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  • Il Festino, il miracolo e la fede: l’ammiraglia Mediaset porta Santa Rosalia in TV

    Il Festino, il miracolo e la fede: l’ammiraglia Mediaset porta Santa Rosalia in TV

    Santa Rosalia e il 400° Festino protagonisti su Canale 5. Sabato prossimo alle 9:30, Canale 5 e Mediaset Italia trasmetteranno “I Viaggi del Cuore”, un programma condotto da Don Davide Banzato, dedicato alla vita di Santa Rosalia e al 400° Festino di Palermo. La trasmissione offrirà uno sguardo approfondito sulla storia della Santa Patrona e sulle celebrazioni che hanno animato la città lo scorso luglio. L’episodio, parte della 18esima stagione del programma, rappresenta un’opportunità unica per scoprire la profonda devozione popolare che circonda la figura di Santa Rosalia.

    Palermo al centro dell’attenzione nazionale e internazionale

    L’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo ha espresso grande entusiasmo per l’iniziativa, sottolineando l’importanza della trasmissione nel promuovere la città a livello nazionale e internazionale. L’assessore Giampiero Cannella ha evidenziato come il programma contribuisca al percorso di promozione turistica intrapreso dall’Amministrazione, mirato ad attrarre nuovi flussi turistici e a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico palermitano. L’attenzione rivolta a Palermo da parte dei produttori e degli autori della trasmissione è stata accolta con gratitudine dall’assessore, che vede nell’iniziativa un’occasione preziosa per far conoscere la comunità e il territorio a un pubblico più vasto.

    Un viaggio tra fede, storia e tradizione siciliana

    “I Viaggi del Cuore”, condotto da Don Davide Banzato, torna dal 17 novembre con una nuova stagione ricca di contenuti dedicati a luoghi di fede e storia. La prima tappa di questa 18esima edizione è proprio Palermo, con un focus sul Festino di Santa Rosalia, una delle celebrazioni più sentite della Sicilia. Il programma si propone di immergere il pubblico nella spiritualità siciliana, esplorando la storia locale e le tradizioni che legano cultura e religione. Dalla vivacità dei mercati storici, come Ballarò, alla maestosità delle chiese, Palermo offre uno scenario suggestivo per l’avvio della nuova stagione.

    Un’immersione nel cuore della cultura palermitana

    Oltre al Festino di Santa Rosalia, la trasmissione esplorerà anche altri aspetti della cultura palermitana, offrendo un ritratto completo della città. Il programma si propone di far conoscere al pubblico la ricchezza del patrimonio artistico, architettonico e storico di Palermo, evidenziando il profondo legame tra la città e la sua Santa Patrona. “I Viaggi del Cuore” rappresenta un’opportunità per scoprire la bellezza e la spiritualità di Palermo, immergendosi nelle sue tradizioni e nella sua storia millenaria. La trasmissione proseguirà poi il suo viaggio in altre località, tra cui l’Irlanda e Malta, offrendo al pubblico un’esperienza di scoperta e di approfondimento culturale.

  • Palermo in festa per Santa Rosalia: un Festino memorabile

    Palermo in festa per Santa Rosalia: un Festino memorabile

    Palermo – È la notte dei miracoli, la sera di Santa Rosalia. Da 399 anni si ripete quel ribollente spettacolo fede e speranza, cominciato quando una città stremata dalla peste portò in processione le ossa della ragazza eremita – trovate su Monte Pellegrino dopo un sogno rivelatore – liberando dall’incubo i palermitani. Ed è sempre la stessa narrazione che si ripete, quel trionfo con cui si rievoca una tradizione secolare, ma sempre emozionante, identitaria, coinvolgente. Quest’anno il tema è quello del sogno; e della luce che vince il buio, dell’alba che ha la meglio sulla notte e cioè la fede che vince un nemico maligno come il morbo nero.

    I preparativi dell’evento: luci, suoni e il mastodontico carro

    Ieri mattina, i vigili del fuoco hanno reso omaggio a Rosalia deponendo una corona di fiori sulla facciata del municipio, con l’ausilio di una scala, dove una statua della santa sembra sorvegliare il suo popolo. Omaggio floreale al quale tradizionalmente partecipano, e anche stavolta ovviamente, l’arcivescovo, il sindaco e rappresentanti della giunta e del Consiglio comunale. «Un atto di devozione – ha commentato Roberto Lagalla – che rappresenta una tradizione benedicente per la città e rinfrancante per i suoi amministratori».

    Tutto pronto dunque per il grande evento. Ieri sera le prove generali sono andate per il verso giusto: attori, videomapping, luci, audio, percorsi, spazi, costumi. Anche il mastodontico carro, piazzato sotto Porta Nuova già da mercoledì sera, è stato completato in loco perché la grande luna che lo sovrasta era difficile da trasportare intera dall’officina dove è stata realizzata assieme al resto della imponente “macchina”.

