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  • Terna punta sulla Sicilia hub elettrico del Mediterraneo: investimenti per 3,5 miliardi

    Terna punta sulla Sicilia hub elettrico del Mediterraneo: investimenti per 3,5 miliardi

    Il Piano di Sviluppo della rete elettrica nazionale 2025-2034 è stato al centro dell’incontro svoltosi oggi a Palermo tra Terna e la Regione Siciliana. L’iniziativa ha rappresentato un primo importante momento di confronto istituzionale con il neoassessore regionale all’Energia Francesco Colianni, focalizzato sugli interventi strategici previsti per il territorio siciliano. Terna ha illustrato i contenuti del Piano per la Sicilia, che prevede investimenti per circa 3,5 miliardi di euro nel prossimo decennio: il valore più alto tra tutte le regioni italiane, a conferma della centralità dell’isola nello sviluppo del sistema elettrico del Paese.

    Tra i principali contenuti discussi si distingue la Programmazione Territoriale Efficiente, un modello innovativo che consente di gestire in modo coordinato e sostenibile le crescenti richieste di connessione, favorendo uno sviluppo sinergico e ottimizzato delle infrastrutture. Accanto a questo approccio, il Piano prevede la realizzazione di opere strategiche destinate a incrementare la sicurezza del sistema e la capacità di trasporto all’interno della Regione, a vantaggio dell’integrazione delle fonti rinnovabili e della riduzione delle congestioni di rete.

    In particolare, secondo gli obiettivi del Burden Sharing al 2030, rispetto alla capacità installata da fonte rinnovabile del 2021, in Sicilia sarà necessario un incremento di circa 10,48 GW. Secondo i dati di Terna, al 30 giugno 2025 risultano circa 81 GW richieste di connessione sulla rete di alta tensione per impianti rinnovabili, a cui si aggiungono ulteriori richieste per circa 53 GW relative a sistemi di accumulo.

    Tra le opere più rilevanti del Piano decennale spicca il Tyrrhenian Link che prevede la realizzazione di due linee elettriche sottomarine in corrente continua a 500 kV, per un totale di 970 km di cavo e una capacità di trasporto di 1.000 MW per ciascuna tratta. L’infrastruttura si compone di due rami: il ramo est, che si estende per circa 490 km e collega la Sicilia alla Campania e il ramo ovest, lungo circa 480 km, che unisce la Sicilia alla Sardegna. Nel maggio 2025 si è conclusa la posa del cavo sottomarino della tratta est, un’infrastruttura record che, per la prima volta in Italia, ha visto l’installazione di un cavo in corrente continua (HVDC) a 2.150 metri di profondità. In poco più di due mesi sono stati posati 490 km di elettrodotto, suddivisi in due fasi: la prima, di 260 km, terminata a marzo; la seconda, di 230 km, avviata ad aprile e completata dopo circa un mese.

    La transizione energetica è una sfida complessa che richiede competenze tecniche di elevata specializzazione. Per rispondere a questa esigenza, Terna ha avviato, nelle regioni interessate dal Tyrrhenian Link, un Master di II livello in “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica”, promosso nell’ambito del Tyrrhenian Lab e realizzato in collaborazione con le Università di Palermo, Cagliari e Salerno. Grazie agli ottimi risultati conseguiti nelle prime tre edizioni – sia per qualità della formazione sia per l’impatto occupazionale – il Master è stato prorogato fino al 2027. In Sicilia, negli ultimi anni, circa 60 studenti e studentesse hanno partecipato al percorso e sono stati successivamente assunti nelle sedi territoriali di Terna. Con l’avvio della quarta edizione, presentata lo scorso giugno, il numero complessivo dei giovani professionisti impiegati sul territorio siciliano raggiungerà quota 80.

    Un altro progetto di rilievo, inserito nel Piano Mattei per l’Africa, è Elmed, la prima interconnessione elettrica in corrente continua tra Europa e Africa. L’opera prevede un cavo sottomarino di circa 200 km tra Italia e Tunisia, realizzato congiuntamente da Terna e STEG, il gestore tunisino della rete elettrica, che favorirà l’integrazione delle energie rinnovabili e rafforzerà la sicurezza e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico.

