Tag: palermitano

  • Sorpreso un piromane ad appiccare un incendio nel Palermitano

    Sorpreso un piromane ad appiccare un incendio nel Palermitano

    I carabinieri hanno denunciato un agricoltore di Piana degli Albanesi che aveva appiccato le fiamme ad un cumulo di sfalci di potatura. L’incendio, inizialmente di modeste dimensioni, si è poi propagato nella riserva naturale Serra della Pizzuta a causa delle alte temperature.

    Identificato il responsabile

    A identificare l’autore dell’incendio sono stati i forestali del corpo regionale in servizio nella zona. Si tratta di B.A., allevatore sessantenne proprietario di parte dell’area boscata incendiata. L’uomo aveva appiccato il fuoco al cumulo di sfalci, non prevedendo che a causa del caldo le fiamme si sarebbero velocemente propagate.

    Intervento dei forestali

    Per domare l’incendio è stato necessario l’intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco e dei forestali. Solo il loro tempestivo intervento ha permesso di circoscrivere il rogo ed evitare che causasse maggiori danni all’area naturale protetta.

    Denuncia per incendio colposo

    Al termine degli accertamenti, i carabinieri forestali hanno denunciato l’agricoltore per incendio boschivo colposo. Bruciare sterpaglie e residui agricoli è vietato durante il periodo più caldo e a rischio per evitare di innescare pericolosi roghi.

    In questa giornata di grande caldo con all’allerta rossa a Palermo e provincia sono divampati diversi incendi. Un primo rogo nello spartitraffico di viale Regione Siciliana all’altezza del Motel Agip. Altro incendio nella zona di via Ernesto Basile. Qui sono intervenuti le squadre dei vigili del fuoco. Canadair, elicottero, pompieri e forestali stanno intervenendo a Caccamo lungo la statale che da Termini porta al comune. Altri incendi ad Altofonte, e a Misilmeri in contrada piano Stoppa.

  • Palermitano ammazzato per l’affitto non pagato, la ricostruzione dei carabinieri

    Palermitano ammazzato per l’affitto non pagato, la ricostruzione dei carabinieri

    Nelle prime ore di oggi, una segnalazione al 118 ha riferito della presenza di un uomo privo di coscienza in via Mulino 32 nel quartiere di Boccadifalco. I Carabinieri della Compagnia di Palermo San Lorenzo, giunti sul posto, hanno rinvenuto il corpo privo di vita di Aleandro Guadagna di anni 31, palermitano, già noto alle forze dell’ordine, ucciso con colpi d’arma da fuoco.

    I carabinieri e la ricostruzione dell’omicidio di Boccadifalco

    Tempestivamente i Carabinieri hanno ricostruito la scena del crimine e il quadro indiziario, anche grazie alle testimonianze di alcune persone informate sui fatti, a carico del presunto assassino, allontanatosi dal luogo del delitto subito dopo i fatti. I carabinieri sono andati nell’abitazione dell’uomo senza trovarlo. Qui hanno accertato che il presunto omicida era uscito presto da casa lasciando una lettera nella quale spiegava quali fossero le sue intenzioni. Nel corso degli accertamenti i Carabinieri hanno rinvenuto l’autovettura dell’uomo nei pressi della sua abitazione, con all’interno un fucile da caccia.

    L’omicidio dopo una lite per un affitto non pagato

    Da quanto sin ora emerso il gesto sarebbe maturato a seguito di lunghi dissidi tra l’indagato, padrone di casa, e la vittima, riguardanti i pagamenti dell’affitto dell’abitazione nei cui pressi è avvenuto l’omicidio. Diramate le ricerche, per le quali sono stati mobilitati i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, il presunto assassino è stato rintracciato, da solo, presso un centro commerciale della zona, dove pare essersi recato a piedi. Una volta raggiunto dai militari, l’indagato si è consegnato senza opporre nessuna resistenza.

