Tag: San Cataldo

  • Casa di riposo degli orrori in Sicilia, anziani legati con nastro adesivo

    Casa di riposo degli orrori in Sicilia, anziani legati con nastro adesivo

    Carabinieri della Tenenza di San Cataldo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Caltanissetta nei confronti di tre persone coinvolte nella gestione di una struttura socio-assistenziale per anziani. L’indagine, coordinata dal pool violenza di genere e domestica della Procura Nissena, ha portato all’arresto di una persona e agli arresti domiciliari per altre due.

    Intercettazioni e video rivelano abusi su anziani fragili

    L’inchiesta, supportata da intercettazioni ambientali e videoriprese, ha svelato gravi maltrattamenti, sequestri di persona ed esercizio abusivo della professione all’interno della struttura. Le indagini hanno documentato comportamenti vessatori e umilianti da parte dell’amministratrice e di due collaboratori ai danni degli ospiti.

    Anziani legati e immobilizzati: scene di orrore nella struttura

    Secondo la Procura, gli anziani più fragili venivano legati con cinghie o nastro adesivo alle sedie a rotelle e immobilizzati a letto con mezzi di contenimento, privandoli di qualsiasi movimento. Queste pratiche disumane sono state portate alla luce grazie al lavoro investigativo delle forze dell’ordine.

    Struttura sequestrata e affidata ad amministratore giudiziario

    La struttura è stata posta sotto sequestro ed è stata affidata alla gestione di un amministratore giudiziario. Questo è il secondo provvedimento cautelare in sei mesi nella provincia di Caltanissetta riguardante indagini su strutture per anziani. All’operazione hanno partecipato anche i militari del NAS e del NIL.

  • Incidente mortale sul lavoro in Sicilia: addio a Raffaele, 23 anni

    Incidente mortale sul lavoro in Sicilia: addio a Raffaele, 23 anni

    Un tragico incidente sul lavoro ha spezzato la vita di un giovane studente di Sommatino. Raffaele Bottalico, 23 anni, è deceduto all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dopo una settimana di agonia. Il 7 maggio scorso, il ragazzo era precipitato da un’altezza di circa dieci metri mentre lavorava su un tetto a San Cataldo. Le sue condizioni, apparse subito gravissime, sono progressivamente peggiorate fino al decesso. Un gesto di grande altruismo ha accompagnato il dolore immenso dei genitori, che hanno autorizzato l’espianto degli organi del figlio.

    L’incidente è ora al centro di un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. La Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo per accertare le dinamiche dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità in merito alla sicurezza sul luogo di lavoro.

    Questa tragedia riporta alla memoria un altro caso di morte bianca, quello di Francesco Romano, operaio di Gela deceduto nel 2012. A distanza di 13 anni, la Cassazione ha emesso una nuova sentenza riguardo all’incidente in cui Romano rimase schiacciato da un tubo al pontile del petrolchimico. La Corte ha disposto il rinvio alla Corte d’Appello di Caltanissetta per sette imputati, tra dirigenti Eni e imprenditori dell’indotto, al fine di rideterminare la pena. Anche per altri due imputati e per la Bioraffineria di Gela è stato disposto il rinvio per accertare eventuali responsabilità penali. Due imputati sono stati assolti, mentre per un terzo il reato è stato dichiarato estinto per morte.