Tag: femminicidio

  • Nuovo femminicidio: Palermitana uccisa in casa dal marito a Spoleto, dramma annunciato

    Nuovo femminicidio: Palermitana uccisa in casa dal marito a Spoleto, dramma annunciato

    Una donna di 37 anni, Laura Papadia, originaria di Palermo, è stata trovata morta nella sua abitazione a Spoleto, in provincia di Perugia. Il principale sospettato è il marito, Gianluca Romita, 48 anni, rappresentante di vini milanese. L’uomo ha confessato il delitto e ha tentato il suicidio gettandosi da un ponte cittadino.

    Ex moglie dà l’allarme: “Ha ucciso Laura e vuole suicidarsi”

    Dopo aver telefonato all’ex moglie in Sardegna, dicendo di aver ucciso Laura, Romita ha cercato di togliersi la vita lanciandosi dallo storico ponte delle Torri. L’ex consorte ha avvertito il 112 e la polizia è riuscita a bloccare il suicidio e a trarre in salvo l’uomo. Gli agenti hanno poi fatto irruzione nell’abitazione della coppia.

    Il corpo della donna trovato in camera da letto

    Il cadavere di Laura Papadia, che lavorava in un supermercato locale, è stato rinvenuto nella camera da letto, strangolato. I colleghi avevano provato a contattarla, non vedendola arrivare al lavoro. Viveva a Spoleto mentre il marito aveva un precedente domicilio ad Ancona.

    Indagini in corso, si ipotizza il femminicidio

    Sono in corso le indagini da parte della Procura di Spoleto, che al momento propende per la pista del femminicidio. L’uomo si trova in stato di fermo nel commissariato cittadino. I due vivevano insieme da circa un anno nel palazzo storico di Rocca dei Perugini.

  • Ha tentato di togliersi la vita l’uomo che ha ucciso la moglie Patrizia Russo

    Ha tentato di togliersi la vita l’uomo che ha ucciso la moglie Patrizia Russo

    Giovanni Salamone, 61 anni, accusato dell’omicidio della moglie Patrizia Russo, 53 anni, ha tentato il suicidio nel carcere di Alessandria dove è detenuto. L’uomo, di origine agrigentina, ha cercato di impiccarsi con un cappio ricavato dalle lenzuola, approfittando dell’assenza del compagno di cella. L’intervento tempestivo della polizia penitenziaria ha sventato la tragedia. Il sindacato Osapp ha elogiato la professionalità degli agenti, sottolineando le difficoltà operative dovute alla carenza di personale e risorse.

    Il femminicidio di Patrizia Russo

    Patrizia Russo, insegnante di sostegno, è stata uccisa la scorsa settimana nella sua abitazione di Solero, un piccolo centro in provincia di Alessandria. La comunità locale è rimasta sconvolta dall’accaduto, non avendo mai percepito segnali di conflitto all’interno della coppia. Salamone, dopo l’omicidio, ha confessato il delitto ai carabinieri.

    Le indagini sul movente

    La Procura di Alessandria sta indagando per ricostruire la dinamica dell’omicidio e individuare il movente. Gli inquirenti stanno esaminando la vita della coppia, trasferitasi da Agrigento a Solero meno di un anno fa. Il recente trasferimento è al centro dell’attenzione degli investigatori, che ipotizzano possa aver rappresentato un fattore di stress. Si stanno anche valutando possibili difficoltà economiche, sebbene al momento si tratti solo di ipotesi.

    Chi era Patrizia Russo

    Patrizia Russo era un’insegnante di sostegno stimata e appassionata del suo lavoro con i ragazzi. Aveva lavorato in diverse scuole ad Agrigento e Favara, in Sicilia, prima di trasferirsi a Solero. Le ragioni di questo trasferimento, avvenuto a oltre mille chilometri di distanza dalla sua terra d’origine, sono ancora da chiarire e rappresentano un elemento cruciale per le indagini.

    Chi è Giovanni Salamone

    Giovanni Salamone, agricoltore e commerciante di prodotti agricoli, era noto ad Agrigento per il suo impegno ambientalista. Attivo in un’associazione locale, si era candidato al Consiglio Comunale nel 2020, senza successo. Gli inquirenti stanno verificando se questo impegno politico e sociale potesse nascondere frustrazioni o difficoltà personali.

    Il rientro a Solero e la tragedia

    La coppia era rientrata a Solero la sera prima dell’omicidio, dopo un breve soggiorno ad Agrigento per la raccolta delle olive. Questo dettaglio, apparentemente di poco conto, potrebbe rivelarsi significativo per la ricostruzione degli eventi.

