Autore: Redazione Web

  • A Monreale, tornerà a splendere il “Giardino delle Delizie” del Belvedere

    A Monreale, tornerà a splendere il “Giardino delle Delizie” del Belvedere

    MONREALE – E’ pronto, ed è già stato trasmesso all’amministrazione cittadina di Monreale, il progetto esecutivo per consolidare il muro di sostegno del belvedere della Villa comunale che, grazie a questo intervento, potrà essere integralmente riaperta al pubblico dopo oltre dieci anni. A redigerlo è stato l’Ufficio speciale di Palazzo Orleans diretto dall’ingegnere Leonardo Santoro. Il Comune potrà adesso inviarlo alla Struttura anti dissesto idrogeologico, guidata dal governatore Nello Musumeci, per ottenere il finanziamento necessario – stimato in due milioni e 900 mila euro – e bandire subito dopo la gara per affidare i lavori.

    «Operando in perfetta sinergia – sottolinea il presidente Musumeci – le nostre due strutture sono ormai arrivate a un passo dal traguardo. In pochi mesi abbiamo superato un’impasse che durava dal 2011, anno in cui una serie di smottamenti provocò il crollo della parete rocciosa che si affaccia sui giardini della Curia arcivescovile, costringendo alla parziale chiusura di questo meraviglioso spazio all’aperto che ogni anno accoglie visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La Regione continua a offrire agli enti locali dell’Isola il supporto indispensabile per potere adeguatamente rispondere alla esigenze e alle aspettative dei cittadini».

    Nel novembre del 2018, le abbondanti piogge causarono anche il cedimento di un pezzo del cordolo in calcestruzzo su cui è ancorata la ringhiera di protezione del parapetto del belvedere. Si rese, dunque, indispensabile chiudere anche una parte del sottostante “Giardino del Seminario” di pertinenza della Curia arcivescovile monrealese. Il progetto, oltre alle opere strutturali di contenimento del terrapieno della Villa comunale, prevede lavori di drenaggio lungo l’intero perimetro e il ripristino e il restauro di tutte le parti danneggiate, a cominciare dai bastioni in pietra. Sarà inoltre realizzato un impianto d’illuminazione esterno per far risaltare, durante le ore serali, gli spazi verdi e le emergenze architettoniche circostanti.

  • Nel 2021 a Palermo punte di 44 gradi, è piovuto per 124 giorni

    Nel 2021 a Palermo punte di 44 gradi, è piovuto per 124 giorni

    Nel Palermitano il giorno più freddo del 2021 è stato il 15 febbraio, con punte di 4,5 °C e il giorno più caldo il 21 giugno, con 43,4 °C. A Palermo si sono registrati 124 giorni di pioggia (+42,5% rispetto al 2020), per complessivi 760,2 mm di pioggia (+29,7% rispetto al 2020)”. Sono alcuni dati del fascicolo di Statistica flash dedicato alle condizioni meteorologiche a Palermo nel 2021, anno caratterizzato da un consistente aumento dei giorni di pioggia rispetto all’anno precedente.

    Relativamente alle temperature, nel confronto con il 2020 non emergono particolari differenze, se non una
    temperatura minima più bassa e una temperatura massima più elevata. In particolare, nel 2021 a Palermo i mesi più freddi sono stati i primi tre: a gennaio la temperatura ha oscillato in media fra 10,9 °C e 17,3 °C; a febbraio fra 10,2 °C e 17,9 °C; a marzo fra 9,6 °C e 16,5 °C. Il giorno più freddo è stato il 15 febbraio, quando il termometro è sceso fino a 4,5 °C.

    I mesi più caldi sono stati luglio e agosto

    A luglio la temperatura ha oscillato in media fra 24,0 °C e 32,2 °C, mentre ad agosto fra 25,6 °C e 34,0 °C. Il giorno più caldo è stato il 21 giugno, quando il termometro ha raggiunto 43,4 °C.

