimo gesto ignobile di uomini che odiano le donne.

    In queste ore il fratello, Claudio ha così risposto davanti alle telecamere: “Stiamo sempre peggio, non si va avanti. Ci ha uccisi tutti, quel giorno. La nostra vita è finita”. La sua vita, racconta, “è finita insieme a quella della sorella”, uccisa a soli 22 anni da un collega universitario, Stefano Argentino, che ha confessato il delitto.

    La famiglia di Sara continua a chiedere giustizia per la ragazza, che amava Messina come una seconda casa e che aveva grandi sogni per il suo futuro accademico. “Stiamo ricevendo molto affetto e questo ci dà forza, ringraziamo tutti, non abbiamo parole. Noi non sapevamo tutto quello che succedeva con questo collega, lei era fidanzata da 8 mesi con un altro ragazzo, quello che diceva – che si amava troppo per stare con chiunque – era la pura verità, era una ragazza seria, era sempre sorridente e siamo certi non abbia mai dato modo a questo mostro di avvicinarsi. Lo hanno confermato tutti che mia sorella non hai mai dato modo di pensare ad altro. Non è vero che mia sorella a sprazzi ricambiava il suo interesse”.

    “Io voglio guardarlo in faccia, lui e tutti quelli che lo hanno aiutato. La mamma ha detto che lui è un bravo ragazzo, ma i bravi ragazzi sono altri, una brava ragazza era mia sorella che aiutava i compagni con disabilità, che incoraggiava i colleghi che avevano preso un brutto voto. Lui l’ha colpita alle spalle e ha pensato anche a come fuggire, questo non è da bravi ragazzi e per quanto mi riguarda sono cose che non si possono in alcun modo perdonare”.Oggi, 4 aprile, ReAzione Giurisprudenza ha voluto dare voce a coloro che di voce non hanno più. Un centinaio di studenti si sono radunati a piazza Pretoria a Palermo per lanciare un grido di allarme.

    “Chiediamo che lo Stato intervenga – ha dichiarato Anna Galioto, componente ReAzione Giurisprudenza – che sia presente, che faccia qualcosa e che lo faccia subito partendo dalle basi. Iniziamo dalle scuole, dobbiamo rieducare i giovani partendo dai valori fondamentali. Non possiamo ancora vivere in una società patriarcale. Bisogna cambiare tutto dalle basi attraverso l’educazione affettiva ma anche raccontando la storia delle donne documentando il percorso di emancipazione e la ribellione a tutte le forme di oppressione”. Numerosi sono stati gli interventi nel corso della manifestazione volti suscitare una riflessione su una scia di sangue che sembra inarrestabile.

    𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟓 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄 Sara rientrerà a casa a Portella di Mare dove l’attenderà e la veglierà la famiglia.

    𝐃𝐎𝐌𝐄𝐍𝐈𝐂𝐀 𝟔 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄 a partire dalle ore 10.30 – per tutto il giorno e la notte – sarà allestita la camera ardente aperta ai cittadini presso la Chiesa delle Anime Sante in Piazza Comitato a Misilmeri.

    𝐋𝐔𝐍𝐄𝐃𝐈̀ 𝟕 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄 alle ore 10.30 presso la Chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri sarà celebrato il funerale di Sara presieduto dall’Arcivescovo Don Corrado Lorefice.

    Il Sindaco Rosario Rizzolo con apposita ordinanza ha proclamato il lutto cittadino per 𝑳𝑼𝑵𝑬𝑫𝑰̀ 7 𝑨𝑷𝑹𝑰𝑳𝑬 in concomitanza del funerale in segno di cordoglio per la tragica scomparsa, disponendo:

    – l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali;
    – l’osservanza di un minuto di silenzio negli comunali alle ore 11:00.

  • Sicilia. Addio a Salvatore, promessa della musica strappato alla vita a 20 anni

    Sicilia. Addio a Salvatore, promessa della musica strappato alla vita a 20 anni

    Marsala è in lutto per la prematura scomparsa di Salvatore Ancona, giovane di appena 20 anni descritto da amici e conoscenti come uno “splendido ragazzo”.

    La passione per il canto

    Oltre ad essere benvoluto da tutti, Salvatore coltivava una grande passione per il canto, che lo aveva portato a frequentare la Vocal Academy di Silvia Mezzanotte.

    L’ultimo saluto

    I funerali di Salvatore Ancona si terranno domani, 25 novembre 2024, presso la Chiesa di Maria Santissima Bambina a Terrenove alle ore 11. Sarà l’ultimo commosso saluto per il ventenne scomparso troppo presto.

