Tag: femminicidio

  • Tragedia a Vienna, è morta Aurora Maniscalco, hostess palermitana caduta dal terzo piano

    Tragedia a Vienna, è morta Aurora Maniscalco, hostess palermitana caduta dal terzo piano

    Vienna – È deceduta in ospedale Aurora Maniscalco, l’hostess di 24 anni originaria di Palermo, dopo essere precipitata dal terzo piano di un palazzo nella capitale austriaca. La caduta è avvenuta nella notte tra sabato e domenica e la giovane, ricoverata in condizioni critiche per le gravissime ferite, si è spenta nel pomeriggio di lunedì.

    Sulla vicenda la polizia austriaca ha aperto un’indagine. I contorni della tragedia sono ancora avvolti nel mistero e gli investigatori nutrono forti dubbi che possa essersi trattato di un incidente. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa, inclusa quella di una possibile aggressione.

    Aurora Maniscalco, che da tre anni si era trasferita a Vienna per lavoro prestando servizio per la compagnia aerea Lauda Air, al momento del fatto si trovava in compagnia del fidanzato. L’uomo, un 27enne anche lui di Palermo e assistente di volo, è stato ascoltato dalle autorità per ricostruire la dinamica degli eventi.

    I genitori della ragazza, appresa la drammatica notizia, hanno raggiunto immediatamente la capitale austriaca. La famiglia è stata accolta e sta ricevendo supporto dai funzionari dell’ambasciata italiana.

  • L’urlo di Misilmeri: Sara Campanella, una fiaccola contro il femminicidio

    L’urlo di Misilmeri: Sara Campanella, una fiaccola contro il femminicidio

    Centinaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata a Portella di Mare, frazione di Misilmeri, per ricordare Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria vittima di femminicidio lo scorso 31 marzo a Messina. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, ha riunito familiari, amici, membri della comunità locale e rappresentanti dell’associazione contro la violenza di genere Le Onde Onlus.

    Durante il corteo, canti, poesie e momenti di riflessione hanno sottolineato l’importanza di combattere la violenza sulle donne. Molti giovani indossavano magliette con la frase “Mi amo troppo per stare con chiunque”, un motto coniato dalla stessa Sara che oggi assume un significato ancora più profondo. Il sindaco Rosario Rizzolo ha ricordato Sara come una giovane brillante con un futuro promettente, tragicamente interrotto da un atto inaccettabile. “Il femminicidio di Sara – ha dichiarato – come quello di tutte le altre donne vittime di violenza, non può e non deve essere dimenticato”.

    Noto si unisce al dolore e alla protesta con un corteo simbolico

    Anche Noto, città coinvolta nella tragedia, si prepara a commemorare Sara e a manifestare contro la violenza di genere con un corteo previsto per oggi alle 18:30. L’iniziativa prevede due cortei separati, uno composto da soli uomini e l’altro da sole donne, che partiranno da punti opposti della città per poi convergere in Piazza Municipio. Questo abbraccio simbolico rappresenta l’unità della comunità contro la violenza sulle donne. La manifestazione si concluderà con un intervento di Serena Cosentino, cugina di Sara, che porterà la testimonianza del profondo dolore della famiglia Campanella. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere un cambiamento culturale che metta fine alla violenza di genere.

  • Misilmeri, “La scuola media intitola a Sara Campanella”

    Misilmeri, “La scuola media intitola a Sara Campanella”

    Un’onda di commozione e il desiderio di un ricordo perpetuo avvolgono la comunità di Misilmeri. Il collegio d’istituto della scuola secondaria di primo grado di Portella di Mare, frazione del comune, ha proposto all’unanimità di intitolare il plesso scolastico a Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria vittima di femminicidio. La proposta, fortemente sostenuta dal dirigente scolastico Salvatore Mazzamuto, ha trovato immediato appoggio nel sindaco Rosario Rizzolo, profondamente legato alla famiglia di Sara, originaria e residente proprio a Misilmeri.

    La scelta della scuola media di Portella di Mare non è casuale. Sara Campanella ha frequentato proprio quell’istituto, situato a breve distanza dall’abitazione dei suoi familiari. Intitolare il plesso alla sua memoria significherebbe non solo commemorare la sua giovane vita tragicamente interrotta, ma anche creare un luogo simbolico, un monito costante contro la violenza di genere. La presenza del nome di Sara all’ingresso della scuola, giorno dopo giorno, rappresenterebbe un richiamo alla memoria collettiva, un invito a riflettere sulla piaga del femminicidio e sull’importanza di contrastarlo con ogni mezzo.