    Il sistema elettrico siciliano è oggi basato principalmente su tre linee di trasmissione a 380 kV — Chiaramonte Gulfi–Priolo, Paternò–Chiaramonte Gulfi e Paternò–Sorgente — e su un anello a 220 kV che svolge una doppia funzione: trasmettere l’energia e alimentare la rete di distribuzione. In questo scenario, il Piano propone una strategia di lungo periodo per potenziare la resilienza della rete e garantire un esercizio sempre più sicuro e affidabile.

    Tra le opere pianificate due nuovi elettrodotti a 380 kV: Chiaramonte Gulfi – Ciminna e Caracoli – Ciminna. Queste infrastrutture sono pensate per potenziare il collegamento tra la Sicilia orientale e quella occidentale e mitigare le congestioni lungo l’asse est-ovest. In particolare, il progetto Chiaramonte Gulfi – Ciminna, lungo 172 km, sarà la prima interconnessione ad altissima tensione nella parte occidentale dell’isola e incrementerà gli scambi di energia tra le diverse aree della Regione. La linea Caracoli – Ciminna, invece, collegherà la nuova dorsale interna al Tyrrhenian Link, aumentando la sicurezza dell’alimentazione elettrica nella Sicilia occidentale. A supporto di questi interventi, è previsto anche il potenziamento della rete a 220 kV con la realizzazione dell’elettrodotto Partinico – Fulgatore, che contribuirà ulteriormente alla stabilità del sistema e all’integrazione della crescente produzione rinnovabile.

    Inoltre, in fase di realizzazione figura il progetto Paternò-Pantano-Priolo, lungo 63 km, che attraverserà le province di Catania e Siracusa, potenziando la capacità di generazione della regione e migliorando l’efficienza della rete elettrica della Sicilia Orientale. L’intervento consentirà la dismissione di 155 km di linee e circa 400 i sostegni restituendo al territorio oltre 300 ettari di terreno liberati.

    Di prossima cantierizzazione è anche il collegamento Messina Riviera – Messina Nord, che contribuirà a ridurre il rischio di interruzioni di alimentazione causate da eventi climatici estremi e ad aumentare la sicurezza della rete. Si tratta di un elettrodotto in cavo interrato a 150 kV lungo circa 10 km, che collegherà la Cabina Primaria “Messina Nord” con la Cabina Primaria “Messina Riviera”.

    Di particolare importanza anche il collegamento Bolano-Annunziata, l’elettrodotto sottomarino in corrente alternata da 380 kV che unirà la Sicilia alla Calabria. Autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a fine 2024, l’intervento aumenterà fino a 2.000 MW la capacità di interconnessione tra l’isola e il continente, contribuendo all’integrazione delle rinnovabili e al rafforzamento della rete nel Sud Italia.

    Con circa 330 dipendenti, Terna gestisce in Sicilia oltre 4.500 km di linee ad alta e altissima tensione e 81 stazioni elettriche.

  • Ponte sullo Stretto e non solo: in Sicilia verso 7mila assunzioni per i cantieri

