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  • In Sicilia sorge la prima clinica veterinaria pubblica

    In Sicilia sorge la prima clinica veterinaria pubblica

    In Sicilia nasce la prima clinica veterinaria pubblica dell’isola. La struttura è stata inaugurata grazie all’Asp, l’azienda sanitaria provinciale. La nuova clinica veterinaria pubblica si occuperà di assicurare l’applicazione delle norme che tutelano il benessere degli animali d’affezione e la cura della loro salute, incentivando la corretta convivenza con l’uomo nel rispetto dell’igiene e della salute pubblica.

    Si tratta di una struttura all’avanguardia. La clinica veterinaria di Enna, infatti, è dotata di una strumentazione clinica e di diagnostica avanzata, e vanta un blocco operatorio e un’area degenza per i pazienti a quattro zampe. Il centro sanitario si avvale anche della collaborazione delle amministrazioni comunali del territorio e delle associazioni animaliste iscritte all’albo regionale.

    All’interno della clinica si eseguirà l’identificazione e la microchippatura degli animali da compagnia, l’attuazione di un programma di controllo delle nascite attraverso interventi di sterilizzazione dei cani e delle colonie feline presenti sul territorio, le attività di primo intervento nei confronti degli animali d’affezione sprovvisti di proprietario e perciò bisognosi di cure e attenzioni specifiche.

    “Chi ama i propri animali può comprendere la mia gioia – dice il presidente della Regione Nello Musumeci -.  A Enna oggi è stata inaugurata la clinica veterinaria per animali di affezione. Era un impegno. E resta un impegno che ce ne sia una in ogni provincia della Sicilia. Con diagnostica, ambulatorio, sala operatoria, area degenza e area di microchippatura. Essere vicini ai nostri animali è un atto di civiltà e di amore al tempo stesso”.

  • La Sicilia ha altri 42 agenti del Corpo forestale, hanno giurato stamattina

    La Sicilia ha altri 42 agenti del Corpo forestale, hanno giurato stamattina

    Entrano in servizio altri 42 nuovi agenti del Corpo forestale della Regione Siciliana. Le nuove guardie forestali, reclutate fra i dipendenti regionali precedentemente impiegati in altri settori, hanno prestato giuramento nella sede dell’assessorato al Territorio e all’ambiente. Dopo avere superato le prove d’idoneità fisica, avere svolto tre mesi di formazione e dieci giorni di affiancamento, i nuovi agenti si aggiungono adesso ai 58 uomini e donne che erano già stati immessi in ruolo la scorsa estate.

    Selezionati con bando di mobilità

    Tutti i nuovi agenti sono stati selezionati attraverso un bando di mobilità dell’Amministrazione regionale per reclutare al suo interno 100 unità, su una pianta organica che ne prevede complessivamente 800. Erano stati 376 i dipendenti della Regione ad avere risposto all’interpello, 191 quelli ammessi alla selezione.

    Avviata la gara per acquistare nuovi mezzi

    «Avviamo così una seconda fase – ha sottolineato il presidente Musumeci – del percorso che abbiamo intrapreso sin dall’inizio della legislatura con un chiaro proposito: rinvigorire e fare rifiorire il Corpo forestale regionale, che era stato condannato a esaurirsi. E creare così i presupposti per fargli riconquistare il protagonismo che ha avuto nel passato. Una forza di polizia amministrativa che deve tutelare il territorio e che, grazie ai nuovi innesti, permetterà ad alcuni distaccamenti a corto di personale di tornare ad essere ancora più efficienti presidi di legalità. Sappiamo che c’è ancora da fare, abbiamo avviato la gara per acquistare nuovi mezzi e accelereremo con i nuovi concorsi per selezionare, all’esterno dell’Amministrazione, altre decine di guardie forestali. Rispondendo alla procedura di mobilità interna – ha infine detto il governatore rivolgendosi ai neo agenti – molti di voi hanno reso più forte l’orgoglio di essere dipendenti regionali e questo è l’aspetto più importante: la motivazione è essenziale per servire la nostra Regione in una trincea difficile qual è la nostra terra».

    «Con questi nuovi ingressi – ha aggiunto l’assessore Cordaro – portiamo a compimento un primo rafforzamento dell’organico del Corpo forestale in modo da potere schierare più forze nelle attività di controllo e nella cura del territorio, nelle azioni di prevenzione e di intervento nell’antincendio boschivo. È un ulteriore successo del governo Musumeci che ha voluto con forza il potenziamento di questa struttura. Ringrazio quanti hanno contribuito alla formazione delle nuove unità, che saranno destinate a distaccamenti dislocati su tutto il territorio dell’Isola».

  • La Sicilia torna in zona arancione, lockdown per i non vaccinati

    La Sicilia torna in zona arancione, lockdown per i non vaccinati

    La Sicilia, salvo sorprese dell’ultimo minuto, passerà in zona arancione da lunedì 24 gennaio. L’ultima parola sarà del ministro Speranza in seguito alla cabina di regia che monitora i dati dell’emergenza sanitaria. L’isola così dovrebbe passare in arancione visto che ha superato la soglia critica dei ricoveri ordinari e delle terapie intensive.

    Troppi sono ancora i focolai sparsi per la Sicilia

    Ultimo focolaio scoperto in un ospedale è quello del reparto di terapia intensiva Covid dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Il reparto è stato chiuso a causa di casi che hanno coinvolto il personale sanitario. Tre medici su cinque, compreso il primario, due infermieri e un operatore socio sanitario sono infatti risultati positivi e si trovano adesso in quarantena. Ma tantissimi altri sono i focolai scoppiati all’interno degli ospedali e dei Comuni dell’Isola. Il 90 per cento, in base agli ultimi dati dei sequenziamenti fatti dai laboratori autorizzati, sono imputabili alla variante Omicron.

