Tag: unipa

  • A Palermo si gira un film sugli universitari fuori sede, aperti casting per attori e operatori

    A Palermo si gira un film sugli universitari fuori sede, aperti casting per attori e operatori

    Un’iniziativa per raccontare le storie e la vita di chi vive l’università lontano da casa: l’ERSU Palermo, nell’ambito dell’ERSU Festival 2025, ha approvato la realizzazione del film “Fuorisede, storie di vita e di studi”, un progetto curato dall’Associazione Listen!, con la direzione artistica del maestro Salvo Ferrara.

    L’iniziativa coinvolgerà attivamente come protagonisti gli studenti in tutte le fasi di realizzazione del film.

    Candidature aperte

    Per partecipare è possibile presentare la propria candidatura entro le ore 12:00 del 10 febbraio 2025, compilando il modulo disponibile al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSehafy6W2NQKVXknKqzProOt4uSQxzIDC8S4S5OrsiMKVjKGQ/viewform?pli=1

    La selezione dei partecipanti sarà a cura della Produzione Listen!.

    Ruoli ricercati

    Sono due le macro-aree per le quali è possibile presentare la candidatura:

    studenti protagonisti delle “storie di vita e di studi”

    risorse tecniche e organizzative, per la realizzazione del Progetto.

    Skills

    I protagonisti

    – 4 protagonisti (due donne e due uomini) sia italiani che stranieri. I candidati attori dovranno essere comunicativi ed empatici.

    Risorse tecniche ed organizzative

    Di seguito i ruoli oggetto della ricerca:

    Operatore video: conoscenza e utilizzo di strumenti di ripresa video (es. Reflex e Mirrorless);

    Addetto alla fotografia: conoscenza dei principi fondamentali dell’ambientazione, del posizionamento e del controllo dell’illuminazione sul set di ripresa;

    Editor video: buona conoscenza dei principali sistemi operativi di editing (Da Vinci, Premier, FinalCut, Edius);

    Fonico: familiarità con strumenti di registrazione audio per la presa diretta, conoscenza dei sistemi microfonici, capacità di controllo audio in real time;

    Fotografo di scena: capacità di immortalare, con creatività, il “dietro le quinte” della lavorazione e delle interazioni fra i protagonisti.

    Segretario/a di Produzione: sarà il punto di raccordo fra tutte le componenti del Progetto.

    Social Media Manager: si tratta di una risorsa che abbia padronanza dei più diffusi canali di comunicazione di comunicazione digitale.

    Specifiche per i ruoli organizzativi principali

    Segretario/a di Produzione

    Il Segretario/a sarà il punto di raccordo tra le diverse componenti del progetto, con le seguenti responsabilità:

    Pianificazione dell’agenda generale e del crono-programma giornaliero.

    Coordinamento operativo con la regia e il team tecnico sul campo.

    Gestione dei contatti (telefonici ed e-mail) con tutti i membri del progetto.

    Supporto logistico per la troupe nelle varie location.

    Amministrazione di un budget giornaliero per le necessità operative.

    Questa figura dovrà possedere spiccate capacità organizzative, gestionali e di problem solving, rappresentando una vera e propria esperienza formativa per chi aspira a ruoli di coordinamento o gestione delle risorse umane.

    Social Media Manager

    Il Social Media Manager sarà responsabile della comunicazione digitale del progetto, con il compito di:

    Creare una landing page e curare la brand identity del progetto sui social media.

    Pubblicare contenuti digitali, integrando materiale video e fotografico dal set.

    Collaborare con ERSU per comunicazioni istituzionali e interagire con enti e partner terzi.

    Creatività, competenze tecniche e passione per il digitale sono i requisiti fondamentali per questo ruolo, che rappresenta un’opportunità unica per mettere in gioco il proprio talento in un contesto reale e stimolante.

  • Sovraffollamento nelle aule dell’Unipa, la protesta degli studenti

    Sovraffollamento nelle aule dell’Unipa, la protesta degli studenti

    Palermo – L’Università degli Studi di Palermo registra un nuovo incremento di studenti immatricolati per l’anno accademico in corso. Un dato positivo che testimonia l’attrattività dell’Ateneo, ma che purtroppo porta con sé una serie di problematiche legate alla disponibilità di spazi adeguati per accogliere tutti gli studenti iscritti.

    Aule sovraffollate e lezioni a rischio

    L’entusiasmo iniziale degli studenti lascia spesso il posto alla frustrazione quando si trovano a dover affrontare lezioni in piedi, seduti per terra o, addirittura, costretti ad abbandonare l’aula per motivi di sicurezza. Situazioni che si ripetono con frequenza, compromettendo il diritto allo studio e la qualità dell’apprendimento. In alcuni casi, l’inizio delle lezioni è stato addirittura posticipato a causa della mancanza di aule disponibili.

