Tag: Mazara del Vallo

  • Donna di 36 anni cade dal terzo piano, gravissima a Villa Sofia

    Donna di 36 anni cade dal terzo piano, gravissima a Villa Sofia

    Una donna di 36 anni, L.F., residente a Mazara del Vallo, è ricoverata in condizioni critiche presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo, dopo essere precipitata dal terzo piano della sua abitazione la scorsa notte. L’incidente è avvenuto intorno alle 4 del mattino in una via nelle vicinanze di via Potenza.

    Immediato intervento dei soccorsi

    Il personale del 118 è prontamente intervenuto sul luogo dell’incidente, trasportando la donna all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo per le prime cure. La donna ha riportato gravi fratture, interessando gli arti inferiori e la colonna vertebrale, oltre a diffuse emorragie.

    Trasferimento a Palermo

    Data la gravità delle sue condizioni, L.F. è stata successivamente trasferita all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove si trova attualmente in prognosi riservata e lotta tra la vita e la morte.

    Indagini in corso

    I carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo stanno conducendo le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente. Gli investigatori stanno esaminando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e, al momento, non escludono alcuna ipotesi.

  • Bimbo cade dal secondo piano a Mazara del Vallo: “Salvato da un angelo”

    Bimbo cade dal secondo piano a Mazara del Vallo: “Salvato da un angelo”

    Ieri sera, intorno alle 19, un bambino è precipitato dal secondo piano di un’abitazione in via Milazzo, a Mazara del Vallo, una piccola strada parallela alla centralissima via Roma. Il piccolo, forse mentre giocava e approfittando di un momento di distrazione dei genitori, si sarebbe sporto pericolosamente dal balcone, perdendo l’equilibrio e cadendo da un’altezza di circa dieci metri.

    L’allarme lanciato dai vicini e l’intervento dei soccorsi

    L’allarme è stato lanciato dai vicini, allertati da un rumore anomalo e dalle urla del bambino. Sul posto sono prontamente intervenuti i soccorsi del 118, insieme a pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia Municipale. L’area dell’incidente è stata immediatamente transennata e il traffico interdetto, sia ai veicoli che ai numerosi residenti e curiosi accorsi sul luogo.

    Il bambino trasportato d’urgenza all’ospedale “Ajello”

    Gli operatori del 118 hanno prestato i primi soccorsi al bambino, che fortunatamente è rimasto cosciente nonostante la violenta caduta. Dopo averlo immobilizzato su una barella, lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale “Ajello” di Mazara del Vallo.

    Condizioni critiche ma stabili, indagini in corso

    Al pronto soccorso, i medici hanno prestato le cure necessarie al piccolo paziente. Secondo le prime informazioni, ottenute da conoscenti della famiglia e dalla Polizia Municipale, il bambino non sarebbe in pericolo di vita, ma avrebbe riportato diverse fratture in tutto il corpo a causa dell’impatto. Le sue condizioni, seppur critiche, rimangono stabili. Il bambino è stato ricoverato presso l’ospedale “Ajello” per essere tenuto sotto stretta osservazione e monitorato costantemente, al fine di prevenire eventuali complicazioni, come emorragie interne. Intanto, il nucleo investigativo della Compagnia dei Carabinieri di Mazara del Vallo ha avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Gli inquirenti ascolteranno i genitori del bambino e alcuni conoscenti per raccogliere ulteriori informazioni.

  • In Sicilia il favoloso gigayacht a vela di Jeff Bezos: ecco dov’era

    In Sicilia il favoloso gigayacht a vela di Jeff Bezos: ecco dov’era

    Incredibile avvistamento al largo di Mazara del Vallo: il favoloso gigayacht a vela del magnate Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, ha solcato le acque siciliane regalando ancora una volta una vista mozzafiato.

    Avvistato a Mazara del Vallo lo yacht di Jeff Bezos

    L’immenso yacht “Koru”, con i suoi oltre 125 metri di lunghezza e 16 di larghezza, è passato intorno alle 16.30 davanti al lido “Approdo dei Saraceni”, al confine tra Mazara e Campobello.