  • A Partinico le lacrime per Francesco, ucciso a 20 anni e spuntano nuovi indagati

    A Partinico le lacrime per Francesco, ucciso a 20 anni e spuntano nuovi indagati

    Sono stati celebrati questa mattina, nella cappella del cimitero di Partinico, i funerali di Francesco Bacchi, il ventenne morto in seguito alle gravi lesioni riportate durante una rissa scoppiata all’esterno della discoteca Medusa di Balestrate, in provincia di Palermo. La salma, dopo l’autopsia effettuata a Palermo, è giunta ieri a tarda sera a Partinico, scortata da volanti della polizia e accolta da una folla di giovani e non solo.

    I funerali sono stati riservati soltanto alla famiglia. Davanti al cimitero erano presenti alcune decine di persone, ma poliziotti e carabinieri facevano entrare soltanto chi figurava in un elenco. Il sindaco di Partinico, Pietro Rao, ha proclamato per oggi il lutto cittadino e stasera ci sarà una fiaccolata per dire no a ogni forma di violenza.

    L’autopsia ha riscontrato una ferita alla testa ed ematomi al collo e al torace. Ci vorranno 60 giorni affinché i medici legali presentino la propria relazione al pubblico ministero.

    Intanto, si apprende che ci sarebbero altre persone – oltre al ventenne arrestato – iscritte nel registro degli indagati, e tra queste anche dei minorenni. Andrea Cangemi, il ventenne indagato per omicidio preterintenzionale, è agli arresti domiciliari su disposizione del gip di Palermo. Mentre le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura di Palermo, proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sono stati sentiti diversi testimoni e, anche dopo l’analisi delle immagini degli impianti di video sorveglianza che però non hanno del tutto chiarito la vicenda.

  • Lacrime e disperazione ai funerali di Gabriele, vittima del bullismo a 13 anni: «Un Angelo»

    Lacrime e disperazione ai funerali di Gabriele, vittima del bullismo a 13 anni: «Un Angelo»

    Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di Santa Maria della Pietà al cimitero dei Rotoli di Palermo, i funerali di Gabriele, il 13enne morto suicida sabato scorso nella sua abitazione a Villagrazia di Carini (PA). Una comunità sotto shock si è stretta attorno ai genitori del ragazzo, distrutti dal dolore. In lacrime, sorretti dagli amici e dai parenti, mamma e papà hanno detto addio al loro amato figlio.

    Lacrime e dolore per l’addio a Gabriele

    Presenti alle esequie, oltre ai familiari, decine di compagni di classe e insegnanti dell’istituto Vittorio Emanuele Orlando di Carini, dove Gabriele frequentava la terza media. Insieme a loro, tantissimi amici e conoscenti arrivati per portare l’ultimo saluto al giovane.

    “Per me è un angelo”, ha detto commosso il parroco durante l’omelia. Parole di conforto per una famiglia distrutta da un dolore inspiegabile. Gabriele era un ragazzo solare e pieno di interessi. La sua morte improvvisa lascia attoniti.

    Le indagini: ipotesi bullismo

    Intanto proseguono serrate le indagini dei Carabinieri per fare luce sulle cause del suicidio. La Procura ordinaria e quella per i minorenni hanno aperto due fascicoli con l’ipotesi di istigazione al suicidio. L’attenzione degli inquirenti è concentrata su eventuali episodi di bullismo di cui Gabriele potrebbe essere stato vittima. In particolare, i militari stanno analizzando chat, messaggi, email e profili social del 13enne per verificare se sia stato preso di mira e deriso da alcuni compagni che lo chiamavano “gay”.

    Un sospetto agghiacciante, che se confermato potrebbe aver influito sulla già fragile psiche di Gabriele spingendolo al tragico gesto. La dirigente scolastica, sconvolta, ha sospeso ogni attività didattica per elaborare il lutto.

    La scuola si interroga sul bullismo

    Domani difficile ritorno tra i banchi, con il supporto psicologico degli esperti dell’Ufficio Scolastico Regionale, subito attivatisi per assistere studenti e professori. “Avranno il delicato compito di ascoltare, accompagnare e supportare alunni, docenti e famiglie in questo momento”, ha spiegato il direttore Giuseppe Pierro.

    La morte di Gabriele ha scosso le coscienze e riacceso i riflettori sul bullismo, una piaga sociale che non accenna a placarsi. La scuola dovrà interrogarsi su quanto accaduto per evitare altre giovani vite spezzate.

  • Ad Altofonte il funerale di Matteo Brandi, l’eroe morto salvando la Sicilia dagli incendi

    Ad Altofonte il funerale di Matteo Brandi, l’eroe morto salvando la Sicilia dagli incendi

    Si sono svolti questa mattina ad Altofonte, in provincia di Palermo, i funerali di Matteo Brandi, l’operaio forestale di 67 anni deceduto per le ferite riportate nella lotta agli incendi che hanno devastato il Palermitano.
    Alle ore 10, nella chiesa di San Giuseppe in Piano Maglio, parenti, amici e colleghi hanno dato l’ultimo saluto a Brandi.

