Tag: licata

  • Incidente sul lavoro, un volo di 4 metri: operaio 60enne ricoverato in gravi condizioni

    Incidente sul lavoro, un volo di 4 metri: operaio 60enne ricoverato in gravi condizioni

    Un volo terribile di quasi quattro metri, poi il dolore e la paura. È un grave incidente sul lavoro quello avvenuto nelle campagne di Licata, dove un operaio di sessant’anni del posto è rimasto seriamente ferito mentre era impegnato in alcuni lavori su un immobile.

    La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, ma secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe perso l’equilibrio, precipitando rovinosamente a terra. A lanciare l’allarme è stato lui stesso, con le sue urla che hanno richiamato l’attenzione delle persone presenti nelle vicinanze.

    La corsa disperata verso l’ospedale San Giacomo d’Altopasso, dove i medici gli hanno riscontrato la frattura di ben quattro vertebre. Vista la gravità del quadro clinico, è stato disposto l’immediato trasferimento all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, struttura più attrezzata per questo tipo di traumi. I carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

  • Violenza brutale a Licata, uomo denunciato per aver preso a calci il cane

    Violenza brutale a Licata, uomo denunciato per aver preso a calci il cane

    Grave episodio di crudeltà verso gli animali nell’Agrigentino, a Licata, dove un uomo è stato colto in flagrante mentre infieriva sul proprio cane.

    Calci al proprio cane durante la passeggiata

    Nella tarda serata, intorno alle ore 22, una scena di inaudita violenza ha avuto luogo in via Salso. Un residente di quarant’anni, durante quella che doveva essere una normale passeggiata, ha iniziato a colpire il proprio amico a quattro zampe con diversi calci. Il gesto, secondo le prime ricostruzioni, è avvenuto senza un’apparente motivazione, lasciando emergere un quadro di violenza gratuita.

    Scatta la denuncia per maltrattamento di animali

    La fortuna ha voluto che una pattuglia dei Carabinieri si trovasse in quel momento in un giro di perlustrazione nella zona. I militari hanno assistito alla scena e sono intervenuti immediatamente, procedendo all’identificazione dell’uomo. Nei suoi confronti è stata formalizzata una denuncia per il reato di maltrattamento di animali. Oltre alle conseguenze penali, il quarantenne ora rischia una multa di importo considerevole e il possibile sequestro del cane. L’accaduto è stato inoltre segnalato all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento per le valutazioni di competenza.

  • Tragedia in cantiere edile, muore un operaio

    Tragedia in cantiere edile, muore un operaio

    Un tragico incidente si è verificato questa mattina in un cantiere edile di piazza Sant’Angelo, a Licata. Un operaio ha perso la vita mentre era impegnato in alcuni lavori. Le circostanze del decesso non sono ancora chiare, ma si ipotizza un malore.

    Secondo le prime ricostruzioni, l’operaio si trovava nei pressi di un portone quando è improvvisamente crollato a terra. Immediatamente è scattato l’allarme e sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Licata per avviare le indagini.

    Sono in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

  • Incidente mortale: muore motociclista nel giorno di Santo Stefano

    Incidente mortale: muore motociclista nel giorno di Santo Stefano

    Tragedia nel giorno di Santo Stefano: centauro perde la vita a Licata

    Un tragico incidente stradale ha scosso la comunità di Licata nel giorno di Santo Stefano. Un uomo di 45 anni, residente in città, ha perso la vita a bordo della sua moto dopo essersi scontrato con un autocarro Iveco.

    L’incidente in via Torregrossa

    Il drammatico evento si è verificato in via Torregrossa, una strada parallela alla trafficata via Palma. L’allarme è stato immediatamente lanciato, portando sul luogo dell’incidente gli agenti del Commissariato di Polizia e un’ambulanza del 118 proveniente dall’ospedale San Giacomo d’Altopasso.

    La dinamica dello scontro

    Dalle prime ricostruzioni, sembra che il motociclista stesse effettuando un sorpasso di alcuni veicoli fermi in attesa che l’autocarro completasse una svolta a sinistra. A causa dell’alta velocità, la moto si è schiantata contro la parte anteriore sinistra della cabina dell’Iveco. Il centauro ha perso il controllo del mezzo, finendo la sua corsa contro degli alberi a bordo strada.

