Categoria: Società

  • Caterina Balivo si trasferisce a Palermo: “Sicilia bedda, tornerò più spesso”

    Caterina Balivo si trasferisce a Palermo: “Sicilia bedda, tornerò più spesso”

    Un weekend a Palermo è stato fatale per Caterina Balivo. La conduttrice televisiva, durante una puntata del suo programma “La volta buona”, ha annunciato che si trasferirà nel capoluogo siciliano. Andrà a vivere in un antico palazzo nel centro storico, cuore pulsante della città che racconta il passato e il presente di Palermo.

    I giorni trascorsi in Sicilia con la famiglia sembrano aver conquistato il cuore della presentatrice Rai. Lo confermano le foto pubblicate sui social dopo la gita palermitana, corredate da una didascalia in cui la Balivo scrive: “Ogni volta che vengo in Sicilia mi riprometto di tornarci più spesso. E giuro che stavolta lo farò: Sicilia bedda”.

    Non è la prima volta che la conduttrice visita la Sicilia. Nel luglio 2020 era stata alle Egadi per il matrimonio della sorella. In inverno anche un tour tra i monumenti e le specialità gastronomiche del centro storico di Palermo, con tappe a Palazzo Abatellis, Palazzo Butera e altri gioielli della città. Ora per la Balivo si apre un nuovo capitolo siciliano.

  • Facebook e Instagram down, hanno buttato fuori tutti gli utenti

    Facebook e Instagram down, hanno buttato fuori tutti gli utenti

    Facebook in down e anche Instagram nel pomeriggio di martedì 5 marzo 2024. A partire dalle 16.20, i social network di Meta è inaccessibile. Il social ha fatto eseguire il logout a tutti i profili. Al momento nessuna comunicazione da Meta, la società che gestisce Facebook e Instagram.

    Tantissimi gli utenti che si sono riversati su altri social come Twitter per denunciare il malfunzionamento di Facebook punto in tanti si chiedono cosa sia successo ai Social di Meta, in attesa di comunicazioni ufficiali.

  • Il Museo di Venezia sbeffeggia il Telamone di Agrigento: la magra figura

    Il Museo di Venezia sbeffeggia il Telamone di Agrigento: la magra figura

    Un post ironico pubblicato sulla pagina Facebook del Museo Archeologico Nazionale di Venezia sta facendo discutere gli appassionati di arte e storia. Nel messaggio, poi rimosso, il museo veneziano metteva a confronto il Telamone di Agrigento, monumentale statua greca risalente al 480 a.C., con la statua romana di Marco Agrippa conservata a Venezia. Del Telamone ne abbiamo parlato qui.

    Il gigantesco Telamone, alto circa 8 metri, è stato recentemente ricomposto e posizionato nella Valle dei Templi di Agrigento a sostegno di ciò che resta del Tempio di Zeus, uno dei più grandi dell’antica Grecia. La statua rappresenta un custode simbolico del sito archeologico siciliano, candidato a Capitale Italiana della Cultura 2025.

    Nel discusso post social, il Museo di Venezia ipotizzava in tono faceto un confronto impari tra le due statue, invitando ironicamente il pubblico ad ammirare ad Agrigento “un Telamone” contro la ben più imponente statua di Marco Agrippa conservata nel capoluogo veneto.

    La provocazione social non è piaciuta a molti utenti, che hanno criticato l’uscita infelice del museo veneziano, giudicandola irrispettosa nei confronti di un’opera fondamentale della Magna Grecia. Tra le reazioni più dure, quella dell’architetto Francesco Ferla, che in una lettera al direttore del museo ha biasimato il tono poco consono al ruolo istituzionale della pagina social.

    Il post sui Telamoni si inserisce in una strategia social più ampia del Museo Archeologico di Venezia, volta ad accrescere in modo non convenzionale l’engagement del pubblico più giovane. Per molti il tentativo è però risultato fuori luogo e riduttivo nei confronti di un capolavoro come il colosso di Agrigento.

    La polemica riaccende il dibattito sull’utilizzo dei social media da parte dei musei e delle istituzioni culturali. Se da un lato i toni provocatori e l’ironia possono attirare l’attenzione di nuovo pubblico, dall’altro c’è il rischio di banalizzare il patrimonio storico-artistico. Soprattutto quando si mettono a confronto due contesti molto diversi tra loro, rischiando di sminuire il valore dell’uno o dell’altro. Il Telamone di Agrigento, ricomposto da vari frammenti originali, resta un simbolo imponente della civiltà greca in Sicilia. Sorgeva a sostegno del Tempio di Zeus, una struttura gigantesca che rivaleggiava con l’Acropoli di Atene.

