Tag: vaiolo delle scimmie

  • Caso di vaiolo delle scimmie: al Policlinico paziente ricoverato

    Caso di vaiolo delle scimmie: al Policlinico paziente ricoverato

    Un caso di Mpox, noto come vaiolo delle scimmie, è stato confermato al Policlinico universitario di Messina. Il paziente è ricoverato nell’Unità operativa di Malattie infettive. L’Azienda sanitaria provinciale ha attivato l’Ufficio di Epidemiologia, che ha fornito direttive all’ospedale. Particolare attenzione è rivolta alla tutela del personale sanitario.

    Gli operatori sanitari entrati in contatto con il caso sono sotto sorveglianza attiva per 21 giorni. Devono monitorare l’eventuale insorgenza di sintomi, misurare la temperatura due volte al giorno e astenersi dal trattare pazienti vulnerabili. I sintomi includono febbre, mal di testa, dolori muscolari, affaticamento, linfonodi ingrossati ed eruzione cutanea.

    Sono considerati a rischio gli operatori con contatti diretti con lesioni o fluidi corporei, o coinvolti in procedure che generano aerosol senza DPI adeguati, chi ha avuto contatti prolungati faccia a faccia senza protezioni e tecnici di laboratorio coinvolti in incidenti con campioni infetti. [3][5] Se asintomatici, possono continuare a lavorare sotto monitoraggio quotidiano, con un’intervista sui sintomi prima dell’accesso al reparto. In caso di sintomi sospetti, è previsto un consulto medico specialistico.

  • Scatta in Sicilia l’allarme vaiolo delle scimmie, è allerta in porti, aeroporti e hotspot

    Scatta in Sicilia l’allarme vaiolo delle scimmie, è allerta in porti, aeroporti e hotspot

    Anche la Sicilia in allerta per il vaiolo delle scimmie. È, infatti, scattato anche sull’Isola l’allarme anche se per fortuna fino ad ora non sono stati segnalati casi. Nei porti e negli aeroporti però, dagli hotpost dei migranti che arrivano in zone dove il virus è endemico, l’allerta è già alta.

    Nelle ultime ore il ministero della Salute ha inviato una circolare a tutte le Asp e agli ospedali siciliani, illustrando quali sono gli indizi sospetti da tenere d’occhio e come intervenire nell’eventualità che si dovesse isolare un contagiato.

    Sarà la task force dell’Istituto superiore di sanità – che è stata creata appositamente per monitorare l’emergenza – a tenersi in contatto con le reti sentinella per le infezioni, tra le quali figura anche il neonato centro regionale siciliano epidemie, inaugurato qualche giorno fa da Razza.

    Il contagio del virus “monkeypox” avviene attraverso le goccioline respiratorie dopo un prolungato faccia a faccia ma anche con i fluidi corporei. I primi sintomi sono febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, ingrossamento dei linfonodi, brividi e spossatezza, quindi compaiono le pustole sul viso che si diffondono spesso ai genitali. Il periodo di incubazione varia tra 6 e 16 giorni fino a tre settimane, il tasso di mortalità è basso e la maggior parte delle persone guarisce in poche settimane: i più a rischio sono i bambini, i giovani adulti e gli immunocompromessi. Le autorità sanitarie italiane hanno raccomandato di valutare con attenzione, prima di ogni contatto personale stretto o sessuale, la presenza di eventuali manifestazioni cutanee inusuali sulla cute del partner, un comportamento utile a prevenire non solo il vaiolo delle scimmie ma anche altre infezioni sessualmente trasmissibili.