Categoria: Cronaca

  • Identificati i responsabili del deturpamento alla Scala dei Turchi

    Identificati i responsabili del deturpamento alla Scala dei Turchi

    La Procura di Agrigento ha dato un nome e un cognome ai presunti responsabili del deturpamento della Scala dei Turchi di Realmonte. La marna bianche della bellissima località agrigentina famosa nel mondo era stata colorata da una polvere rossa che è stata poi rimossa grazie all’azione di alcuni volontari.

    I nomi dei responsabili nel registro della Procura

    Ora la Procura diretta da Luigi Patronaggio ha comunicato di aver subito individuato i presunti autori dello sfregio alla Scala dei turchi. E’ atteso in giornata un comunicato stampa del procuratore che renderà noto l’esito dell’indagine sul brutale atto di vandalismo.

    I vandali avevano deturpato, con vernice rossa e polvere da intonaco ricavata da ossido di ferro, la spettacolare marna bianca. Per imbrattare la scogliera è stata usata pure una polvere che si scioglie in acqua per verniciare esterni. Dopo il grave atto vandalico, la Procura ha disposto esami sul materiale e indagini sulle rivendite dei materiali usati. Il procuratore della Repubblica, Luigi Patronaggio, aveva aperto a carico d’ignoti un fascicolo d’inchiesta per danneggiamento di beni aventi valore paesaggistico.

    La Procura ha già disposto esami sul materiale e indagini sulle rivendite del circondario. Verifiche che si allargheranno, a opera dei carabinieri, sull’intera provincia. Acquisite dai militari dell’Arma le immagini della videosorveglianza: stanno lavorando in coordinamento la locale stazione e la compagnia.

  • Marito e moglie coltivano in casa 70 piante di droga, arrestati a Brancaccio

    Marito e moglie coltivano in casa 70 piante di droga, arrestati a Brancaccio

    PALERMO – I Carabinieri di Palermo – Brancaccio hanno arrestato marito e moglie che coltivavano droga dentro una stanza della propria casa. All’interno dell’appartamento avevano allestito una vera e propria coltivazione fatta da oltre 70 piante di 60 centimetri.

    Il cane antidroga del nucleo unità cinofila di Villagrazia ha fatto la scoperta. La coltivazione era dotata di condizionatori, lampade alogene e fertilizzanti, in uno spazio della casa facilmente accessibile sia alla coppia che ai loro figli minori. I militari, con la collaborazione di personale dell’Enel, hanno anche accertato che la coltivazione era allacciata abusivamente alla rete elettrica.

    L’arresto dei due coniugi è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo. Le piante sono state campionate e saranno analizzate dal Laboratorio Analisi Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo.

  • Ambulanze in fila a Partinico, l’ospedale conta 74 pazienti

    Ambulanze in fila a Partinico, l’ospedale conta 74 pazienti

    L’ospedale di Partinico è sotto pressione. Sono già 74 i pazienti Covid ricoverati all’interno dei reparti Covid ma altri pazienti sono in arrivo.

    Sono momenti di duro lavoro per i sanitari dell’ospedale di Partinico. Ben 74 sono i degenti Covid e altre 8 ambulanze sono in arrivo. Intanto, come conferma Telejato, si chiude anche il reparto di medicina. La foto in copertina mostra tre ambulanze in fila in attesa davanti l’ospedale di Partinico che fino ad oggi ha in dotazione 90 posti.

    Nello stesso ospedale il personale è allo stremo a causa dell’organico ridotto e sottoposto a turni massacranti in virtù della positività di alcuni sanitari.

  • Covid-19 Sicilia, 13.231 nuovi contagi e 35 morti

    Covid-19 Sicilia, 13.231 nuovi contagi e 35 morti

    Sono 13.231 i nuovi positivi in Sicilia registrati in 24 ore. Sono purtroppo 35 le persone decedute.

    Secondo il bollettino odierno del ministero della Salute, nell’Isola nelle ultime 24 ore sono state diagnosticate 13.231 infezioni da SARS-CoV-2 (su 58.518 tamponi) e sono state comunicate dalla Regione siciliana altre 35 vittime. Ieri i nuovi casi erano stati 7.803 a fronte di 31.786 test processati e i 23 morti comunicati dalle autorità sanitarie siciliane.

