Tag: olio d’oliva

  • L’oro verde siciliano brilla all’Oscar nazionale dell’olio

    L’oro verde siciliano brilla all’Oscar nazionale dell’olio

    Undici aziende siciliane, insignite del Primo Premio Ercole Olivario Regione Sicilia, si preparano a competere per l’ambito Oscar nazionale dell’olio. La cerimonia di premiazione regionale, tenutasi il 4 aprile presso la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia a Ragusa, ha celebrato l’eccellenza dell’olio d’oliva isolano, aprendo la strada alla competizione nazionale.

    Dalla Sicilia a Perugia: un percorso verso l’eccellenza

    Le undici aziende vincitrici del premio regionale, selezionate tra sedici candidate, rappresenteranno la Sicilia al Premio Nazionale Ercole Olivario 2025. Questo prestigioso riconoscimento, giunto alla sua 33esima edizione, vede sfidarsi le migliori produzioni italiane di olio d’oliva. Le aziende siciliane si contenderanno i primi posti nelle categorie “Dop/Igp” ed “Extravergine”, declinate nelle tipologie fruttato leggero, medio e intenso. Dal 14 al 17 aprile, a Perugia, una giuria di esperti valuterà gli oli in gara, decretando i vincitori nazionali che saranno premiati il 15 e 16 maggio.

    La selezione regionale: un rigoroso processo di valutazione

    Il 26 febbraio, una giuria di tredici esperti, guidata dal capo panel Giuseppe Cicero, ha valutato gli oli delle sedici aziende candidate presso la Camera di Commercio di Ragusa. Undici di queste si sono aggiudicate il Primo Premio Ercole Olivario Regione Sicilia, un riconoscimento che testimonia l’alta qualità degli oli prodotti.

    Cerimonia di Premiazione e Degustazione

    La cerimonia di consegna degli attestati si è svolta il 4 aprile presso l’auditorium “Cartia” della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia a Ragusa. L’evento, intitolato “Tradizione e innovazione: la valorizzazione della cultura dell’olio”, ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali, tra cui Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, Antonino Belcuore, commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, e Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del Comitato di coordinamento del Premio Nazionale Ercole Olivario. Durante la cerimonia sono stati consegnati anche riconoscimenti alle aziende che hanno ottenuto risultati eccellenti nelle precedenti edizioni nazionali e i premi “La goccia d’Ercole” per le piccole produzioni e le migliori olive da tavola. A seguire, il capo panel Giuseppe Cicero ha illustrato il processo di selezione degli oli, introducendo la premiazione dei vincitori del Primo Premio Ercole Olivario Regione Sicilia. La giornata si è conclusa con una degustazione degli oli premiati.

    L’olio d’oliva in Sicilia: un settore trainante

    In Sicilia, il settore dell’olio d’oliva conta 455 aziende, con 924 dipendenti, tra cui molti giovani e donne. Questo “oro verde” rappresenta un’eccellenza dell’economia siciliana, con un forte legame con il territorio e una tradizione radicata. La presenza di 152 membri di famiglie proprietarie tra i dipendenti testimonia la passione e la dedizione che caratterizzano questo settore.

  • Olio d’oliva siciliano: ecco il progetto che sta attirando l’attenzione mondiale

    Olio d’oliva siciliano: ecco il progetto che sta attirando l’attenzione mondiale

    Celebrando un secolo e tre decenni di storia, Oleifici Barbera annuncia un’iniziativa rivoluzionaria: la creazione della prima Scuola Internazionale dell’Olio d’Oliva in Sicilia. Manfredi Barbera, CEO dell’azienda, sottolinea che questo anniversario non rappresenta solo un traguardo, ma anche un punto di partenza per ulteriori innovazioni. L’obiettivo è continuare a valorizzare il settore agricolo siciliano e promuovere l’olio extravergine di oliva come simbolo del Made in Italy nel mondo.

