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  • Arrestato Matteo Messina Denaro capo di Cosa nostra

    Arrestato Matteo Messina Denaro capo di Cosa nostra

    Il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo 30 anni di latitanza. L’inchiesta che ha portato alla cattura del capomafia di Castelvetrano (Tp) è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido.

    E’ quanto apprende l’ANSA da fonti qualificate. Il boss era ricoverato alla clinica Maddalena a Palermo. Di più al momento non trapela. La notizia, però, è confermata. Gli investigatori hanno da tempo il Dna del capomafia. Non ci possono essere dubbi sulla sua identificazione.

    Mattia Messina Denaro è un boss mafioso italiano, capo della mafia di Castelvetrano in provincia di Trapani, noto per la sua latitanza di oltre 30 anni. È stato uno dei capi della famiglia mafiosa di Cosa Nostra e uno dei ricercati più pericolosi d’Italia.

    “L’arresto del boss Messina Denaro è un risultato atteso da anni che assesta l’ennesimo duro colpo alla mafia. Non bisogna però abbassare la guardia pensando che la mafia oggi sia sconfitta e questo arresto deve far riflettere sugli strumenti in mano alla magistratura che il governo di destra ha depotenziato o vuole depotenziare come l’ergastolo ostativo e le intercettazioni, tra le poche armi a disposizione di chi ogni giorno combatte le mafie”. Lo dichiara in una nota la senatrice del Movimento 5 Stelle, Dolores Bevilacqua, commentando l’arresto del boss latitante Matteo Messina Denaro.

  • Latitante deve scontare 12 anni, arrestato ad Altofonte

    Latitante deve scontare 12 anni, arrestato ad Altofonte

    Era latitante da 5 mesi e la polizia di Stato lo ha arrestato ad Altofonte. Ora deve scontare una condanna di oltre 12 anni.

    La polizia di Stato ha arrestato e portato in carcere Giuseppe Di Maria, palermitano di 48 anni. L’uomo deve scontare una pena per 12 anni e 8 mesi ma dal febbraio scorso era latitante dopo che era stato condannato con l’accusa di aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata ai delitti di estorsione, riciclaggio e ricettazione.

    Il palermitano era ai domiciliari a Ficarazzi ma di lui si erano perse le tracce grazie alla collaborazione di alcuni familiari e di persone a lui vicine. Su questi sono in corso indagini.

    Di Maria, secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, si rifugiava ad Altofonte, ma da qui ogni mattina si spostava per fare il meccanico a Palermo. L’uomo è stato fermato stamane a bordo di una Fiat Punto Bianca. I poliziotti lo hanno condotto al cercere Pagliarelli.