    L’iniziativa del collegio d’istituto e l’adesione del sindaco Rizzolo rappresentano il primo passo di un percorso che richiede il superamento di diversi passaggi burocratici. L’Amministrazione Comunale di Misilmeri si è già attivata per sollecitare gli uffici competenti, dimostrando la volontà di portare a compimento l’iter nel più breve tempo possibile. L’obiettivo è quello di rendere concreta la proposta e trasformare la scuola media di Portella di Mare in un luogo dedicato al ricordo di Sara Campanella, un simbolo di speranza e di impegno nella lotta contro la violenza sulle donne.

  • Il funerale di Sara Campanella a Misilmeri, “Anche il cielo piange per Sara”

    Il funerale di Sara Campanella a Misilmeri, “Anche il cielo piange per Sara”

    Oggi il giorno del funerale. Da ieri un’ondata di dolore, commozione e rabbia ha travolto Misilmeri, in provincia di Palermo, per l’ultimo saluto a Sara Campanella, la studentessa di 22 anni tragicamente uccisa a Messina. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla chiesa delle Anime Sante, in piazza Comitato, per rendere omaggio alla giovane, la cui vita è stata spezzata da un gesto di violenza insensata. Un fiume di persone ha sfilato davanti alla bara bianca, mentre transenne e forze dell’ordine regolavano il flusso della folla silenziosa e attonita.

    “Sara, Figlia di Tutti Noi”: Un Grido Contro la Violenza

    Su un lenzuolo bianco, affisso in cima a una palazzina, campeggia la frase “Mi amo troppo per stare con chiunque. Sara, figlia di tutti noi”, un motto che risuona come un grido di dolore e un monito contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Applausi, lacrime e il grido “Sara vive” hanno accompagnato l’arrivo del carro funebre, accolto da una folla composta da amici, familiari e semplici cittadini, uniti nel dolore e nella solidarietà alla famiglia Campanella.

    Il Dolore Inconsolabile di una Famiglia e di una Comunità

    Gli occhi gonfi di lacrime, la madre di Sara stringeva la mano del marito, Alessandro, mentre amici e parenti si avvicinavano alla bara, accarezzandola e baciando la foto della giovane. Accanto alla foto, una maglietta bianca con la scritta “No alla violenza”, un simbolo silenzioso ma potente contro la brutalità che ha strappato Sara alla vita. Il sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo, ha proclamato il lutto cittadino, unendosi al dolore della famiglia e dell’intera comunità. Anche il sindaco metropolitano di Palermo, Roberto Lagalla, ha proclamato il lutto cittadino per tutti i comuni della città metropolitana.

    Un Appello alla Giustizia e al Cambiamento

    “Sara è figlia di tutti”, ha affermato il vicesindaco di Misilmeri, Agostino Cocchiara, esprimendo lo sgomento e la necessità di un profondo cambiamento nella società. Tra la folla, amici e conoscenti ricordavano Sara con affetto e dolore, sottolineando la sua gentilezza e la sua bellezza d’animo. Simone, un amico intimo del fratello Claudio, ha portato un mazzo di fiori, “i preferiti di Sara”, per un ultimo saluto. Maria Rita Sacco, insegnante che conosceva la famiglia Campanella, ha chiesto giustizia, non vendetta, e un impegno costante affinché tragedie come questa non si ripetano.

    “Sara Poteva Essere Ognuna di Noi”: La Paura e la Speranza delle Giovani

    Molte ragazze presenti hanno espresso la loro paura e la loro angoscia, identificandosi con Sara e chiedendo un futuro in cui le donne possano sentirsi libere e sicure. “Sara poteva essere ognuna di noi”, ha detto una giovane, sottolineando l’importanza di chiedere aiuto e di non sottovalutare i segnali di pericolo. L’appello è rivolto anche alle famiglie e alle istituzioni, affinché educhino i giovani al rispetto e al rifiuto della violenza. Federica Badami, segretaria provinciale della Cisl, ha sottolineato l’importanza di una rete di supporto tra scuola, famiglie e istituzioni per educare gli uomini al rispetto del “no” di una donna. Il silenzio assordante che avvolge Misilmeri testimonia la profondità del dolore e la necessità di un cambiamento radicale per costruire una società più giusta e sicura per tutte le donne.