    Palermo al centro dell’attenzione economica

    Durante una recente conferenza stampa, sono stati presentati dati impressionanti sull’economia di Palermo. Secondo l’Istituto Tagliacarne, nel primo semestre del 2024 le esportazioni della città hanno visto un incremento del 12,9%, contrariamente al trend nazionale che mostra una contrazione dell’1,1%. Edy Tamajo, assessore regionale alle Attività produttive, ha evidenziato come Palermo stia diventando un modello di crescita e innovazione economica, sottolineando l’impegno del governo regionale nel promuovere l’internazionalizzazione e l’innovazione.

    Cultura e tradizione: l’evento al Teatro Politeama

    Per commemorare l’anniversario, è stato organizzato un evento speciale al Teatro Politeama di Palermo, unendo cultura, spettacolo e tradizione. Questo evento non solo celebra la storia dell’azienda ma anche la sua continua evoluzione attraverso le generazioni.

    Sfide e opportunità nel settore olivicolo

    Salvatore Barbagallo, assessore regionale all’Agricoltura, ha discusso delle sfide recenti, come l’emergenza siccità del 2024, che nonostante tutto non ha scosso significativamente l’olivicoltura. Ha annunciato l’impegno nel sostenere il settore con nuovi finanziamenti e bandi specifici nel prossimo piano di sviluppo rurale, dimostrando un forte sostegno agli imprenditori agricoli.

    Innovazione educativa nell’industria dell’olio d’oliva

    Nell’ambito di queste celebrazioni, la Barbera ha lanciato un progetto ambizioso: la Scuola Internazionale dell’Olio d’Oliva, una collaborazione con la Camera di Commercio di Palermo ed Enna e RINA AGRIFOOD. Questo istituto mira a educare e formare le future generazioni, consolidando ulteriormente la posizione di Sicilia e Italia come leader nel settore dell’olio d’oliva di qualità.

  • Olio extravergine d’oliva siciliano protagonista ad Altofonte

    Olio extravergine d’oliva siciliano protagonista ad Altofonte

    Un’antica tradizione nel cuore della Conca d’Oro.
    Domenica 1 dicembre 2024, Altofonte, incantevole borgo palermitano adagiato alle pendici del Monte Moarda, rinnova il suo appuntamento con la tradizione, celebrando il suo prezioso oro verde: l’olio extravergine d’oliva. Questo territorio, un tempo parte del rigoglioso parco reale di caccia di Ruggero d’Altavilla, conserva ancora oggi la ricchezza di acqua e vegetazione che lo rendeva noto come “Parco”. Un patrimonio naturale che si riflette nella qualità dell’olio prodotto, ottenuto con metodi tradizionali tramandati di generazione in generazione.

    Dalla raccolta alla spremitura: un processo di eccellenza

    La cura e l’attenzione dedicate alla produzione dell’olio di Altofonte iniziano con la raccolta delle olive, effettuata tra ottobre e novembre. La molitura, rigorosamente eseguita entro 48 ore dalla raccolta, preserva intatte le proprietà organolettiche del frutto, garantendo un olio dalle caratteristiche organolettiche eccellenti.

    Piazza Falcone e Borsellino: cuore pulsante della festa

    La Festa dell’Olio, organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune, animerà Piazza Falcone e Borsellino a partire dalle ore 9:00. Numerosi stand espositivi offriranno ai visitatori un’immersione nei sapori e nei profumi del territorio, con degustazioni di prodotti tipici locali. Tra questi, spiccano le irresistibili “vastedde” condite con l’olio nuovo di Altofonte, un vero simbolo dell’eccellenza gastronomica locale.

    Un viaggio tra gusto, cultura e tradizione

    Oltre alle degustazioni, la Festa dell’Olio offrirà ai partecipanti un ricco programma di attività. Visite guidate condurranno alla scoperta dei frantoi locali, svelando i segreti della produzione dell’olio, e dei monumenti storici e artistici che impreziosiscono il borgo. Alle 11:00, nell’Aula Consiliare, si terrà un convegno dedicato ai benefici dell’olio, con la premiazione degli studenti dell’Istituto Comprensivo Emanuele Armaforte. Per tutta la giornata, le note del folk siciliano di Giampiero Amato e la Sicilian Family accompagneranno i visitatori, creando un’atmosfera festosa e autentica.