    Ponte sullo Stretto e non solo: in Sicilia verso 7mila assunzioni per i cantieri

    Palermo – “Oggi arriviamo al culmine di una intensa collaborazione con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, all’apice di un percorso congiunto di stimolo e di proposte progettuali a servizio delle necessità delle imprese, che ha consentito di ottenere in Sicilia significativi miglioramenti e una svolta nella dotazione di infrastrutture con quasi 60 miliardi di euro”. Lo ha annunciato Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, aprendo ieri a Palermo i lavori del convegno organizzato con Uniontrasporti nell’ambito del “Programma infrastrutture” finanziato dal Fondo di perequazione 2023-2024 di Unioncamere nazionale. “L’obiettivo – ha aggiunto Pace – non è solo quello di superare il gap col resto del Paese che dura da 50 anni, ma anche di costruire un futuro sostenibile”.
    Il futuro delle infrastrutture in Sicilia si basa anzitutto sul Ponte sullo Stretto da 13,5 miliardi che, come ha spiegato Eugenio Fedeli, responsabile Alta sorveglianza ferroviaria della società Stretto di Messina, “connetterà la mobilità della Sicilia ad una rete europea di Paesi che insieme rappresentano il 46% del Pil dell’Ue. Un’opera di alta tecnologia, strategica per la Calabria, la Sicilia, il Paese e l’Europa, che renderà sostenibile il prolungamento della linea ferroviaria ad alta velocità/capacità nazionale ed europea. Lo strumento darà continuità a strade e ferrovie e al tempo stesso valorizzerà la portualità per intercettare i grandi flussi commerciali del Mediterraneo. Con il Ponte si potrà realizzare un grande sistema territoriale da Augusta a Gioia Tauro per stimolare sviluppo e capacità competitiva nei confronti dei grandi sistemi internazionali. La Commissione europea ha evidenziato l’interesse collettivo dell’opera sulla base della sua capacità di incidere sui quattro obiettivi dei corridoi Ten-T: coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti”. La riunione del Cipess che dovrà approvare il finanziamento dell’opera dovrebbe tenersi entro la prima metà di luglio.
    Ma non solo: Matteo Mucci, responsabile Sviluppo infrastrutture Sud-Ovest di Rete Ferroviaria Italiana, ha ricordato le nuove opere su cui sono in corso studi e valutazioni, fra cui il completamento del raddoppio ferroviario Palermo-Messina; e Luigi Mupo, dirigente Nuove opere Anas in Sicilia, ha riferito sulla chiusura dell’anello autostradale meridionale, con i primi due tratti che andranno in appalto, la Castelvetrano-Sciacca e la Tangenziale di Agrigento, mentre sono stati consegnati i lavori della tangenziale di Gela e stanno per essere consegnati quelli della variante della Vittoria-Comiso.
    Tutto questo sarà a servizio di una strategia generale, illustrata dall’assessore Alessandro Aricò, che ha ringraziato Giuseppe Pace e Unioncamere Sicilia per la fattiva collaborazione: la costruzione, da parte della Regione e delle tre Authority portuali, di un network integrato fra porti, interporti, aeroporti e scali cargo. Da parte sua, la rete delle Camere di commercio dell’Isola, sotto la regia di Unioncamere Sicilia e di Uniontrasporti, intende promuovere la sinergia fra i vari attori del sistema, a partire dalle società di gestione degli aeroporti, per avere maggiore forza contrattuale nei confronti degli operatori della mobilità e della logistica affinché più armatori e più compagnie trovino conveniente fare scalo in Sicilia.
    Il presente delle infrastrutture siciliane si basa, invece, su una dotazione finanziaria mai vista per l’Isola, 42,5 miliardi, finalizzata, come ha evidenziato Aricò, a “trasformare l’insularità da ostacolo per lo sviluppo dell’economia a opportunità di ruolo strategico nel Mediterraneo”.
    Infatti, si va dai 24 miliardi di investimenti di Rfi (di cui 17 già finanziati) ai 9 miliardi di nuove opere Anas (di cui diverse già in cantiere), dai 3 miliardi investiti dalle tre Adsp fino ai 6,5 miliardi dei Fondi di coesione regionali (di cui 1,3 miliardi per il Ponte e 1,1 miliardi per le strade compresi 300 milioni al Cas per migliorare la viabilità di accesso al Ponte).
    “In pochi mesi – ha aggiunto Aricò – metteremo a bando il lotto 9 della Siracusa-Gela, per il quale c’è già il progetto esecutivo: abbiamo reperito la metà dei 600 milioni necessari, ma anche lo Stato farà la propria parte”.
    Dario Lo Bosco, A.d. di Italferr, ha evidenziato il ruolo di leader di ingegneria digitale della società Fs che, assieme al Mit e alla Regione siciliana, sta realizzando una massiccia “cura del ferro” nell’Isola con oltre 17,6 miliardi di euro, connettendo ferrovie, strade, porti ed aeroporti e valorizzando anche le interconnessioni urbane. Ad esempio, la riqualificazione dell’ex stazione merci di Palermo Sampolo e la chiusura della prima fase dell’anello di Palermo con le nuove fermate Porto e Politeama consentiranno a turisti e crocieristi che sbarcano nel Capoluogo dell’Isola di raggiungere in treno le aree archeologiche e storiche come, ad esempio, Taormina, Agrigento e Trapani. Inoltre, la volontà condivisa fra il governatore Renato Schifani, il ministro Matteo Salvini e Fs di programmare la nuova stazione di Trapani Birgi per creare un unico Hub aeroportuale integrato, creerà una nuova opportunità di integrazione green del sistema della mobilità, aumentando la capacità dello scalo internazionale “Falcone Borsellino”. E la sinergia fra governo regionale, Autorità di sistema portuale, aeroporti, Italferr/Rfi e Anas ha fatto sì che, grazie a tutte le opere in corso di realizzazione che connetteranno in modalità intermodale i porti, gli aeroporti, gli interporti e i terminal cargo, la Sicilia potrà svolgere finalmente la sua funzione naturale di piattaforma logistica al centro del Mediterraneo e, attraverso il Ponte sullo Stretto, di dare un contributo rilevante e da protagonista allo sviluppo del corridoio Ten-T “Helsinki-Berlino-Palermo-La Valletta”.
