Categoria: Cronaca

  • La Sicilia corre verso l’arancione, boom da Monreale a Misilmeri dopo i cenoni

    La Sicilia corre verso l’arancione, boom da Monreale a Misilmeri dopo i cenoni

    A Monreale sfiorano i 200 a Misilmeri i 150. Sono i cittadini contagiati dalla variante Omicron che sta dando filo da torcere alla tenuta delle aziende sanitarie costrette a un lavoro sovrumano. Intanto dall’Ordine dei medici giunge l’allarme. “È a rischio la tenuta sociale”. Intanto  nuovo record in Sicilia: 6.415 nuovi casi Covid in un giorno, 40 morti e più di mille ricoverati in corsia.
    La Sicilia rischia la zona arancione dal 17 gennaio, nella migliore delle ipotesi dal 24. “Con questi numeri sarà inevitabile”, ammette il governatore Musumeci. È corsa al tampone dopo i cenoni di Capodanno: quasi 60mila in un giorno.

    A Monreale sfiorati i 200 casi

    Nei Comuni del Palermitano sono in forte aumento i nuovi casi anche se quelli gravi sono relativamente inferiori rispetto a un anno fa. Merito certamente dei vaccini e della varianta Omicron che sembra essere meno aggressiva. A Monreale, per esempio, su circa 200 cittadini, solo 4 presentano sintomi gravi tali da essere necessario il ricovero in ospedale. Si tratta per lo più di non vaccinati, come conferma il sindaco Arcidiacono. Un dato significativo è quello relativo all’incidenza dei positivi su tutta la popolazione di Monreale. Si attesta al di sotto del 5%, nettamente inferiore alla percentuale dei positivi di tutta la provincia di Palermo che è dell’8,33% (il dato ufficiale d’ieri riporta 101.182 contagi). “Rispetto ai comuni con la stessa dimensione – sottolinea infatti il primo cittadino – siamo abbastanza sotto perchè abbiamo un’importante percentuale di vaccinati”.

    A Misilmeri 147

    Anche a Misilmeri peggiora la situazione. “Secondo quanto comunicato dalla direzione generale dell’ASP i nuovi positivi accertati con esito di tampone sono 43, alla data di oggi il totale dei positivi misilmeresi è di 157. I numeri dei contagiati sono purtroppo in risalita”. Questo dice il sindaco Rizzolo.

    A Carini il sindaco chiede screening di massa

    Ma preoccupa la situazione anche a Carini. Visto il costante e preoccupante incremento dei contagiati dalla variante Omicron “non può non destare la Mia preoccupazione di Sindaco e di Autorità Sanitaria della mia Comunità”, dice il sindaco Monteleone in una nota all’Asp di Palermo e alla Regione Siciliana. Il primo cittadino ha chiesto “l’attivazione di uno Screening di Massa per i Cittadini di Carini e dei Comuni appartenenti a questo distretto sanitario con priorità agli alunni e operatori scolatici, vista l’imminenza della ripresa dell’attività didattica post festività natalizie”.

    L’allarme dei Medici

    “Il peggio è arrivato, bisogna agire in fretta. La tenuta sociale sta già crollando per l’aumento rapidissimo del numero dei ricoveri e l’escalation di aggressioni contro i sanitari, anche solo verbali e non denunciate. Non manca giorno che all’Ordine dei medici non arrivino segnalazioni di pazienti esasperati e violenti. Siamo disponibili a trovare insieme soluzioni”. Così il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, componente del direttivo Fnomceo, all’assessore regionale della Salute Ruggero Razza.

    Ospedali presi d’assalto

    “Ospedali, pronto soccorso, medici di famiglia sono presi d’assalto per la paura del contagio – spiega Amato -. L’epidemia dilaga, ma la già modesta schiera di sanitari si assottiglia sempre di più. D’altra parte, se alla storica inadeguatezza del numero di medici in Sicilia, aggiungiamo l’assenza di circa 2000 medici e odontoiatri non vaccinati (rilevati da una prima stima sommaria dalla nuova piattaforma ministeriale), oltre ai positivi e in quarantena e ai 2500 professionisti che non hanno ricevuto la terza dose booster del vaccino anti-Covid (anche se oltre la metà si sono vaccinati nell’ultima settimana), è facile comprendere la condizione di stress e di paura di tutti i sanitari”. “Una situazione rovente” dice il presidente Amato, che oggi pesa in modo drammatico anche sui medici di famiglia costretti da un’ordinanza regionale “temporanea”, ma appena rinnovata, a districarsi tra i mille adempimenti burocratici per segnalare i pazienti Covid, sottraendo tempo ed energia alla cura dei pazienti, soprattutto quelli con patologie acute.