    Il gigayacht a vela Koru incanta la Sicilia

    Una meraviglia della nautica, la seconda imbarcazione a vela più grande al mondo. Tre enormi alberi, livrea blu navy elegante, la tradizionale polena con pendente maori: lo yacht di Jeff Bezos non è certo passato inosservato. A immortalarlo in alcuni scatti il proprietario del lido, estasiati da tanta bellezza.

    Costruito nei cantieri olandesi nel 2021

    Il “Koru” è stato varato nei cantieri olandesi “Oceanco” nel 2021 e consegnato a Bezos quest’anno. Può ospitare fino a 18 ospiti nel lusso più sfrenato, oltre a 40 membri d’equipaggio. Un gioiello extralusso costato circa 500 milioni di dollari. Dopo aver solcato le acque delle Eolie, il magnifico yacht a vela ha attraversato lo stretto di Sicilia regalando una vista unica dalla costa mazarese. Un evento eccezionale che difficilmente si ripeterà.

    Ha solcato le Eolie prima di arrivare a Mazara

    Chissà se Bezos era a bordo, pronto a godersi il fantastico panorama della Sicilia. Di certo il passaggio del suo favoloso “Koru” rimarrà a lungo negli annali della città, uno spettacolo memorabile per diportisti e bagnanti. Mazara del Vallo entra così di diritto tra le mete extralusso del Mediterraneo, visitata dai panfili dei potenti della Terra. Un motivo d’orgoglio per gli abitanti e un’occasione unica per ammirare da vicino un capolavoro della nautica. Il sogno a occhi aperti di ogni appassionato, immortalato in foto destinate a fare il giro del web. Chissà quale altro yacht stellare solcherà presto queste acque regalando emozioni indimenticabili. Intanto Mazara si gode lo storico passaggio del favoloso panfilo di Jeff Bezos.

  • Giovane si ribalta con l’auto che prende fuoco, è gravissimo in ospedale

    Giovane si ribalta con l’auto che prende fuoco, è gravissimo in ospedale

    Un altro gravissimo incidente stradale in Sicilia con un giovane gravissimo in ospedale dopo che la sua automobile si è ribaltata ed è andata a fuoco. La tragedia lungo la SS115, nel Trapanese.

    La notte scorsa si è verificato un incidente stradale sulla SS115, tra Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. Il conducente, un giovane di 29 anni di nome C.C., stava guidando una Mercedes Classe C quando ha perso il controllo dell’auto per motivi ancora da accertare. L’auto si è ribaltata e ha preso fuoco, finendo a 30 metri dalla strada. Il conducente è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e ha riportato diverse ferite.

    Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Polizia municipale di Campobello di Mazara, mentre C.C. è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Castelvetrano. I medici si sono riservati la prognosi.

    Ieri un altro incidente sulla SS115 in Sicilia orientale. Un uomo si è ribaltato con il trattore finendo in una scarpata profonda 8 metri. Anche l’uomo, un agricoltore, è stato ricoverato in ospedale in condizioni molto gravi dopo essere stato trasportato a bordo di un elisoccorso.

  • “Messina Denaro dica dov’è Denise”, mamma e papà fanno appello allo Stato

    “Messina Denaro dica dov’è Denise”, mamma e papà fanno appello allo Stato

    Pietro Pulizzi e Piera Maggio, genitori di Denise Pipitone, scomparsa a soli tre anni nel 2004 a Mazara del Vallo, hanno lanciato un appello alle autorità per ottenere informazioni sulla sorte della loro figlia. I due genitori hanno chiesto allo Stato italiano e ai magistrati di porre domande al capomafia di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, nella speranza che la sua cattura possa portare nuove informazioni sulla scomparsa della loro figlia.

    La speranza che non si spegne dopo 17 anni

    Nonostante siano passati 17 anni dalla scomparsa di Denise, i genitori non hanno mai smesso di cercarla e di chiedere la verità. Nella bacheca del profilo ufficiale creato per supportare la ricerca di Denise, i genitori hanno scritto: “Ci appelliamo a dei sentimenti forse assopiti, al vero senso dell’essere un genitore amorevole. Stato, magistrati, chiedete al boss Matteo Messina Denaro, se sa dov’è la nostra Denise. Noi siamo convinti che se decidesse di fornire la risposta alla nostra domanda, metterebbe fine al nostro calvario”.