    Anno 2021 è stato molto piovoso

    Nel 2021 si sono registrati 124 giorni di pioggia, il 42,5% in più rispetto agli 87 giorni di pioggia dell’anno
    precedente. Complessivamente sono caduti 760,2 mm di pioggia, il 29,7% in più rispetto ai 586,0 mm del 2020.
    Agosto è stato l’unico mese dell’anno senza giorni di pioggia. Il mese più piovoso in termini di mm di pioggia è stato ottobre, con 19 giorni e 154,4 mm di pioggia, mentre in termini di giorni di pioggia è stato novembre, con 21
    giorni e 131,0 mm. Il giorno con le precipitazioni più abbondanti è stato il 21 marzo, con 32,4 mm di pioggia.

  • La Regione vuole la “Tangenziale di Palermo”, mega opera da un miliardo e mezzo

    La Regione vuole la “Tangenziale di Palermo”, mega opera da un miliardo e mezzo

    La tangenziale di Palermo sogno o realtà? La regione starebbe seriamente iniziando a pensare a un collegamento tra le due estremità di Palermo che possa arrivare a collegare anche i Comuni attorno al Capoluogo, tra cui anche Monreale.

    Il Presidente della Regione nel corso della giornata di ieri ha riunito la giunta per rispolverare il progetto di una sorta di “pedemontana”. La Regione starebbe studiando un collegamento alternativo a Viale Regione Siciliana per collegare l’autostrada Palermo-Catania con la Palermo-Mazara del Vallo senza passare dalla Circonvallazione.

    L’idea è ambiziosa. Intanto, come dice Repubblica, ieri mattina Musumeci e l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone ne hanno discusso con il nuovo amministratore delegato dell’Anas Aldo Isi: il governo punta a inserire l’opera — un bypass di 19 chilometri che vale un miliardo e mezzo — nel nuovo contratto di programma che la Regione e l’Anas sottoscriveranno fra maggio e giugno.

    “Nel confronto con il governo nazionale avviato lo scorso mese di ottobre — dice Falcone — la Regione, con il proprio dipartimento, ha confermato al ministero delle Infrastrutture l’inserimento dell’arteria tra quelle prioritarie per la Sicilia. Del resto, negli archivi dell’Anas dovrebbe giacere già uno studio di fattibilità sull’opera, che andrebbe aggiornato e portato a progetto. Il governo Musumeci farà la sua parte, in tutti i sensi”.

    Per la realizzazione della tangenziale di Palermo venne redatto un progetto preliminare dall’ANAS, che prevedeva un percorso di 19 chilometri con sei svincoli, 9,2 chilometri di gallerie, 3,5 chilometri di viadotti, situato alla base delle montagne che circondano la Conca d’Oro, dall’Ospedale Cervello a Maredolce. L’opera, però, è da sempre contestata dagli ambientalisti, che vedono nell’infrastruttura una colata aggiuntiva di cemento nella Conca d’oro.

  • Ecco l’Ufo di Bolognetta, l’esperto ufologo, “Oggetto non conosciuto”

    Ecco l’Ufo di Bolognetta, l’esperto ufologo, “Oggetto non conosciuto”

    Sta facendo parlare tanto l’Ufo, o meglio, il presunto Ufo di Bolognetta. Il video è apparso durante ItaliaSì, trasmissione di Rai1 condotta da Marco Liorni. Nel corso della puntata il conduttore ha intervistato Alessandro Mangano, che, assieme alla moglie, ha ripreso l’oggetto nei cieli di Bolognetta.

    L’avvistamento e la chiamata all’Aeronautica

    Dopo l’avvistamento ha allertato l’Aeronautica, poi è andato dai Carabinieri di Misilmeri. Durante la trasmissione ha raccontato le fasi dell’avvistamento. “Assieme alla mia compagna abbiamo avvistato questo oggetto volante non identificato che volava in modo strano. È stato avvistato per circa un’ora e mi sono sentito in dovere di allertare le autorità”.

    Uno strano oggetto non meglio identificato

    Uno strano oggetto in cielo quello avvistato a Bolognetta. “L’oggetto non identificato faceva delle curve particolari, aveva una forma particolare che sembrava inizialmente una cometa, poi spariva e riappariva con intensità di luce e forme diverse. Era un fascio d luce che si muoveva nel nostro spazio aereo”, continua così il cuoco. A mettere un altro velo di mistero è Roberto Pinotti del Centro Ufologico Internazionale, secondo cui le traiettorie e “fanno escludere che sia un aereo, un drone o un altro oggetto conosciuto”.