    Vittima degli incendi dolosi

    Matteo Brandi era un “centounista”, ovvero un lavoratore a tempo determinato del Corpo Forestale della Regione Siciliana. Il 24 luglio scorso era intervenuto insieme ai vigili del fuoco e alla Protezione Civile per combattere il vasto rogo divampato nella zona di Monreale. Purtroppo Brandi aveva riportato gravi ferite durante le operazioni, che ne avevano reso necessario il ricovero all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo. Dopo una battaglia durata circa due settimane, il 67enne è deceduto lo scorso 14 agosto.

    L’appello di Schifani

    “Oggi abbiamo salutato per l’ultima volta Matteo Brandi, ennesima vittima innocente di mani criminali, che ha lottato fino alla fine compiendo il proprio dovere”, ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, presente ai funerali insieme all’assessore regionale all’Ambiente Elena Pagana.

    Onorare il sacrificio degli operatori

    «Tutti – ha aggiunto il governatore – dobbiamo fare di più perché questi lutti cessino. Soltanto denunciando i criminali che devastano l’ambiente e mettono a rischio le vite di tanti, possiamo onorare Matteo e chi come lui ha perso la vita nei roghi. In questa triste occasione voglio ricordare e ringraziare tutte le persone impegnate nel contrastare gli incendi. Solo grazie alla loro esperienza e alla capacità professionale, unite a un grande coraggio, i danni al nostro patrimonio naturalistico non sono stati ancora più gravi di quelli che abbiamo dovuto soffrire in questa estate dalle condizioni climatiche eccezionali che hanno agevolato l’opera dei piromani».

  • A Palermo il funerale di Federika, la bara bianca tra le lacrime e il dolore

    A Palermo il funerale di Federika, la bara bianca tra le lacrime e il dolore

    Oggi Palermo ha dato l’ultimo saluto a Federika, la ragazza di 27 anni morta in un incidente stradale sulla Palermo-Catania domenica scorsa. Intanto è appesa a un filo la vita di Simone, il fidanzato anche lui coinvolto nel gravissimo incidente in autostrada a Termini.

    La bara bianca della giovane, morta mentre era in sella alla moto del fidanzato Simone, è stata portata in spalla da amici e parenti. In tanti hanno affollato la chiesa del Santissimo Salvatore in corso dei Mille nel silenzio. «Sapeva portare luce, amore, gioia, lì dove non c’erano. Siamo certi che Federika – continua Schiera – col tempo continuerà a portare luce e gioia nei cuori di chi l’ha amata. Tutte le parole non possono riempire il vuoto che sta lasciando. Una breve vita che ha seminato tantissimo amore».

    Il funerale di Federika Albanese

    Nella serata di domenica la salma di Federika è stata trasferita preso la sua abitazione a Palermo. Così oggi il capoluogo siciliano si ritrova a piangere una sua giovane figlia, morta in un tragico incidente, domenica 2 aprile nei pressi dello svincolo del polo industriale di Termini Imerese. I funerali di Federika Albanese sono oggi nella chiesa del Santissimo Salvatore in corso dei Mille e la funzione è stata celebrata dal parroco Salvatore Schiera. E mentre la famiglia Albanese piange Federika, la famiglia di Simone, il suo ragazzo, è appesa a un filo di speranza.

    Il fidanzato in prognosi riservata a Villa Sofia

    Il giovane motociclista prima ricoverato all’ospedale di Termini Imerese, dove è stato trasportato in elisoccorso, è stato trasferito al trauma center di Villa Sofia con un trauma cranico con emorragia, un esteso trauma addominale, fratture multiple al massiccio facciale e diverse fratture costali, fra cui la scapola. Il giovane è ancora in prognosi riservata. La trentaduenne, Carmen, alla guida della 500 nera coinvolta nello schianto, ha riportato qualche contusione, ma non ha fratture ed è stabile presso le sale del pronto soccorso di Termini Imerese. Intanto si indaga sulle cause dell’incidente. La polizia stradale di Buonfornello che vuole fare luce sul drammatico incidente.

    La vittima dell'incidente, la palermitana Federica Albanese, 27 anni
    La vittima dell’incidente, la palermitana Federica Albanese, 27 anni

    I messaggi di dolore sui social si susseguono. Straziante il messaggio scritto dall’amica d’infanzia Jessica Pecorella: “Ciao Fe, non era questo il modo in cui ti volevo salutare, avrei preferito un giorno di ritrovarci tra un paio di anni davanti un cocktail a raccontarci come si sono svolte le nostre vite da quando ci siamo distaccate. Non mi è stato possibile. Ti voglio ricordare con quella faccia da furbetta e quella personalità ribelle. Ci seguivamo nei vari social, a distanza e in punta di piedi vedevo quanto fossi diventata bella e forte. Ho fatto fatica a credere quando mi è stata comunicata questa notizia. Folle, mi raccomando a te, guarda i tuoi cari da lassù e sii prepotente anche lì, fai vedere chi sei”.