    L’interrogatorio e l’autopsia

    Giovanni Salamone sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia. L’avvocato difensore d’ufficio, Stefano Daffonchio di Tortona, assisterà Salamone durante l’interrogatorio. L’autopsia sul corpo di Patrizia Russo fornirà ulteriori informazioni sulla dinamica dell’omicidio, chiarendo il numero di coltellate inferte e le circostanze del decesso.

  • Insegnante uccisa dal marito, confessa l’omicidio: sono siciliani

    Insegnante uccisa dal marito, confessa l’omicidio: sono siciliani

    Femminicidio a Solero, in provincia di Alessandria, questa mattina. Patrizia Russo, 53 anni, insegnante di sostegno, è stata uccisa dal marito, Giovanni Salamone, 61 anni. L’uomo ha poi confessato il delitto ai carabinieri.

    L’omicidio e la confessione

    Il tragico evento si è consumato nell’abitazione della coppia in via Cavoli. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata accoltellata nel sonno. Salamone, dopo l’omicidio, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine, costituendosi.

    Il rientro in Piemonte e le origini siciliane

    La coppia, originaria di Agrigento, si era trasferita a Solero circa un anno fa. Erano appena rientrati in Piemonte dopo un breve soggiorno in Sicilia, dove si erano recati per la raccolta delle olive.

    La vittima e la sua professione

    Patrizia Russo era un’insegnante di sostegno presso la scuola media di Solero. Prima del trasferimento, aveva lavorato all’istituto comprensivo Camilleri di Favara, in provincia di Agrigento.

    I figli e il dolore della comunità

    La coppia lascia due figli, uno residente a Pisa e l’altro all’estero. La comunità di Solero è profondamente scossa dall’accaduto.

  • La Sicilia piange Marisa, uccisa dall’ex con 3 fucilate: il funerale

    La Sicilia piange Marisa, uccisa dall’ex con 3 fucilate: il funerale

    Una città intera unita dal dolore. Salemi si stringe attorno alla famiglia di Marisa Leo, la donna di 39 anni brutalmente assassinata la scorsa settimana dall’ex compagno Angelo Reina, che poi si è tolto la vita. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio, 13 settembre, alle 16 nella chiesa Madre del paese. La chiesa si preannuncia gremita da parenti, amici e semplici cittadini che accorreranno per l’ultimo straziante saluto.

    La reazione della comunità

    La barbara uccisione di Marisa ha lasciato sgomenta l’intera comunità di Salemi ma anche tutta la Sicilia e tutta Italia. La donna è stata raggiunta da almeno tre colpi di fucile esplosi contro il suo ventre dall’ex compagno, come emerso dall’autopsia eseguita l’11 settembre. Un omicidio brutale consumato nelle campagne di Mazara del Vallo, che ha posto fine tragicamente alla vita di questa giovane mamma, strappata all’amore della figlia di soli 4 anni.

    Il dolore dei familiari e degli amici: le paure di Marisa si sono avverate

    Un dolore inconsolabile che ha scosso nel profondo l’animo di parenti e amici, riuniti domani nel giorno dell’addio per stringersi intorno alla piccola rimasta orfana della sua mamma. Lacrime e commozione accompagneranno l’ultimo viaggio di Marisa, dalla chiesa Madre fino al cimitero dove riposerà per sempre.

    Già in passato la donna aveva confidato la paura per quell’ex compagno violento, da cui aveva deciso di allontanarsi definitivamente. “Sto pagando un prezzo altissimo” diceva, consapevole dei rischi che correva. Purtroppo le sue paure si sono tragicamente avverate in quel vile agguato che le è costato la vita, negandole il diritto di veder crescere la sua bambina.

    Un femminicidio che ha sconvolto la comunità, lutto cittadino per l’ultimo saluto

    Un femminicidio che ha sconvolto la comunità di Salemi, epitome del dramma che ogni giorno si consuma silenziosamente fra le mura domestiche. Per questo il sindaco ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali, invitando all’osservanza di un minuto di silenzio sul luogo di lavoro e bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici.

    Una partecipazione corale al dolore che stringe nella morsa Salemi, una città ferita che domani darà l’ultimo straziante saluto a Marisa. Nella speranza che la sua morte non sia vana, ma serva a tenere ancora più alta l’attenzione sulla piaga sociale della violenza contro le donne. Affinché nessuna più debba pagare con la vita la scelta di voltare le spalle a un amore malato.

  • L’omicidio di Marisa Di Leo e la bimba rimasta orfana: “La mamma non tornerà più”

    L’omicidio di Marisa Di Leo e la bimba rimasta orfana: “La mamma non tornerà più”

    La piccola figlia di Marisa Di Leo, la donna uccisa dall’ex compagno a Marsala, non sa ancora di essere rimasta orfana di entrambi i genitori. La bimba di 4 anni al momento si trova a casa dello zio materno, Mauro Leo, che ha riferito in un’intervista struggente come abbia dovuto mentirle dicendole che la mamma è fuori per lavoro.