    Indaga il Centro Ufologico Mediterraneo

    Intanto è oramai diventato un tamtam mediatico senza fine. Anche il Centro Ufologico Mediterraneo, ha iniziato le indagini e invierà sul posto dei ricercatori del C.UFO.M. Sicilia, i cui risultati saranno resi pubblici quanto prima. Nel frattempo, continuano le segnalazioni da diverse parti della Sicilia, specie dalla zona di Palermo.

  • Incendiarono Monte Pellegrino, indagati 13 Ultrà del Palermo

    Incendiarono Monte Pellegrino, indagati 13 Ultrà del Palermo

    Le indagini condotte dal Nucleo Operativo Regionale del Corpo Forestale della Regione Siciliana e dal Distaccamento Forestale di Palermo Falde assieme alla DIGOS della Polizia di Stato hanno portato a individuare i responsabili dell’incendio su Monte Pellegrino durante la partita Palermo-Avellino.
    Attualmente risultano indagati 13 tifosi.

    I fatti risalgono a maggio del 2021. La maggior parte di loro, appartenenti verosimilmente al gruppo Ultras Curva Sud, ha precedenti specifici in materia di reati da stadio e alcuni non potevano assistere agli incontri sportivi a causa del Daspo a cui erano sottoposti. Gli indagati avevano deciso di sostenere la loro squadra del cuore accendendo fuochi d’artificio e fumogeni sulla sommità di Monte Pellegrino in zona visibile dallo stadio.

    I festeggiamenti dei 13 ultras del Palermo si sono però trasformati in un incendio che ha lambito alcune abitazioni private e messo a serio rischio i ripetitori delle emittenti radio e televisive che si trovano sul posto. Le fiamme, a causa del forte vento di scirocco, si propagarono rapidamente e ci volle un intero giorno per spegnere e bonificare l’incendio con annesso intervento aereo costato all’erario circa 30 mila euro.

    Oggi ai 13 è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini condotte dagli uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana e dalla Digos, coordinati dalla Procura di Palermo.

  • Operazione antidroga nel Palermitano, 22 indagati  I NOMI

    Operazione antidroga nel Palermitano, 22 indagati I NOMI

    Operazione antidroga a Carini, Palermo, Isola delle Femmine, Capaci, Terrasini, Borgetto, Enna e Finale Emilia (MO). I Carabinieri di Carini hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Palermo, sulla base delle risultanze investigative raccolte nel corso di un’indagine coordinata dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Palermo, nei confronti di 22 soggetti. In 8 in carcere, 9 agli arresti domiciliari, 5 all’obbligo di presentazione alla P.G. Rispondono a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, di spaccio e di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

    I NOMI DEGLI INDAGATI

    Il gip Walter Turturici ha disposto la misura cautelare in carcere per i carinesi Andrea Giambanco, 56 anni, Roberto Mannino, 32 anni, Isidoro Mannino,56 anni, Valentina Mannino, 30 anni, Giuseppe Mannino, 48 anni, Gaspare Abbate, 45 anni, e Giuseppe Anile, 38 anni, e con colo anche Luigi Cracchiolo, 49 anni di Capaci.

    Ai domiciliari sono finiti Seam D’Angelo, 43 anni, e Rosalia Mangione, 38 anni, entrambi di Capaci, Gaspare Impastato, 36 anni di Isola delle Femmine, e i carinesi Rosalia Russo, 39 anni, Vito Cottone, 33 anni, Gianluca Gambino, 25 anni, Piera Abbate, 45 anni, Giovanni Failla, 47 anni e Vito Giambanco, 35 anni.

    Devono presentarsi alla polizia giudiziaria il carinese Maria Cristina Guercio, 52 anni, Maurizio Di Stefano, 44 anni, Michele Cucuzza, 30 anni, e Francesco Mauro, 68 anni, e il palermitano Piero Castrofilippo, 28 anni.