    Un mistero che potrebbe svelare Messina Denaro?

    La scomparsa di Denise Pipitone rimane ancora avvolta nel mistero nonostante gli sforzi degli inquirenti per risolvere il caso. Nonostante le numerose piste seguite, la verità su ciò che accadde alla piccola Denise non è ancora stata scoperta e i suoi genitori non hanno mai smesso di cercare risposte e giustizia per la loro figlia.

    Pietro Pulizzi e Piera Maggio sperano ancora di riabbracciare la piccola Denise

    Matteo Messina Denaro, attualmente rinchiuso in regime di carcere duro, il cosiddetto 41bis, all’interno del carcere di massima sicurezza de L’Aquila, potrebbe sapere qualcosa sulla scomparsa di Denise Pipitone? I genitori della piccola sperano che le autorità porranno domande al capomafia per scoprire la verità sulla sorte della loro figlia. La speranza di riabbracciare Denise non si è mai spenta nei loro cuori e Pietro Pulizzi e Piera Maggio adesso si aggrappano anche all’arresto di Matteo Messina Denaro per poter avere anche solo qualche informazione che possa portare a nuove piste.

     

  • Primario siciliano si suicida, era stato accusato di violenze sessuali su alcune pazienti

    Primario siciliano si suicida, era stato accusato di violenze sessuali su alcune pazienti

    Roberto Caravaglios, primario del reparto di Radiologia dell’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo, si è suicidato stasera intorno alle 20. Lo scorso primo dicembre, Caravaglios era stato condannato a quattro anni e quattro mesi di carcere dal gup di Marsala Annalisa Amato per violenze sessuali su alcune pazienti. Il medico era stato processato con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo sulla pena prevista dalla legge. Il gup gli aveva inoltre inflitto cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e uno dalla professione medica.

    Caravaglios avrebbe commesso gli abusi su tre donne che, tra marzo 2016 e giugno 2020, si erano recate all’ospedale di Mazara del Vallo per alcuni accertamenti diagnostici. L’indagine, svolta dalla squadra mobile di Trapani, è scattata a seguito della denuncia presentata da una delle tre vittime. Alle tre parti civili il primario avrebbe dovuto versare, come risarcimento danni, 8 mila euro ciascuna, più le spese legali.

    La sentenza aveva confermato l’impianto accusatorio. Il pubblico ministero, al termine della sua requisitoria, aveva invocato la condanna a cinque anni e otto mesi di reclusione. Gli abusi sessuali sarebbero stati commessi su due donne mazaresi e una marsalese. Secondo l’accusa, il medico avrebbe toccato le parti intime delle pazienti in modo non necessario durante un esame diagnostico denominato “isterosalpingografia”. Le tre donne, costituitesi parte civile, erano già state ascoltate in un incidente probatorio dal giudice per le indagini preliminari. Il processo si era tenuto a porte chiuse.

  • Dirigente comunale si toglie la vita con una pistola a 63 anni

    Dirigente comunale si toglie la vita con una pistola a 63 anni

    Tragedia in provincia di trapani. Sebastiano Luppino, dirigente del comune di Marsala, si è suicidato nella sua casa di Mazara del Vallo. Una tragedia inaspettata che ha colpito la famiglia dell’uomo e tutti coloro che lo conoscevano. Secondo quanto ricostruito dalle autorità intervenute, l’uomo si sarebbe tolto la vita usando una pistola. La salma è stata già restituita ai familiari dal medico legale intervenuto sul posto. La procura ha già archiviato il caso come suicidio.

    Aveva 63 anni, era originario di Campobello di Mazara. Negli ultimi 21 anni aveva lavorato al Comune di Alcamo, sempre nel Trapanese. Da circa un anno si era trasferito a Marsala.

    “A nome dell’amministrazione comunale di Campobello – afferma il sindaco Giuseppe Castiglione – esprimo sentimenti di profondo cordoglio per la tragica scomparsa del mio caro amico Sebastiano Luppino, dirigente del Comune di Marsala e cittadino di Campobello molto stimato da tutti in ambito professionale e sociale. Un evento tanto tragico non può, infatti, che scuotere l’intera comunità campobellese, di cui mi sento d’interpretare i sentimenti di profondo sgomento. Ai familiari di Sebastiano Luppino esprimo la mia vicinanza personale e istituzionale”.

