Tag: Siccità

  • Olio siciliano, calo dell’80% in alcune zone: sequestri dei Nas

    Olio siciliano, calo dell’80% in alcune zone: sequestri dei Nas

    L’olio di oliva in Sicilia è in affanno e si moltiplicano i sequestrati di olio di dubbia provenienza. I questi giorni una vasta operazione di controllo condotta dai Carabinieri del NAS, in collaborazione con il Ministero della Salute, ha portato alla luce diverse irregolarità nel settore oleario siciliano. I controlli, effettuati tra novembre e dicembre, hanno interessato frantoi, aziende produttive e commerciali in tutta l’isola, con particolare attenzione ai periodi di produzione.

    A Messina, un frantoio è stato oggetto del sequestro di 800 litri di prodotti oleari conservati in contenitori anonimi, senza alcuna indicazione sulla tracciabilità e l’origine. Nella provincia di Ragusa, invece, un intero stabilimento di imbottigliamento è stato chiuso a causa della mancanza di autorizzazioni e delle precarie condizioni igienico-sanitarie. Nello stesso stabilimento sono stati sequestrati 1.825 litri di olio extravergine di oliva destinato alla vendita, anch’esso privo della corretta tracciabilità. Il valore complessivo dello stabilimento e delle attrezzature sequestrate ammonta a 200.000 euro, mentre il valore del prodotto oleario sequestrato è stimato intorno ai 18.000 euro.

    La siccità aggrava la crisi: produzione in calo dell’80%

    La situazione già precaria del settore oleario siciliano è ulteriormente aggravata dalla grave siccità che sta colpendo l’isola. Lo stress termico, la desertificazione e la carenza idrica stanno mettendo a dura prova gli uliveti, con una drastica riduzione della produzione. In alcune aree della Sicilia, si stima un calo produttivo superiore all’80%, un dato allarmante per i circa 600 frantoi presenti sul territorio.

    Intervento politico: emendamenti per sostenere il settore

    Il vice-presidente del gruppo parlamentare siciliano del PD, Mario Giambona, ha presentato due emendamenti in commissione attività produttive per affrontare l’emergenza. Il primo emendamento prevede lo stanziamento di 5 milioni di euro per compensare le perdite di fatturato e i costi fissi dei frantoi siciliani. Il secondo emendamento stanzia ulteriori 5 milioni di euro a sostegno dell’intero comparto olivicolo-oleario siciliano, dalla produzione delle olive alla commercializzazione dell’olio.

    Preoccupazione per il futuro delle aziende e dell’occupazione

    Giambona ha espresso forte preoccupazione per la situazione critica del settore, sottolineando il rischio di mancati ritorni economici per le aziende agricole e le possibili ripercussioni sull’occupazione. L’auspicio del deputato del PD è che nelle prossime settimane, in sede di commissione bilancio, si trovi una convergenza politica per approvare gli emendamenti e fornire un aiuto concreto a questo importante settore produttivo siciliano.

  • Meteo Sicilia in peggioramento, allerta gialla in tutta l’isola

    Meteo Sicilia in peggioramento, allerta gialla in tutta l’isola

    La Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla per tutta la Sicilia a causa di previsioni di piogge sparse, anche a carattere di rovescio o temporale. Secondo il bollettino, i settori orientali, meridionali e occidentali dell’isola potrebbero registrare precipitazioni da isolate a sparse, con accumuli localmente moderati. Anche i restanti settori saranno interessati da piogge da isolate a sparse, con accumuli generalmente deboli.

    Autunno siccitoso

    L’autunno, nonostante sia ormai nella sua fase centrale, sta deludendo le aspettative in termini di precipitazioni. Dall’inizio di novembre, nessuna perturbazione organizzata ha contribuito ad alleviare la siccità che persiste da mesi. Le piogge sparse che stanno interessando l’isola non sono sufficienti a risolvere la situazione.

    Evoluzione meteo

    Un calo del geopotenziale in quota sta favorendo l’ingresso di aria più fresca orientale, causando piogge sparse, in particolare nei settori orientali della Sicilia, e un primo calo delle temperature. Oggi e domani, giovedì 7 novembre 2024, la nuvolosità aumenterà su tutta l’isola, con deboli precipitazioni previste anche nei settori settentrionali, tra palermitano e messinese. Le precipitazioni più intense, localmente moderate, interesseranno i settori centrali e orientali, in particolare l’area etnea, le zone ioniche e l’ennese. Domani, anche il settore meridionale orientale potrebbe essere coinvolto. Le temperature subiranno un ulteriore lieve calo, mentre i venti saranno deboli o moderati durante i temporali. Nei prossimi giorni, si prevedono ancora locali instabilità, ma senza perturbazioni significative.