    La richiesta degli studenti: un piano per nuovi spazi

    L’Associazione Studentesca Vivere Ateneo, insieme ad altre rappresentanze studentesche, lancia un appello agli organi competenti affinché vengano presi provvedimenti concreti. L’aumento delle immatricolazioni, sottolineano gli studenti, dovrebbe essere accompagnato da una pianificazione degli spazi adeguata. Non bastano soluzioni temporanee: è necessario un piano a lungo termine che preveda l’edificazione o l’acquisizione di nuovi plessi per garantire a ogni studente un posto in aula.

    Il diritto allo studio: un posto per ogni studente

    Gli studenti ribadiscono il diritto allo studio per tutti e chiedono che la mancanza di spazi adeguati non venga più ignorata. Un appello accorato che mira a garantire condizioni di studio dignitose e a permettere a tutti gli studenti di frequentare le lezioni in modo efficace e sicuro. L’obiettivo è chiaro: un posto per ogni studente all’interno dell’Università di Palermo. L’Associazione Vivere Ateneo, guidata dalla Presidente Adelaide Carista e dalla Consigliera d’Amministrazione Alessia Cambria, insieme al Presidente del Consiglio degli Studenti Manuel Mendola e ai Consiglieri e Presidenti delle altre associazioni studentesche, si impegna a portare avanti questa battaglia per il diritto allo studio.

    UniPa, un futuro di crescita e inclusione

    L’auspicio è che l’Università di Palermo possa continuare a crescere, garantendo a tutti gli studenti le condizioni necessarie per un percorso di studi sereno e proficuo. Un investimento in termini di spazi e infrastrutture che rappresenterebbe un investimento sul futuro dell’Ateneo e sul futuro dei suoi studenti.

  • Team dell’Università di Palermo scopre una possibile terapia del cancro alla tiroide

    Team dell’Università di Palermo scopre una possibile terapia del cancro alla tiroide

    Lo studio dal titolo “Recapitulating thyroid cancer histotypes through engineering embryonic stem cells”, condotto da un team guidato dal professor Giorgio Stassi del Dipartimento di Discipline Chirurgiche Oncologiche e Stomatologiche (Di.Chir.On.S.) dell’Università di Palermo, è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Communications”. La ricerca, finanziata da Airc, ha definito gli eventi alla base della formazione del tumore della tiroide e, nello specifico, ha delineato i meccanismi molecolari responsabili dell’insorgenza dei diversi carcinomi tiroidei distinguibili per istologia e decorso clinico.

    La scoperta è il risultato di una collaborazione multidisciplinare tra l’equipe di professor Stassi (Veronica Veschi, Chiara Modica, Simone Di Franco, Miriam Gaggianesi e Sebastiano Di Bella) e il gruppo di ricerca della professoressa Matilde Todaro (Alice Turdo, Melania Lo Iacono e Laura Mangiapane) e della professoressa Maria Rita Bongiorno del Dipartimento PROMISE- Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro” di Unipa. Hanno inoltre contribuito il team dell’Istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande, Catania (Lorenzo Memeo, Lorenzo Colarossi, Cristina Colarossi e Dario Giuffrida), il dottor Aroldo Rizzo dell’Azienda Ospedaliera Cervello di Palermo e i professori Antonino Belfiore e Paolo Vigneri dell’Università degli Studi di Catania.

    “Il cancro della tiroide – commenta Stassi – rappresenta la patologia neoplastica più comune del sistema endocrino, con una frequenza del 3.8% e un’incidenza prevalente nelle donne tra i 40 e i 60 anni. Le mutazioni genetiche che si accumulano nelle cellule tiroidee danno origine a diversi tipi di tumore tiroideo, tra cui le forme ben differenziate, caratterizzate da una elevata sopravvivenza, e la forma indifferenziata più rara e associata a una prognosi infausta. I ricercatori, mediante l’utilizzo di un modello di cellule staminali, hanno ricreato la gerarchia cellulare della ghiandola tiroidea e parallelamente, attraverso un sistema di editing genetico, hanno identificato una piccola sotto popolazione cellulare, che in seguito all’accumulo di mutazioni genetiche è in grado di generare neoformazioni riconducibili alle differenti forme tumorali, inclusi i carcinomi tiroidei indifferenziati più aggressivi”.

    “Questo modello – continua Stassi – costituisce un sistema eccellente per studiare l’evoluzione della malattia e per sperimentare l’efficacia di nuovi farmaci. Infatti, ha contribuito a definire nuovi marcatori predittivi per la risposta alle terapie convenzionali e, soprattutto, hanno portato alla luce una potenziale strategia terapeutica per i carcinomi indifferenziati della tiroide contraddistinti da una elevata aggressività e da una sopravvivenza alla diagnosi di circa sei mesi. Il progetto di ricerca svela l’origine genetica e cellulare dei tumori alla tiroide e apre le porte a nuove possibilità di terapia per i pazienti con malattia avanzata. Nell’attesa dei risultati delle sperimentazioni cliniche, questa scoperta rafforza l’opinione, sempre più diffusa, che lo studio dell’evoluzione tumorale rappresenti il futuro della ricerca sul cancro”.