  • L’incidente e la tragedia di Morgana Bono, una comunità sconvolta

    L’incidente e la tragedia di Morgana Bono, una comunità sconvolta

    La comunità di Mazara del Vallo è colpita al cuore per la morte di Morgana Bono. È lei la giovane di 17 anni che si è spenta in un ospedale di Palermo dopo un incidente avvenuto tra Campobello di Mazara e Mazara del Vallo. Nonostante i tentativi dei medici, la giovane non ce l’ha fatta a causa delle ferite troppo gravi.

    L’incidente sulla SS115

    L’incidente è avvenuto ieri, 26 marzo, sulla strada statale 115. La giovane, secondo quanto ricostruito viaggiava a bordo di un ciclomotore con un’amica. Per causa ancora da accertare, il veicolo a due ruote si è scontrato frontalmente con un’automobile guidata da un medico. In seguito allo schianto, le due giovani sono state sbalzata dal ciclomotore. Ad avere la peggio la 17enne Morgana Bono, subito soccorsa dal 118 che l’ha condotta all’ospedale di Castelvetrano. Vista la gravità della situazione la ragazza era stata poi trasferita in elisoccorso a villa Sofia, a Palermo. L’altra ragazza, che era a bordo del motociclo, ha riportato lievi fratture ed è stata dimessa.

    La tragica notizia che sconvolge Mazara del Vallo

    Questa mattina però la tragico notizia. La ragazza, ricoverata in prognosi riservata a Villa Sofia, non ce l’ha fatta. Un paese sconvolto e incredulo. In tanti conoscono il papà della ragazza, militare della Capitanaeria di porto. Al messaggio di cordoglio dell’amministrazione comunale se ne aggiungono centinaia. “La comunità mazarese piange una giovane vita spezzata da un incidente stradale. Morgana purtroppo non ce l’ha fatta. Alla famiglia Bono il cordoglio e la vicinanza dell’amministrazione comunale”. Sono molto gli amici di famiglia che in questo momento si stringono ai genitori e al fratellino rimasti senza Morgana. Il funerale di Morgana Bono sarà domani, lunedì 28 marzo, alle ore 15, presso la basilica cattedrale di Mazara del Vallo.

  • Marito violento la picchia, fratture e ferite ovunque: in carcere

    Marito violento la picchia, fratture e ferite ovunque: in carcere

    Picchia la compagna provocando fratture e ferite in tutto il corpo. Un 30enne arrestato dai carabinieri di Mazara del Vallo.

    I Carabinieri hanno arrestato il 30enne in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Marsala. L’arresto arriva dopo le indagini che i Carabinieri avevano avviato a seguito dell’aggressione fisica che avrebbe compiuto ai danni della propria compagna convivente. In quella circostanza, la donna aveva riportato diverse fratture e ferite ed era stata dimessa dal locale ospedale con una prognosi di 30 giorni.

    La vittima aveva detto di subire da tempo maltrattamenti fisici e psicologici dal compagno. Non aveva mai avuto il coraggio di denunciare per paura di ritorsioni.
    Il giudice ha deciso la custodia cautelare nel carcere di Trapani.

    Anche a Castellamare del Golfo, i militari hanno eseguito la misura dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa nei confronti di un uomo del posto. Il provvedimento scaturisce dai riscontri investigativi acquisiti dai Carabinieri a seguito della denuncia della moglie convivente, la quale si era rivolta al Comandante della Stazione raccontando le continue vessazioni e violenze che avrebbe subito in famiglia.

    Nel quadro delle iniziative poste in essere dai Carabinieri della Provincia di Trapani contro la violenza di genere, sono stati effettuati, d’intesa con le Autorità Giudiziarie di Trapani e Marsala, diversi interventi per porre fine a situazioni di presunta violenza in danno di donne.

    Le vittime hanno chiesto aiuto alle vicine Stazioni Carabinieri, seguendo l’esempio di tante altre che, negli ultimi mesi, sono state salvate grazie alla rete istituita dall’Arma proprio per la tutela delle donne, composta da personale appositamente addestrato con il compito di sostenere i reparti sul territorio nello sviluppo di questa tipologia di indagini.