    Un arresto, ecco chi è

    Si tratta di un pensionato 77 enne del luogo, fino ad oggi sconosciuto alla giustizia, detentore di armi da fuoco. Sono tutt’ora in corso le indagini per stabilire l’esatta ricostruzione dei fatti e accertare le responsabilità, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palermo. “È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, pur gravemente, e che la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza”, dice una nota dei carabinieri.

  • Presta 6mila euro ma ne rivuole 13mila, palermitano arrestato per usura

    Presta 6mila euro ma ne rivuole 13mila, palermitano arrestato per usura

    Nella mattinata di oggi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo, hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un 39enne palermitano, per il reato continuato di “Usura”, con l’aggravante di aver approfittato dello stato di bisogno della vittima.

    L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura di Palermo, è stata avviata a marzo del 2021 a seguito della denuncia della vittima, in stato di bisogno per debiti contratti a causa del gioco d’azzardo on line. In particolare, la vittima decideva di rivolgersi ai Carabinieri poiché, non essendo più in grado di onorare i debiti contratti a causa degli elevati tassi di interesse praticati ed imposti dal suo “finanziatore”, avrebbe subito anche delle minacce al punto da confermare la soccombenza sia sotto il profilo economico che psicologico, tanto da renderlo particolarmente vulnerabile.

    Tale condizione avrebbe portato la vittima a chiedere diversi prestiti in varie tranche per circa 6.000 euro, rispetto ai quali avrebbe dovuto restituirne 13.700. La vicenda ha avuto inizio nel settembre del 2019, quando, a causa di debiti di gioco, il denunciante si sarebbe rivolto all’indagato, che conosceva solo di vista ma era ritenuto soggetto dalle “conoscenze giuste”, chiedendo inizialmente un prestito di 800 euro con un tasso del 100% da restituire entro 30 giorni.

    Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e svolte anche attraverso il monitoraggio dei “profili social” attraverso i quali l’autore comunicava con la vittima per evitare di lasciare tracce, hanno permesso di riscontrare le dichiarazioni rese dalla vittima a carico del destinatario dell’odierno provvedimento cautelare.

  • Tragedia sul lavoro, il palermitano Davide Scanio muore in fabbrica

    Tragedia sul lavoro, il palermitano Davide Scanio muore in fabbrica

    Davide Scanio, originario di Palermo, è morto questa mattina sul posto di lavoro a 32 anni. Un’altra vita spezzata a causa dell’ennesima morte bianca. Il ragazzo è stato agganciato da un macchinario che l’ha scaraventato a terra. Aveva appena compiuto 32 anni.

    Davide Scanio lavorava alla Cavalleri, un’azienda di imballaggi a Rivalta Scrivia, in provincia di Alessandria, dove si trova uno dei poli della logistica, tra il Piemonte e la Liguria.

    Secondo le prime ricostruzioni, era impegnato vicino a un macchinario che dopo averlo agganciato, lo ha sbattuto con violenza a terra. È morto sul colpo. Saranno le indagini dei carabinieri e dello Spresal ad approfondire la dinamica ed eventuali responsabilità dell’incidente che ha scosso un paese di poco più di 6.000 abitanti ma anche la città di Palermo.

    Il ragazzo siciliano era vissuto a Palermo dove aveva frequentato l’istituto Don Orione. Appassionato di moto sapeva di correre un potenziale rischio ogniqualvolta saliva in sella. Non immaginava di poter morire lavorando, così giovane.

    “Non sappiamo ancora bene come sia andata – spiega il sindaco Alberto Basso – Di certo, siamo tutti sconvolti. Davide, anche se da poco trasferito da noi, era conosciuto. Bello, giovane, faceva sport, aveva molti amici, si è fatto volere bene. Assurdo se ne sia dovuto andare così. I riscontri investigativi daranno risposte precise ai dubbi che ancora ci sono, magari una fatalità, una mancanza di prescrizioni in materia di sicurezza. Resta il fatto – aggiunge il, primo cittadino di Rivalta Scrivia – che, nel 2022, perdere la vita sul posto di lavoro a 32 anni è inaccettabile. Appena possibile organizzeremo, come Comune, un’iniziativa per ricordarlo”.