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  • Fratel Biagio Conte è grave, la Sicilia si strige attorno al missionario

    Fratel Biagio Conte è grave, la Sicilia si strige attorno al missionario

    È unanime la preghiera per il frate laico palermitano Biagio Conte dopo che ieri è stata data la notizia che le sue condizioni di salute si sarebbero aggravate ulteriormente. Il missionario, che a Palermo gestisce la missione Speranza e Carità, dando aiuto a decine d’indigenti, sta lottando contro un brutto male al colon.

    Nonostante le cure avviate ormai da tante settimane e i cicli di chemioterapia le sue condizioni non sono ancora migliorate, anzi, sarebbero peggiorate negli ultimi giorni tanto che la chiesa palermitana si è messa in allarme e ha iniziato a pregare per le sorti di Biagio Conte.

    Adesso arriva anche la preghiera del sindaco di Palermo che ha voluto mostrare la propria vicinanza al missionario della sua durissima battaglia contro il cancro. «In queste ultime ore sono costantemente aggiornato sulle condizioni di fratel Biagio Conte. La mia vicinanza e il mio incoraggiamento nei suoi confronti sono quelli di un’intera città che si stringe attorno al missionario laico in questa dura battaglia». Lo dichiara il sindaco, Roberto Lagalla.

    Era stato proprio il missionario laico, che a Palermo gestisce le diverse comunità della “Missione Speranza e Carità”, a comunicare la sua battaglia contro il male chiedendo di pregare per lui. Il suo l’ultimo messaggio proprio a ridosso del Natale: Biagio Conte ha chiesto aiuto per il pagamento delle bollette di gas e luce che erano lievitate nella missione a causa dei rincari energetici. In questo momento chi è vicino a fratel Biagio chiede “preghiere e attenzione per gli ospiti della Missione; la Chiesa di Palermo prega per lui”.

  • Troppi rischi, la riapertura delle scuole siciliane verso nuovo rinvio

    Troppi rischi, la riapertura delle scuole siciliane verso nuovo rinvio

    Potrebbe arrivare un nuovo slittamento dell’apertura delle scuole in Sicilia. L’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla si sarebbe sbilanciato su un ulteriore prolungamento delle vacanze per altri due giorni rinviando fino a lunedì la ripartenza.

    “Se si ascoltano le esigenze giunte in modo unanime dalle scuole e dai Comuni – ha detto – il rinvio della riapertura di tre giorni e fino anche a cinIntanto “le previsioni della rivista specializzata Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggique giorni può essere utile per fare fronte alle nuove misure anti-Covid. Abbiamo già previsto un calendario largo in relazione all’andamento della pandemia e quindi siamo in grado di fare fronte a questa esigenza”. “Visto che avevamo adottato un calendario con sufficienti misure di salvataggio mi preoccupa poco lo slittamento in avanti del ritorno degli studenti in aula. Non si può pretendere che i ragazzi stiano cinque ore davanti a uno schermo e tra l’altro non lo fanno. Se immaginiamo che lo facciano ci prendiamo in giro”, ha precisato.

    Intanto “le previsioni della rivista specializzata Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, a Rainews24. “Quello che il governo non ha voluto fare lo farà la pandemia – ha continuato -. A mio avviso sarebbe stato preferibile rinviare l’apertura di 2-3 settimane per raggiungere gli obiettivi che al momento non sono raggiunti. Il governo ha compiuto una scelta legittima suUna previsione facile da fare guardando i contagi”. lla quale io non sono d’accordo. Ma questo è normale un uno stato democratico”.

    È critico il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, sulla decisione di riaprire le scuole oggi. “Non è vero che siamo di fronte a un virus che non crea problemi nella fascia d’età pediatrica. Io in questo momento avrei puntato su due settimane di Dad”, ha detto nella trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ di Radio Cusano Campus. Questo periodo di Dad, ha aggiunto, avrebbe permesso di “potenziare la vaccinazione dei ragazzi e dei bambini. Nella fascia 5-11 anni abbiamo ancora 3,1 milioni di bambini non vaccinati”.