    La bimba crede che la mamma sia fuori per lavoro

    Il 43enne ha ammesso di non sapere come dirle la tragica verità, né di essere in grado di spiegarle perché la mamma non tornerà più. Sarà lui ora a doverle fare da padre e da madre, a prendersene cura al posto della sorella Marisa, barbaramente uccisa dall’ex compagno Angelo Reina, che poi si è suicidato. “Ho dovuto raccontarle una bugia, non ho ancora trovato il coraggio di dirle cosa è successo” ha confessato Mauro in un’intervista, lanciando un appello straziante alle istituzioni locali affinché lo aiutino a trovare un modo per parlare alla bambina di questa terribile tragedia.

    Anche i genitori di Marisa, di 68 e 80 anni, sono sconvolti e prostrati dal dolore. “Il copione di queste tragedie è sempre lo stesso” ha commentato amaramente Mauro, riferendosi ai tanti casi di femminicidio che riempiono le pagine di cronaca.

    Aveva denunciato lo stalker ma poi ritirato tutto

    Marisa Leo, 39 anni, lavorava come responsabile marketing in un’azienda vinicola. Si era lasciata con Reina 4 anni fa ed era riuscita ad ottenere anche una denuncia per stalking, poi ritirata nella speranza di mantenere un rapporto civile per il bene della bimba. “Certo, la mettevamo in guardia ma quello restava il papà della piccola” ha detto Mauro, spiegando quanto sia difficile percepire realmente il pericolo in queste situazioni. Ora la priorità è proteggere la nipotina, evitandole un trauma ancora più grande.

    La priorità è proteggere la nipotina

    “Questa bimba non resterà mai sola” ha promesso commosso lo zio materno. Con l’aiuto del Comune e dei servizi sociali, Mauro Leo spera di riuscire a trovare il modo migliore per dire alla nipotina una verità tanto dolorosa, cercando di attutirne quanto possibile il colpo devastante. Il femminicidio di Marisa Leo è purtroppo l’ennesima tragica storia di amore che si trasforma in ossessione mortale.

  • Marisa uccisa dall’ex che si suicida: lei lo aveva già denunciato per stalking

    Marisa uccisa dall’ex che si suicida: lei lo aveva già denunciato per stalking

    Una nuova tragedia ha sconvolto la Sicilia, questa volta nella provincia di Trapani. Marisa Leo, 39 anni, originaria di Salemi, è stata uccisa dall’ex compagno, l’imprenditore 42enne Angelo Reina di Valderice, che poi si è tolto la vita. La donna era nota come responsabile marketing e comunicazione della cantina Colomba Bianca.

    Secondo una prima ricostruzione, tutto è iniziato quando un automobilista ha dato l’allarme dopo aver visto un uomo armato su un cavalcavia dell’autostrada A29, in direzione Mazara del Vallo. Quando la Polizia Stradale è arrivata sul posto, l’uomo era già morto suicida.

    Gli investigatori hanno scoperto che poco prima aveva incontrato la ex compagna, con cui era finita da tempo la relazione. Dopo alcune telefonate senza risposta alla donna, gli agenti si sono recati nell’azienda di famiglia dell’uomo, dove i due si erano dati appuntamento. Lì hanno trovato il corpo senza vita di Marisa, uccisa con un fucile ritrovato nell’auto.

    La vittima Marisa Di Leo

     

    Secondo quanto emerso, la donna in passato aveva sporto alcune denunce contro l’ex compagno per stalking, di cui una risalente al 2020. I due, nonostante la fine della relazione, erano rimasti legati dalla figlia avuta insieme, che ora si ritrova orfana di entrambi i genitori.

    La comunità locale è sotto shock per l’ennesimo femminicidio consumatosi. “La nostra comunità è sconvolta da quanto accaduto. Non ci sono parole per descrivere il dolore per una tragedia assurda e inaccettabile”, ha dichiarato il sindaco di Salemi, città d’origine della donna uccisa. “Esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia a nome di tutta Salemi. Ci stringiamo ai familiari ricordando una ragazza solare che amava la vita. Il giorno dei funerali sarà lutto cittadino, per accendere i riflettori su un fenomeno intollerabile come il femminicidio”.

    Marisa Leo lascia un vuoto incolmabile tra gli affetti più cari e in tutti coloro che la conoscevano come donna solare e piena di vita, impegnata con passione nel suo lavoro. Quella vita che le è stata brutalmente tolta dall’ex compagno, come tante altre volte prima, per mano di chi diceva di amarla. L’ennesima storia di violenza e ossessione che si poteva e si doveva evitare. Resta la rabbia e l’amarezza per l’impotenza davanti a queste morti annunciate. Serve una presa di coscienza forte, a partire dalle nuove generazioni, per sradicare mentalità e comportamenti aberranti che ancora affliggono la nostra società.