  • In Sicilia sta finendo l’acqua, si va verso il dramma

    In Sicilia sta finendo l’acqua, si va verso il dramma

    L’emergenza siccità in Sicilia continua nonostante le piogge di ottobre. I bacini idrici dell’isola registrano un preoccupante calo delle riserve, mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico e il settore agricolo. Secondo i dati dell’Autorità regionale di bacino, al 21 ottobre le dighe siciliane contengono poco più di 171 milioni di metri cubi d’acqua, con una diminuzione del 4,5% rispetto a settembre. Di questo volume, solo 55 milioni di metri cubi sono effettivamente disponibili per l’utilizzo, a causa della necessità di preservare l’habitat delle specie ittiche.

    Un deficit idrico allarmante rispetto al 2023

    Il confronto con lo stesso periodo del 2023 evidenzia la gravità della situazione: a inizio novembre dello scorso anno, le dighe siciliane immagazzinavano 325 milioni di metri cubi d’acqua, quasi il doppio della quantità attuale. Questo rappresenta un deficit del 45%, un dato che preoccupa le autorità e gli operatori del settore agricolo.

    Bacini a secco e rischio per l’approvvigionamento idrico

    Diversi bacini, tra cui Fanaco, Disueri, Ogliastro, Gorgo e Zaffarana, sono ormai completamente a secco. L’Ancipa, che fornisce acqua a numerosi comuni dell’Ennese, rischia di esaurirsi entro il 22 dicembre, mettendo a repentaglio l’approvvigionamento idrico della zona. Il Movimento per la difesa del territorio ha sollecitato un intervento urgente del Presidente della Regione per affrontare la crisi.

    L’agricoltura siciliana in ginocchio

    La prolungata siccità sta mettendo in ginocchio l’agricoltura siciliana. Le piogge di ottobre, pur abbondanti in alcune zone, non sono state sufficienti a ripristinare le riserve idriche nei terreni. Paolo Ganduscio, agronomo e agrumicoltore di Ribera, testimonia le difficoltà del settore, evidenziando come le temperature sopra la media stiano aggravando la situazione, in particolare per le colture di agrumi. La mancanza d’acqua compromette la fase di maturazione delle arance, con una stima di perdite produttive che potrebbe superare il 60% se non arriveranno presto precipitazioni consistenti. A peggiorare il quadro, le temperature miti stanno causando una seconda fioritura degli agrumi, un fenomeno anomalo che sottopone le piante a ulteriore stress.

  • Calo del 50% della produzione di olio in Sicilia, allarme oro verde

    Calo del 50% della produzione di olio in Sicilia, allarme oro verde

    La Sicilia si trova ad affrontare una grave crisi nella produzione di olio d’oliva, con previsioni che indicano un calo del 50% nella produzione di quest’anno. L’isola, che produce in media 30.000 tonnellate di olio, pari al 10% della produzione nazionale italiana, è stata duramente colpita da una prolungata siccità che ha devastato gli uliveti.

    Siccità persistente e impatto sulla fioritura

    Secondo Mario Terrasi, presidente dell’Oleum, la mancanza di precipitazioni degli ultimi due anni è la causa principale di questa drastica riduzione. La siccità, iniziata l’estate scorsa, ha impedito alle piante di sviluppare adeguatamente i frutti. Nonostante un promettente inizio a maggio, con una buona fioritura, le alte temperature e la mancanza d’acqua hanno compromesso la fase di allegagione, ovvero lo sviluppo iniziale dei frutti dopo la fioritura.

    Maturazione precoce e danni nelle siverse province

    Le elevate temperature hanno inoltre causato una maturazione precoce delle olive, rendendo il raccolto meno conveniente. La Sicilia orientale è la zona più colpita, con Messina, Catania, Ragusa, Siracusa, Enna e Caltanissetta che registrano danni superiori al 50%. Palermo, Trapani e Agrigento hanno subito un calo meno drastico, intorno al 20%. La presenza di varietà autoctone nella Sicilia orientale, come la Nocellara del Belice, la Tonda Iblea, la Biancolilla e la Cerasuola, potrebbe essere un fattore che contribuisce alla maggiore vulnerabilità di quest’area.

