Tag: sparatoria

  • Tentato omicidio in Sicilia, 28enne ferito da un colpo di pistola in un agguato

    Tentato omicidio in Sicilia, 28enne ferito da un colpo di pistola in un agguato

    Tentato omicidio in Sicilia, a Scoglitti. Erano passate da poco le 8 quando a Scoglitti, nella contrada Costa Esperia, si è consumato un vero e proprio agguato. Un giovane di 28 anni, di origine tunisina, è stato raggiunto da un proiettile mentre si trovava nella sua auto, in compagnia della moglie.

    La scena del crimine è stata immediatamente isolata per consentire agli investigatori della Polizia di Stato di avviare le prime, delicate fasi dell’indagine. Stando ai primi elementi raccolti, l’azione è stata fulminea e mirata. La vittima era ferma in auto quando un individuo si è avvicinato. In pochi istanti, sono stati esplosi alcuni colpi di pistola indirizzati verso il ventottenne, uno dei quali lo ha colpito alla schiena. Subito dopo, l’aggressore si è dileguato, facendo perdere le proprie tracce.

    Un’ambulanza ha raggiunto contrada Costa Esperia e ha prestato le prime cure al ferito, prima di trasportarlo d’urgenza all’ospedale Guzzardi di Vittoria. Secondo quanto si apprende, il giovane non sarebbe in pericolo di vita, ma resta ricoverato sotto osservazione. Contemporaneamente, gli specialisti della Polizia Scientifica hanno passato al setaccio l’area dell’agguato, alla ricerca di bossoli e di ogni altro elemento che possa rivelarsi utile a identificare il responsabile della sparatoria.

    Il fascicolo aperto è per tentato omicidio e le indagini sono coordinate dalla Polizia di Stato. Gli inquirenti procedono con il massimo riserbo, ma l’ipotesi investigativa che prende maggiormente corpo è quella del regolamento di conti.

  • Sparatoria ad Altavilla Milicia: uomo ferito alle gambe

    Sparatoria ad Altavilla Milicia: uomo ferito alle gambe

    Un uomo di 43 anni, Rosario Urso, è stato ferito alle gambe da colpi d’arma da fuoco in contrada Sperone, ad Altavilla Milicia, nel Palermitano. Secondo le prime ricostruzioni, l’agguato sarebbe stato compiuto da due individui.

    Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno trasportato il ferito in ospedale. I carabinieri stanno conducendo le indagini per risalire all’identità degli aggressori e chiarire la dinamica dell’accaduto. Alcune voci non confermate ipotizzano il coinvolgimento di due fratelli.

  • Palermo, spara alla casa del fidanzato della figlia della compagna: al Pagliarelli

    Palermo, spara alla casa del fidanzato della figlia della compagna: al Pagliarelli

    Un uomo di 39 anni è stato arrestato e condotto al carcere Pagliarelli con l’accusa di tentato omicidio. Il provvedimento è scaturito da una sparatoria avvenuta lo scorso 27 aprile in via Mozambico, a Passo di Rigano, quasi in concomitanza con la strage di Monreale. L’uomo avrebbe esploso dieci colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione del fidanzato della figlia della sua nuova compagna.

    Lite familiare scatena la furia: dieci colpi contro l’abitazione

    Il movente della sparatoria sarebbe da ricondurre a una lite familiare. In preda alla rabbia, il 39enne si è recato sotto casa del giovane, prendendo di mira la veranda, i balconi e le finestre dell’appartamento. I colpi d’arma da fuoco hanno danneggiato vetri e infissi, fortunatamente senza causare feriti.

    Telecamere inchiodano il responsabile: dalle indagini all’arresto

    Decisive per l’identificazione del responsabile si sono rivelate le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini acquisite dai carabinieri hanno permesso di risalire all’uomo, inizialmente denunciato a piede libero. Sulla base delle prove raccolte, la Procura ha richiesto e ottenuto dal Gip l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

  • Panico a Palermo, lite finisce in sparatoria

    Panico a Palermo, lite finisce in sparatoria

    Sparatoria a Palermo in Giovedì pomeriggio, in via Barone della Scala, traversa di via Villagrazia a Palermo, si sono uditi colpi d’arma da fuoco a seguito di un’accesa lite. L’episodio, avvenuto nei pressi della chiesa Sacro Cuore, ha generato momenti di panico tra i residenti che hanno immediatamente allertato il 112.

    Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e un’ambulanza del 118. Fortunatamente, nonostante l’intervento dei sanitari, nessuno ha riportato ferite o necessitato di cure mediche. Sembra che i colpi siano stati esplosi in aria e non diretti contro le persone coinvolte.