  • L’incidente e il ricovero, dolore e sconforto per la morte di Nunzio Chisari

    L’incidente e il ricovero, dolore e sconforto per la morte di Nunzio Chisari

    Ore drammatiche in Sicilia per la morte del 50enne Nunzio Chisari, di Mascali. L’uomo è morto dopo un incidente mentre era in sella alla sua bicicletta. La tragedia è avvenuta sui Nebrodi. L’uomo è spirato ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale Papardo di Messina. I medici hanno fatto di tutto per salvare la vita di Chisari ma erano troppo gravi i traumi e le ferite rimediate nell’incidente. Dopo 8 giorni il suo corpo non ha più retto alle sofferenze e l’uomo è morto.

    Il tragico incidente in montagna è avvenuto a causa di una caduta nel bosco di Malabotta. Nunzio era un grande appassionato di sport all’aria aperta e la bicicletta era una grande compagna di avventure per i monti siciliani. I familiari dell’uomo avevano lanciato l’allarme non vedendolo tornare ancora a casa.

    Immediate sono scattate le operazioni di soccorso ma di Chisari non era stata trovata traccia il giorno di Natale. Solo all’indomani le squadre dei tecnici della stazione Etna Nord del soccorso alpino e speleologico siciliano, dei militari del Sagf del comando provinciale di Catania della guardia di finanza e dei volontari dei vigili del fuoco dei distaccamenti del territorio hanno trovato l’uomo riverso a terra e privo di coscienza anche se ancora vivo. E’ stato subito recuperato e trasferito in fin di vita con l’elisoccorso. Ieri però il suo cuore ha smesso di battere nonostante l’impegno dell’equipe medica del nosocomio messinese.

  • Le Meraviglie di Alberto Angela su Rai1, stasera Siracusa raccontata da Ficarra e Picone

    Le Meraviglie di Alberto Angela su Rai1, stasera Siracusa raccontata da Ficarra e Picone

    Questa stasera su rai1 torna Meraviglie, il programma di Alberto Angela, che viaggia tra le meraviglie della Sicilia e dell’Italia intera. La trasmissione che va in onda su Rai1 in prima serata racconterà anche Siracusa con due ospiti inusuali e d’eccezione.

    Ficarra e Picone ospiti della puntata

    L’ultima tappa della puntata sarà infatti in Sicilia, nelle magnifiche atmosfere di Siracusa. Si comincerà da Ortigia, l’isola su cui sbarcarono i greci che fondarono la città nel 733 a.C., per poi ammirare il Duomo che unisce bellezze antiche e settecentesche. “Indagheremo sul mito di Aretusa e ci inoltreremo nel parco archeologico: dall’Orecchio, nome dato da Caravaggio, di Dionisio alle Latomie del Paradiso, enormi grotte scavate nei secoli. Un luogo di grande suggestione che nasconde dolore e rivela bellezza. Ospiti d’eccezione per raccontare i propri ricordi in queste terre di Sicilia saranno i comici Ficarra e Picone”. Questo l’annuncio del divulgatore scientifico molto apprezzato dal pubblico.

    Un nuovo viaggio tra le Meraviglie italiane

    “Attraverso le immagini e il racconto, scoprirete quante differenti realtà e meravigliose risorse costituiscano la vera anima dell’Italia in ogni luogo. Non mi stancherò mai di ripeterlo, la nostra nazione, infatti, ha la più grande “Biodiversità Culturale” al mondo. E questa incredibile ricchezza e varietà, frutto di 3000 anni di civiltà che si sono susseguite sulla penisola, ha plasmato il nostro modo attuale di vivere e concepire la vita. In una parola, il nostro patrimonio storico artistico e naturalistico costituisce la nostra vera identità nazionale. Non dobbiamo scordarlo mai. E ne dobbiamo essere orgogliosi. Perché nessuno al mondo ha la fortuna di avere questa ricchezza culturale alle spalle”.