  • Sara, ora solo lacrime e silenzio: la bara bianca e lo strazio

    Sara, ora solo lacrime e silenzio: la bara bianca e lo strazio

    I familiari di Sara Campanella si sono riuniti in preghiera all’interno della camera ardente nella chiesa Anime Sante di Misilmeri. Scene strazianti a cui mai avrebbero pensato di assistere. Quella figlia tanto buona e gentile d’animo non c’è più. Ora il corpo senza vita della figlia tanto amata e di cui andavano fieri è dentro quella bara, senza un perché, senza una spiegazione. Un lutto che dovrà essere elaborato per anni, una figlia la cui vita è stata spezzata in modo crudele e ingiusto.

    La via principale e la piazza di Misilmeri sono state sgomberate dalle auto per fare spazio al corteo. In molti avevano già raggiunto la chiesa, in piazza Comitato, portando fiori e foto della giovane.

    Sara Campanella

    “Sara è figlia di tutti – ha detto il vicesindaco di Misilmeri Agostino Cocchiara – come padre sono scosso da questa triste storia. Qualcosa deve cambiare, non si può andare avanti così”.Silenzio e lacrime hanno accolto l’arrivo della salma di Sara Campanella, la giovane universitaria uccisa dal collega Alessandro Argentino. Il feretro si è fermato in piazza e i familiari si sono stretti in lacrime.

    “Un angelo, era un angelo”, hanno detto nel silenzio della piazza. Il corteo è arrivato nella chiesa delle Anime Sante in piazza a Misilmeri. Solo il rintocco delle campane ha interrotto il silenzio. Poi un urlo si è levato nella piazza. “Sara vive”, e un applauso di tanti in attesa di dare l’ultimo saluto. Nella bara bianca la foto di Sara e un scritta “No Violenza”.

    A Misilmeri stanno arrivando tante persone. Da tanti comuni vicini stanno accorrendo per mostrare vicinanza alla famiglia.

  • Misilmeri piange Sara Campanella, il funerale della ragazza: “Vogliamo Giustizia”

    Misilmeri piange Sara Campanella, il funerale della ragazza: “Vogliamo Giustizia”

    L’ultimo saluto a Sara Campanella, vittima di femminicidio a Messina, sará lunedì 7 Aprile alle ore 11 presso la Chiesa Madre di Misilmeri, città in cui stava. Un dolore atroce per i familiari che ancora non riescono a credere che Sara non c’è più. La sua vita stroncata all’ennesimo gesto ignobile di uomini che odiano le donne.

    In queste ore il fratello, Claudio ha così risposto davanti alle telecamere: “Stiamo sempre peggio, non si va avanti. Ci ha uccisi tutti, quel giorno. La nostra vita è finita”. La sua vita, racconta, “è finita insieme a quella della sorella”, uccisa a soli 22 anni da un collega universitario, Stefano Argentino, che ha confessato il delitto.

    La famiglia di Sara continua a chiedere giustizia per la ragazza, che amava Messina come una seconda casa e che aveva grandi sogni per il suo futuro accademico. “Stiamo ricevendo molto affetto e questo ci dà forza, ringraziamo tutti, non abbiamo parole. Noi non sapevamo tutto quello che succedeva con questo collega, lei era fidanzata da 8 mesi con un altro ragazzo, quello che diceva – che si amava troppo per stare con chiunque – era la pura verità, era una ragazza seria, era sempre sorridente e siamo certi non abbia mai dato modo a questo mostro di avvicinarsi. Lo hanno confermato tutti che mia sorella non hai mai dato modo di pensare ad altro. Non è vero che mia sorella a sprazzi ricambiava il suo interesse”.

    “Io voglio guardarlo in faccia, lui e tutti quelli che lo hanno aiutato. La mamma ha detto che lui è un bravo ragazzo, ma i bravi ragazzi sono altri, una brava ragazza era mia sorella che aiutava i compagni con disabilità, che incoraggiava i colleghi che avevano preso un brutto voto. Lui l’ha colpita alle spalle e ha pensato anche a come fuggire, questo non è da bravi ragazzi e per quanto mi riguarda sono cose che non si possono in alcun modo perdonare”.Oggi, 4 aprile, ReAzione Giurisprudenza ha voluto dare voce a coloro che di voce non hanno più. Un centinaio di studenti si sono radunati a piazza Pretoria a Palermo per lanciare un grido di allarme.