    Il carro dedicato a Biagio Conte e Padre Puglisi

    La statua della Santuzza è stata montata in quella parte più bassa del carro, “vicina al popolo”, com’era stato il desiderio di Biagio Conte a cui questo Festino è dedicato assieme a padre Pino Puglisi. Secondo le ultime informazioni, sul carro ci sarà certamente padre Pino Vitrano, braccio destro di frate Biagio, insieme al sindaco Lagalla e a una casalinga di Brancaccio, Carola Schirò, madre di tre figli, animatrice del centro Padre Nostro fondato da padre Puglisi. Tutti e tre grideranno per tre volte “Viva Palermo e Santa Rosalia” durante il corteo.

    Alle 21.15 partirà la performance sul piano di Palazzo Reale, con le voci narranti di Salvo Piparo, Egle Mazzamuto, Stefania Blandeburgo e Rori Quattrocchi. Poi, il carro che rimarrà al buio, lentamente comincerà a scivolare lungo il Cassaro. Si attende una folla imponente nella considerazione che questa è davvero la prima edizione post-pandemia e i palermitani fremono dalla voglia di rivivere la festa.

    Le tappe del corteo fino a Porta Felice

    Le stazioni dove il racconto della Palermo liberata dalla peste si dipanerà sono la cattedrale (dove la statua della Santuzza sarà svelata) momento in cui si accenderanno le luci della “macchina”, i Quattro Canti e Porta Felice. In quest’ultima tappa verranno proiettati i volti di Biagio Conte e Pino Puglisi sulle facciate del monumento, mentre la “Cantoria” del Teatro Massimo canterà musiche di giubilo.

    Il gran finale della sfilata trionfale

    L’ultima stazione sarà il Palchetto della Musica per il finale del corteo trionfale affidato alle note della più antica banda musicale siciliana, quella di Ciminna, che eseguirà l’inno tradizionale alla Santuzza. Si stima che la sfilata del carro durerà circa 75 minuti, poi si darà il via allo spettacolo pirotecnico, un po’ prima di mezzanotte e mezza per la gioia dei tantissimi palermitani e turisti che gremiranno le vie.

    Sul percorso niente tavolini, gazebo o panchine per far spazio al corteo, vietata anche la vendita di superalcolici. Insomma, tutto pronto per una festa attesissima, il Festino di Santa Rosalia, l’appuntamento più sentito e partecipato dai palermitani, una tradizione antica e sempre emozionante che quest’anno, finalmente libera dalle restrizioni della pandemia, si preannuncia memorabile.

  • Biagio Conte vive ancora: il suo sorriso non smette d’illuminare Palermo

    Biagio Conte vive ancora: il suo sorriso non smette d’illuminare Palermo

    A sei mesi dalla scomparsa, fratel Biagio Conte è ancora una presenza viva e tangibile a Palermo, la città che ha amato e servito per tutta la vita. Il missionario laico che ha dedicato l’esistenza ai poveri continua a vivere nel ricordo e nell’affetto delle tante persone che ogni giorno si recano alla Cittadella, il luogo da lui fondato, e sostano in preghiera sulla sua tomba. Una tomba caratterizzata da una lastra in marmo verde, dono di un artigiano di Ragusa, che raffigura un sorridente fratel Biagio. Ed è proprio quel sorriso, insieme alla sua eredità di amore, che non smette di illuminare Palermo e i palermitani.

    “Pino Puglisi e Biagio Conte sono scesi in campo come Rosalia per testimoniare un Dio che scende in campo”, ha detto l’arcivescovo Lorefice, sottolineando come Biagio sia ancora una presenza viva in città. Alla Cittadella, dove è stato allestito il carro trionfale di Santa Rosalia, simbolo di integrazione tra ultimi e istituzioni. E sono proprio gli “ultimi”, i fratelli che Biagio ha accolto e amato, a sentire ancora la sua vicinanza. “Era davvero un fratello per me”, racconta commosso Agostino al quotidiano l’Avvenire. Una vicinanza che va oltre la morte, come testimoniano i tanti episodi riferiti da chi lo ha conosciuto.

    Don Pino Vitrano, che con Biagio ha condiviso una vita intera, portando avanti l’opera della Cittadella, non ha dubbi: “Lo sento accanto a me, è qui con noi”. Una presenza viva che si manifesta nei momenti di necessità, nei segni della Provvidenza, nelle persone che continuano a prendersi cura degli ultimi.

    Il dottor Russo ricorda ancora il bigliettino che Biagio distribuì all’università quando lo incontrò: “Ognuno di noi ha una missione”. E quella missione di speranza Biagio la porta avanti anche ora, con la sua testimonianza. “Non potrò mai dimenticare quando scoprimmo della sua malattia, fu un momento durissimo. Eppure Biagio è qui, vicino a noi”.

    Anche don Francoforte, che sta combattendo la stessa battaglia contro il cancro, sente Biagio al suo fianco: “Non mi sento orfano, continuo a godere della sua amicizia e comunione”. Un’eredità di coraggio, gioia e speranza chefa sentire Biagio ancora presente nelle storie e nei cuori di Palermo.

    Nella sua stanza alla Cittadella, dove tutto è rimasto intatto, si respira ancora la sua essenza. Un profumo di fiori che si mescola alla commozione di chi entra in quel luogo. Biagio non se n’è andato davvero: il rumore del suo sorriso è ancora vivo nel giardino della Cittadella, tra la sua gente, nella città che ha servito e che continuerà ad amare attraverso l’impronta indelebile del suo messaggio di pace, carità e fratellanza.