    L’indagine è stata avviata dai Carabinieri di Carini nel luglio 2018 quando ignoti, in due diverse circostanze, ferivano due equini (di cui uno in modo mortale) all’interno di una stalla ubicata in Torretta (PA). L’azione, fin dalle prime ricostruzioni investigative, è parsa subito riconducibile a controversie connesse col traffico di stupefacenti insorte tra soggetti dell’area di Carini. L’attività investigativa condotta ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza circa l’esistenza di due distinti sodalizi criminali, riconducibili ai proprietari dei due equini feriti, dediti alla cessione, acquisto, trasporto, commercio, vendita e illecita detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina, marijuana e hashish nei Comuni di Carini, Isola delle Femmine, Capaci, Cinisi e Terrasini.

  • Undici Comuni in zona arancione, ordinanza di Musumeci

    Undici Comuni in zona arancione, ordinanza di Musumeci

    Ordinanza di Musumeci ordina per altri 11 Comuni siciliani la “zona arancione” da venerdì 21 gennaio sino al 2 febbraio (compreso). Si tratta di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria, in provincia di Ragusa, e di Aragona nell’Agrigentino. Lo dispone l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, su proposta del dipartimento regionale Asoe, per contenere i contagi da Coronavirus. LEGGI QUI: ZONA ARANCIONE IN SICILIA DAL 24 GENNAIO, RISCHIO CONCRETO

    Con la stessa ordinanza è prorogata la “zona arancione” fino a mercoledì 26 gennaio (compreso) nei seguenti territori: nella provincia di Caltanissetta: Caltanissetta, Gela; nella provincia di Agrigento: Canicattì ; nella provincia di Siracusa: Solarino, Augusta, Canicattini Bagni, Avola, Priolo Gargallo, Carlentini, Noto, Francofonte, Palazzolo Acreide, Rosolini, Lentini, Melilli, Siracusa, Pachino, Floridia e Sortino.

    Scendono così a 125 i Comuni per i quali è attualmente disposta la “zona arancione”.

  • Sicilia verso la zona arancione, nuovi posti Covid negli ospedali

    Sicilia verso la zona arancione, nuovi posti Covid negli ospedali

    Il reparto di Pneumologia dell’ospedale Policlinico di Palermo sarà riconvertito in reparto Covid. Dopo Partinico e il Civico, l’assessorato regionale alla Salute trova nuovi posti per fronteggiare i ricoveri. Da ieri, da diversi fronti, arriva la richiesta di nuovi posti letto per allentare la pressione sulle aree di emergenza.

    Intanto la Sicilia naviga di nuovo verso la zona arancione da lunedì 24 gennaio.
    La percentuale di posti occupati da pazienti Covid nei reparti di area non critica sale al 30% in Italia, e in 24 ore cresce in 8 regioni: Calabria (al 43%), Friuli (34%), Lazio (29%), Marche (29%), PA Bolzano (20%), PA Trento (29%), Puglia (23%), Valle d’Aosta (con +5% torna al 57%). Cala in Molise (al 13%) e Umbria (31%). Stabile in Abruzzo (30%), Basilicata (25%), Campania (29%), Emilia Romagna (27%), Liguria (40%), Lombardia (35%), Piemonte (30%), Sardegna (15%), Sicilia (36%), Toscana (26%) e Veneto (26%). Questi i dati Agenas del 18 gennaio. Superano il 30%: Calabria, Friuli, Liguria, Lombardia, Sicilia, Valle d’Aosta, Umbria.

    Costante il monitoraggio dell’Iss e del Ministero della Salute, dal quale poi derivano i provvedimenti per le regioni, sulla base del bollettino del martedì.
    La percentuale di terapie intensiva occupate da pazienti Covid è stabile al 18% in Italia e, in 24 ore, cala in 6 regioni: Calabria (17%), Campania (12%), Marche (23%), Sardegna (13%), Toscana (23%) e Umbria (13%). E’ stabile in Basilicata (3%), Emilia Romagna (17%), Friuli Venezia Giulia (24%), Lazio (22%), Liguria (19%), Lombardia (15%), Molise (3%), Puglia (13%), PA Trento (23%), Sicilia (20%), Val d’Aosta (24%), Veneto (18%). Cresce solo in Abruzzo (al 20%), PA Bolzano (18%) e Piemonte (24%). Questi i dati Agenas del 18 gennaio. Sette sono oltre la soglia del 20% (Friuli, Lazio, Marche, Trento, Toscana, Piemonte, Val d’Aosta).