    Musumeci fiducioso

    Il bollettino della Protezione civile ieri segnava, oltre a 7.997 nuovi casi e 34 morti, di cui 18 nelle ultime 24 ore, 1.403 ricoverati in area medica, con un indice di occupazione al 36,7 per cento a fronte della soglia del 30. A tenere fino all’ultimo l’Isola con il fiato sospeso è stato l’indice di occupazione delle Terapie intensive, da giorni sul filo del limite del 20 per cento. Intanto Musumeci si dice ancora fiducioso di poter evitare il cambio di colore.

    Nelle prossime ore l’assessorato regionale alla Sanità ha deciso d’implementare i posti letto per i ricoveri di pazienti positivi convertendo altri 30 posti di medicina dell’ospedale Civico in posti Covid. Intanto come ha disposto Musumeci con apposite ordinanze, sono 125 i Comuni siciliani in “zona arancione”. Un’altra ordinanza è stata prorogata ieri mentre sono 11 quelli che entreranno in zona arancione da oggi, 21 gennaio, sino a mercoledì 2 gennaio.

    Cosa cambia in zona arancione

    Le nuove restrizioni colpiranno soprattutto i 566mila non vaccinati siciliani e il trasporto pubblico locale. Per i non vaccinati, infatti, vige il divieto di spostamento dal proprio comune se non per motivi di lavoro, necessità o salute, da provare con un’autocertificazione. Fanno eccezione i piccoli comuni che sono sotto i 5 mila abitanti. Qui tutti possono spostarsi verso altri comuni entro 30 chilometri, eccetto i capoluoghi. La capienza dei mezzi pubblici in zona arancione tornerà al 50 per cento. Bar e attività di ristorazione in zona arancione sono accessibili solo a chi ha
    il Super Green Pass. I negozi che vendono beni o servizi alla persona sono accessibili a tutti, così come gli uffici pubblici.

  • A Piana degli albanesi 1,4 milioni euro per il quartiere San Giovanni

    A Piana degli albanesi 1,4 milioni euro per il quartiere San Giovanni

    Partiranno a breve i lavori di manutenzione straordinaria a Piana degli Albanesi, nel quartiere San Giovanni. Il governo Musumeci ha infatti dato il via libera al finanziamento del primo stralcio del progetto per il ripristino delle opere di urbanizzazione e arredo urbano che interessano le pedonalizzazioni.

    Destinati oltre 630mila euro per la realizzazione di marciapiedi nelle zone sprovviste e per la messa in sicurezza e il rifacimento di quelli consumati dall’usura e dal tempo.

    «Tra gli obiettivi del governo regionale – evidenzia il presidente Nello Musumeci – c’è la riqualificazione dei centri urbani minori. E quartieri come quello di San Giovanni, a Piana, sono luoghi di aggregazione e di scambio al servizio delle comunità. Nello specifico, poi, il progetto finanziato punta a migliorare la circolazione pedonale, riportando gli spazi alla libera e sicura fruizione da parte dei cittadini».

    Complessivamente i lavori, secondo il progetto redatto dal Comune, prevedono una spesa di circa 1,4 milioni circa, divisa in due stralci: il governo regionale ha finanziato intanto il primo stralcio funzionale dell’opera da 632mila euro.

  • La Sicilia verso la zona arancione, guerra ai novax di Musumeci, “Negano il contagio”

    La Sicilia verso la zona arancione, guerra ai novax di Musumeci, “Negano il contagio”

    Dopo la zona gialla, la Sicilia si avvia verso la zona arancione e la zona rossa. Lo ha confermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci nel corso della conferenza stampa di questa mattina al palazzo della Regione. “Siamo appena entrati in zona gialla. I numeri stanno crescendo, lanciamo appelli al rispetto delle norme cosi evitiamo di andare in zona rossa”. Così ha detto Musumeci rispondendo ai cronisti sull’aumento dei contagi Covid nell’isola.

    Allarmante che novax rifiutano le cure

    In Sicilia crescono i ricoveri ma si tratta per la stragrande maggioranza dei casi di non vaccinati, lo ha confermato anche Musumeci in conferenza stampa. “A Palermo il 70% dei ricoverati per il Covid non è vaccinato. Il paradosso è che queste persone chiedono di non essere curate, perché negano persino l’esistenza del contagio. Rifiutano le cure mediche, questo è un dato davvero allarmante. Dobbiamo non solo lavorare per curare quelli che sono vaccinati con sintomatologia assolutamente lieve ma dobbiamo convincere i no vax a farsi curare e diventa più problematico”.

    Troppo comodo fare tamponi e dire sono no vax

    “Si vaccinino. Meno tamponi faremo e più vaccinati avremo”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti a Palazzo Orleans sulla carenza di scorte di tamponi. “Il tema delle riaperture delle scuole sarà affrontato entro le prossime 24 ore, stamattina ne ho discusso con l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla. Attendiamo che il governo centrale faccia capire le sue intenzioni, a ore si riunirà la Conferenza Stato-Regioni, noi vorremmo che la scuola fosse l’ultimo spazio a chiudere. Fino all’ultimo minuto dobbiamo guardare alla tendenza della curva epidemiologica”, ha detto. Musumeci ha aggiunto: “Con questa tendenza di contagi la zona arancione sarà inevitabile, dobbiamo allungare più possibile la permanenza in zona gialla”