  • Sparatoria di Monreale: sotto la lente degli inquirenti la BMW del commando, si cercano DNA e impronte

    Sparatoria di Monreale: sotto la lente degli inquirenti la BMW del commando, si cercano DNA e impronte

    PALERMO – L’inchiesta sulla grave sparatoria che ha seminato il terrore a Monreale accelera con decisione. Dopo le prime analisi tecniche, già eseguite dai laboratori del Ris di Messina sui reperti repertati per la ricerca di impronte e la classificazione dei materiali, la Procura della Repubblica di Palermo ha impresso una svolta. I magistrati inquirenti hanno affidato ai Carabinieri della Compagnia di Monreale il compito di eseguire nuovi e decisivi accertamenti tecnici. Si tratta di analisi biologiche, dattiloscopiche e di microscopia elettronica che non ammettono repliche, da condurre sulla potente moto BMW. Il mezzo, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato impiegato da alcuni membri del gruppo di fuoco per assicurarsi la fuga dopo l’agguato, per poi essere scoperto in un box nella zona dei padiglioni del quartiere Zen di Palermo.

    Le delicate verifiche investigative e scientifiche sulla motocicletta saranno condotte presso i locali della Compagnia Carabinieri di Monreale nei prossimi giorni. A fornire i dettagli di questa nuova fase investigativa è l’avvocato Giada Caputo, legale di Nicolò Cangemi, l’uomo rimasto ferito durante l’azione di fuoco. I militari della Compagnia di Monreale, operando su delega specifica della Procura, hanno già provveduto a notificare l’avviso relativo all’effettuazione di queste indagini irripetibili. Questo passaggio formale è essenziale per permettere alle difese di designare propri consulenti tecnici di parte. L’avvio delle operazioni da parte dei Carabinieri è previsto per il 27 maggio.

    “Stiamo entrando nella fase più calda delle investigazioni tecniche,” ha sottolineato l’avvocato Caputo. “Valutiamo con attenzione l’opportunità di nominare un nostro esperto che, per conto della difesa della parte civile, segua da vicino tutte le procedure che i Carabinieri metteranno in atto. Credo fermamente,” ha aggiunto il legale, “che l’esito degli esami scientifici sulla moto risulterà di grande utilità per il progredire delle indagini e per consolidare in maniera significativa il quadro accusatorio nei confronti dei tre soggetti attualmente in stato di arresto.” Si attendono quindi sviluppi importanti dalle analisi, che mirano a isolare tracce biologiche, impronte e ogni altro elemento utile a definire le responsabilità.

  • Strage Monreale: il coraggio di una ragazza che ferma il killer

    Strage Monreale: il coraggio di una ragazza che ferma il killer

    L’inizio della festa del Santissimo Crocifisso a Monreale si è trasformata in un incubo di violenza. Mentre decine di persone affollavano le strade, un commando proveniente dallo Zen ha seminato il terrore in via Benedetto D’Acquisto, aprendo il fuoco contro gli avventori del bar 365. Una rapida sequenza di eventi, ricostruita attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza, ha portato alla morte di tre giovani, Andrea Miceli, Salvatore Turdo e Massimo Pirozzo, e al ferimento di altri due. Venti colpi di pistola hanno squarciato la notte, lasciando dietro di sé una scena di panico e disperazione.

    Un gesto di coraggio in mezzo al caos

    Mentre la folla si disperdeva tra urla e terrore, un’inaspettata figura si è stagliata contro il caos: una ragazza, vestita con un giubbotto nero, jeans e scarpe rosse, si è coraggiosamente frapposta tra la folla in fuga e uno degli aggressori. Come riporta il Giornale di Sicilia, le telecamere hanno immortalato l’istante, all’1:28 e 52 secondi, in cui la giovane ha tentato di bloccare la fuga di quello che gli inquirenti hanno identificato come Mattias Conti, diciannovenne ora detenuto presso il carcere Pagliarelli con l’accusa di strage. Conti, riconoscibile dal piumino bianco, dai baffetti, dagli occhiali da vista – poi persi nella concitazione – e da una collanina con il ciondolo di Letterio Maranzano, giovane dello Zen deceduto in un incidente stradale quindici anni prima, si allontanava a passo svelto dalla scena del crimine. Un dettaglio, quello del ciondolo, inizialmente attribuito erroneamente a Lino Celesia a causa di una confusione tra le testimonianze, si è rivelato cruciale per l’identificazione del sospettato.