    Importazioni e aumento dei prezzi

    Per far fronte alla scarsità di produzione locale e soddisfare il fabbisogno interno, la Sicilia ricorre all’importazione di olio da Spagna, Grecia e Tunisia, una pratica consolidata nell’isola. Questa situazione ha portato a un aumento del prezzo dell’olio del 5% rispetto allo scorso anno, con inevitabili ripercussioni sui consumatori.

    Analisi delle rese provinciali

    I dati del Portale dell’Olio di Oliva del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), aggiornati al 15 ottobre, mostrano un’ampia variabilità nelle rese di olio tra le diverse province italiane. Si va da una resa del 5,41% nella provincia di Trento a rese significativamente più elevate, come il 16,3% in provincia di Cosenza e il 16,2% in provincia di Palermo. Questi dati evidenziano un quadro complesso, con rese modeste al centro-nord Italia nonostante una significativa quantità di olive, e rese accettabili al sud e nelle isole, nonostante una minore produzione.

  • Non solo olio ma anche agrumi in Sicilia, produzione in calo e prezzi alle stelle

    Non solo olio ma anche agrumi in Sicilia, produzione in calo e prezzi alle stelle

    La Sicilia si trova ad affrontare una grave crisi non solo per quanto riguarda l’olio ma anche nel settore agrumicolo a causa della prolungata siccità e delle anomale temperature miti. Giosuè Catania, presidente facente funzioni della Cia Sicilia Orientale, in un’intervista ad Askanews, prevede un calo del 30% della produzione di arance, con una stima di appena 660mila tonnellate rispetto alle 800.000 del 2023. Nello scenario peggiore, si potrebbe arrivare ad una riduzione del 40% del reddito degli agricoltori.

    Siccità e temperature anomale: un mix devastante

    La mancanza di piogge significative da 18 mesi e l’assenza del freddo necessario per la corretta maturazione e colorazione delle arance hanno compromesso la produzione. Le temperature notturne miti, intorno ai 22 gradi, hanno anticipato la maturazione di 15-20 giorni per le varietà precoci, favorendo anche attacchi di mosca. Questo ha portato ad una raccolta anticipata, che inizierà a breve anziché a fine ottobre, e a pezzature più piccole, seppur di buona qualità.

    Abbandono dei terreni e importazioni in aumento

    La scarsità d’acqua ha costretto molti agricoltori ad abbandonare i propri terreni, in particolare nella piana di Catania e nell’area ennese, zone tipiche dell’arancia rossa IGP. Si stima che siano stati abbandonati tra i 2.500 e i 3.000 ettari di piccole e medie aziende agricole. L’insufficiente produzione locale porterà ad un aumento dei prezzi al consumo e ad un maggiore ricorso alle importazioni da Spagna, Tunisia e Marocco.

    Il rischio di smantellamento del settore

    La Sicilia rappresenta i 2/3 della produzione nazionale di agrumi, con circa 60.000 ettari coltivati, di cui 44.000 ad arance, 12.000 a limoni e 4.500 ad altri agrumi e piccoli frutti. Questo patrimonio, che genera 15.000 giornate di lavoro l’anno senza contare l’indotto, rischia di essere smantellato a causa dell’abbandono dei terreni. Catania lancia un appello al pubblico affinché privilegi l’acquisto di prodotti italiani, focalizzandosi sulla qualità piuttosto che sul calibro.

    Richiesta di interventi urgenti

    Per far fronte alla crisi, la Cia Sicilia Orientale chiede ristori economici per le aziende, interventi immediati per consentire il reimpianto degli agrumeti abbandonati e l’esonero dal pagamento delle bollette dei consorzi di bonifica, che quest’anno non hanno fornito servizi di irrigazione. Inoltre, si richiede l’abbattimento del costo dell’energia elettrica, fondamentale per chi ha dovuto irrigare autonomamente attingendo acqua dal sottosuolo, e l’attivazione del fondo di solidarietà nazionale anche per gli impianti arborei, con i relativi meccanismi fiscali e tributari a sostegno del settore.

  • Produzione olio evo Sicilia, crollo storico e salasso per i consumatori

    Produzione olio evo Sicilia, crollo storico e salasso per i consumatori

    La Sicilia si appresta a registrare una produzione d’olio d’oliva ai minimi storici a causa della persistente siccità che ha colpito l’isola. Le stime preliminari indicano una produzione non superiore alle 20-25.000 tonnellate, circa la metà di una stagione normale, con una conseguente impennata dei prezzi, in particolare per gli oli DOP.