    Il bollettino di giorno 11 gennaio riporta una nuova impennata dei contagi in Sicilia. Aumento i contagi anche in tutta la Penisola rispetto a ieri. Sul fronte ospedaliero sono 1.386 ricoverati, con 83 casi in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 163, 20 casi in più rispetto a ieri.

    I casi per provincia

    Palermo con 3.383 casi, Catania 2.708, Messina 1.562, Siracusa 1.502, Trapani 488, Ragusa 970, Caltanissetta 1.093, Agrigento 1.392, Enna, 133.

  • Incidente stradale ad Altofonte, giovane si ribalta con l’auto

    Incidente stradale ad Altofonte, giovane si ribalta con l’auto

    Incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi a Piano Maglio, nel comune di Altofonte, nelle vicinanze con il confine di Monreale.

    Un giovane ha perso il controllo della propria auto, una Fiat Panda, a causa del manto stradale reso viscido dalla pioggia. La macchina si è completamente ribaltata colpendone pure un’altra. L’incidente è avvenuto nelle vicinanze del cimitero di Altofonte.

    Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Altofonte e i Vigili del Fuoco. Per il giovane alla guida dell’auto qualche ferita per fortuna non grave e tanto spavento.

    Nel perdere il controllo il conducente ha anche colpito un’altra vettura, che però ha continuato la propria corsa indisturbata.

    Sul posto presente anche la ditta di soccorso stradale Giurintano per il recupero del mezzo incidentato.

  • Ondata di gelo in Sicilia, oltre un metro di neve a Piano Battaglia

    Ondata di gelo in Sicilia, oltre un metro di neve a Piano Battaglia

    Ondata di gelo in Sicilia e sulle Madonie e sui Nebrodi torna la neve. Una coltre bianca sta imbiancando in queste ore i paesi montani sopra gli 800 metri. Neve a Gangi, Petralia Soprana e Sottana ma anche a Polizzi Generosa, Castellana Sicula, San Mauro Castelverde e Geraci Siculo. Neve mista ad acqua ha imbiancato anche Castelbuono, Blufi e Bompietro. Le temperature in netto ribasso arrivano fino allo zero e la neve si deposita copiosa.

    Per garantire la percorribilità delle strade interessate dalle precipitazioni nevose, sul comprensorio madonita, dalle prime ore di questa mattina, sono entrati in funzione mezzi della Protezione Civile e della Direzione Viabilità della Città Metropolitana di Palermo.

    Intanto a Piano Battaglia la neve ha superato il metro di altezza, le nevicate delle ultime ore si sono aggiunge a quelle dei giorni scorsi. Nel corso della giornata si sono registrati disagi e difficoltà per raggiungere la zona degli impianti di risalita che sono chiusi. L’area è raggiungibile solo da fuoristrada 4X4 e auto con gomme da neve o catene. Lungo le principali arterie non si segnalano particolari disagi.

  • L’orrore della mafia, si sentono ancora le urla del piccolo Giuseppe Di Matteo

    L’orrore della mafia, si sentono ancora le urla del piccolo Giuseppe Di Matteo

    Probabilmente, il piccolo Di Matteo, nemmeno sapeva di quali orribili affari si occupava il padre, il quale, trovato uno spiraglio di salvezza con il pentimento, decise di diventare collaboratore di giustizia. L’allontanarsi dalla mafia ha però purtroppo condannato il figlio – solo un bambino – Giuseppe Di Matteo, ad anni di dolori e tristezza, culminati con la peggiore delle morti. Oggi è il giorno del 26° anniversario dell’uccisione del piccolo innocente, una giornata in ricordo del piccolo barbaramente ucciso dalla mafia l’11 gennaio del 1996.

    Il piccolo Di Matteo nacque nel 1981, e a soli 12 anni fu rapito da alcuni mafiosi travestiti da agenti della DIA, che gli avevano fatto credere che avrebbe rivisto presto il padre. Spatuzza, uno dei presunti rapitori ha dichiarato che:” “Agli occhi del ragazzo siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi. Lui era felice, diceva ‘Papà mio, amore mio”.

