Tag: Operazione antidroga

  • Sgominata holding del narcotraffico: 22 arresti tra Palermo e provincia I NOMI

    Sgominata holding del narcotraffico: 22 arresti tra Palermo e provincia I NOMI

    La Polizia, su delega della Procura di Palermo, ha eseguito due ordinanze cautelari nei confronti di 22 persone, accusate vario titolo dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. Per diciassette di essi è stata prevista la custodia in carcere, mentre per gli altri cinque gli arresti domiciliari.

    NOMI ARRESTATI

    Il gip di Palermo Lirio Conti ha applicato nelle indagini sul traffico e spaccio di droga gli arresti in carcere per Giuseppe Bronte, Palermo 30 anni; Alessandro Scelta, Palermo 30 anni; Vittorio Di Maio, Palermo, 33 anni; Giuseppe Viviano, Palermo 29 anni; Calogerino Sacheli, Canicatti (Agrigento) 48 anni; Luca Foti, Siracusa 48 anni; Aniello Schiattarella Marano (Napoli) 60 anni; Vincenzo Arcoleo, Palermo 72 anni; Emanuele Arcoleo, Palermo 48 anni; Luigi Arcoleo, Palermo 41 anni; Gaetano Viviano, Palermo 40 anni; Pietro Catanzaro, Palermo 49 anni; Stefano Costa, Palermo 30 anni; Antonino Fragali, Palermo 44 anni; Salvatore Inzerra, Palermo 57 anni; Salvatore Schirò, 37 anni, Matteo Testa, Palermo 40 anni.

    Ai domiciliari Emanuele Del Noce, Palermo, 34 anni; Ninfa Rita Arcoleo Palermo 34 anni; Mirko Viviano Palermo 33 anni, Giuseppe Catanzaro, Palermo 30 anni. Salvatore Lo Re, Palermo 34 anni.

    I provvedimenti arrivano al termine di due attività investigative (denominate “Curly” e “Murales”), condotte dalla sezione antidroga della squadra mobile e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Le inchieste hanno svelato l’esistenza di due organizzazioni criminali che importavano in Sicilia di ingenti quantitativi di cocaina e hashish, poi smerciati in città e nelle province di Caltanissetta, Trapani, Siracusa ed Agrigento.

    Delle due bande una, ben strutturata e con ramificazioni nei quartieri di Ballarò, Brancaccio e Villaggio Santa Rosalia, era divenuta riferimento per diversi grossisti, che costantemente trovavano la disponibilità di sostanze stupefacenti anche nei periodi in cui l’offerta era bassa.

    Uno dei principali indagati del gruppo criminale, seppur all’epoca agli arresti domiciliari (presso un’abitazione che, di fatto, era divenuta crocevia per molti trafficanti della Sicilia occidentale), si occupava della promozione dell’associazione, procacciando la sostanza stupefacente fuori dalla Sicilia, occupandosi del mantenimento dei contatti con gli acquirenti e della gestione diretta delle trattative preliminari alle cessioni anche di ingenti quantitativi di droga. Era lui a dare ai complici ruoli e mansioni.

  • Operazione antidroga a Marsala, scattano 11 arresti

    Operazione antidroga a Marsala, scattano 11 arresti

    Operazione antidroga a Marsala con 14 indagati fermati dai Carabinieri. In 11 vanno in carcere, per 2 scattano i divieti di dimora nel comune di Marsala e per un indagato l’obbligo di dimora.

    Dalle prime luci dell’alba, oltre 100 militari della Compagnia Carabinieri di Marsala, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia e del 12^ Reggimento Carabinieri Sicilia, stanno dando esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Marsala su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 14 indagati, per cui si è ritenuto sussistano gravi indizi di colpevolezza, a vario titolo, in relazione a reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (crack, eroina e cocaina), estorsione, riciclaggio di denaro e lesioni personali.

    Gli inquirenti ritengono di aver portato alla luce una “piazza di spaccio” insistente nel quartiere popolare di “Sappusi”, a ridosso del centro di Marsala, gestita da tre gruppi di presunti spacciatori, al vertice dei quali figura sempre una donna. Alcuni degli indagati si sarebbero resi responsabili anche di estorsioni, lesioni personali e finanche di un tentato sequestro di persona per il recupero crediti da acquirenti insolventi.

    Tra gli assuntori di crack, figura anche un giovane di una famiglia agiata che, in meno di un anno, avrebbe acquistato più di 1.300 dosi di droga pagando oltre 70.000 euro, nonché numerosi acquirenti che avrebbero consegnato ai pusher la carta del Reddito di Cittadinanza (fornendo i relativi PIN) in cambio della droga.

    Alcuni indagati, qualche mese fa, sarebbero stati segnalati anche su un social network, da parte di cittadini marsalesi, come spacciatori responsabili della rovina di tanti giovani del posto.

  • Operazione antidroga a Castellammare del Golfo, 20 indagati e 8 in carcere (VIDEO)

    Operazione antidroga a Castellammare del Golfo, 20 indagati e 8 in carcere (VIDEO)

    Operazione antidroga a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. I Carabinieri hanno portato in carcere 8 indagati. In 7 vanno ai domiciliari e in 5 all’obbligo di dimora. Gli arresti arrivano su richiesta del Gip di Trapani in seguito alle indagini della Procura trapanese. Gli indagati hanno tra i 22 e i 56 anni. Tra i fermati e in carcere anche il figlio di un noto esponente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, in atto detenuto per 416 bis.

    Il blitz a Castellammare del Golfo dei Carabinieri

    E’ stata bloccata dai Carabinieri di Castellammare del Golfo una presunta rete di spaccio attiva anche durante i mesi del lockdown. In paese arrivavano anche da Partinico o dal quartiere Zen di Palermo per rifornirsi di droga. Le indagini dei Carabinieri sono iniziate dopo la denuncia della moglie di un uomo che aveva iniziato a fare usa di cocaina. La donna raccontò tutto ai Carabinieri, facendo scattare le indagini.

    In tre avrebbero organizzato un sistema di vendita di droga a domicilio con l’ausilio di complici e parenti. Marijuana e cocaina sarebbero state acquistate rispettivamente a Partinico e nel quartiere Zen di Palermo. La vendita sarebbe avvenuta vicino le case dei presunti spacciatori, presso gli unici esercizi commerciali aperti nel periodo delle più stringenti misure di contenimento della pandemia (ad o nonché nel corso di riservati festini, organizzati in abitazioni private.

    Uno risponde per estorsione

    Uno degli indagati dovrà anche rispondere di estorsione in quanto si sarebbe fatto consegnare la somma di 500 euro da un suo conoscente con la minaccia di divulgare un video dal contenuto sessuale che lo ritraeva.