    La statua riemerge oggi come custode silenzioso di un sito di importanza globale, la cui valorizzazione è al centro del programma di Agrigento 2025. Le polemiche virtuali non scalfiscono il suo inestimabile valore storico-artistico.

  • Alla Valle dei Templi è boom di visitatori

    Alla Valle dei Templi è boom di visitatori

    Sfiorati i 12 mila visitatori nel parco della Valle dei Templi di Agrigento nel fine settimana appena trascorso, con oltre novemila visitatori nella sola giornata di domenica 3 marzo. L’incremento rispetto allo stesso periodo del 2023 è stato del 25 per cento .

    «Il numero di visitatori in questo week end – ha commentato l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – ha superato le nostre aspettative, confermando il potere attrattivo del telamone. I dati confermano il nostro impegno e testimoniano la rilevanza di questa straordinaria opera».

    Tantissime le famiglie che hanno raggiunto la Valle, i turisti e i curiosi e tanti bambini che hanno riempito il laboratorio dedicato al telamone. La statua è stata svelata giovedì scorso alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

  • La statua della dea della caccia ritrova dimora al Museo Salinas di Palermo

    La statua della dea della caccia ritrova dimora al Museo Salinas di Palermo

    La statua in marmo di Diana cacciatrice che abbelliva uno dei viali del Real Parco della Favorita di Palermo, istituito come riserva di caccia dai sovrani borbonici nel 1799, trova casa all’interno del Museo archeologico regionale Antonino Salinas, dove sarà restaurata e custodita.

    L’opera è stata presenta al pubblico questa mattina nella sede del Salinas. Presenti l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, il direttore del museo Caterina Greco, il comandante militare dell’esercito in Sicilia, generale di divisione Maurizio Scardino, e il capitano di vascello Tiziano Garrapa, in rappresentanza del comandante marittimo Sicilia contrammiraglio Andrea Cottini.

    L’opera, su segnalazione del Comune di Palermo, fu identificata nel 2003 dal Comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Palermo all’interno dell’area ex depositi combustibili della Marina militare. Sin da allora si constatò la necessità di trasferirla al Museo Salinas per preservarne la conservazione e garantirne la tutela.

    Tuttavia, solo dalla fine del 2022 si è attivata una proficua sinergia tra il Salinas, il Comando marittimo Sicilia, la Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo, il Comando esercito Sicilia e l’associazione Rangers d’Italia (ente gestore della riserva naturale orientata di Monte Pellegrino). Questa collaborazione, con l’impegno dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana che ha stanziato le somme per effettuare il trasporto al museo, ha determinato la cessione gratuita dell’opera al Salinas da parte del ministero della Difesa. Sarà possibile così la riunificazione in un’unica sezione, nell’ambito dei lavori per il nuovo allestimento del primo e del secondo piano della struttura espositiva palermitana, di tutti i materiali archeologici pertinenti alle donazioni borboniche degli inizi dell’Ottocento.

    «Il recupero della statua di Diana cacciatrice – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – rappresenta un felice momento di cooperazione tra varie istituzioni. A questa efficace collaborazione si aggiunge l’apporto del mecenatismo privato, poiché i marchesi Annibale e Marida Berlingieri, ben noti nel capoluogo siciliano per le loro molteplici attività di valorizzazione e di salvaguardia del patrimonio culturale, hanno deciso di finanziare il restauro dell’opera che sarà affidata alle cure del professore Franco Fazzio».

    Di età romana imperiale e di pregevole fattura, la scultura risale al II secolo d.C. e si identifica con la dea della caccia per la presenza della faretra sulle spalle e per il cane al suo fianco. Esemplari simili sono conservati al Museo capitolino di Roma e al Louvre di Parigi. La preziosa scultura – sottolinea il direttore del Salinas, Caterina Greco – si ricongiunge così a una statua di Menade della stessa collezione Farnese, anch’essa nel passato collocata nel Real Parco della Favorita e oggi ospitata dal nostro museo. Entrambe le opere facevano originariamente parte della collezione di famiglia esposta a Palazzo Farnese a Roma. Nella seconda metà del diciottesimo secolo pervennero, per successione dinastica, ai Borbone di Napoli e vennero esposte nel Real museo della città partenopea, per essere poi trasferite definitivamente a Palermo che, nel 1816, divenne per un breve periodo capitale del Regno borbonico delle Due Sicilie».