    “Chiediamo che lo Stato intervenga – ha dichiarato Anna Galioto, componente ReAzione Giurisprudenza – che sia presente, che faccia qualcosa e che lo faccia subito partendo dalle basi. Iniziamo dalle scuole, dobbiamo rieducare i giovani partendo dai valori fondamentali. Non possiamo ancora vivere in una società patriarcale. Bisogna cambiare tutto dalle basi attraverso l’educazione affettiva ma anche raccontando la storia delle donne documentando il percorso di emancipazione e la ribellione a tutte le forme di oppressione”. Numerosi sono stati gli interventi nel corso della manifestazione volti suscitare una riflessione su una scia di sangue che sembra inarrestabile.

    𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟓 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄 Sara rientrerà a casa a Portella di Mare dove l’attenderà e la veglierà la famiglia.

    𝐃𝐎𝐌𝐄𝐍𝐈𝐂𝐀 𝟔 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄 a partire dalle ore 10.30 – per tutto il giorno e la notte – sarà allestita la camera ardente aperta ai cittadini presso la Chiesa delle Anime Sante in Piazza Comitato a Misilmeri.

    𝐋𝐔𝐍𝐄𝐃𝐈̀ 𝟕 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄 alle ore 10.30 presso la Chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri sarà celebrato il funerale di Sara presieduto dall’Arcivescovo Don Corrado Lorefice.

    Il Sindaco Rosario Rizzolo con apposita ordinanza ha proclamato il lutto cittadino per 𝑳𝑼𝑵𝑬𝑫𝑰̀ 7 𝑨𝑷𝑹𝑰𝑳𝑬 in concomitanza del funerale in segno di cordoglio per la tragica scomparsa, disponendo:

    – l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali;
    – l’osservanza di un minuto di silenzio negli comunali alle ore 11:00.

  • Sara Campanella diventerà dottoressa di Infermieristica alla memoria

    Sara Campanella diventerà dottoressa di Infermieristica alla memoria

    L’Università di Messina ha deciso di conferire la laurea alla memoria a Sara Campanella, la 22enne studentessa di Medicina tragicamente uccisa il 31 marzo. La rettrice, Giovanna Spatari, ha promosso questa iniziativa per onorare il percorso accademico e la passione di Sara, i cui sogni di specializzazione in oncologia sono stati interrotti.

    Un gesto simbolico che segue l’esempio di Lorena Quaranta

    Questo gesto simbolico ricalca quanto fatto dall’ateneo per Lorena Quaranta, anche lei studentessa di Medicina, uccisa il 31 marzo di cinque anni prima. A Lorena, l’Università ha conferito la laurea alla memoria e ha intitolato il cortile del Rettorato.

    Fiaccolata in memoria di Sara

    Oggi pomeriggio, dal Rettorato partirà una fiaccolata in memoria di Sara, promossa dall’Università. Studenti, rappresentanti istituzionali e familiari parteciperanno al corteo per ricordare la giovane vittima.

  • “Sono con il malato che mi segue”: le ultime parole di Sara

    “Sono con il malato che mi segue”: le ultime parole di Sara

    Sara Campanella, studentessa universitaria messinese, è stata uccisa ieri da un compagno di università, Stefano Argentino. L’uomo era ossessionato da Sara e la terrorizzava con le sue attenzioni moleste, come emerge dal provvedimento di fermo.

    Le Insistenze e la Paura di Sara

    Sara aveva confidato più volte alle amiche la sua paura e il disagio che le provocavano le insistenze di Argentino, il quale continuava a chiederle di uscire e approfondire la loro relazione nonostante i ripetuti rifiuti. Il provvedimento riporta che Argentino “importunava la vittima con cadenza regolare”.

    Prove Vocali delle Molestie

    A ulteriore conferma delle molestie subite, Sara aveva inviato alle amiche diversi messaggi vocali di Argentino, definiti dagli inquirenti “prova di un’autentica strategia molesta”. In un’occasione, un’amica era addirittura dovuta intervenire in università per allontanare Argentino, che si lamentava del fatto che Sara non gli sorridesse più come prima.

