Tag: voto di scambio

  • Droga, estorsioni e voti pilotati alle Regionali, colpo alla mafia e 10 arresti

    Droga, estorsioni e voti pilotati alle Regionali, colpo alla mafia e 10 arresti

    La Polizia di Stato di Trapani ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dieci persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, spaccio di stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, traffico di influenze, violazione di segreto d’ufficio e porto e detenzione illegale di armi.

    Nuovi vertici per le famiglie mafiose

    L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è il risultato di un’indagine avviata nel maggio 2021 dalla Squadra Mobile di Trapani e condotta in collaborazione con la Squadra Mobile di Palermo, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e il Servizio di Coordinamento e Controllo della Criminalità Organizzata. Le indagini hanno rivelato il tentativo delle famiglie mafiose di Alcamo e Calatafimi di ricostituire i propri ranghi dopo una serie di arresti, individuando nuovi vertici per gestire le attività illecite.

    Scambio elettorale politico-mafioso

    Tra le accuse mosse agli indagati figura anche lo scambio elettorale politico-mafioso. Secondo gli inquirenti, in occasione delle elezioni regionali siciliane del settembre 2022, l’organizzazione criminale avrebbe pilotato i voti a favore di un candidato alcamese, coordinatore provinciale del movimento politico VIA.

    Coinvolto un ex senatore

    L’inchiesta ha portato alla luce un presunto accordo tra il candidato e la famiglia mafiosa, con un compenso di circa 3.000 euro in cambio del sostegno elettorale. Gli inquirenti hanno raccolto “chiari indizi di colpevolezza” a carico di un ex senatore alcamese, ispiratore del movimento politico, che si sarebbe fatto promotore della richiesta di voti alla cosca.

  • Nuovo terremoto a Palermo per voto di scambio mafioso, arrestato Francesco Lombardo

    Nuovo terremoto a Palermo per voto di scambio mafioso, arrestato Francesco Lombardo

    A 48 ore dalle elezioni a Palermo arriva un nuovo terremoto per il candidato di centrodestra Roberto Lagalla. Un altro candidato consigliere di una lista a suo sostegno è stato arrestato: Francesco Lombardo, assieme al mafioso Vincenzo Vella.

    In particolare, la polizia ha arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso il candidato al Consiglio comunale di Palermo di Fratelli d’Italia, Francesco Lombardo. L’arresto arriva assieme a quello di Vincenzo Vella, boss di Brancaccio, già condannato tre volte per associazione mafiosa. L’aspirante consigliere comunale, il 28 maggio, avrebbe incontrato il mafioso e gli avrebbe chiesto il sostegno alle elezioni di domenica prossima.

    L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Due giorni fa per lo stesso reato erano finiti in cella un candidato al consiglio comunale di Forza Italia e un costruttore mafioso.

    Lombardo è ex consigliere comunale di Villabate ma per questa tornata era candidato a Palermo. Vella ha scontato due condanne definitive per associazione mafiosa. Recentemente era stato condannato a 20 anni, ma la corte d’appello un anno fa aveva annullato la sentenza per un vizio di forma: per questo era stato scarcerato ed era libero.

    Anche in questo caso, come è accaduto per il consigliere di Forza Italia arrestato mercoledì, decisiva è stata una intercettazione ambientale. I due si sarebbero incontrati il 28 maggio scorso e nel corso dell’incontro il politico avrebbe chiesto l’appoggio elettorale al boss.