Tag: percettori

  • Lavoro per 120 percettori del Reddito di Cittadinanza, in busta paga 500 euro più l’assegno

    Lavoro per 120 percettori del Reddito di Cittadinanza, in busta paga 500 euro più l’assegno

    Sono circa 120 i percettori di reddito di cittadinanza che hanno trovato lavoro, tra pubblico e privato. Accade nel comprensorio di Ribera, in provincia di Agrigento. La metà di loro sono già stati impiegati in aziende private mentre altri 60 prenderanno servizio a partire dal primo maggio. Arriva quandi qualche buona notizia tra quelle che parlano solo di furbetti del Reddito di cittadinanza e lavoratori in nero che percepiscono il sussidio.

    Stipendio e Reddito di cittadinanza

    Ora per 120 lavoratori arriva un contratto di lavoro oltre al beneficio mensile del Reddito di Cittadinanza. Oltre al sussidio statale erogato dal Ministero, infatti, questi lavoratori, percepiranno anche 500 euro per lavorare in bar, ristoranti, ditte locali, artigiani ma non soltanto. Anche lo stesso comune di Ribera usufruirà delle prestazioni dei lavoratori. Cinque di loro, infatti, sono stati assunti dalla ditta che si occupa della manutenzione del verde comunale.

    Arriva però un’altra critica al reddito

    “Lo strumento del reddito di cittadinanza non sembra esser davvero servito agli scopi di consentire il deceleramento dei processi di esclusione e di emarginazione sociale e favorire la competitività del lavoro”. lo dice Meritocrazia Italia secondo cui, “introdurre un sussidio sganciato dal lavoro salariato ha addirittura portato a effetti inversi rispetto a quelli desiderati, ossia a una diminuzione dell’offerta di lavoro, specie con riferimento agli impieghi meno qualificanti”.

    I costi, insomma, superano i benefici

    “Certamente – si legge nella nota di Metritocrazia – il primo limite è stato dato dal mancato adeguamento funzionale dei Centri per l’impiego, oggi in affanno anche per carenza di organico, passaggio necessario fin dall’adozione della misura di sostegno eppure ampiamente sottovalutato. Si aggiunge l’esposizione a fenomeni elusivi (sono tantissimi i percettori che contestualmente svolgono attività lavorativa in nero).

    Le proposte per migliorare il reddito di cittadinanza

    Meritocrazia Italia ha già avanzato le proprie proposte per il ripensamento del sistema degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza, da mutare in sistema di ‘reddito di inserimento’ in funzione di recupero di una concreta politica e attività di avviamento al lavoro e con previsione di durata non superiore ai 18 mesi.  “Occorre, però, puntare anzitutto sull’efficientamento dei Centri per l’Impiego. Si potrebbe pensare, in questo senso, di sfruttare le competenze delle frammentate agenzie di lavoro interinale, mettendo a disposizione dei Centri per l’Impiego i loro corposi database (ove, da oltre 20 anni, confluiscono offerte di lavoro di tutto il territorio nazionale), con adeguati accordi negoziali. Sarebbe sufficiente costruire uno sharepoint condiviso di dati, coniugando il sistema dei Centri dell’impiego entrato a regime con quello dei privati, anche semplicemente per le sole offerte. Dopo una prima fase di sperimentazione, si dovrebbero far confluire i dati in un unico database centrale. L’abbinamento tra domanda e offerta di lavoro sarebbe di molto agevolata se convogliato in catalizzatori (prima sharepoint e poi in un single entry point) gestiti a livello unitario-nazionale, settore per settore”.

  • Scoperti 49 furbetti del Reddito di cittadinanza, la truffa ha fruttato 350 mila euro

    Scoperti 49 furbetti del Reddito di cittadinanza, la truffa ha fruttato 350 mila euro

    In 49 furbetti del Reddito di cittadinanza in Sicilia finiscono nella rete dei Carabinieri. Con dichiarazioni false intascavano il reddito di cittadinanza. Nell’ambito delle attività di controllo dell’Arma dei Carabinieri sulle purtroppo frequenti indebite fruizioni del “reddito di cittadinanza”, la Stazione di Calatabiano, nel catanese, ha denunciato 49 persone. L’accusa è di false attestazioni finalizzate alla percezione indebita del reddito di cittadinanza.