    Intanto sono 8.133 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 46.517 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 8.606. Il tasso di positività scende al 18,5% ieri era al 20%.

    L’isola è al nono posto per contagi, al primo posto c’è la Lombardia con 37.233 casi, al secondo posto il Veneto con 21.209 casi, al terzo l’Emilia Romagna con 20.650 casi, al quarto la Campania con 17.056 casi, al quinto il Piemonte con 15.733 casi, al sesto il Lazio con 14.534 casi, al settimo la Toscana con 12.564 casi e all’ottavo la Puglia con 9.433 casi.

    Gli attuali positivi sono 190.802 con un aumento di 6.664 casi. I guariti sono 1.426 mentre le vittime sono 43 e portano il totale dei decessi a 8.053.
    La situazione negli ospedaliSul fronte ospedaliero sono 1.556 ricoverati, con 3 casi in meno rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 170, lo stesso numero rispetto a ieri. Sul fronte del contagio nelle singole province Palermo con 2.243 casi, Catania 1.623, Messina 586, Siracusa 935, Trapani 445, Ragusa 896, Caltanissetta 590, Agrigento 632, Enna, 183.

  • A Monreale il Commissario Covid Costa, “Qui mi sento in famiglia”

    A Monreale il Commissario Covid Costa, “Qui mi sento in famiglia”

    MONREALE – Il commissario per l’emergenza covid Renato Costa visita l’Hub vaccinale nella chiesa di San Gaetano a Monreale e vaccina una giornalista. Nella città normanna, da ieri è aperto l’hub vaccinale temporaneo che andrà avanti fino a venerdì. “Venire in un luogo cosi bello e suggestivo come la chiesa di San Gaetano a Monreale è stato davvero emozionante”.

    “Venire in un luogo cosi bello e suggestivo come la chiesa di San Gaetano a Monreale è stato davvero emozionante” è quanto dice il commissario per l’emergenza Covid Renato Costa al suo arrivo all’hub monrealese dove ad attenderlo c’era il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono e i suoi collaboratori.

    ”È stato fatto un lavoro straordinario – ha continuato Costa – indice di un forte legame tra la comunità e l’amministrazione comunale. Al mio arrivo in questo splendido hub ho avuto la sensazione di trovare una famiglia allargata”. “Monreale è uno di quegli esempi – ha concluso il commissario – dove funziona al massimo il rapporto tra l’amministrazione e i cittadini”.

    Il sindaco Alberto Arcidiacono ha ringraziato il commissario Costa e tutti colori che hanno lavorato per queste giornate vaccinali che consentiranno d’innalzare la copertura vaccinale. “Abbiamo fatto di tutto per rassicurare i cittadini cercando di agevolare tutti e assicurare il massimo della copertura vaccinale per tornare presto alla normalità”.  Tra ieri, oggi e venerdì è prevista la somministrazione di 2000 vaccini. Nel corso della mattinata anche il dottore Costa ha vaccinato alcuni cittadini e anche la giornalista Elena Sorci.

  • Scosse di terremoto in Sicilia, tremano le Eolie

    Scosse di terremoto in Sicilia, tremano le Eolie

    Trema la Sicilia nella zona delle Isole Eolie ieri sera è avvenuto un terremoto di magnitudo ML 3.4.
    La scossa alle 19.52 ora italiana. L’evento sismico è stato localizzato dalla sala operativa dell’Ingv di Roma, l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, al largo dell’isola di Alicudi. La scossa per la notevole profondità non ha causato danni.

    Stamattina una seconda scossa nella stessa area alle ore 7:34. Il terremoto è stato di magnitudo ML 2.1.