    Però, così tanti investimenti in infrastrutture hanno messo in luce un forte fabbisogno di personale necessario per i cantieri. Filippo Palazzo, commissario straordinario di alcune opere finanziate dal “Pnrr”, ha segnalato che “nei cantieri ferroviari stanno lavorando oltre 2mila persone, molti sono siciliani che lavoravano fuori e sono tornati per impegnarsi qui. Ma per le opere ferroviarie finanziate dal ‘Pnrr’ ci sarà bisogno fino a 7mila unità in più: si tratta di ingegneri, gruisti, elettricisti, tecnici specializzati”.
    Una prima soluzione è arrivata da Dario Lo Bosco, che ha ricordato il ruolo della Academy creata da Rfi, che mette le proprie competenze a servizio delle istituzioni, degli enti locali e delle associazioni di imprese, e che, fra l’altro, è in grado di curare la formazione del personale tecnico delle P.a., soprattutto nelle nuove tecnologie Bim 4D e 5D sviluppate dalla società.
    La Sicilia, dunque, si sta preparando a diventare l’hub strategico commerciale del Mediterraneo. Ad esempio, Fs Logistix sta investendo in Sicilia una parte dei 2 miliardi previsti dal suo Piano Strategico: “Oggi – ha commentato Silvio Damagini, A.d. di Mercitalia Rail – in Sicilia siamo presenti attraverso i servizi di Mercitalia Rail, Mercitalia Intermodal, Mercitalia Shunting & Terminal e Bluferries. Siamo l’unica società di trasporto merci su ferro che arriva in Sicilia con i suoi servizi intermodali e convenzionali, servendo le filiere general cargo (legname, acqua, edilizia, alimentari, laminati etc.) e siderurgia. Attraverso le nostre società copriamo tutta la catena del valore, puntando in maniera concreta e determinata su una logistica sempre più integrata ferro-gomma-mare. Proprio per ottimizzare questa sinergia e in un’ottica di maggiore sviluppo dei traffici a vantaggio dell’economia del territorio, nel 2023 Bluferries è entrata a far parte della famiglia Fs Logistix”.
    I porti sono l’altra anima del futuro infrastrutturale siciliano. Da Augusta hub dell’eolico offshore “che darà lavoro a decine di migliaia di persone”, ha stimato Francesco Di Sarcina, presidente dell’Adsp della Sicilia orientale; a Milazzo che “con la riconversione dell’acciaieria Duferco aumenterà i propri traffici grazie al pontile di Giammoro da poco sperimentato e ai 90 milioni di investimenti annunciati oggi dalla Raffineria”, ha sottolineato Francesco “Ciccio” Rizzo, commissario dell’Adsp dello Stretto; fino ai “180 milioni che investiamo a Termini Imerese dopo la realizzazione del terminal container”, ha evidenziato Luca Lupi, segretario generale dell’Adsp della Sicilia occidentale, “che fanno seguito agli ingenti interventi conclusi o avviati a Gela, Licata, Sciacca, Porto Empedocle, Trapani e, infine, Palermo, dove abbiamo consegnato i lavori del bacino di carenaggio”.
    Un movimento che attira investimenti privati, come “i 20 milioni che abbiamo speso ad Augusta – ha dichiarato Pietro Coniglio, A.d. di Isla – per acquistare importanti attrezzature logistiche e agli altri 10 milioni che investiremo a seguire, perché crediamo molto non solo nello sviluppo del terminal container, ma soprattutto nel settore dell’eolico offshore, per il quale crediamo che l’asse Augusta-Taranto sarà l’hub a servizio del mercato mediterraneo. Per questo partecipiamo all’associazione Aero, di cui da poco fa parte anche l’Adsp della Sicilia orientale”.
    Infrastrutture vuole dire anche sicurezza, che si ottiene puntando sulla qualità e sull’organizzazione, secondo Roberto Mercadante, responsabile del Tavolo tecnico Infrastrutture di Unioncamere Sicilia. Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, ha fatto il punto sull’aggiornamento del Libro bianco delle priorità infrastrutturali della Sicilia. Alessandro Albanese, presidente della Camera di commercio Palermo Enna, ha lanciato l’idea di una “Authority regionale del trasporto aereo, per fare sì che le società aeroportuali insieme, con 25 milioni di passeggeri, possano cambiare i rapporti di forza nei confronti delle compagnie riguardo a collegamenti e contrattazioni”. Nicolò La Barbera, presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Palermo, ritiene “fondamentale che le imprese giochino bene la carta dei Contratti di sviluppo gestiti dal Mimit e degli altri bandi in arrivo, che sommano 15 miliardi, investendo in innovazione e digitale per fermare la fuga dei giovani e attrarre investitori”. Ivo Blandina, presidente di Uniontrasporti, nel concludere ha apprezzato “la sinergia fra Regione e Adsp” e, nel confermare che “proseguirà l’aggiornamento del Libro bianco sulle priorità infrastrutturali”, ha auspicato che “per la realizzazione delle infrastrutture possano essere ridotti i tempi delle autorizzazioni”.