    Calo produttivo e impatto sui prezzi

    Si prevede una riduzione della produzione del 30% rispetto al 2023, con un totale inferiore alle 25.000 tonnellate, a fronte di una media di 50.000 tonnellate. Il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio Sicilia IGP, Mario Terrasi, ha sottolineato la gravità della situazione, ricordando che nel 2023 la produzione era scesa a 35.000 tonnellate, mentre nel 2017 aveva raggiunto le 70.000 tonnellate. La crisi climatica ha colpito duramente la Sicilia orientale, con un calo medio del 45%, mentre nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento la riduzione oscilla tra il 15% e il 20%.

    Situazione critica nelle diverse province siciliane

    Nel Catanese, la Cia stima un calo produttivo intorno al 50%, con punte del 60% nel Siracusano e nel Ragusano. A Marsala, la produzione è ai minimi storici, con cali fino all’80% in alcune aree, e prezzi che superano i 12 euro al litro per l’olio extravergine d’oliva. La situazione critica in Sicilia e Puglia ha contribuito al calo della produzione nazionale italiana, superata da Grecia, Tunisia e Turchia, come emerso dal recente G7 sull’agricoltura tenutosi a Siracusa.

    Aumento dei prezzi e prospettive future

    L’aumento dei prezzi all’ingrosso e nei supermercati è già una realtà. Secondo Ismea, il prezzo degli oli DOP Valli Trapanesi e Val di Mazara è aumentato del 27-28%, quello del Monte Etna del 30% e quello dei Monti Iblei del 16%. L’impatto del clima sulla fioritura degli ulivi fa prevedere ulteriori aumenti dei prezzi anche per il prossimo anno. Inoltre, molti produttori trovano più redditizia la vendita delle olive da tavola rispetto alla produzione di olio. Nonostante la riduzione della resa per ettaro, la qualità dell’olio siciliano rimane elevata. Gli esperti prevedono una stabilizzazione dei prezzi attorno agli 8-9 euro al litro con l’arrivo dell’olio extraeuropeo, ma chi preferisce l’olio locale dovrà sostenere costi maggiori. La Sicilia, con i suoi 142.381 ettari coltivati a olive e 616 frantoi attivi, rappresenta la terza regione italiana per produzione.

  • C’è l’Ottobrata in Sicilia, temperature oltre i 30 gradi

    C’è l’Ottobrata in Sicilia, temperature oltre i 30 gradi

    Due intense perturbazioni atlantiche, originate da una depressione sui Paesi nordici e dai resti dell’ex uragano Kirk, interesseranno l’Italia nei prossimi giorni, portando maltempo e nubifragi, soprattutto al Nord e sulle regioni tirreniche. La Sicilia, tuttavia, rimarrà ai margini di questi fenomeni, con precipitazioni limitate e concentrate principalmente sui settori centro-settentrionali. Tra martedì notte e le prime ore di mercoledì, la coda della prima perturbazione potrebbe portare rovesci e temporali sparsi sul Trapanese e il Palermitano, con possibili estensioni, seppur attenuate, al Messinese tirrenico.

    Previsioni meteo: sole e vento

    Giovedì si prevede ancora tempo soleggiato o al massimo velato. Venerdì, invece, l’ingresso di forti correnti di Maestrale, legate alla seconda perturbazione in allontanamento verso le regioni meridionali peninsulari, potrebbe portare locali annuvolamenti sui settori tirrenici centro-orientali, con il rischio di qualche isolato fenomeno.

    Siccità estrema in Sicilia: un problema persistente

    La persistente mancanza di piogge aggrava la situazione di siccità in Sicilia, soprattutto nei settori centro-orientali, dove si registrano livelli di siccità estrema. I dati pluviometrici degli ultimi 12 mesi mostrano accumuli ben al di sotto della media, con un deficit fino al 40/50% in diverse zone dell’isola durante il mese di settembre. Le piogge medie regionali degli ultimi 12 mesi si attestano intorno ai 450/460 mm, circa il 40% in meno rispetto alla media 2003-2022.

    Venti intensi in arrivo sull’isola

    Nel corso della settimana si intensificheranno i venti. Già martedì sono previsti venti dai quadranti sud-orientali e meridionali, con raffiche fino a 60/80 km/h sul Trapanese e Palermitano. Tra giovedì e venerdì, invece, sarà il Maestrale a prevalere, con raffiche che potrebbero raggiungere i 70/90 km/h.