    Un’esperienza sensoriale alla scoperta del territorio

    La Festa dell’Olio di Altofonte rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi nella cultura e nelle tradizioni di questo affascinante angolo di Sicilia. Un evento che celebra l’eccellenza dell’olio extravergine d’oliva, simbolo di un territorio ricco di storia, natura e sapori autentici. Un’esperienza sensoriale che coinvolgerà tutti i sensi, regalando ai visitatori un’indimenticabile giornata all’insegna del gusto e della tradizione.

  • Calo del 50% della produzione di olio in Sicilia, allarme oro verde

    Calo del 50% della produzione di olio in Sicilia, allarme oro verde

    La Sicilia si trova ad affrontare una grave crisi nella produzione di olio d’oliva, con previsioni che indicano un calo del 50% nella produzione di quest’anno. L’isola, che produce in media 30.000 tonnellate di olio, pari al 10% della produzione nazionale italiana, è stata duramente colpita da una prolungata siccità che ha devastato gli uliveti.

    Siccità persistente e impatto sulla fioritura

    Secondo Mario Terrasi, presidente dell’Oleum, la mancanza di precipitazioni degli ultimi due anni è la causa principale di questa drastica riduzione. La siccità, iniziata l’estate scorsa, ha impedito alle piante di sviluppare adeguatamente i frutti. Nonostante un promettente inizio a maggio, con una buona fioritura, le alte temperature e la mancanza d’acqua hanno compromesso la fase di allegagione, ovvero lo sviluppo iniziale dei frutti dopo la fioritura.

    Maturazione precoce e danni nelle siverse province

    Le elevate temperature hanno inoltre causato una maturazione precoce delle olive, rendendo il raccolto meno conveniente. La Sicilia orientale è la zona più colpita, con Messina, Catania, Ragusa, Siracusa, Enna e Caltanissetta che registrano danni superiori al 50%. Palermo, Trapani e Agrigento hanno subito un calo meno drastico, intorno al 20%. La presenza di varietà autoctone nella Sicilia orientale, come la Nocellara del Belice, la Tonda Iblea, la Biancolilla e la Cerasuola, potrebbe essere un fattore che contribuisce alla maggiore vulnerabilità di quest’area.

    Importazioni e aumento dei prezzi

    Per far fronte alla scarsità di produzione locale e soddisfare il fabbisogno interno, la Sicilia ricorre all’importazione di olio da Spagna, Grecia e Tunisia, una pratica consolidata nell’isola. Questa situazione ha portato a un aumento del prezzo dell’olio del 5% rispetto allo scorso anno, con inevitabili ripercussioni sui consumatori.

    Analisi delle rese provinciali

    I dati del Portale dell’Olio di Oliva del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), aggiornati al 15 ottobre, mostrano un’ampia variabilità nelle rese di olio tra le diverse province italiane. Si va da una resa del 5,41% nella provincia di Trento a rese significativamente più elevate, come il 16,3% in provincia di Cosenza e il 16,2% in provincia di Palermo. Questi dati evidenziano un quadro complesso, con rese modeste al centro-nord Italia nonostante una significativa quantità di olive, e rese accettabili al sud e nelle isole, nonostante una minore produzione.

  • Produzione olio evo Sicilia, crollo storico e salasso per i consumatori

    Produzione olio evo Sicilia, crollo storico e salasso per i consumatori

    La Sicilia si appresta a registrare una produzione d’olio d’oliva ai minimi storici a causa della persistente siccità che ha colpito l’isola. Le stime preliminari indicano una produzione non superiore alle 20-25.000 tonnellate, circa la metà di una stagione normale, con una conseguente impennata dei prezzi, in particolare per gli oli DOP.

    Calo produttivo e impatto sui prezzi

    Si prevede una riduzione della produzione del 30% rispetto al 2023, con un totale inferiore alle 25.000 tonnellate, a fronte di una media di 50.000 tonnellate. Il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio Sicilia IGP, Mario Terrasi, ha sottolineato la gravità della situazione, ricordando che nel 2023 la produzione era scesa a 35.000 tonnellate, mentre nel 2017 aveva raggiunto le 70.000 tonnellate. La crisi climatica ha colpito duramente la Sicilia orientale, con un calo medio del 45%, mentre nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento la riduzione oscilla tra il 15% e il 20%.