  • Ad Agrigento svelato il telamone del tempio di Zeus, la statua è colossale

    Ad Agrigento svelato il telamone del tempio di Zeus, la statua è colossale

    Dopo venti anni di studi, ricerche e restauri il “gigante di pietra” dell’antica Akragas si è rialzato. Il “telamone”, una delle colossali statue antropomorfe che sostenevano l’architrave del tempio di Zeus Olimpio, l’Olympieion, simbolo della Valle dei templi, è stato riportato in posizione eretta.

    Stamattina la cerimonia di presentazione del telamone ricostruito con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi, Roberto Sciarratta, il sindaco di Agrigento, Francesco Micciché, il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, il curatore del progetto di musealizzazione, Carmelo Bennardo, e l’esperto scientifico del progetto, Alessandro Carlino. La statua, alta quasi 8 metri, è sostenuta da una struttura in acciaio di 12 metri alla quale sono ancorate delle mensole dove sono collocati i singoli pezzi del monumento riassemblato.

    «Oggi – dice il presidente Renato Schifani – è un giorno importante per Agrigento e per tutta la Sicilia. Certifica la grande attenzione del governo regionale per la tutela e la valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico e culturale che la nostra Isola custodisce. Il telamone, che oggi consegniamo alla collettività nella sua straordinaria imponenza, rappresenta uno dei migliori biglietti da visita di Agrigento Capitale della cultura. Questo gigante di pietra dell’antica Akragas, che dopo tanti anni di studi e ricerche possiamo osservare nella sua posizione naturale, è il cuore di un importante progetto di musealizzazione dell’intera area del tempio di Zeus».

    «Tuttavia – sottolinea il presidente della Regione Siciliana – la giornata di oggi non va intesa come punto di arrivo, ma deve servire da stimolo a tutti gli addetti ai lavori, per fare di più e meglio. Occorre migliorare la capacità attrattiva e la fruizione del nostro inestimabile patrimonio culturale. Nonostante i dati sul turismo del 2022 e del 2023 ci dicano che la Sicilia è una delle mete turistiche più gettonate, il rapporto tra patrimonio culturale e flussi turistici non è ancora, a mio avviso, soddisfacente. Si può fare di più e meglio. Dobbiamo migliorare i servizi di accoglienza, soprattutto per le persone con disabilità, dobbiamo aumentare la capacità ricettiva nei confronti dei turisti stranieri, occorre lavorare per rendere attrattivi i nostri gioielli 365 giorni all’anno, nell’ottica di processo di destagionalizzazione dei flussi turistici».

    «Il telamone – osserva l’assessore regionale ai Beni culturali, Scarpinato – diventerà uno dei punti di attrazione della Valle dei templi, un nuovo ambasciatore internazionale di un sito archeologico unico al mondo che, proprio lo scorso novembre, ha superato il milione di visitatori in un anno. Grazie a un progetto di valorizzazione che include visite guidate, un progetto di realtà aumentata e anche una particolare illuminazione per favorire le visite notturne, potremo far conoscere questa imponente opera alla comunità internazionale».

    L’intero progetto di musealizzazione dell’area dell’Olympieion, che finora è costato 500 mila euro di fondi del Parco, include la prossima ricostruzione a terra di una parte della trabeazione e della cornice del tempio, in modo rendere un’idea più concreta delle dimensioni colossali e dell’unicità del monumento ma, nello stesso tempo, proteggere i reperti.

    Nel 2004, il Parco della Valle dei templi ha avviato un’estesa campagna di studi e ricerche sull’Olympieion affidata all’Istituto archeologico germanico di Roma (Dai Rome) e guidata da Heinz-Jürgen Beste. Lo studio, oltre a nuove conoscenze sul monumento, ha portato alla precisa catalogazione degli elementi ancora in situ. Sono stati così individuati più di 90 frammenti che appartenevano ad almeno otto diversi telamoni e, di uno di essi, si conservavano circa i due terzi degli elementi originari che lo componevano. Questo nucleo omogeneo di blocchi è stato utilizzato per la ricostruzione del telamone, “fratello” di quello già ricostruito a fine Ottocento, ospitato al Museo archeologico “Pietro Griffo” dove è tuttora. Il curatore del progetto è l’architetto Carmelo Bennardo, attuale direttore del Parco archeologico di Siracusa, mentre l’esperto scientifico è l’architetto Alessandro Carlino.