  • Lidl vuole realizzare un mega hub in Sicilia, investimento da 1,5 miliardi

    Lidl vuole realizzare un mega hub in Sicilia, investimento da 1,5 miliardi

    Lidl Italia, il colosso tedesco della grande distribuzione, ha annunciato un piano di investimenti da 1,5 miliardi di euro per i prossimi tre anni nel nostro Paese. L’azienda, guidata da Massimiliano Silvestri, prevede l’apertura di 150 nuovi punti vendita, con una particolare attenzione alla Sicilia e al Sud Italia, considerate aree strategiche per lo sviluppo del gruppo. Il presidente Silvestri, in un’intervista a Milano Finanza, ha sottolineato l’importanza di queste regioni per il futuro di Lidl.

    Il format Lidl: prossimità e ampio assortimento

    Il modello di business di Lidl si basa sulla prossimità al cliente e sulla comodità di raggiungere i punti vendita in automobile. Per offrire la gamma completa dei propri prodotti, l’azienda necessita di superfici di vendita di almeno 800 metri quadrati. Questa strategia mira a competere direttamente con i supermercati tradizionali presenti nei centri urbani. Silvestri ha evidenziato come città come Bari, Napoli e Roma abbiano ancora un grande potenziale di crescita per Lidl, con la possibilità di ospitare un numero significativamente maggiore di punti vendita rispetto a quelli attualmente operativi.

    La Sicilia al centro della strategia logistica di Lidl

    Lidl ha già investito in una piattaforma logistica a Misterbianco, in provincia di Catania, e sta attualmente cercando un hub a Palermo per rafforzare la propria presenza in Sicilia. Questa scelta conferma l’importanza strategica dell’isola per il gruppo tedesco. L’obiettivo è quello di creare una rete logistica efficiente che permetta di servire al meglio i nuovi punti vendita previsti nel piano di espansione.

    Investimenti a lungo termine per la crescita del discount

    Silvestri si è detto convinto delle potenzialità di crescita del settore discount nei prossimi cinque anni. Il piano di investimenti di Lidl, seppur di lungo periodo, tiene conto dei tempi necessari per ottenere licenze e autorizzazioni per la costruzione dei nuovi supermercati. L’azienda, infatti, possiede direttamente la maggior parte delle proprie strutture (circa il 90%), mentre il restante 10% è in locazione. Questa strategia di investimento a lungo termine dimostra la fiducia di Lidl nel mercato italiano e il suo impegno a consolidare la propria presenza nel Paese.

