Tag: Mascalucia

  • La diretta del funerale della piccola Elena Del Pozzo uccisa dalla mamma

    La diretta del funerale della piccola Elena Del Pozzo uccisa dalla mamma

    La commovente diretta dalla Cattedrale di Catania del funerale di Elena De Pozzo, uccisa a 4 anni da Martina Patti, 23 anni. L’arcidiocesi di Catania trasmette le immagini del funerale della bambina per dare a tutti la possibilità di unirsi nel dolore della famiglia e di tutti coloro che la conoscevano.

    LA DIRETTA VIDEO DEL FUNERALE (attendi il caricamento qui del player)

    Un’intera comunità a lutto per la morte della piccola Elena, uccisa dalla mamma senza un perché. Un omicidio efferato che ha ferito la Sicilia intera, un fatto di cronaca nera che ha colpito tutta Italia. Oggi nella Basilica catanese si celebra l’ultimo saluto a una bambina innocente che si fidava della mamma, quella stessa madre rea confessa, che le ha tolto la vita con un gesto inaudito.

    LEGGI ANCHE: La morte di Elena, l’angioletto strappato dalla gelosia della mamma

    “In merito alla tragica scomparsa della piccola Elena, affacciatasi alla vita da appena cinque anni – si legge in una nota dell’Arcidiocesi di Catania – si porta a conoscenza che i funerali avranno luogo in Cattedrale il 22 giugno alle ore 17”.  Si tratta di  una celebrazione particolarmente significativa e dolorosa per cui è doveroso custodire il dolore di quanti o per vicinanza familiare o semplicemente affettiva desiderano raccogliersi in preghiera per l’estremo saluto.

  • La morte di Elena, l’angioletto strappato dalla gelosia della mamma: il funerale

    La morte di Elena, l’angioletto strappato dalla gelosia della mamma: il funerale

    Oggi è il giorno del funerale della piccola Elena Del Pozzo. Doveva compiere ancora 5 anni la piccola ma il suo destino si è incrociato con un destino atroce. Una mamma che uccide la propria bambina, un fatto estremamente innaturale. Elena dipendeva mente e corpo da quella madre che forse l’aveva avuta troppo giovane, ma che amava, che adorava. Eppure quella mattina Martina Patti ha avuto la lucidità di andare a prendere la bambina all’asilo, portarla a casa, darle da mangiare e ucciderla.

    Qual è il perché? Cosa ha spinto Martina Patti a portare la bimba fuori, a infilarla in un sacco e a ucciderla a colpi di coltello? Cosa può arrivare a spingere una madre a commettere un tale delitto? Martina Patti ha anche avuto la lucidità di seppellire la bambina e di simulare un rapimento. Era in sé nel momento in cui ha compiuto l’omicidio? A queste domande dovranno rispondere gli investigatori. Intanto oggi è il giorno delle lacrime a Mascalucia, luogo in cui si è consumato il dramma, e a Catania.

    Il funerale della bambina sarà celebrato all’interno della Cattedrale catanese come ha disposto la curia etnea. Il funerale di Elena Del Pozzo sarà trasmesso anche in diretta streaming questo pomeriggio per dare modo a tutti di unirsi nel dolore. La storia, cruenta, di questo inizio d’estate siciliano, ha infatti provocato un immenso sconcerto e dolore in migliaia di persone.

    Come si può spiegare un tale evento? Come reagire di fronte alla morte di una bambina uccisa in un modo così spietato dalla madre? A poco più di una settimana dall’efferato omicidio avvenuto in provincia di Catania, la 23enne resta in carcere e viene sentita puntualmente dagli investigatori per cercare di ricostruire, in maniera chiara, cos’è successo quel pomeriggio che ha portato alla morte della bambina.

    L’unica ipotesi avanzata dagli investigatori in conferenza stampa è quella della gelosia nei confronti della nuova compagna di Alessandro Del Pozzo, il papà di Elena. Una gelosia che sarebbe scoppiata quando ha visto la loro foto su Instagram (“ho visto la foto della fidanzata di Alessandro scorrendo su Instagram”).

    La donna, una giovane studentessa di scienze Infermieristiche, ha più volte detto di non ricordare cosa sia successo, sottolineando di avere dei vuoti di memoria sull’occultamento del cadavere. Ma dagli ultimi interrogatori è emerso un quadro via via sempre più chiaro che trova un riscontro fedele nei risultati dell’autopsia sul corpo della bambina.

    La donna, sentita dal gip, ha infatti confermato di aver colpito più volte la bambina con un coltello da cucina. La piccola Elena, come risulta dall’autopsia, è deceduta a causa di un taglio all’arteria succlavia che l’avrebbe fatta morire dissanguata. Le parole al gip Daniela Monaco Crea, però, sono quelle di una donna che aveva premeditato l’omicidio, portando con sé coltello e pala per nascondere il cadavere.