    Situazione critica nelle diverse province siciliane

    Nel Catanese, la Cia stima un calo produttivo intorno al 50%, con punte del 60% nel Siracusano e nel Ragusano. A Marsala, la produzione è ai minimi storici, con cali fino all’80% in alcune aree, e prezzi che superano i 12 euro al litro per l’olio extravergine d’oliva. La situazione critica in Sicilia e Puglia ha contribuito al calo della produzione nazionale italiana, superata da Grecia, Tunisia e Turchia, come emerso dal recente G7 sull’agricoltura tenutosi a Siracusa.

    Aumento dei prezzi e prospettive future

    L’aumento dei prezzi all’ingrosso e nei supermercati è già una realtà. Secondo Ismea, il prezzo degli oli DOP Valli Trapanesi e Val di Mazara è aumentato del 27-28%, quello del Monte Etna del 30% e quello dei Monti Iblei del 16%. L’impatto del clima sulla fioritura degli ulivi fa prevedere ulteriori aumenti dei prezzi anche per il prossimo anno. Inoltre, molti produttori trovano più redditizia la vendita delle olive da tavola rispetto alla produzione di olio. Nonostante la riduzione della resa per ettaro, la qualità dell’olio siciliano rimane elevata. Gli esperti prevedono una stabilizzazione dei prezzi attorno agli 8-9 euro al litro con l’arrivo dell’olio extraeuropeo, ma chi preferisce l’olio locale dovrà sostenere costi maggiori. La Sicilia, con i suoi 142.381 ettari coltivati a olive e 616 frantoi attivi, rappresenta la terza regione italiana per produzione.

  • Emergenza olio in Sicilia: prezzi alle stelle e rischio frodi

    Emergenza olio in Sicilia: prezzi alle stelle e rischio frodi

    La Sicilia affronta una grave crisi nel settore olivicolo a causa della prolungata siccità e delle ondate di calore che hanno colpito l’isola nell’ultimo anno. Queste condizioni climatiche avverse hanno avuto un impatto devastante sui cicli produttivi, con un calo stimato del 50-60% rispetto alla già scarsa campagna precedente, secondo Giosuè Catania, presidente facenti funzioni di Cia Sicilia Orientale.

    Catania e Enna: le province più colpite

    La provincia di Catania, insieme alla zona del basso Ennese, è la più colpita, con una riduzione della produzione che raggiunge l’80%. Anche le aree di Siracusa e Ragusa registrano perdite significative, intorno al 60%, con punte del 40-50% nelle zone di alta collina e montagna.

    Produzione totale in Sicilia: un crollo drastico

    Si prevede che la produzione totale di olio in Sicilia si attesti sulle 16-18 mila tonnellate, un dato allarmante se confrontato con le 35.000 tonnellate della campagna 2023/24. Questa drastica riduzione dell’offerta preannuncia un inevitabile aumento dei prezzi alla produzione.

    Aumento dei prezzi e rischio di frodi

    L’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori segnala un aumento medio del 20% nel prezzo dell’olio extravergine d’oliva rispetto all’anno scorso, con picchi che superano il 50% e un aumento medio del 52% rispetto al 2021. I produttori attribuiscono questo incremento al forte calo produttivo causato dalle avverse condizioni climatiche. Paradossalmente, la scarsità di piogge e le alte temperature, pur riducendo la produzione, hanno favorito la qualità dell’olio, limitando la presenza della mosca dell’olivo, responsabile dell’aumento dell’acidità. Tuttavia, l’aumento dei prezzi alimenta il rischio di sofisticazioni, come l’aggiunta di oli di provenienza estera o di qualità inferiore, o ancora l’utilizzo di olio vecchio, pratiche fraudolente che compromettono la qualità del prodotto finale.

  • Olio d’oliva siciliano: eccellenza e prezzi alle stelle

    Olio d’oliva siciliano: eccellenza e prezzi alle stelle

    Scarsa raccolta ma alta qualità per l’olio siciliano. Nonostante le recenti piogge, la siccità che ha colpito la Sicilia occidentale nell’ultimo anno ha avuto un impatto significativo sulla produzione di olive. Le previsioni per la prossima campagna di raccolta indicano un calo generalizzato, con alcune aree come il Partinicese che potrebbero registrare perdite fino al 50%.

