Tag: Pagliarelli

  • Tragedia al Pagliarelli: detenuto di 43 anni si toglie la vita

    Tragedia al Pagliarelli: detenuto di 43 anni si toglie la vita

    Un uomo di 43 anni, cittadino italiano, si è suicidato ieri nella casa circondariale Pagliarelli di Palermo. L’uomo, detenuto per reati di spaccio e rapina, si sarebbe dovuto liberare tra un anno.

    Il detenuto si è impiccato nel reparto destinato ai soggetti con problemi di tossicodipendenza. Nonostante il tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria, i tentativi di rianimazione sono risultati vani. Le autorità competenti hanno avviato le indagini del caso.

    Gioacchino Veneziano della Uilpa Polizia Penitenziaria Sicilia commenta l’accaduto, sottolineando come questo suicidio si aggiunga alla lunga lista di tragedie simili nelle carceri italiane. Veneziano pone l’accento sulla grave carenza di personale, problema che ricade ingiustamente sulle spalle degli agenti di polizia penitenziaria.

  • Palermo, commando immobilizza uomo e depreda la villa, la polizia arresta tutti a Pagliarelli

    Palermo, commando immobilizza uomo e depreda la villa, la polizia arresta tutti a Pagliarelli

    Un imprenditore del settore logistica è stato vittima di una rapina nella sua villa in zona Pagliarelli, Palermo. Ieri pomeriggio, intorno alle 15:00, tre individui hanno fatto irruzione nell’abitazione, minacciando il proprietario, presumibilmente con un’arma da fuoco. I malviventi lo hanno immobilizzato e costretto a consegnare gioielli, pistole e fucili legalmente detenuti, custoditi all’interno di una cassaforte.

    Inseguimento e arresto

    L’azione criminosa si è svolta in pochi minuti. Non appena i rapinatori si sono dati alla fuga, l’imprenditore ha prontamente allertato le forze dell’ordine. L’intervento tempestivo delle volanti ha permesso di intercettare e arrestare due dei tre banditi a breve distanza dalla villa, recuperando l’intera refurtiva. Il terzo complice, inizialmente riuscito a dileguarsi, è stato successivamente individuato e catturato grazie all’ausilio di un elicottero della polizia. L’uomo si era nascosto in un deposito di camion Brt, nei pressi della casa d’aste Trionfante in viale Regione Siciliana.

    Indagini in corso

    I tre arrestati sono stati condotti presso gli uffici della polizia scientifica per l’identificazione e la fotosegnalazione. La Procura ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e rapina aggravata in concorso. Uno dei tre individui si è dichiarato senza fissa dimora. Gli inquirenti stanno raccogliendo la testimonianza dell’imprenditore e analizzando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

    Possibile pedinamento

    Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, si considera la possibilità che l’imprenditore sia stato avvicinato e costretto ad accompagnare i banditi all’interno della sua abitazione. Questa versione suggerirebbe un precedente pedinamento e controllo dei movimenti dell’uomo nei giorni antecedenti la rapina. Al momento, le autorità mantengono il massimo riserbo sulle indagini in corso.

  • 110 e lode, ingegnere detenuto consegue la laurea in architettura a Palermo

    110 e lode, ingegnere detenuto consegue la laurea in architettura a Palermo

    Presso la casa circondariale Antonio Lorusso di Pagliarelli, a Palermo, un giovane ingegnere ha raggiunto un traguardo accademico straordinario, conseguendo la laurea in architettura con il massimo dei voti, 110 e lode. Detenuto in attesa di giudizio, il neo-laureato ha discusso una tesi sulla “Greentrification”, un tema di grande attualità che esplora il rinnovamento urbano sostenibile. Questo evento segna un momento storico per l’istituto penitenziario, essendo la prima laurea conseguita a Pagliarelli dopo l’istituzione del Polo Universitario Penitenziario.