    «Il lavoro che abbiamo condotto sul telamone e sull’intera area dell’Olympeion – dice Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei templi – risponde perfettamente alla nostra mission di tutela e valorizzazione della Valle dei templi, insieme all’identificazione, alla conservazione, agli studi, alla ricerca e alla promozione di ogni intervento che porti lo sviluppo di risorse del territorio. Sin dal 2019, da quando sono alla guida del Parco, ho fatto mio il progetto del precedente direttore Pietro Meli, ma ho anche risposto al grande fascino esercitato da questi colossi di pietra, dal tempo antico ad oggi».

  • A Monreale è rinato il Cine-teatro Imperia: ecco il programma completo

    A Monreale è rinato il Cine-teatro Imperia: ecco il programma completo

    Il Cine Teatro Imperia di Monreale è pronto a inaugurare la sua nuova stagione artistica 2024, ricca di eventi imperdibili per gli amanti di teatro, musica e cinema. Dopo un lungo periodo di chiusura, l’amministrazione comunale ha voluto dare un forte segnale culturale curando un ricco calendario di appuntamenti.

    Si partirà l’8 marzo 2024 con lo spettacolo di Toti e Totino “Sicilianamente Vostri”, per concludersi il 1° giugno con il concerto della banda musicale “Fiati della Normanna”. Nel mezzo, tre mesi densi di eventi che consentiranno di vivere il Cineteatro Imperia 7 giorni su 7, dal martedì alla domenica.

    Il direttore artistico Paolo La Bruna ha suddiviso il calendario in 4 sezioni tematiche: Teatro Comico, Musica, Teatro e Cinema. Il Teatro Comico vedrà esibirsi alcuni tra i più noti comici siciliani, come Toti e Totino, Mary Cipolla, Antonio Pandolfo, Marco Manera, Ernesto Maria Ponte, Sergio Vespertino, Mago Plip e Stefano Piazza.

    Per quanto riguarda la Musica, elaborata dal Maestro Giovanni Vaglica, si alterneranno artisti di fama nazionale e internazionale: inaugurerà il duo pianistico Silvia Vaglica e Giuseppe Grippi accompagnati dalla Massimo Youth Orchestra diretta da Miche De Luca; seguiranno il tenore Alberto Profeta, il duo Pierpaolo Petta e Manuela Quadrante, il soprano L. Giordano con il pianista S. Scinaldi, l’Ensemble Divino Amore e il violinista R. Nicoletti con il pianista A. Badamo.

    Ampio spazio anche agli artisti locali nella sezione Teatro, con il puparo Enzo Mancuso, l’attore Salvo Piparo, le compagnie teatrali Il Tritone, Sicily Music Academy, La Compagnia in Valigia, La Compagnia delle Fiabe, il musicista Mimmo La Mantia, il collettivo Crisi Collettiva, l’associazione TE.MA e gli spettacoli di Roberto Spicuzza, Maria Modica, Romina Lo Piccolo e della Proloco di Monreale.

    Infine il Cinema, con due rassegne settimanali in collaborazione con il Cinema Marconi Multisala: il martedì e giovedì verranno proiettati film di recente uscita nelle sale, mentre il mercoledì è dedicato ai bambini e alle famiglie.

    Il Sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono ha così commentato l’iniziativa: “L’inaugurazione della nuova stagione artistica del Cine Teatro Imperia rappresenta un momento di grande gioia e orgoglio per la nostra città. Dopo un lungo periodo di chiusura, abbiamo voluto dare un forte segnale culturale con una stagione di alto livello. Sono sicuro che il Cineteatro saprà conquistare il cuore di tutti i monrealesi, diventando un punto di riferimento per la cultura e l’intrattenimento”.

    Sulla stessa lunghezza d’onda gli assessori Fabrizio Lo Verso (Spettacolo) e Letizia Sardisco (UNESCO): “Questa prima Stagione 2024 ci consentirà di valutare le potenzialità della struttura. Siamo riusciti a creare un cartellone di tutto rispetto, con grandi nomi ma lasciando spazio anche alle realtà artistiche locali, per realizzare il sogno di esibirsi al Cineteatro Imperia”.