    Il ragazzo passò diverse ore legato in un cassone di un furgoncino prima di essere consegnato ai suoi rapitori.
    Per più di 2 anni il piccolo Giuseppe venne fatto vivere in case abbandonate da anni nelle provincie di Palermo, Trapani e Agrigento. Visse in condizioni precarie, esposto al gelo dell’invero e al caldo dell’estate.

    L’ultima tappa, prima della sua triste fine fu una stanza-bunker in una casa di San Giuseppe Jato, dove trascorse gli ultimi 180 giorni di vita. Dopo che il padre collaborò all’ergastolo di Brusca per l’omicidio di Ignazio Salvo, egli stesso ordinò a Enzo Brusca, Vincenzo Chiodo e Giuseppe Monticciolo di uccidere il ragazzo.

    Questo è forse il peggiore omicidio di mafia, questa volta gli “uomini d’onore” non se la presero con magistrati, Carabinieri e rappresentanti dello stato, ma con un innocuo bambino, “colpevole” soltanto di aver avuto un padre pentito.

    Ecco, l’orribile ricostruzione dei fatti di Vincenzo Chiodo durante il processo

    «Io ho detto al bambino di mettersi in un angolo, cioè vicino al letto, quasi ai piedi del letto, con le braccia alzate e con la faccia al muro. Allora il bambino, per come io ho detto, si è messo faccia al muro. Io ci sono andato da dietro e ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l’ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si è messo sopra le braccia inchiodandolo in questa maniera (incrocia le braccia) e Monticciolo si è messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva. Nel momento della aggressione che io ho buttato il bambino e Monticciolo si stava già avviando per tenere le gambe, gli dice ‘mi dispiace’ rivolto al bambino ‘tuo papà ha fatto il cornuto’ (…) il bambino non ha capito niente, perché non se l’aspettava, non si aspettava niente e poi il bambino ormai non era… come voglio dire, non aveva la reazione di un bambino, sembrava molle… anche se non ci mancava mangiare, non ci mancava niente, ma sicuramente la mancanza di libertà, il bambino diciamo era molto molle, era tenero, sembrava fatto di burro… cioè questo, il bambino penso non ha capito niente. Sto morendo, penso non l’abbia neanche capito. Il bambino ha fatto solo uno sbalzo di reazione, uno solo e lento, ha fatto solo questo e non si è mosso più, solo gli occhi, cioè girava gli occhi. (…) io ho spogliato il bambino e il bambino era urinato e si era fatto anche addosso dalla paura di quello che abbia potuto capire o è un fatto naturale perché è gonfiato il bambino. Dopo averlo spogliato, ci abbiamo tolto, aveva un orologio da polso e tutto, abbiamo versato l’acido nel fusto e abbiamo preso il bambino. Io ho preso il bambino. Io l’ho preso per i piedi e Monticciolo e Brusca l’hanno preso per un braccio l’uno così l’abbiamo messo nell’acido e ce ne siamo andati sopra. (…) io ci sono andato giù, sono andato a vedere lì e del bambino c’era solo un pezzo di gamba e una parte della schiena, perché io ho cercato di mescolare e ho visto che c’era solo un pezzo di gamba… e una parte… però era un attimo perché sono andato… uscito perché lì dentro la puzza dell’acido era… cioè si soffocava lì dentro. Poi siamo andati tutti a dormire».

  • Giovane tenta il suicidio al Malaspina, agente e altro detenuto lo salvano

    Giovane tenta il suicidio al Malaspina, agente e altro detenuto lo salvano

    Un giovane detenuto del carcere minorile di Palermo ha tentato di togliesi la vita impiccandosi. Il gesto estremo è stato per fortuna bloccato da un agente di polizia penitenziaria in servizio all’interno della casa circondariale e da un altro ragazzo, anche lui detenuto.

    La notizia è stata confermata dalla Uilpa. La vicenda risale al primo pomeriggio del 7 gennaio ma è stata resa nota solo oggi. Il ragazzo, durante l’ora pomeridiana, mentre il personale in servizio era impegnato in altre attività, con un cavo trasformato a corda, ha cercato d’impiccarsi. Grazie all’intervento della Polizia penitenziaria, è stato scongiurato il peggio.