    Le verifiche con l’Inps

    La verifica svolta con il supporto dell’Inps è stata incentrata sulla disamina di una grande mole documentale, da quest’ultimi a tal fine prodotta, che è stata riscontrata per accertarne la veridicità. Sono state esaminate le posizioni di oltre 400 percettori che, nei casi in questione, hanno evidenziato omissioni o più o meno volute “imprecisioni” anagrafiche dello stesso beneficiario o di componenti del proprio nucleo familiare nelle attestazioni prodotte a corredo della richiesta, per ottenere così l’alterazione dell’indicatore “ISEE” tale da poter consentire la concessione del reddito di cittadinanza o la sua fruizione con una somma di denaro maggiorata.

    I trucchi per prendere il reddito di cittadinanza

    Dagli indebiti beneficiari risulta essere stata attestata la falsa residenza nel comune di Calatabiano mentre, in dieci dei casi di percettori provenienti da uno stato estero, è stata invece falsamente dichiarata la permanenza da almeno un decennio nel territorio nazionale italiano. Singolare, inoltre, la “dimenticanza” da parte di un beneficiario dell’annotazione di sofferti provvedimenti cautelari, trovandosi egli stesso infatti agli arresti domiciliari per reati in materia di droga oppure, analogamente, della detenzione in carcere sofferta da un figlio che, in uno dei casi, aveva agevolato la commissione di reati a beneficio di un’organizzazione criminale di tipo mafioso.

    Scoperte truffe per 1.500.000 di euro

    Nella loro globalità le singole fruizioni delle somme di denaro, al momento della verifica da parte dei Carabinieri, hanno causato un danno all’erario di circa 350.000 euro.  Le operazioni dei carabinieri in ambito provinciale, anche in collaborazione con il Nucleo ispettorato del lavoro di Catania, hanno consentito negli ultimi 12 mesi di denunciare oltre 200 persone che, con false attestazioni, hanno indebitamente beneficiato delle somme di denaro pubblico loro destinate per un ammontare complessivo di circa 1.500.000 di euro.

  • Reddito di cittadinanza, tirocini retribuiti per 34 percettori del Corleonese

    Reddito di cittadinanza, tirocini retribuiti per 34 percettori del Corleonese

    Dopo i Progetti Utili alla Collettività avviati ad ottobre 2001, prendono il via i Tirocini d’Inclusione Sociale (TIS) per i percettori del reddito di cittadinanza. Coinvolgeranno i percettori del Distretto socio sanitario D40. Saranno 12 a Corleone, 6 a Bisacquino, 3 a Campofiorito, 6 a Chiusa Sclafani, 3 a Contessa Entellina, 3 a Giuliana e 1 a Roccamena.

    I partecipanti percepiranno un’indennità mensile e saranno impegnati per 20 ore settimanali nelle attività lavorative delle aziende che hanno dato la propria disponibilità. Il tirocinio durerà 4 mesi. La fase iniziale d’inserimento prevede un percorso di orientamento e di formazione.

    I TIS sono stati interamente finanziati con avviso 3/2016. Tutti i partecipanti, dei singoli comuni, riceveranno i DPI e saranno coperti da assicurazione INAIL e RCT.

    I Tirocini d’Inclusione Sociale sono dei progetti che garantiranno, a tutti i beneficiari, la possibilità di avere una adeguata formazione che possa immetterli nel mondo del lavoro. Inoltre, i tirocinanti avranno anche la possibilità di ricevere, successivamente, la proposta di un contratto con inserimento in azienda, a discrezione delle stesse. I TIS sono un valido strumento per agevolare l’inclusione sociale, l’autonomia e la riabilitazione delle persone prese in carico dai servizi sociali.

    I tirocini d’inclusione sono, quindi, una risorsa per i beneficiari perché consentiranno loro di formarsi al fine d’intraprendere un percorso lavorativo che possa portarli a una crescita personale e professionale. “Un ringraziamento a tutta l’Area dei Servizi Sociali, guidata dal Dott. Giuseppe Laganà e al responsabile della programmazione sociale, il Dott. Gero Barbasso, per il suo costante impegno, alle assistenti sociali del PON inclusione e alla Dott.ssa Patrizia Di Miceli”- ha dichiarato il vice sindaco e assessore per le Politiche Sociali di Corleone, Maria Clara Crapisi.