Tag: omicidio colposo

  • Operaio di San Giuseppe Jato muore al Civico, l’accusa: “Incidente a Monreale sul lavoro”

    Operaio di San Giuseppe Jato muore al Civico, l’accusa: “Incidente a Monreale sul lavoro”

    Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura di Palermo per far luce sulla morte di Mario Nardi, operaio 61enne di San Giuseppe Jato, deceduto il 23 giugno scorso all’ospedale Civico. I familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Tranchina, dubitano che si sia trattato di un incidente stradale, come inizialmente riportato, e sospettano che la morte sia avvenuta sul lavoro a Sagana, frazione di Monreale.

    L’autopsia è stata eseguita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico dal medico Manfredi Rubino. Secondo i parenti, il racconto dei fatti è confuso e contraddittorio. Inizialmente si parlava di investimento stradale, poi di un incidente con un cingolato, successivamente con un pick-up e infine con un escavatore.

    La Procura indaga per omicidio colposo a carico del titolare dell’azienda dove lavorava Nardi. L’operaio, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato trasportato in auto fino a via Ernesto Basile, dove sarebbe stato soccorso da un’ambulanza del 118. Molti gli aspetti ancora da chiarire per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.

  • La morte del piccolo Thomas a Boccadifalco: il padre confessa “La mini moto mi è sfuggita di mano”

    La morte del piccolo Thomas a Boccadifalco: il padre confessa “La mini moto mi è sfuggita di mano”

    Un velo di tristezza avvolge Boccadifalco, quartiere palermitano scosso dalla morte del piccolo Thomas, di soli 4 anni. Il padre, Antonino Viviano, 37 anni, ha confessato la propria responsabilità nell’incidente che ha strappato la vita al bambino. Presso la caserma della polizia municipale di via Ugo La Malfa, Viviano ha rotto il silenzio, ammettendo con parole strazianti la dinamica dei fatti.

    Il dramma si è consumato davanti l’abitazione di famiglia in via Giovanni Bruno. Il piccolo Thomas era in sella alla sua mini moto da enduro, una Dirt Bike m100, mentre il padre la teneva dal parafango posteriore. “Mi è sfuggita di mano”, ha dichiarato Viviano, descrivendo l’improvvisa accelerazione della moto che ha portato il bambino a schiantarsi contro un muretto a pochi metri da casa. Un impatto fatale, che il padre, pur essendo accanto al figlio, non è riuscito a impedire. “Non ho avuto il tempo di reagire”, ha aggiunto, ancora sconvolto dalla tragedia.

    La versione fornita da Viviano conferma le ipotesi investigative iniziali. L’uomo era presente al momento dell’incidente e, secondo la sua ricostruzione, l’improvviso scatto della mini moto ha reso vano ogni tentativo di intervento. La Procura aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo e le parole del padre rappresentano un punto di svolta nelle indagini, delineando un quadro più preciso della tragedia che ha sconvolto la comunità.

  • La nonna travolta e uccisa a Brancaccio con i nipotini, dall’ospedale buone notizie per i bambini

    La nonna travolta e uccisa a Brancaccio con i nipotini, dall’ospedale buone notizie per i bambini

    Palermo, un velo di tristezza e di speranze contemporaneamente avvolge il quartiere di Brancaccio dopo il tragico incidente di via Portella della Ginestra. Vincenza Lombardo, 65 anni, proprietaria di un panificio, è morta mentre passeggiava con i suoi due nipotini dopo che una giovane neopatentata alla guida di una Fiat Seicento, per ragioni ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo dell’auto, travolgendo prima due fioriere su un ampio marciapiede e poi investendo la donna e i bambini.

    Mentre il dolore per la scomparsa della nonna è immenso, una flebile luce di speranza si accende per i piccoli. Il più piccolo, di soli due anni, ha affrontato due delicati interventi chirurgici, uno alla mano e uno al volto. Ricoverato in rianimazione, le sue condizioni mostrano un incoraggiante miglioramento. Due Tac effettuate hanno escluso danni cerebrali. I medici prevedono di ridurre la sedazione a breve, sperando di poterlo svegliare. La prognosi, al momento, rimane riservata.

    Il fratellino di tre anni, fortunatamente con ferite meno gravi, è tuttora sotto osservazione al pronto soccorso.

    L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sulla dinamica dell’incidente. La giovane conducente è indagata per omicidio colposo e lesioni. Un’ombra di sospetto si allunga anche su alcuni paletti di ferro che delimitavano il marciapiede. Sembra che fossero stati rimossi da alcuni commercianti e poi riposizionati. Le indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità e chiarire se la loro assenza abbia contribuito alla tragedia.

  • L’urlo e il volo nel pozzo: l’autopsia rivela com’è morto Vincenzino

    L’urlo e il volo nel pozzo: l’autopsia rivela com’è morto Vincenzino

    Sono lesioni polmonari e uno choc emorragico le cause della morte di Vincenzo Lantieri, il bimbo di 10 anni deceduto giovedì scorso dopo essere caduto in un pozzo profondo 15 metri in contrada Falabia a Palazzolo Acreide. È quanto emerso dall’autopsia disposta dalla Procura di Siracusa, che indaga per omicidio colposo contro 9 persone, tra cui il responsabile dell’Anffas Giuseppe Giardina, proprietario del terreno dove si trovava il pozzo, e gli operatori del centro estivo frequentato da Vincenzo insieme ad altri 20 bambini.

    Comunità sconvolta e lutto cittadino

    La morte del piccolo, soccorso invano da una operatrice 54enne calatasi nel pozzo, ha sconvolto l’intera comunità di Palazzolo Acreide, che proclamerà il lutto cittadino in occasione dei funerali di Vincenzo. La Procura, intanto, dissequestrerà a breve la salma per consentire alla famiglia di celebrare le esequie.

    Il dolore straziante dei genitori

    “Vincenzino mio, sei una perla rara, ti amiamo vita nostra – ha scritto la madre Paola Carnemolla sui social – Il nostro cuore è in frantumi e la nostra anima è nera come la notte. Senza di te la nostra vita è diventata un inferno”. Parole che descrivono tutto il dolore dei genitori per la tragica perdita del loro unico figlio.

    Indagini in corso e accertamenti sulla sicurezza

    Le indagini, tuttavia, proseguono. I Carabinieri effettueranno ulteriori perizie per accertare la regolarità della costruzione del pozzo e il rispetto delle norme di sicurezza. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sulla recinzione posta a protezione della cavità e su eventuali mancanze da parte degli organizzatori del centro estivo nel vigilare sui bambini.