    Le indagini e la ricostruzione degli eventi

    Cinque secondi prima dell’intervento della ragazza, le immagini mostrano Conti mentre corre “impugnando un oggetto” rivolto verso il basso. Sebbene la pistola non sia chiaramente visibile, la Procura non nutre dubbi: si tratterebbe dell’arma utilizzata per sparare ad altezza d’uomo. Il gesto istintivo della ragazza, che ha cercato di fermare l’aggressore senza esitazione, testimonia un coraggio straordinario, considerando l’incertezza e il pericolo di una possibile reazione violenta. Intanto, le indagini dei Carabinieri proseguono, basandosi sull’analisi dei filmati, sulle testimonianze raccolte e sulle tracce lasciate dai fuggitivi. Un altro indagato, Calvaruso, difeso dall’avvocato Corrado Sinatra, ha confessato di aver sparato, negando però di essere l’autore degli omicidi. Inizialmente ha dichiarato di aver svuotato un intero caricatore, per poi ritrattare e ammettere solo tre colpi. L’udienza per il Riesame è fissata per lunedì. Samuel Acquisto, assistito dall’avvocato Riccardo Bellotta, ha scelto di non presentare ricorso e rimane in carcere, mentre Conti, rappresentato dall’avvocato Francesco Oddo, sta valutando la possibilità di appellarsi.

  • Monreale, in manette il terzo pistolero: incastrato da una foto sui social

    Monreale, in manette il terzo pistolero: incastrato da una foto sui social

    Un selfie postato sui social ha tradito Mattias Conti, 19 anni, terzo giovane arrestato per la sparatoria di Monreale del 27 aprile scorso, costata la vita a Massimo Pirozzo, Salvo Turdo e Andrea Miceli. Il provvedimento di fermo, emesso dalla Procura di Palermo, si basa su questo elemento chiave e sulle testimonianze oculari che hanno confermato la presenza di Conti sulla scena del crimine.

    L’immagine, pubblicata dalla fidanzata di una delle vittime poco prima della tragedia, ritrae Conti insieme a Salvatore Calvaruso, già in arresto, con gli stessi abiti indossati durante la sparatoria, riconoscibili grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza. Conti, inizialmente irreperibile, si è poi consegnato ai Carabinieri di Monreale accompagnato dal suo legale. Ora si trova nel carcere Pagliarelli di Palermo, in attesa dell’interrogatorio del Giudice per le Indagini Preliminari.

    Le indagini, condotte dalla Procura e dai Carabinieri, hanno ricostruito il ruolo di Conti nella sparatoria: il giovane avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco sulla folla radunata in via B. D’Acquisto. Questo arresto completa il quadro indiziario che ha portato ai fermi precedenti di Calvaruso e Samuel Acquisto, quest’ultimo accusato di aver istigato gli amici a sparare. L’accusa per tutti e tre è di strage e lesioni personali aggravate, oltre a detenzione illegale e porto abusivo di arma da fuoco.

  • Monreale, la notte del terrore: spunta l’identikit del terzo killer

    Monreale, la notte del terrore: spunta l’identikit del terzo killer

    Proseguono le indagini a Monreale, teatro di una tragedia che ha scosso l’intera comunità. La notte del 27 aprile, durante i primi festeggiamenti del Santissimo Crocifisso, una banale rissa è degenerata in una sparatoria, lasciando dietro di sé un bilancio di tre vittime e un’intera città sotto shock. Oggi, un testimone oculare, sopravvissuto alla pioggia di proiettili, rompe il silenzio e fornisce dettagli cruciali sul terzo assassino, ancora a piede libero.

    Un racconto agghiacciante che getta nuova luce sulla dinamica della strage e sull’identità del killer. L’uomo, secondo la testimonianza, sarebbe alto circa 1,70 m, di corporatura magra, con capelli scuri e una barbetta chiara. Un particolare inquietante emerge dal racconto: l’assassino impugnava quella che sembrava una pistola Beretta. Non solo: dopo aver sparato sulla folla, si sarebbe alzato in piedi sulla sella di una moto Bmw, esultando con un gesto di sfida, mostrando i muscoli, prima di fuggire con i complici.

    Dalla lite all’omicidio: la ricostruzione di una tragedia annunciata

    La strage non è stata un fulmine a ciel sereno, ma il tragico epilogo di una catena di eventi che ha avuto inizio con una banale lite. Salvatore Calvaruso, alla guida di uno scooter, avrebbe rischiato di investire alcuni passanti, provocando la reazione di alcuni presenti. Il rimprovero si è trasformato in una violenta colluttazione, innescando una spirale di violenza inarrestabile.

    Il ruolo di Calvaruso e Acquisto: dagli spari in aria alla follia omicida

    Dopo i primi scontri, uno dei partecipanti alla rissa, identificato in Calvaruso, si è allontanato momentaneamente, per poi tornare pochi minuti dopo, armato di pistola. Inizialmente, ha esploso due colpi in aria, un gesto che poteva essere interpretato come un avvertimento, ma che in realtà preludeva alla tragedia. Secondo le ricostruzioni, a questo punto Samuel Acquisto, diciottenne già in stato di arresto, lo avrebbe incitato a sparare sulla folla. Un’istigazione che ha trasformato la rabbia cieca in una furia omicida.