    “D’altra parte, ce ne rendiamo conto anche noi spostandoci per lavoro o turismo in Italia. Qualsiasi luogo, dalle città ai piccoli borghi, dalle montagne ai mari, custodisce storie e tradizioni immense (comprese quelle culinarie): non esiste regione che non vanti una particolarità o un tesoro da scoprire”. “Lo scopo del programma Meraviglie è proprio questo. Far vedere la coralità di questa struggente bellezza. Per questo mi piace pensare all’Italia come ad un’orchestra: è composta da tanti strumenti che, presi ad uno ad uno, sono di certo unici e melodiosi, ma uniti si collegano con una armonia perfetta, suonando la Sinfonia della nostra cultura. I cui compositori sono le 100 e più generazioni che ci hanno preceduto”.

  • Nuovo boom di positivi, in Sicilia sono 6.415 e oltre 1.100 nel Palermitano

    Nuovo boom di positivi, in Sicilia sono 6.415 e oltre 1.100 nel Palermitano

    Sono 6.415 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 59.829 tamponi processati nei laboratori siciliani. Ieri i nuovi casi sono stati 3.384. Il tasso di positività scende all’11% ieri era al 17%.

    I siciliani contagiati sono 50.922

    L’isola è al ottavo posto per contagi, al primo posto c’è la Lombardia con 50.104 casi, al secondo posto il Piemonte 20.453, al terzo la Toscana con 18.868, al quarto il Veneto con 16.602, al quinto la Campania con 12.058 casi, al sesto il Lazio con 9.377 e al settimo l’Emilia Romagna con 8.773 casi. Gli attuali positivi siciliani sono 50.922 con un aumento di 5.542 casi. I guariti sono 833 mentre le vittime sono 40 e portano il totale dei decessi a 7.583.

    Sul fronte ospedaliero sono 1007 ricoverati, con 89 casi in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 114, due casi in più rispetto a ieri. Nelle singole province la situazione vede Palermo con 1100 casi, Catania 1087, Messina 1222, Siracusa 227, Trapani 495, Ragusa 642, Caltanissetta 415, Agrigento 746, Enna, 481.

    L’isola verso la zona arancione

    La Sicilia rischia la zona arancione dal 31 gennaio. Il rischio è concreto per l’isola, come ha paventato oggi Musumeci. “Siamo appena entrati in zona gialla. I numeri stanno crescendo, lanciamo appelli al rispetto delle norme cosi evitiamo di andare in zona rossa”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, oggi in conferenza stampa.

    E la scuola riapre il 10 gennaio

    La riapertura delle scuole in Sicilia, dopo la pausa delle festività di fine anno, è fissata al 10 gennaio 2022. Lo ha deciso, d’intesa con il presidente della Regione Nello Musumeci e con il Dasoe dell’assessorato alla Salute, l’assessorato all’Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana. “Abbiamo preso questa decisione – spiega l’assessore Roberto Lagalla – in seguito all’odierna riunione della Conferenza delle Regioni, in esito alla quale è emersa l’esigenza di acquisire uno specifico parere del Cts nazionale che, in relazione all’andamento della pandemia, sia in condizione di escludere una possibile ed eventuale ricaduta negativa sulla riapertura degli istituti scolastici”

  • Rischio contagi, in Sicilia la scuola riaprirà il 10 gennaio

    Rischio contagi, in Sicilia la scuola riaprirà il 10 gennaio

    La riapertura delle scuole in Sicilia, dopo la pausa delle festività di fine anno, è fissata al 10 gennaio 2022. Lo ha deciso, d’intesa con il presidente della Regione Nello Musumeci e con il Dasoe dell’assessorato alla Salute, l’assessorato all’Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana, in variazione a quanto previsto dal decreto assessoriale n.1187 del 5 luglio 2021.

    «Abbiamo preso questa decisione – spiega l’assessore Roberto Lagalla – in seguito all’odierna riunione della Conferenza delle Regioni, in esito alla quale è emersa l’esigenza di acquisire uno specifico parere del Cts nazionale che, in relazione all’andamento della pandemia, sia in condizione di escludere una possibile ed eventuale ricaduta negativa sulla riapertura degli istituti scolastici”.

