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  • Scade l’esenzione ticket per reddito, ecco come rinnovare

    Scade l’esenzione ticket per reddito, ecco come rinnovare

    Sono oltre 400 mila gli utenti di città e provincia che dall’1 aprile, saranno chiamati a rinnovare o chiedere ex novo l’esenzione ticket per reddito. I cittadini interessati potranno richiedere e ottenere il certificato in tempo reale attraverso una procedura interamente su internet collegandosi al portale Sistema TS (Tessera Sanitaria) all’indirizzo: https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/it/web/guest/esenzioni-da-reddito-cittadini

    Procedura Online

    E’ possibile accedere con pc, tablet o smartphone. Con pochi click, attraverso una procedura semplice e intuitiva, i cittadini muniti di SPID, Tessera Sanitaria come Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS) o carta d’identità elettronica (CIE) potranno: inserire i dati personali nell’apposita autocertificazione elettronica con richiesta di esenzione per motivi di reddito, ottenendo immediatamente l’attestato; visualizzare e stampare le esenzioni proprie per motivi di reddito attive.

    Convenzione con i CAF

    Così com’è avvenuto lo scorso anno, l’Asp di Palermo ha stipulato convenzioni con i CAF ai quali i cittadini potranno rivolgersi per rinnovare o richiedere gratuitamente il certificato di esenzione ticket per reddito. L’elenco completo dei CAF finora convenzionati è visibile nell’apposita sezione del sito internet dell’Azienda all’indirizzo: https://www.asppalermo.org/novita/esenzione-ticket-per-reddito-2025/. Tale elenco è in continuo aggiornamento.

    Sportello Itinerante

    L’Asp di Palermo, per andare incontro ai cittadini, ha anche organizzato una serie di iniziative itineranti: un ufficio mobile sarà nelle piazze e nei luoghi di aggregazione per esitare in tempo reale le richieste di rilascio dei certificati di esenzione ticket. Il primo appuntamento giovedì 3 aprile (dalle 10.30 alle 16.30) in Piazza Guglielmo II a Monreale; domenica 6 aprile (ore 9-14) Piazza Nascè a Palermo; martedì 8 aprile (ore 10.30-16.30) a Ventimiglia di Sicilia; venerdì 11 aprile a Cefalù (10.30-16), domenica 13 aprile (ore 9-14) Piazza Castelnuovo a Palermo e martedì 15 aprile a San Cipirello.

    Validazione Certificati

    Per circa 190 mila utenti – soprattutto pensionati categoria E01 – i certificati sono stati già validati dall’Agenzia delle Entrate. L’attestato risulterà visibile anche al medico di famiglia.

    Categorie di Esenzione

    Gli attestati di esenzione in scadenza il 31 dicembre 2024 o il 31 marzo 2025 riguardano le seguenti categorie:

    E01: Soggetti di età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare (nucleo familiare fiscale) con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro;
    E02: Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare (nucleo familiare fiscale) con un reddito complessivo inferiore ad 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (si considerano disoccupati i soggetti regolarmente iscritti negli elenchi dei Centri per l’Impiego e che hanno perso una precedente attività lavorativa alle dipendenze; sono quindi esclusi i soggetti in cerca di prima occupazione);
    E03: Titolari di assegno (ex pensione) sociale e loro familiari a carico;
    E04: Titolari di pensione al minimo, di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare (nucleo familiare fiscale) con reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni familiare a carico.

  • Reddito di cittadinanza, la beffa siciliana: da 7.000 a 100 euro

    Reddito di cittadinanza, la beffa siciliana: da 7.000 a 100 euro

    L’annuncio del governo Schifani riguardo all’istituzione di un “Reddito di Povertà” in Sicilia ha acceso un vivace dibattito pubblico, ponendo in luce le complesse sfide socioeconomiche che l’isola si trova ad affrontare. Il governatore siciliano vuole aiutare le persone che hanno perso il reddito di cittadinanza almeno quelle che si trovano in uno stato di povertà più grave ma il dibattito politico è aspro e la misura vede già parecchi punti deboli, almeno un secondo i sindacati e parte dell’opposizione.