    L’eroismo di Massimo Pirozzo: un gesto d’amore pagato con la vita

    La testimonianza della fidanzata di Massimo Pirozzo, una delle tre vittime, aggiunge un tocco di straziante eroismo a questa tragedia. Massimo, vedendo l’amico Salvatore Turdo a terra ferito, non ha esitato a correre in suo soccorso. Un gesto di altruismo e coraggio che gli è costato la vita. Mentre cercava di raggiungere l’amico, un proiettile lo ha colpito al collo, ponendo fine alla sua giovane esistenza.

  • Monreale, sparatoria Via d’Acquisto: al via gli esami del RIS

    Monreale, sparatoria Via d’Acquisto: al via gli esami del RIS

    Palermo – Proseguono senza sosta le indagini sulla sparatoria avvenuta in Via d’Acquisto a Monreale, che ha causato la morte di tre giovani e il ferimento di Nicolò Cangemi. Dopo i primi esami autoptici eseguiti presso l’Istituto di Medicina Legale di Palermo, la Procura ha disposto ulteriori accertamenti tecnici irripetibili.

    Il Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri di Messina è stato incaricato di condurre analisi biologiche, dattiloscopiche e di microspia elettronica su tutti i reperti raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Monreale sul luogo del delitto e durante le successive fasi investigative.

    L’avvocato Giada Caputo, legale di Nicolò Cangemi, recentemente dimesso dall’ospedale dopo essere stato colpito alla gamba, ha confermato l’avvio di questa nuova fase delle indagini. La Procura ha notificato l’avviso di accertamenti tecnici irripetibili, garantendo alla difesa la possibilità di nominare propri consulenti tecnici di parte.

    L’8 maggio i Carabinieri del RIS di Messina inizieranno le analisi, i cui risultati saranno poi trasmessi alla Procura di Palermo, che coordina l’inchiesta. “Con l’avvio di questi accertamenti tecnici, entriamo nel cuore delle indagini scientifiche”, ha dichiarato l’avvocato Caputo. “Stiamo valutando la possibilità di nominare un nostro consulente che, per conto della difesa di parte civile, possa seguire tutte le operazioni condotte dai Carabinieri del RIS”.

  • Strage di Monreale, le indagini si stringono sul secondo killer

    Strage di Monreale, le indagini si stringono sul secondo killer

    I carabinieri e la procura di Monreale stanno cercando di identificare un secondo sospettato coinvolto nella sparatoria avvenuta una settimana fa. Cinque testimoni hanno fornito dettagli sull’aspetto del sospettato, descritto come un uomo alto, magro, circa 1,90 m, con barba folta nera e un casco. I testimoni hanno anche descritto la moto utilizzata, una BMW GS nera, probabilmente un modello del 2008 o 2012. A bordo della moto, guidata dal sospettato, si trovava Salvatore Calvaruso, il diciannovenne già arrestato per la strage.

    Dettagli sul secondo sospettato e la sua moto

    Un altro testimone ha identificato il modello della moto come una BMW F800GS e ha specificato che il conducente indossava un casco “Momo Design” di colore verdone. Un terzo testimone ha aggiunto che il sospettato aveva i denti rovinati. Oltre a Calvaruso e al misterioso uomo con la barba, i testimoni hanno riferito della presenza di due moto, una di piccola cilindrata (125) e la BMW, e forse anche di una ragazza minorenne con il casco.

    Le indagini e le dichiarazioni di Calvaruso

    I carabinieri stanno analizzando ogni dettaglio per identificare il secondo sparatore e gli altri componenti del gruppo coinvolti nella rissa precedente alla sparatoria. Calvaruso, dopo l’arresto, ha fatto i nomi di altri ragazzi del suo quartiere presenti a Monreale, ma si è poi avvalso della facoltà di non rispondere. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla gip Ivana Vassallo contiene diversi “omissis” che potrebbero nascondere i nomi di altri giovani coinvolti.

    La scena del crimine e i reperti raccolti

    I carabinieri hanno raccolto quindici bossoli di cartuccia 9 millimetri per 21 sul manto stradale di via D’Acquisto, un altro all’incrocio tra via D’Acquisto e via Mendola, e un altro ancora al civico 11 di via D’Acquisto. Sono state trovate anche tre ogive deformate, una conficcata in una fioriera del “Bar cafè 365” e un’altra sul tappetino di una Mini Cooper parcheggiata. La procura, guidata da Maurizio de Lucia, sta lavorando per identificare tutti i responsabili.