    Molto soddisfatto anche il direttore artistico Paolo La Bruna: “Sono grato all’Amministrazione per avermi affidato il compito di costruire questa prima stagione del rinnovato Cineteatro Imperia. Sarà un viaggio emozionante e coinvolgente, capace di intercettare pubblici eterogenei, dai bambini agli adulti”.

    Dello stesso avviso il Maestro Giovanni Vaglica, curatore della sezione musicale: “Non poteva mancare una ricca programmazione musicale in questo importante luogo di cultura. I sette concerti spazieranno tra generi, contenuti e interpretazioni diversi, arrivando anche a proporre letture storicamente informate per alcuni ensemble”.

    La campagna abbonamenti partirà nei prossimi giorni: sarà possibile sottoscrivere un abbonamento per l’intera stagione o solo per una delle quattro sezioni, acquistando i ticket direttamente sulla piattaforma Vivaticket.

    I biglietti per i singoli eventi saranno disponibili dall’8 marzo su Vivaticket e al botteghino del Teatro (aperto tutte le mattine presso la Biblioteca Santa Caterina) o direttamente la sera degli spettacoli.

    Insomma, tanti ottimi motivi per scoprire o riscoprire il rinnovato Cine Teatro Imperia e lasciarsi conquistare dalle sue proposte artistiche. Appuntamento dall’8 marzo per inaugurare insieme questa nuova stagione di cultura e spettacolo nel cuore di Monreale.

  • Nonno Antonio compie 100 anni ed è festa a Piana degli Albanesi

    Nonno Antonio compie 100 anni ed è festa a Piana degli Albanesi

    Grande festa per tutta la comunità di Piana degli Albanesi per il traguardo dei 100 anni di Antonino Paladino. Il Circondato dall’affetto dei suoi cari degli amici e la famiglia al completo che gli hanno organizzato una magnifica festa per l’occasione.

    Lavoratore instancabile come nella tradizione degli uomini Arbëreshe, ha dedicato parte della sua vita fuori dalla terra natia, ritornando con spirito di servizio e dedizione per l’amore verso la famiglia e la comunità.

    “È sempre un piacere potere rivolgere i migliori auguri a nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la cittadinanza di Piana degli Albanesi, al nostro concittadino Antonino Paladino, per il raggiunto traguardo di 100 anni di storie umane, aneddoti storici e successi familiari e personali, guidati da sani principi e forti valori come nella nostra tradizione Arbëreshe” ha dichiarato il Sindaco Rosario Petta.

  • Resti incantato dalla bellezza surreale, la spiaggia dei Conigli è tra le 25 più belle al mondo

    Resti incantato dalla bellezza surreale, la spiaggia dei Conigli è tra le 25 più belle al mondo

    La spiaggia dei Conigli di Lampedusa tra le 25 più belle al mondo secondo TripAdvisor. La celeberrima spiaggia sull’isola di Lampedusa si conferma una delle mete balneari più apprezzate al mondo, conquistando la medaglia d’argento nella classifica delle 25 spiagge più belle del pianeta stilata da TripAdvisor.

    Con i suoi scenari da cartolina, la Spiaggia dei Conigli è l’unica spiaggia italiana presente nella speciale classifica basata sulle recensioni e le valutazioni di milioni di utenti della famosa piattaforma di viaggi.

    La spiaggia lampedusana occupa così una posizione di grandissimo prestigio, preceduta solo dalla portoghese Praia da Falesia e seguita da famose località balneari come La Concha Beach in Spagna, Ka’anapali Beach alle Hawaii e Grace Bay Beach nei Caraibi.

    La Spiaggia dei Conigli viene descritta da TripAdvisor come “incredibili acque blu e sabbia bianca” che “fanno da sfondo alla spiaggia tranquilla, perfetta per rilassarsi, prendere il sole e nuotare”. Viene inoltre evidenziata la possibilità di ammirare molta fauna marina e avvistare animali selvatici sulla riva. Il parcheggio gratuito e la facile accessibilità con i mezzi pubblici rendono questo angolo di paradiso alla portata di tutti.