    Focus su Palermo: caldo e possibili piovasci

    A Palermo, il bel tempo persisterà tra oggi e domani, con un aumento parziale della nuvolosità previsto per martedì sera. Le temperature rimarranno elevate, soprattutto martedì, quando le correnti meridionali potrebbero far salire le massime vicine o anche oltre i 30 gradi. Tra martedì notte e mercoledì mattina sono attesi alcuni piovasci, ma successivamente tornerà il bel tempo, con temperature comprese tra 25 e 30 gradi.

  • Emergenza olio in Sicilia: prezzi alle stelle e rischio frodi

    Emergenza olio in Sicilia: prezzi alle stelle e rischio frodi

    La Sicilia affronta una grave crisi nel settore olivicolo a causa della prolungata siccità e delle ondate di calore che hanno colpito l’isola nell’ultimo anno. Queste condizioni climatiche avverse hanno avuto un impatto devastante sui cicli produttivi, con un calo stimato del 50-60% rispetto alla già scarsa campagna precedente, secondo Giosuè Catania, presidente facenti funzioni di Cia Sicilia Orientale.

    Catania e Enna: le province più colpite

    La provincia di Catania, insieme alla zona del basso Ennese, è la più colpita, con una riduzione della produzione che raggiunge l’80%. Anche le aree di Siracusa e Ragusa registrano perdite significative, intorno al 60%, con punte del 40-50% nelle zone di alta collina e montagna.

    Produzione totale in Sicilia: un crollo drastico

    Si prevede che la produzione totale di olio in Sicilia si attesti sulle 16-18 mila tonnellate, un dato allarmante se confrontato con le 35.000 tonnellate della campagna 2023/24. Questa drastica riduzione dell’offerta preannuncia un inevitabile aumento dei prezzi alla produzione.

    Aumento dei prezzi e rischio di frodi

    L’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori segnala un aumento medio del 20% nel prezzo dell’olio extravergine d’oliva rispetto all’anno scorso, con picchi che superano il 50% e un aumento medio del 52% rispetto al 2021. I produttori attribuiscono questo incremento al forte calo produttivo causato dalle avverse condizioni climatiche. Paradossalmente, la scarsità di piogge e le alte temperature, pur riducendo la produzione, hanno favorito la qualità dell’olio, limitando la presenza della mosca dell’olivo, responsabile dell’aumento dell’acidità. Tuttavia, l’aumento dei prezzi alimenta il rischio di sofisticazioni, come l’aggiunta di oli di provenienza estera o di qualità inferiore, o ancora l’utilizzo di olio vecchio, pratiche fraudolente che compromettono la qualità del prodotto finale.

  • In Sicilia caldo anomalo ad ottobre, la siccità persiste

    In Sicilia caldo anomalo ad ottobre, la siccità persiste

    L’inizio di ottobre in Sicilia sarà caratterizzato da temperature miti e condizioni variabili, a causa dell’influenza di correnti sud-occidentali. Purtroppo, la regione rimarrà ai margini delle perturbazioni atlantiche che interesseranno l’Italia peninsulare, senza quindi ricevere le piogge autunnali, estese e consistenti, necessarie per mitigare la grave crisi idrica che affligge l’isola.

    La siccità persiste nonostante le piogge di settembre

    I bassi livelli dei principali invasi regionali, come l’Ancipa ai minimi storici, dimostrano che le piogge temporalesche sparse di settembre non sono state sufficienti a risolvere la situazione. Per porre fine alla siccità, è necessario un periodo prolungato di piogge e un cambiamento nella circolazione atmosferica a grande scala, almeno semestrale.

    Previsioni meteo: caldo anomalo fino al 4 ottobre

    Dopo un martedì stabile e soleggiato, tra mercoledì e giovedì si prevede un aumento della nuvolosità nelle province occidentali e tirreniche, con possibili isolati disturbi tra Agrigentino e Trapanese. Tra il 4 e il 5 ottobre, la coda della perturbazione che interesserà il Centro-Nord potrebbe raggiungere la Sicilia, portando un aumento della nuvolosità e qualche pioggia di passaggio, di modesta entità, su Trapani, Agrigento, Palermo, Messina e, occasionalmente, sull’Etna e la dorsale peloritana.