    Tra i ricordi annebbiati di quel pomeriggio, Martina Patti ha però svelato: “Non ricordo perché ero girata e non volevo guardare“. Le parole, dure e crude, hanno portato il gip a convalidare il fermo della donna che viene descritta come soggetto dall’elevato grado di pericolosità e dall’istinto criminale spiccato.

  • Elena uccisa a coltellate e sepolta, la madre aveva comprato pala e zappa

    Non sapeva di essere diventata un peso per la mamma, Elena, 5 anni no ancora compiuti, un corpo esile, le fossette sulle guance. Quella mamma che a 23 anni si è trasformata in una assassina. Uccisa, infilata in cinque sacchi della spazzatura e sepolta a 600 metri da casa. «Non ero in me», ha detto ai Carabinieri.

    La zappa e la pala acquistata prima del delitto

    Una frase poco credibile visto che prima di andare a prendere la piccola all’asilo aveva comprato una pala e una zappa. Attrezzi che le sarebbero serviti per sotterrare la bambina morta in un terreno non lontano dalla villetta.

    Gli investigatori azzardano l’ipotesi della gelosia come movente. La gelosia nei confronti della fidanzata del padre. «Non tollerava che vi si affezionasse anche la propria figlia» dicono gli inquirenti. Nella notte fra domenica e lunedì deve avere accumulato la rabbia che l’ha portata a recuperare gli attrezzi per scavare una fossa, forse per preparare il coltellaccio da cucina prima di tornare all’asilo, prendere per mano la figlia e condurla verso la fine.

    Accusata di omicidio premeditato

    Le indagini non sono ancora chiuse, spiega il colonnello Piercarmine Sica, mentre la Procura diretta da Carmelo Zuccaro contesta omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Martina Patti intanto è stata rinchiusa nel carcere Lanza di Catania.

    “E’ stato un interrogatorio drammatico” di una “donna distrutta e molto provata che ha fatto qualcosa che neppure lei pensava di poter fare”, agendo come se “qualcuno si fosse impadronito” di lei, dimostrandosi “tutt’altro che fredda e calcolatrice”. Così l’avvocato Gabriele Celesti che difende la donna fermata per l’uccisione della figlia Elena, che avrebbe compiuto 5 anni a breve. “Farò incontrare la mia assistita con uno psichiatra di fama – aggiunge il penalista – per verificare le sue condizioni e dopo decideremo sulla perizia. Devo dare atto di grande correttezza ai carabinieri e alla Procura”. La madre avrebbe detto di avere agito senza capire quello che stava facendo. Un aiuto alle indagini potrà arrivare dall’autopsia disposta dalla Procura. Ma gli inquirenti parlano di premeditazione.

  • Elena Del Pozzo uccisa dalla mamma, “Non so spiegare il perché”

    Elena Del Pozzo uccisa dalla mamma, “Non so spiegare il perché”

    Martina Patti, 23 anni, ha confessato di aver ucciso la figlia Elena Del Pozzo, di soli 5 anni. Dopo aver fatto credere che la figlia fosse stata rapita, è crollata durante l’interrogatorio. Ha confessato ma non ha saputo dare una spiegazione al folle gesto. Una notizia che giunge da Mascalucia, nel Catanese, e che ha destato sconcerto in Sicilia.

    La giovane ha portato i Carabinieri sul luogo in cui ha abbandonato il corpo senza vita della figlia, un podere non distante dalla casa familiare. È stata dunque lei ad uccidere la figlia, Elena Del Pozzo. Un gesto che non ha ancora saputo spiegare ai magistrati. Con molta probabilità la donna sarà messa in stato di arresto. Martina Patti aveva denunciato ieri il rapimento della figlia. Aveva parlato di tre uomini incappucciati, uno dei quali armato di pistola, che avrebbero preso la bambina all’uscita dall’asilo di Tremestieri Etneo, portandolo via proprio dalle mani della madre. In realtà il dramma si era già consumato, la piccola era stata già uccisa. Inutili gli appelli diramato anche da Chi l’ha visto e dalle autorità per le ricerche della bambina.

    Non c’è ancora un perché. La donna non ha saputo dare una spiegazione. Ha solo confessato di avere ucciso la figlioletta. Scene di disperazione sul luogo del ritrovamento del corpo senza vita della bambina su cui potrebbe essere eseguita l’autopsia. Su questo si attendono conferme dalla procura.

    Ventiquattro anni, iscritta alla facoltà di Scienze Infermieristiche di Catania, Martina Patti sembrava una persona normale secondo i vicini di casa. Diversamente la pensava Rosaria Testa, la nonna paterna della bambina: “La madre aveva un atteggiamento autoritario e aristocratico. Decideva lei quando portarci la bambina”. La donna era separata dal marito. “La madre era un tipo molto chiuso – aggiunge Giuseppe, il nonno paterno – chi è stato a compiere un gesto del genere deve pagare così come altre persone, eventualmente, l’avessero aiutata”.