    L’Ultimo Messaggio e la Tragedia

    Il giorno dell’omicidio, dopo le lezioni, Argentino ha chiesto alle amiche di Sara dove fosse. Saputo che era rimasta indietro, è andato a cercarla. Poco dopo, una delle amiche ha ricevuto un messaggio vocale da Sara, un’inquietante richiesta d’aiuto: “Dove siete che sono con il malato che mi segue?”. Queste sono state le sue ultime parole.

  • Misilmeri piange Sara Campanella,  uccisa a Messina: “Era brillante e solare”

    Misilmeri piange Sara Campanella, uccisa a Messina: “Era brillante e solare”

    E’stata uccisa con una coltellata al collo che gli ha reciso la giugulare Sara Campanella, studentessa universitaria 22 anni di Misilmeri. Sara Campenalla frequentava il terzo anno della facoltà di Tecniche di laboratorio Biomedico nell’ateneo messinese e quindi faceva anche la tirocinante proprio nell’ospedale dove è stata portata in fin di vita. Dopo la notizia dell’omicidio, tanti studenti e colleghi della vittima sono andati al pronto soccorso disperati.

    Il Sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo: “Abbiamo atteso prima di scrivere perché siamo increduli ed attoniti. Qualche ora fa è stata diffusa dagli organi di stampa la notizia che la nostra giovane concittadina Sara Campanella è stata uccisa a Messina dove studiava scienze infermieristiche. Sara aveva solo 22 anni, era una giovane brillante, studiosa, determinata e solare, morta a causa di femminicidio. Un gesto violento e brutale l’ha portata via. Le Forze dell’Ordine non hanno ancora rintracciato l’omicida”.

    “L’intera cittadina è sconvolta – continua il sindaco – , non ci sono parole e vogliamo far sentire tutto il nostro affetto e sostegno alla famiglia di Sara, alla sua mamma – insegnante per tanti anni della Scuola Traina plesso Portella di Mare e da quest’anno dell’ICS Guastella Landolina. Siamo comunità e non faremo mancare la nostra vicinanza alla famiglia di Sara, ai suoi amici, a quanti le vogliono bene e stanno soffrendo per un dolore lacerante ed insopportabile. Misilmeri ed i Misilmeresi condannano questo vile gesto, questa atroce violenza nei confronti di una giovane donna e confermando la totale fiducia nelle Forze dell’Ordine, siamo certi che presto consegneranno l’omicida alla giustizia”.

    “Mai si vorrebbero dare notizie di questo tipo perché fatti così non dovrebbero mai accadere, mai. Non ci fermeremo e continueremo a lottare anche per Sara, basta basta basta violenza basta basta basta violenza contro le donne”.

    Secondo una prima ricostruzione, Campanella sarebbe uscita dal nosocomio alla fine del suo tirocinio quotidiano e si sarebbe incamminata su viale Gazzi per raggiungere la fermata dei bus. L’assassino l’avrebbe seguita su un’auto, si sarebbe fermato e sarebbe sceso. Una volta raggiunta, l’avrebbe accoltellata sul marciapiede sul quale si affacciano alcune abitazioni. Un passante che ha assistito alla scena richiamato anche dalle urla della giovane avrebbe cercato d’inseguire l’assassino che però è riuscito a fuggire. La ragazza avrebbe fatto un paio di passi prima di accasciarsi a terra nei pressi di un’aiuola, in un lago di sangue. I carabinieri hanno interdetto la zona dell’omicidio per fare i rilievi.

  • Messina, giovane ragazza palermitana accoltellata e uccisa in strada

    Messina, giovane ragazza palermitana accoltellata e uccisa in strada

    Una giovane tirocinante infermiera di 22 anni è morta dopo esser stata accoltellata a Messina. L’aggressione sarebbe avvenuta in viale Gazzi, di fronte all’ingresso dello stadio «G. Celeste».

    Secondo le prime ricostruzioni, la donna, di Palermo, sarebbe stata colpita con una coltellata al collo da un giovane che è poi fuggito. Subito soccorsa, la ventenne è stata trasferita al Policlinico in gravi condizioni ma a nulla sono valsi i tentativi dei medici di salvarle la vita.

    Alcuni testimoni hanno sentito le urla della giovane che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stata ferita da un coetaneo. Un testimone avrebbe cercato di inseguire il responsabile che si è dileguato tra le vie circostanti. La ventiduenne avrebbe fatto pochi passi prima di accasciarsi a terra.