    Decesso immediato

    L’impatto è stato violentissimo e ha causato la morte immediata dell’uomo. I tentativi di rianimazione da parte del personale medico del 118 si sono rivelati purtroppo vani. La Polizia sta attualmente lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente mortale.

  • “Non mangio pizza fatta di neri”: episodio di razzismo in una pizzeria siciliana

    “Non mangio pizza fatta di neri”: episodio di razzismo in una pizzeria siciliana

    Un grave episodio di razzismo si è verificato in Sicilia, questa volta ai danni di alcuni dipendenti di colore in una pizzeria di Licata, in provincia di Agrigento. A denunciare l’accaduto è stato il titolare del locale “La fuazzeria”, Gianluca Graci, in un post pubblicato su Facebook all’inizio di novembre.

    “Alla soglia del 2024 devo ancora sentire certi discorsi: sai io non vengo più nella tua pizzeria perché le ultime due volte ho trovato due ragazzi di colore dietro il bancone” ha scritto Graci, riportando le parole di un cliente. E ancora: “Non ti dico che sono sporchi, ma già a vedere che mettono le mani negli ingredienti mi fa senso”.

    Il locale di Licata non è il primo in Sicilia a dover fare i conti con episodi di questo tipo. Poche settimane prima, anche il ristorante Ginger di Agrigento era stato protagonista di un caso di razzismo ai danni della pluripremiata chef senegalese Mareme Cissè. Anche in quel frangente, alcuni clienti avevano lasciato il locale dopo aver scoperto che ai fornelli c’era una donna di colore.

    Nel lungo post pubblicato sui social, il titolare de “La fuazzeria” non nasconde la sua rabbia per l’accaduto: “A me, voi fate senso e mi fate pure paura” scrive Graci, che poi racconta di aver ricevuto anche altri messaggi dal tono razzista nelle settimane precedenti. “Sei in un paese piccolo e devi capire che piano piano potresti perdere clienti. Pure i tuoi colleghi hanno ragazzi di colore, ma li tengono in cucina e non si vedono” gli è stato detto da un’altra persona.

    Il ristoratore però non ci sta e nel post si scaglia duramente contro gli autori di questi comportamenti: “I neri sapete cosa hanno di diverso dai bianchi? Hanno visto la fame e hanno voglia di riscattarsi. Hanno voglia di imparare, di lavorare e di emergere. Sono educati e volenterosi e quando, come è giusto che sia, fai loro un contratto e uno stipendio adeguato, ti sono riconoscenti”. E ancora: “A differenza dei bianchi, che vogliono sempre di più senza ricambiare e che ti fanno pure i conti in tasca, possibilmente. Mi fate schifo razzisti! Vergognatevi!”. Parole forti, che testimoniano la frustrazione e l’indignazione del titolare della pizzeria.

  • Misterioso boato scuote la Sicilia, cosa lo ha provocato?

    Misterioso boato scuote la Sicilia, cosa lo ha provocato?

    Un fragoroso boato ha scosso nel primo pomeriggio di oggi, martedì 18 luglio, una grande area di Sicilia. Un rumore assordante, che ha fatto tremare le mura delle case e ha seminato il panico tra gli abitanti della zona, come si legge su vari gruppi social. In pochi istanti tanti cittadini si sono affacciati alle finestre, interrogandosi con sgomento sulla natura di quel suono tanto potente da far vibrare i vetri.

    L’intera area di Licata, in provincia di Agrigento, in particolare, sarebbe stata interessata dal forte boato, sentito anche a Caltanissetta e nel Gelese. L’origine del boato rimane avvolta nel mistero. L’ipotesi di un terremoto è stata da subito esclusa: nessuna scossa tellurica, per quanto lieve, è stata registrata nell’area. Eppure, quel suono sepolcrale pareva provenire direttamente dalle viscere della terra. Quale inspiegabile fenomeno poteva averlo provocato?

    Si fa strada l’ipotesi di un boom sonico

    Immediatamente sono partite le speculazioni. C’è chi ha ipotizzato una sorta di esplosione sottomarina, una improvvisa fuoriuscita di gas dal fondo del Canale di Sicili

     

    a. Altri hanno addirittura avanzato l’idea che Licata sia stata sorvolata da un meteorite, che avrebbe attraversato la stratosfera ad altissima velocità. Ma l’ipotesi che ha preso gradualmente piede è un’altra: quella di un velivolo militare che avrebbe infranto la barriera del suono. In gergo tecnico “superare il muro del suono”, provocando così l’onda d’urto udibile chilometri più in là, sotto forma di potente boato.