    L’assenza della mosca olearia garantisce un prodotto eccellente

    La buona notizia è che la qualità dell’olio d’oliva siciliano rimane eccellente. Gli ulivi, infatti, non sono stati attaccati dalla mosca olearia, garantendo un prodotto finale di alta qualità. Tuttavia, i produttori rimangono vigili, monitorando attentamente lo stato di salute degli uliveti nelle prossime settimane, cruciali per la produzione finale.

    Gino Provenzano della Cia Sicilia Occidentale spiega: “Le alte temperature persistenti e la scarsità d’acqua hanno creato una situazione critica. Le olive hanno avuto problemi di crescita e negli uliveti non irrigati si è verificata anche la cascola. I recenti temporali, seppur intensi, non sono stati sufficienti a migliorare significativamente la situazione generale.”

    Prezzi in rialzo per l’olio extravergine d’oliva

    Nonostante le sfide, l’olio d’oliva siciliano continua ad essere apprezzato per la sua qualità. Le prime stime indicano un aumento dei prezzi rispetto allo scorso anno, in linea con la crisi olivicola internazionale del 2023. Attualmente, l’olio dello scorso anno è quotato a 9,20 euro al chilo in Italia e a 7,50 euro al chilo sui mercati esteri. Le prime prove di molitura di quest’anno suggeriscono un prezzo di circa 9 euro al chilo nella provincia di Palermo e di 9,55 euro al chilo nella provincia di Trapani.

    Appello per interventi strutturali

    Camillo Pugliesi e Luca Basset, rispettivamente presidente e direttore della Cia Sicilia Occidentale, lanciano un appello: “La siccità è diventata una costante per il mondo agricolo. Chiediamo interventi immediati e lungimiranti nella gestione delle risorse idriche. È necessario sostenere economicamente i produttori affinché possano dotarsi di impianti di irrigazione, laghetti artificiali e pozzi, evitando che questi investimenti si ripercuotano sul prezzo finale dell’olio a danno dei consumatori.”

  • Allarme olio in Sicilia: la produzione crolla e i prezzi sono destinati a salire

    Allarme olio in Sicilia: la produzione crolla e i prezzi sono destinati a salire

    Un’antica tradizione a rischio. L’olivicoltura in Sicilia vanta radici antiche, con varietà di olive introdotte dai Greci che hanno trovato nella terra fertile dell’isola, soprattutto nelle zone vulcaniche orientali, un habitat ideale per prosperare. Per secoli, la Sicilia ha prodotto alcuni degli oli d’oliva più pregiati al mondo, ma oggi questa eredità è minacciata da una crisi senza precedenti.

    Campi silenziosi: la sofferenza degli ulivi

    Basta percorrere le campagne siciliane per essere testimoni di un panorama desolante: ulivi secolari, un tempo rigogliosi, appaiono oggi sofferenti, con foglie avvizzite e rami spogli. La scarsità di olive è evidente e allarmante, preannunciando un drastico calo della produzione di olio extravergine di oliva.

    L’ombra dell’olio straniero

    Già dallo scorso maggio, si erano levate voci di preoccupazione sulla scarsità di olio italiano e sulla conseguente invasione del mercato da parte di oli comunitari ed extracomunitari. Oggi, questa minaccia si fa sempre più concreta e il rischio di acquistare olio di dubbia provenienza è altissimo.

    La salute in gioco: attenzione alle etichette

    È fondamentale prestare la massima attenzione alle etichette dell’olio d’oliva, privilegiando sempre l’olio extravergine di oliva italiano, e in particolare quello siciliano. La provenienza estera, soprattutto da paesi extra Ue, non offre le stesse garanzie di qualità e sicurezza alimentare. L’assenza di disciplinari rigorosi come quelli italiani, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e l’utilizzo di pesticidi, mette a rischio non solo la genuinità del prodotto, ma anche la nostra salute.