    “Dobbiamo segnalare, – dicono i rappresentanti siciliani UilPa Polizia Penitenziaria – anche il provvidenziale aiuto di un altro detenuto minore, che ha consentito di favorire l’opera di salvataggio al poliziotto penitenziario che ha tolto il cappio dal collo al suicida”.

  • David Sassoli e l’ultimo post, il suo grande amore per la Sicilia

    David Sassoli e l’ultimo post, il suo grande amore per la Sicilia

    David Sassoli e la Sicilia, un rapporto lungo una vita. Fin da giovanissimo, infatti, da giornalista Sassoli aveva fatto visita in Sicilia per diversi servizi giornalistici. La Sicilia era nel suo cuore. Con parole commosse aveva voluto dare il proprio apprezzamento per l’operazione dei volontari che hanno ripulito la splendida Scala dei Turchi. Il giornalista e politico amava infatti la Sicilia, un attaccamento profondo fin da giovane. Sulla Sicilia era stato il suo ultimo post su Facebook.

    Il suo amore per la Sicilia

    “Il mio plauso alle giovani e ai giovani volontari che a tempo di record hanno aiutato i dipendenti comunali a ripulire l’incantevole Scala dei Turchi, sulla costa siciliana di Realmonte, dalla pittura di colore rosso versata dai vandali.
    Cari ragazzi, la vostra cura, la vostra attenzione per l’ambiente e per la bellezza fa onore alla Sicilia, all’Italia e al mondo intero: BRAVISSIMI!”. Queste le parole del presidente Ue amato dai cittadini per i suoi alti valori umani, sociali e professionali.
     Sassoli, come evidenzia il capogruppo all’Ars del Pd, Giuseppe Lupo, conosceva ed amava la Sicilia tanto che “il suo ultimo post su facebook lo ha dedicato al lavoro delle giovani e dei giovani volontari impegnati a ripulire Scala dei Turchi dopo il recente atto vandalico. La sua scomparsa è una gravissima perdita per l’Italia e per l’Europa. Ci mancherà molto”.

    Il cordoglio di Musumeci

    La morte di David Sassoli, sopravvenuta in seguito a una polmonite di Legionella contro cui lottava da tempo, ha sconvolto tutti. “Politico appassionato, David Sassoli è stato fautore dell’Europa del dialogo e ha combattuto perché l’Unione potesse effettivamente aprirsi al Mediterraneo, affrontandone le mille problematiche. Uomo dal tratto gentile e generoso, giornalista curioso e brillante, lascia un segno nelle Istituzioni europee per l’umanità e il rigore con cui in questi anni ha guidato il Parlamento di Strasburgo. Alla famiglia e alla comunità politica di Sassoli, le condoglianze mie personali e del governo regionale”. Così lo ricorda presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. “Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario”. Lo ricorda così il suo staff.

  • A Roccamena il Covid stronca un’altra vita, 69enne muore all’ospedale di Partinico

    A Roccamena il Covid stronca un’altra vita, 69enne muore all’ospedale di Partinico

    Un uomo originario di Roccamena (Pa) è morto dopo aver contratto il Covid-19. Si tratta di un 69enne, che era risultato positivo nei giorni scorsi. Da quello che si apprende non era vaccinato.

    Dopo essere risultato positivo, le sue condizioni si sono aggravata al punto da essere stato necessario il ricovero all’ospedale di Partinico, dove, purtroppo, è morto a causa delle complicazioni legate all’infezione. Un altro duro colpo per la comunità di Roccamena che nei mesi scorso ha già avuto alcuni lutti sempre legati all’emergenza sanitaria.

    Intanto il sindaco ha comunicato alla cittadinanza i dati elaborati dal Centro Operativo Comunale aggiornati al 10 Gennaio 2022. Sono 45 soggetti i positivi nel piccolo centro del Palermitano. “Si invita la cittadinanza a rispettare tutte le indicazioni già note per il contrasto alla diffusione del virus”, dice il sindaco in una nota.