     

    Il breve sisma non sarebbe neppure stato avvertito dalla popolazione. Nessun pericolo quindi per i residenti di Licata e in breve tempo la situazione è tornata alla normalità. Sono ancora diversi i cittadini che si interrogano sulle cause del boato tramite i post sui social network e tante persone continuano a scambiarsi pareri e opinioni su quanto successo.

  • Dramma in Sicilia, insegnante si lancia dal terzo piano di una scuola

    Dramma in Sicilia, insegnante si lancia dal terzo piano di una scuola

    Un terribile episodio ha scosso gli studenti dell’istituto tecnico per geometri Ines di Licata, in provincia di Agrigento. Un insegnante dell’istituto si è lanciato dalla finestra al terzo piano dell’edificio sotto gli occhi atterriti degli studenti, che stavano per entrare in classe.

    L’uomo, nonostante il violento impatto al suolo, sarebbe ancora vivo e immediatamente è stata chiamata un’ambulanza che lo ha trasferito al San Giacomo d’Altopasso.

    Secondo le prime informazioni che trapelano, il docente avrebbe sofferto di disturbi psicologici da tempo e per questo motivo il dirigente scolastico lo aveva esonerato dall’insegnamento, applicandolo in biblioteca ma le notizie sono ancora frammentarie. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Licata.

  • Fa la doccia e muore folgorata, tragedia in Sicilia

    Fa la doccia e muore folgorata, tragedia in Sicilia

    Una donna di 68 anni è stata trovata morta nella sua casa in Corso Italia a Licata, in provincia di Agrigento. Sembra che la donna sia stata uccisa da una scarica elettrica.

    Secondo le prime ricostruzioni, la donna di origini marocchine, mentre si trovava sotto la doccia, probabilmente a causa di una dispersione di energia dallo scaldabagno, è morta folgorata da una scarica elettrica. Nel pomeriggio, un vicino ha suonato alla porta della donna ma non ha ricevuto risposta, così ha chiamato i soccorsi.

    I Vigili del Fuoco e le ambulanze sono intervenuti e hanno trovato il corpo senza vita della donna. La locale compagnia dei Carabinieri sta conducendo le indagini.

  • Stermina una famiglia a Licata e tenta il suicidio, è ancora vivo

    Stermina una famiglia a Licata e tenta il suicidio, è ancora vivo

    Ha ucciso il fratello, la cognata e i due figlioletti della coppia. Poi ha tentato di uccidersi ma è ancora vivo. Non è morto Angelo Tardino, 48 anni, l’uomo che ha sterminato la famiglia a Licata uccidendo il fratello, la cognata e due nipotini. I carabinieri pensavano in un primo momento che fosse deceduto dopo essersi sparato un colpo di pistola, ma successivamente hanno scoperto che l’uomo respirava ancora. Tardino, che è agonizzante, è stato intubato e trasferito in elisoccorso all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Le sue condizioni sono gravissime.

    Ci sarebbero contrasti connessi a una eredità dietro la strage commessa questa mattina da Angelo Tardino, 48 anni di Licata. L’uomo era andato alle prime luci del mattino in contrada Safarello, dove si trova la casa di campagna del fratello: nella stessa zona ci sono dei terreni lasciati in eredità dal padre, tutti coltivati a primizie. Tra i due fratelli, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe scoppiata una violenta lite, l’ennesima, per questioni di spartizione delle aree coltivate. Durante il litigio, Angelo Tardino avrebbe estratto una pistola ha fatto fuoco contro il fratello, la cognata e i due nipoti di 15 e 11 anni. L’uomo è poi salito in auto e si è dato alla fuga. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Licata, che hanno ricostruito quanto avvenuto e raggiunto telefonicamente Tardino che nel frattempo si era recato nel centro città. 

    I militari avrebbero a lungo tentato di convincerlo a consegnarsi, ma, durante la conversazione, l’omicida avrebbe rivolto su di sé la pistola usata per la strage e ha fatto fuoco. Tardino però non è morto ma ora lotta tra la vita e la morte.