    Temperature elevate, soprattutto sulla costa ionica

    L’inizio di ottobre sarà caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali, in particolare nella Piana di Catania e sulla costa ionica. Tra mercoledì 2 e venerdì 4 ottobre, Catania e Siracusa potrebbero raggiungere i 31-33°C. Palermo vedrà massime tra 27 e 30°C, mentre Messina e Agrigento intorno ai 26-28°C. Le anomalie termiche saranno alimentate dai venti di Libeccio, con raffiche che potrebbero superare i 50-60 km/h.

    Previsioni per mercoledì 2 ottobre

    Mercoledì 2 ottobre si prevede un cielo inizialmente poco nuvoloso, con un aumento della nuvolosità nel corso della giornata a partire dal Trapanese, in estensione al resto della regione entro sera. Non si escludono isolati fenomeni, soprattutto nel settore centro-occidentale. Venti moderati da sud, con possibili rinforzi sul settore occidentale e sul versante tirrenico occidentale. Mari: mosso il Canale di Sicilia, poco mossi gli altri mari. Temperature in ulteriore aumento, soprattutto le minime.

    Calo termico atteso dal 5 ottobre

    Un calo delle temperature, con valori più in linea con la stagione autunnale, è previsto a partire dal 5 ottobre, grazie all’arrivo di correnti più fresche e umide di origine atlantica.

  • La siccità distrugge l’olio siciliano e pugliese: allarme prezzi alle stelle

    La siccità distrugge l’olio siciliano e pugliese: allarme prezzi alle stelle

    La siccità che ha colpito duramente Sicilia e Puglia ha portato a un drastico calo del 32% della produzione di olio d’oliva in Italia. Questo allarme è stato lanciato a Siracusa durante un incontro legato al G7 dell’Agricoltura, da Coldiretti, Unaprol e Ismea. Le stime per il 2024 presentate ai ministri delle maggiori potenze economiche dipingono un quadro preoccupante per l’Uliveto Italia. La raccolta in Sicilia è iniziata con un anticipo di 15-20 giorni a causa delle temperature record che hanno accelerato la maturazione delle olive, portando l’olio nuovo sulle tavole degli italiani già a fine settembre.

    Italia al quinto posto nella produzione mondiale

    Con una produzione prevista di circa 224 milioni di chili di olio d’oliva, l’Italia scende al quinto posto nella classifica mondiale dei produttori. La Puglia, regione che rappresenta circa un terzo degli uliveti nazionali, è stata particolarmente colpita, con un raccolto stimato dimezzato rispetto all’anno precedente. La scarsità di piogge estive e le alte temperature hanno causato stress idrico nelle piante, compromettendo fioritura e allegagione.

    Situazione critica in Sicilia e Calabria

    Anche Sicilia e Calabria, altre importanti regioni produttrici, stanno affrontando una situazione difficile. In Calabria, la prolungata siccità ha accentuato lo stress idrico degli ulivi, causando una caduta precoce delle olive, in particolare nei frutteti più giovani. In Sicilia, nonostante una buona fioritura e allegagione iniziale, parte della produzione è andata persa a causa della cascola dei frutticini tra giugno e luglio. La siccità di agosto ha ulteriormente ridotto le aspettative, sebbene i primi dati sulle rese in olio sembrino relativamente buoni.

    Aumento della produzione al Nord e al Centro, crescita dei consumi

    In contrasto con il Sud, le regioni del Nord e del Centro Italia hanno registrato un aumento record della produzione di olio, rispettivamente del +75% e del +70% rispetto a un 2023 deficitario. Nel frattempo, il consumo di olio in Italia è in crescita, con circa 400 mila aziende agricole impegnate nel settore. L’Italia mantiene la leadership in Europa per il maggior numero di oli extravergine a denominazione (43 DOP e 4 IGP), con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, rappresentando la più grande biodiversità olivicola al mondo.

    Contrasto alle frodi e adattamento ai cambiamenti climatici

    Data la scarsità di prodotto e il conseguente aumento dei prezzi, Coldiretti e Unaprol si impegnano a contrastare le frodi, proponendo il restringimento dei parametri di acidità per l’olio extravergine d’oliva. Inoltre, si auspica l’arrivo di un nuovo decreto per migliorare la tracciabilità delle olive acquistate dai commercianti. Infine, si sottolinea l’importanza di adattarsi ai cambiamenti climatici, accelerando la realizzazione di invasi e migliorando la gestione delle risorse idriche per garantire una produzione costante e di qualità nel futuro.