Tag: occultamento cadavere

  • Orrore nel Palermitano, anziano ucciso e bruciato: 2 arresti

    Orrore nel Palermitano, anziano ucciso e bruciato: 2 arresti

    Il corpo senza vita di Antonino Arculeo, 72enne di Partinico scomparso da giorni, è stato rinvenuto carbonizzato, con segni di violenza e morsi di animali selvatici, tra Castellammare del Golfo e Calatafimi. La tragica scoperta, avvenuta nei pressi di una zona termale, ha immediatamente mobilitato le forze dell’ordine, che hanno avviato un’indagine serrata per far luce sull’accaduto.

    Le indagini, coordinate dal commissariato di Partinico, si sono concentrate fin da subito sulla scomparsa dell’uomo, denunciata dai familiari tre giorni dopo il suo allontanamento da casa. Il ritrovamento del corpo, con evidenti ferite da arma da taglio, ha confermato i peggiori timori. L’area isolata e la presenza di cinghiali nella zona hanno contribuito a rendere ancora più raccapricciante la scena.

    Gli inquirenti hanno rapidamente individuato due sospettati, entrambi partinicesi: Dario Milana, 47 anni, e Gioacchino Leto, 35 anni. I due sono stati fermati con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. La ricostruzione degli eventi ha portato alla luce un quadro agghiacciante. Sembra che Arculeo, la sera della sua scomparsa, fosse a bordo di un’auto coinvolta in un incidente stradale ad Alcamo. Leto, presente sul luogo dell’incidente, si era dato alla fuga, mentre Milana, ferito, si era recato in ospedale, per poi rendersi irreperibile.

    La svolta nelle indagini è arrivata grazie alla testimonianza dei figli di Arculeo, che hanno fornito dettagli cruciali agli investigatori. Leto, rintracciato a Lamezia Terme dopo un tentativo di fuga, ha confessato il suo coinvolgimento nell’omicidio, accusando Milana di essere l’esecutore materiale. Secondo la sua versione, Milana avrebbe accoltellato Arculeo, per poi bruciarne il corpo e disfarsi dell’arma del delitto, un coltello da cucina. Milana, a sua volta rintracciato, ha negato ogni addebito, dichiarandosi estraneo ai fatti e persino sconosciuto alla vittima.

    Il movente del brutale assassinio rimane ancora avvolto nel mistero. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e far luce sulle ragioni che hanno portato alla morte di Antonino Arculeo. La comunità di Partinico attende con ansia che giustizia sia fatta.

  • Orrore nel Palermitano, tiene 1 anno il padre morto in casa per percepire la pensione

    Orrore nel Palermitano, tiene 1 anno il padre morto in casa per percepire la pensione

    Un macabro ritrovamento ha scosso la tranquilla comunità di Ventimiglia di Sicilia, nell’entroterra palermitano. Venerdì scorso, i carabinieri sono intervenuti in un’abitazione di via Gottilla, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di Giuseppe Zagone, 92 anni, originario di Palermo. Come racconta il Giornale di Sicilia, il ritrovamento è avvenuto grazie alla visita di alcuni parenti che, non avendo notizie dell’anziano da tempo, hanno deciso di fargli visita durante le festività natalizie. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, era avvolto in un piumone e riposto all’interno di una cassa artigianale, simile a quelle utilizzate per la cremazione.

    Il figlio irreperibile e l’ipotesi dell’occultamento per incassare la pensione

    Gli inquirenti sospettano che il decesso dell’anziano risalga a circa un anno prima e che il figlio, Antonino Zagone, convivente con la vittima, abbia occultato il corpo per continuare a percepire la pensione del padre. L’uomo, al momento irreperibile, è al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Termini Imerese. Si stima che l’importo indebitamente percepito superi i 30.000 euro. L’abitazione è stata posta sotto sequestro giudiziario.

    Sconvolgimento e incredulità nella comunità di Ventimiglia di Sicilia

    Il sindaco Girolamo Anzalone ha espresso sconcerto per l’accaduto, sottolineando la tranquillità della comunità e l’eccezionalità di un evento simile. Anche il parroco, don Giuseppe D’Accardi, si è detto sconvolto e incredulo, invitando alla preghiera per l’anima del defunto. In paese, nessuno sembrava conoscere bene né l’anziano né il figlio, che lavorava a Palermo e si vedeva raramente a Ventimiglia di Sicilia. Un consigliere comunale ha confermato che Giuseppe Zagone non era residente in paese e viveva in una casa in affitto, pagata regolarmente.

    Interrogativi e indagini in corso

    Resta il mistero su come nessuno abbia notato il fetore proveniente dall’abitazione per così tanto tempo. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la vicenda e di rintracciare il figlio, Antonino Zagone, per chiarire le circostanze del decesso e accertare le responsabilità. Sulla salma, al momento sotto sequestro, sarà eseguita l’autopsia, dopodiché si terranno le esequie a Palermo.

    “Questo paese è sempre stato tranquillissimo, la nostra comunità, appresa la notizia, è rimasta sbalordita e incredula”, così ha dichiarato all’agenzia LaPresse il sindaco di Ventimiglia di Sicilia, Gino Anzalone. E ha aggiunto: “Il figlio si vedeva poco ed era molto raro incontrarlo per strada. Originariamente abitavano qui, ma poi si sono trasferiti a Palermo. È un fatto che lascia tutti esterrefatti e adesso sarà la magistratura ad accertare quanto accaduto e le evenutali responsabilità”.