    Il Polo Universitario Penitenziario: un ponte verso il futuro

    La possibilità di conseguire titoli universitari all’interno del carcere Pagliarelli è stata resa possibile grazie all’accordo quadro firmato il 25 febbraio 2021 tra il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, e l’allora Garante regionale per i diritti dei detenuti della Sicilia, Giovanni Fiandaca. L’accordo ha dato vita al Polo Universitario Penitenziario, aprendo nuove prospettive per l’istruzione e la riabilitazione dei detenuti nelle carceri siciliane. Questo progetto offre a chi è privato della libertà l’opportunità di investire nel proprio futuro, puntando sulla crescita personale e professionale.

    Una cerimonia di laurea carica di emozione

    La proclamazione si è svolta in un’atmosfera di grande commozione, alla presenza della moglie, dei figli e di altri familiari del laureato. Pino Apprendi, Garante comunale dei detenuti, ha espresso la sua gratitudine ai docenti universitari che hanno supportato il percorso di studi del detenuto e al personale dell’amministrazione penitenziaria che ha contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo. La cerimonia ha sottolineato l’importanza dell’istruzione come strumento di riscatto e reinserimento sociale.

    Presenti le autorità giudiziarie e i garanti dei diritti dei detenuti

    All’evento hanno partecipato diverse figure istituzionali, tra cui il presidente della Magistratura di sorveglianza, Nicola Mazzamuto, e il suo vicario, Simone Alecci. Presenti anche il Garante regionale dei detenuti, Santi Consolo, e il componente dell’Ufficio del Garante nazionale, Mario Serio. La presenza di queste autorità ha rimarcato l’importanza dell’iniziativa e la sua valenza sociale. Il successo del giovane ingegnere rappresenta un esempio concreto di come l’istruzione possa contribuire al reinserimento sociale dei detenuti.

    La “Greentrification”: una tesi innovativa

    La tesi di laurea, incentrata sul concetto di “Greentrification”, ha approfondito il tema del rinnovamento urbano sostenibile, combinando principi architettonici e rispetto per l’ambiente. Il lavoro ha proposto soluzioni innovative per la creazione di città più vivibili e in armonia con l’ecosistema. Il voto di 110 e lode rappresenta il coronamento di un percorso di studi brillante, portato avanti con impegno e dedizione nonostante le difficoltà del contesto carcerario.

  • Panico al Pagliarelli, agenti in ospedale dopo brutale aggressione di un detenuto

    Panico al Pagliarelli, agenti in ospedale dopo brutale aggressione di un detenuto

    Violenta aggressione al carcere Pagliarelli-Lorusso di Palermo ad opera di un detenuto. Due agenti in servizio all’interno della casa circondariale sono finiti in ospedale. “Ennesimo episodio di violenza verso gli agenti della polizia penitenziaria”, dice Igor Gelarda.

    L’episodio è avvenuto nella serata di ieri quando sono stati aggrediti due uomini della polizia penitenziaria. Secondo quanto ricostruito, un detenuto si sarebbe scagliato con violenza verso un brigadiere e un agente che sono rimasti feriti. Il brigadiere ha riportato una frattura al volto è una prognosi di 7 giorni, l’appuntato ha una prognosi di 3 giorni. Sono stati portati al Pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo per le cure del caso.

    Sono ormai quotidiane le aggressioni denunciate all’interno delle carceri siciliane. Solo ieri una nuova aggressione nel carcere Ucciardone. Un assistente capo coordinatore, in servizio all’ottava sezione, è stato offeso da un detenuto che ha cercato più volte di sfidarlo e di colpirlo con i pugni.
    Per evitare le scontro l’agente della polizia penitenziaria è scivolato riportando seri traumi alle ginocchia. L’assistente capo è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale Villa Sofia.

    “Ennesimo episodio di violenza verso gli agenti della polizia penitenziaria – dice Igor Gelarda capogruppo di Prima l’Italia – La situazione è diventata ormai intollerabile tra Ucciardone e Pagliarelli. Io ho chiesto l’istituzione del garante dei diritti dei poliziotti penitenziari. Abbiamo anche approvato una mozione in consiglio comunale a Palermo, in tal senso, perché la solidarietà non deve essere a senso unico, ma anche verso i servitori dello Stato. Basta violenza verso la polizia penitenziaria”.