    “Alla luce dell’attuale quadro epidemiologico – aggiunge Lagalla – durante la riunione è stata fatta presente anche l’esigenza di una revisione delle procedure di tracciamento dei contatti scolastici, con particolare riferimento alle modalità di esecuzione dei controlli sanitari e di gestione delle quarantene. La Regione Siciliana, nel condividere la posizione dei rappresentanti regionali e in attesa del parere richiesto al Cts, ha perciò ritenuto di uniformare il proprio calendario didattico a quello delle altre regioni italiane». Il provvedimento riguarda, in Sicilia, le scuole di ogni ordine e grado, i corsi di formazione professionale in obbligo scolastico e le Fondazioni Its.

  • Cresce l’aeroporto di Trapani, nel 2021 oltre 427mila passeggeri

    Cresce l’aeroporto di Trapani, nel 2021 oltre 427mila passeggeri

    Per la prima volta, dal 2013, il numero dei passeggeri dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, ricomincia a crescere, invertendo la tendenza negativa e in controtendenza con gli scali nazionali. Nel 2021, si registra una crescita del traffico del +131% rispetto al 2020 e del +4% rispetto al 2019. I dati statistici aggiornati a dicembre vedono 44.485 passeggeri e 535 movimenti e l’anno 2021 si chiude con 427.803 passeggeri e 6.064 movimenti.

    Al Vincenzo Florio riprende, anche il traffico internazionale. Sono 56.894 i passeggeri nel 2021, +360% rispetto al 2020. E questi numeri, con la programmazione dell’estate 2022 vedranno una ulteriore spinta visto l’incremento dei collegamenti con l’Europa dell’Est, con l’Inghilterra, con la Germania; con Malta; con la Danimarca e con i Paesi Bassi.

    Nella storia recente dell’aeroporto di Trapani Birgi, il numero dei passeggeri ha toccato il suo apice nel 2013 con la cifra di ben 1.878.557 di passeggeri, che è scesa gradualmente fino al numero di 1.292.955 nel 2017, per poi crollare l’anno seguente fino a 480.524 e, ancora, nel 2019 a 411.438. L’anno nefasto del 2020 ha registrato solo 185.581 passeggeri e l’anno che si è concluso ha visto una risalita a 427.803.

    «Finalmente visualizziamo un segno positivo nel numero dei passeggeri e dei movimenti – commenta il presidente di Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi, Salvatore Ombra -. Tornare a salire nel grafico dell’attività dello scalo, nonostante il biennio disastroso che ha vissuto il traporto aereo, ci porta nella condizione di aver realizzato un’inversione di tendenza, in controtendenza con la gran parte degli altri aeroporti italiani. Non può che essere considerato un successo di una gestione avveduta che ha avuto alle sue spalle il vento in poppa di un governo regionale illuminato, guidato dal presidente Nello Musumeci, che ha scelto d’investire risorse ed energie nell’aeroporto trapanese e quindi nel nostro territorio. Le nostre previsioni per il 2022 sono di tornare al milione di passeggeri»

  • Usati tamponi scaduti a Partinico, in 40 richiamati per il test

    Usati tamponi scaduti a Partinico, in 40 richiamati per il test

    Tamponi rapidi scaduti da quasi tre mesi eseguiti a Partinico. Questa mattina circa 40 cittadini in quarantena sono stati richiamati per ripetere il test. Ieri erano risultati tutti negativi e lasciati liberi di uscire. Poi però si è scoperto che i tamponi rapidi utilizzati erano scaduti dal 25 ottobre 2021. Sulla vicenda arriva un esposto ai carabinieri del Nas da parte del deputato Cinquestelle Giorgio Pasqua, componente della commissione Salute all’Ars.

    “Un episodio gravissimo e inaccettabile”

    “Almeno una quarantina di tamponi rapidi scaduti per la rilevazione dell’eventuale positività al Covid effettuati ai cittadini dall’Usca di Partinico. Un episodio gravissimo e inaccettabile, che potrebbe avere esposto a serissimi rischi la salute di tante persone”. Lo dice il deputato grillino dopo il caso di Partinico. “Bisogna andare a fondo anche per capire se quanto successo a Partinico è un fatto isolato o è accaduto anche altrove. Per questo ho denunciato la vicenda ai Nas per fare bloccare unità del lotto scaduto eventualmente in circolazione. Denunceremo inoltre il fatto alla magistratura.