    E in effetti, chi visita la Spiaggia dei Conigli rimane incantato dalla bellezza surreale di questo tratto di costa lambito da un mare cristallino dalle mille sfumature di blu. La sabbia è finissima e bianchissima, la vegetazione rigogliosa. Un vero e proprio paradiso terrestre dove regnano pace, silenzio e un’atmosfera fuori dal tempo. Una perla di rara bellezza che da sola vale il viaggio a Lampedusa.

    Meritato dunque questo riconoscimento da parte della community di viaggiatori di TripAdvisor, che vede la Spiaggia dei Conigli competere alla pari con alcune delle più rinomate spiagge del globo. Un motivo di orgoglio per l’Italia e per la splendida isola di Lampedusa, che può vantare uno dei litorali più belli al mondo, un autentico paradiso che incanta e strega i suoi visitatori.

    Di seguito la classifica delle migliori spiagge al mondo secondo gli utenti di Tripadvisor

    Praia da Falesia (Portogallo)
    Spiaggia dei Conigli (Italia)
    La Concha Beach (Spagna)
    Ka’anapali Beach (Hawaii)
    Grace Bay Beach (Caraibi)
    Anse Lazio (Seychelles)
    Manley Beach (Australia)
    Eagle Beach (Caraibi)
    Siesta Beach (Stati Uniti)
    Varadero Beach (Cuba)
    Playa Pilar (Cuba)
    Balandra Beach (Messico)
    Reynisfjara Beach (Islanda)
    Poipu Beach Park (Hawaii)
    Seven Mile Beach (Isole Cayman)
    Playa de Las Canteras (Spagna)
    Ipanema Beach (Brasile)
    Playa Manuel Antonio (Costa Rica)
    Falassarna Beach (Grecia)
    Nungwi Beach (Tanzania)
    Kelingking Beach (Indonesia)
    Nissi Beach (Cipro)
    Myrtos Beach (Grecia)
    Playa Norte (Messico)
    Muro Alto Beach (Brasile)

  • Scoperta a Palermo una rarissima incisione di Santa Rosalia del 1629 su disegno Van Dick

    Scoperta a Palermo una rarissima incisione di Santa Rosalia del 1629 su disegno Van Dick

    Un rarissimo esemplare della raccolta di incisioni realizzate nel 1629 da Philips de Mallery su disegni di Antoon van Dyck, che ha per soggetto Santa Rosalia è stato ritrovato a Palermo nella Biblioteca di Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia.

    Intitolata S. Rosaliae Virginis Panormitanae Pestis Patronæ iconibus expressa, incisore Cornelius Galle, Antwerp (Anversa), l’incisione è stata individuata nel fondo di libri antichi custodito nella Biblioteca del Palazzo dai professori Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre.

    Si trovava, spiegano all’ANSA i ricercatori, all’interno della quinta edizione del 1708 della raccolta di preghiere dedicate a Santa Rosalia “Corona di rose e gigli intrecciata di varie Divozioni da offerirsi alla Gloriosissima Romitella S.
    Rosalia Vergine Palermitana” del Padre Gesuita Domenico Stanislao Alberti, dove era stato rilegato nel tempo insieme al volumetto dell’Alberti.

    “Un ritrovamento che rappresenta un eccezionale arricchimento alla nostra comprensione dell’iconografia di Santa Rosalia e testimonia il costante impegno della Fondazione Sicilia nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio culturale siciliano”, commenta il presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore, sottolineando che si tratta di una “individuazione assolutamente eccezionale che restituisce alla storia dell’arte un vero e proprio tesoro nascosto”. L’edizione, che si aggiunge ai due altri esemplari finora conosciuti nella Bodleian Library di Oxford e nella Landesbibliothek di Oldenburg, è stata individuata da Di Natale e Intorre durante le ricerche scientifiche propedeutiche alla realizzazione della mostra “Le Estasi di Santa Rosalia”, allestita dal 24 febbraio al 19 maggio, nella Pinacoteca di Villa Zito.

    La scoperta verrà illustrata domani, a Villa Zito, alle 10.30 nella conferenza stampa di presentazione della rassegna. “Le estasi di Santa Rosalia”, con la direzione artistica di Laura Barreca, avvia una serie di iniziative di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale che la Fondazione Sicilia ha in programma nel corso del 2024 nelle due sedi della Pinacoteca di Villa Zito e Palazzo Branciforte.