    La misura, inserita nella Finanziaria quater, mira a destinare 30 milioni di euro alle famiglie più vulnerabili, con un ISEE non superiore a 5.000 euro. Questo intervento si inserisce in un contesto di crescente disagio economico, aggravato dalla recente abolizione del Reddito di Cittadinanza, che ha lasciato numerose famiglie siciliane prive di un sostegno fondamentale. La Sicilia, infatti, presenta tassi di povertà significativamente più elevati rispetto alla media nazionale, con una particolare concentrazione nelle aree rurali e nelle periferie urbane. L’alto tasso di disoccupazione, la precarietà del lavoro e la mancanza di opportunità economiche contribuiscono a creare un quadro di fragilità sociale che richiede interventi mirati e strutturali.

    Il Cuore della contesa: i numeri e le polemiche

    L’aspetto più controverso del “Reddito” riguarda l’entità delle risorse stanziate. I 30 milioni di euro previsti, infatti, appaiono insufficienti a fronteggiare l’ampiezza del fenomeno della povertà in Sicilia. Le critiche mosse dai sindacati, in particolare da CGIL e UIL, si concentrano proprio su questo punto. Secondo i calcoli della CGIL, se la platea dei beneficiari fosse la stessa del precedente Reddito di Cittadinanza, ogni nucleo familiare riceverebbe poco più di 100 euro l’anno, una cifra irrisoria rispetto ai 7.000 euro precedentemente garantiti. Considerando l’insieme dei nuclei familiari con ISEE inferiore a 5.000 euro, la cifra scenderebbe ulteriormente a 86 euro l’anno, rendendo l’intervento praticamente inefficace. La UIL ha sottolineato la necessità di interventi più significativi, capaci di garantire un livello di vita dignitoso alle famiglie in difficoltà. Anche la CISL, pur mostrando un atteggiamento più cauto, ha richiesto un confronto con le parti sociali e un cospicuo aumento delle risorse per dare risposte concrete al problema.

    Le dichiarazioni di Schifani e le imcognite sull’erogazione

    Il presidente Schifani ha difeso la propria iniziativa, sottolineando che non si tratta di un semplice sussidio, ma di un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà. Ha inoltre ribadito la volontà del suo governo di occuparsi del welfare e del disagio sociale, tradizionalmente considerati temi di sinistra. Le modalità di erogazione del “Reddito di Povertà” però restano ancora poco chiare. L’emendamento prevede un contributo massimo di 5.000 euro per nucleo familiare, ma non specifica i criteri di assegnazione e le procedure di erogazione. Si ipotizza che il bando, che sarà emesso dall’Assessorato alla Famiglia e dall’IRFIS, possa prevedere diverse opzioni: l’erogazione di 5.000 euro ai primi richiedenti fino all’esaurimento dei fondi, oppure la distribuzione delle risorse tra un numero maggiore di famiglie, riducendo l’importo del contributo per ciascun nucleo. Un’altra ipotesi, avanzata da alcuni esponenti della maggioranza, prevede la possibilità di un aumento delle risorse durante le votazioni in aula, sfruttando i fondi residui del bilancio 2024.

    Il Ruolo dell’opposizione e le prospettive future

    Il Movimento 5 Stelle, principale forza di opposizione, ha criticato duramente la proposta del governo Schifani, definendola una misura spot incapace di affrontare seriamente il problema della povertà. Nuccio Di Paola, leader del M5S Sicilia, ha invitato il governo a stanziare almeno 100 milioni di euro per rendere l’intervento effettivamente significativo. Il M5S ha annunciato la presentazione di emendamenti per aumentare il budget del “Reddito di Povertà” e ha richiesto il voto segreto, confidando nel malcontento presente all’interno dell’Ars. Il dibattito politico si preannuncia quindi acceso, con il governo che difende la propria iniziativa e le opposizioni che ne contestano l’efficacia. Il futuro del “Reddito di Povertà” in Sicilia dipenderà dall’esito di questo confronto politico e dalla capacità del governo di rispondere alle critiche e di garantire un sostegno concreto alle famiglie più vulnerabili.