  • Omicidio-suicidio ad Agrigento, uccide la moglie e si toglie la vita

    Omicidio-suicidio ad Agrigento, uccide la moglie e si toglie la vita

    Tragedia nel quartiere Fontanelle di Agrigento. Un uomo ha ucciso la propria moglie per poi togliersi la vita. L’omicidio suicidio sarebbe avvenuto al culmine di una violenta lite avvenuta questa mattina all’interno di un’abitazione della zona.

    La tragedia è avvenuta a Fontanelle, un quartiere periferico di Agrigento. Le vittime sono una coppia di coniugi: lei Ilenia Bonanno, 45 anni, e lui Gallo Cassarino di 47. La donna è stata trovata con la gola tagliata mentre l’uomo, all’interno dell’abitazione di via Alessio Di Giovanni, era invece impiccato.

    Secondo le prime ricostruzioni, la coppia, ha iniziato a litigare per motivi che restano da accertare. La discussione è rapidamente degenerata ed è sfociata in un omicidio. L’uomo avrebbe ucciso la moglie e poi si sarebbe suicidato.

    L’uomo, secondo la polizia, pare che soffrisse da diversi mesi di una forte depressione, si era licenziato dal lavoro, ed era in cura. La moglie, con il suo impiego in un negozio, riusciva a far fronte alle spese familiari. Ma la situazione in quella casa di Fontanelle pare fosse molto complicata. A chiamare la polizia è stato il figlio della coppia che si era allarmato perché nessuno dei genitori rispondeva al telefono. Il giovane è andato nell’abitazione per controllare ed ha fatto la drammatica scoperta.

    Sul posto sono intervenuti repentinamente i carabinieri e gli operatori del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dei due coniugi. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti.

  • Terrore in Sicilia, uccise due donne a colpi di arma da fuoco

    Terrore in Sicilia, uccise due donne a colpi di arma da fuoco

    Momenti di terrore a Riposto, in provincia di Catania, dove stamane due donne sono state vittime di una sparatoria. La prima, una 45enne, è stata trovata morta dentro la sua auto lungo il Lungomare Pantano con un colpo al volto. La seconda donna, una 49enne e parente della vittima, è stata gravemente ferita da colpi d’arma da fuoco mentre si trovava sul marciapiede in via Roma. In seguito però è morta anche lei.

    La prima donna morta si trovava dentro la sua auto, una Suzuki Ignis, sul lungomare a poca distanza dal Porto turistico. Si tratterebbe di una donna di 45 anni, M.M. madre di due figli. Dalle prime indiscrezioni, sarebbe stata uccisa con un colpo di arma da fuoco alla testa. Forse poco dopo essersi fermata per fare rifornimento. La seconda, di 49 anni, era stata trovata riversa su un marciapiede in via Roma a Riposto.

    Al momento non è ancora chiaro se a sparare sia stata la stessa persona, ma le prime indagini sembrano confermare questa ipotesi visto che le due vittime, una aveva 45 anni, l’altra 49, sarebbero parenti

    I Carabinieri sono immediatamente intervenuti sul luogo dell’accaduto. La strada è al momento chiusa e transennata, sul posto sono arrivati il magistrato di turno, i carabinieri e gli uomini della Scientifica. Le telecamere dell’impianto potrebbero avere immortalato quanto è accaduto. Le strade in cui si sono consumati gli omicidi sono state chiuse.

  • Brunilda Halla uccisa a coltellate, arrestato il presunto femminicida

    Brunilda Halla uccisa a coltellate, arrestato il presunto femminicida

    È stato fermato l’uomo che ieri a Vittoria, nel Ragusano, avrebbe ucciso a coltellate una donna di 37 anni, Brunilda Halla, originaria dell’Albania. L’uomo è stato individuato dai carabinieri grazie alle telecamere di video sorveglianza, rintracciato nella notte e condotto in caserma.

    Il provvedimento di fermo è stato emesso nella notte. L’indagato pare abbia ammesso di essere l’autore dell’omicidio. Secondo indiscrezioni l’accoltellamento della donna sarebbe stato “un gesto estemporaneo e immotivato”.

    L’omicidio di Brunilda Halla

    Bruna Halla è stata uccisa poco dopo le 13 di ieri mercoledì 25 maggio, in via Tenente Alessandrello, all’angolo con via Firenze, a Vittoria. La donna, conosciuta anche come Bruna, è stata accoltellata a morte nei pressi della sua abitazione da un uomo che è poi fuggito a piedi. Le immagini delle telecamere di video sorveglianza avrebbero consentito d’individuare l’assassino. La donna viveva con il marito ed i due figli: al momento del delitto il consorte era al lavoro.