    Il sopralluogo del deputato a Partinico

    “L’attendibilità di un tampone scaduto è praticamente nulla, ma un risultato negativo fasullo potrebbe avere indotto chi si è sottoposto al test ad avvicinare parenti e amici, esponendoli inconsapevolmente a enormi rischi, specie se anziani”. Pasqua oggi si è recato nella cittadina del Palermitano per accertarsi della veridicità di quanto segnalatogli da alcuni cittadini.

    Cittadini “liberati” dopo il test

    I sanitari dell’Usca all’hub della Fiera del Mediterraneo di Palermo avevano ritirato i test rapidi. Il commissario Covid-19 provinciale, Renato Costa, contattato dal deputato M5s, ha ordinato subito una verifica per accertare quando i test sono stati effettivamente consegnati all’Usca. Intanto però ieri molti cittadini in isolamento che si erano recati a Partinico per il tampone di controllo sono stati lasciati liberi dopo l’esito negativo. Dopo qualche ora, sono stati riconvocati per ripeterlo.

    La vicenda, ovviamente approderà all’Ars

    “Ad accorgersi che i test erano scaduti – racconta Pasqua – sono stati comunque i pazienti che durante il test a Partinico hanno visto la data di scadenza del 25/10/2021 nella bustina contenente il kit ed hanno avvertito i medici del posto che hanno subito bloccato le operazioni. Ho chiamato Costa, il responsabile della struttura commissariale di Palermo, per chiedere lumi. Lui non sapeva nulla e, dopo essersi brevemente accertato, ha detto che i test sono regolari e che non c’è da allarmarsi. Non condivido affatto. Ho replicato che i kit scaduti vanno assolutamente bloccati” . “Un episodio di tale gravità – dice Pasqua unitamente si suoi colleghi 5 stelle componenti della commissione Salute di palazzo dei Normanni, Salvo Siragusa, Francesco Cappello e Antonio De Luca – deve trovare pronte ed esaurienti spiegazioni. Per questo chiederemo ai responsabili della struttura commissariale di venire a in commissione e all’assessore Razza di venire a riferire in aula”.

    La replica del commissario Costa

    “L’area dei tamponi drive-in di Partinico, dove ieri sono stati eseguiti test appartenenti a un lotto scaduto è stata sospesa non appena ci si è resi conto dell’errore. I tamponi sono stati ripetuti stamattina. L’esito odierno è pressoché sovrapponibile a quello di ieri, eccezion fatta per due utenti: uno che ieri era risultato positivo e oggi è negativo e un altro che, invece, aveva avuto un esito negativo mentre il test di oggi è positivo ma, non avendo ricevuto un provvedimento di fine isolamento, si trova presso il suo domicilio. Vogliamo tranquillizzare i cittadini e fare presente che questo episodio isolato non deve generare allarmismi: tutti i magazzini dove conserviamo i tamponi sono stati nuovamente controllati e non abbiamo lotti scaduti in giacenza”.

     

  • La Sicilia verso la zona arancione, guerra ai novax di Musumeci, “Negano il contagio”

    La Sicilia verso la zona arancione, guerra ai novax di Musumeci, “Negano il contagio”

    Dopo la zona gialla, la Sicilia si avvia verso la zona arancione e la zona rossa. Lo ha confermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci nel corso della conferenza stampa di questa mattina al palazzo della Regione. “Siamo appena entrati in zona gialla. I numeri stanno crescendo, lanciamo appelli al rispetto delle norme cosi evitiamo di andare in zona rossa”. Così ha detto Musumeci rispondendo ai cronisti sull’aumento dei contagi Covid nell’isola.

    Allarmante che novax rifiutano le cure

    In Sicilia crescono i ricoveri ma si tratta per la stragrande maggioranza dei casi di non vaccinati, lo ha confermato anche Musumeci in conferenza stampa. “A Palermo il 70% dei ricoverati per il Covid non è vaccinato. Il paradosso è che queste persone chiedono di non essere curate, perché negano persino l’esistenza del contagio. Rifiutano le cure mediche, questo è un dato davvero allarmante. Dobbiamo non solo lavorare per curare quelli che sono vaccinati con sintomatologia assolutamente lieve ma dobbiamo convincere i no vax a farsi curare e diventa più problematico”.

    Troppo comodo fare tamponi e dire sono no vax

    “Si vaccinino. Meno tamponi faremo e più vaccinati avremo”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti a Palazzo Orleans sulla carenza di scorte di tamponi. “Il tema delle riaperture delle scuole sarà affrontato entro le prossime 24 ore, stamattina ne ho discusso con l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla. Attendiamo che il governo centrale faccia capire le sue intenzioni, a ore si riunirà la Conferenza Stato-Regioni, noi vorremmo che la scuola fosse l’ultimo spazio a chiudere. Fino all’ultimo minuto dobbiamo guardare alla tendenza della curva epidemiologica”, ha detto. Musumeci ha aggiunto: “Con questa tendenza di contagi la zona arancione sarà inevitabile, dobbiamo allungare più possibile la permanenza in zona gialla”

  • S’impennano i contagi a Monreale, vertice sindaco-medici: 4 monrealesi in ospedale

    S’impennano i contagi a Monreale, vertice sindaco-medici: 4 monrealesi in ospedale

    Salgono ancora i contagi a Monreale. Sono oltre 100 i cittadini positivi e 4 quelli ricoverati in ospedale. I numeri sono stati forniti dal sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, che ha avvito una collaborazione con i medici di famiglia del territorio.

    A Monreale, come in tutti i comuni siciliani, i numeri sono ancora in salita a causa del dilagare della variante Omicron. La  maggioranza dei soggetti positivi però presenta una leggera  febbre o al più raffreddore e tosse. Sono 4 i cittadini monrealesi che accusano sintomi più gravi, e per loro è stato disposto il ricovero in ospedale. “Si tratta – fa sapere il sindaco di Monreale – d’individui che non sono vaccinati”. Intanto a Monreale è stata chiusa l’Abbazia dei Benedettini di San Martino delle Scale a causa di un caso di positività di un confrate. Per tutti i frati benedettini tampone e quarantena.

    Il primo cittadino incontra settimanalmente i medici di famiglia

    “Il ruolo dei medici di famiglia in questa fase di emergenza covid è di fondamentale importanza per l’indispensabile supporto che stanno dando ai cittadini che hanno contratto il virus e nella gestione dell’epidemia”, dice Arcidiacono. Ed è per tale ragione che ogni settimana il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, al fine di monitorare la situazione nel territorio, verificare lo stato di salute e intraprendere iniziative utili per fronteggiare l’emergenza, da remoto i medici per discutere delle criticità emerse a causa dell’aumento esponenziale di casi. In particolare, nel corso degli incontri si è discusso delle esigenze che i medici raffigurano essendo essi il contatto diretto con i pazienti ai quali danno grande supporto e fondamentale sostegno per gestire la malattia e velocizzare la guarigione.

    Grazie ai medici di famiglia

    “Ringrazio tutti i medici che si stanno adoperando con grande impegno e professionalità in questa emergenza – dichiara Arcidiacono -. Tengo a precisare quanto il loro supporto e la loro esperienza siano indispensabili nell’assistenza dei pazienti e nel contenimento della pandemia”.

  • Coniata la moneta da 2 euro con il volto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

    Coniata la moneta da 2 euro con il volto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino spuntano sulle monete da 2 euro. Un tributo ai due eroi antimafia siciliani, vittime di Cosa nostra. Saranno 3 milioni i pezzi da 2 euro che entreranno in circolazione. Le monete raffigurano i due magistrati che vennero uccisi dalla mafia nelle stragi di Capaci e di Via D’Amelio assieme agli uomini e alle donne della loro scorta. Il tributo avviene a 30 anni dagli efferati omicidi.

    Sulla faccia della moneta è incisa la famosa fotografia scattata il 27 marzo 1992 da Tony Gentile in cui Falcone e Borsellino sono ritratti insieme e sorridenti. I due magistrati si trovavano, proprio pochi mesi prima della loro morte, al palazzo Trinacria di Palermo per la presentazione della candidatura alla Camera dei deputati del collega Giuseppe Ayala.

    Sulla moneta, in alto è visibile la scritta “FALCONE – BORSELLINO”; sotto, le date “1992 2022”, rispettivamente anno della morte dei magistrati e anno di emissione della moneta; a sinistra, “VdS”, sigla dell’autore Valerio de Seta; nel giro, le dodici stelle dell’Unione europea. Il Poligrafico dello Stato conierà 3 milioni di monete da 2 euro per un valore complessivo di 6 milioni di euro.