  • Valanga di euro per le strade del Palermitano, c’è un piano di investimenti milionario

    Valanga di euro per le strade del Palermitano, c’è un piano di investimenti milionario

    La Città Metropolitana di Palermo ha annunciato un piano di investimenti senza precedenti per la riqualificazione della propria rete viaria. Con un impegno finanziario di oltre 242 milioni di euro, provenienti da fondi ministeriali, regionali, FSC, POC e risorse di bilancio, l’ambizioso progetto mira a ridisegnare il volto delle strade provinciali, migliorando la sicurezza e la connettività per i cittadini. Già nel 2025, 88 milioni di euro saranno destinati a opere cantierabili, mentre la restante parte delle risorse è attualmente in fase di progettazione. Questo piano rappresenta un cambio di passo significativo rispetto alla gestione degli anni precedenti, segnati da criticità e disagi per gli automobilisti.

    Collaborazione strategica tra Comune e Regione

    Presentato dal sindaco Roberto Lagalla presso la Sala Martorana di Palazzo Comitini, il piano triennale ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e dei sindaci dell’area metropolitana di Palermo. La sinergia tra le istituzioni locali e regionali si pone come elemento cardine per il successo dell’iniziativa. Il sindaco Lagalla ha sottolineato l’importanza di un approccio programmatico al rifacimento delle arterie stradali, ringraziando l’assessore Aricò per la collaborazione strategica e concreta.

    Una rete stradale complessa: la sfida della Città Metropolitana

    Con 82 comuni e una rete stradale di 301 strade, che si estende per circa 2.200 chilometri, la Città Metropolitana di Palermo si trova ad affrontare una sfida complessa. La ricognizione del patrimonio stradale, completata nel 2023, ha permesso di individuare le priorità di intervento. Il numero di cantieri avviati è in costante aumento: da 6 nel 2022 a 28 nel 2024, con una previsione di 54 cantieri nel primo semestre del 2025. Anche le risorse impegnate sono cresciute esponenzialmente, passando da 3.257.671,67 euro nel 2022 a 46.009.030,38 euro nel primo semestre del 2025.

    Riduzione degli incidenti stradali: un primo segnale positivo

    Il miglioramento delle condizioni delle strade ha già prodotto risultati tangibili in termini di sicurezza. Il numero di incidenti causati dal manto stradale è diminuito significativamente, passando da 39 nel 2022 a 19 nel 2024. Questo dato conferma l’importanza degli investimenti nella manutenzione e nella riqualificazione delle infrastrutture viarie.

    Dalla gestione emergenziale alla pianificazione strategica

    L’approccio alla manutenzione stradale è stato radicalmente modificato, passando da una gestione emergenziale, basata sulla risoluzione di problemi contingenti, a una strategia programmata e a lungo termine. L’obiettivo è quello di migliorare le strade provinciali con maggiore incidenza di transitabilità e gli assi strategici, garantendo la sicurezza dei collegamenti.

    Investimenti mirati per migliorare la connettività

    Il piano prevede investimenti mirati per migliorare la connettività tra i comuni della provincia e le autostrade, con la creazione di tre circuiti di collegamento. Particolare attenzione è dedicata alla Dorsale Corleone (SP 2, SP 4 e IC 17), che collega Corleone con Partinico, con investimenti per oltre 50 milioni di euro. Previsti anche interventi per lo svincolo Partinico con A19 e svincolo Villabate, per un investimento di 6 milioni di euro, al fine di garantire un rapido collegamento con l’aeroporto in caso di emergenze. Importanti risorse sono destinate anche alla SP 9, che collega Collesano, Campofelice di Roccella, Castelbuono e Isnello (9,3 milioni di euro), e al circuito SP 1 – Sp 1 bis, che collega il capoluogo con la A29 in corrispondenza dello svincolo di Montelepre-Giardinello (quasi 14 milioni di euro).

    Mobility as a Service (MaaS): verso un futuro di mobilità integrata

    La Città Metropolitana di Palermo sta inoltre sviluppando un progetto di Mobility as a Service (MaaS), con un investimento di 1.845.000 euro. Attraverso un’app dedicata, i cittadini potranno accedere a un biglietto integrato per il trasporto pubblico, semplificando gli spostamenti e promuovendo la mobilità sostenibile. Il progetto prevede la digitalizzazione degli operatori di TPL e l’installazione di sistemi di bordo e di terra per la condivisione dei dati in tempo reale.

    Infrastrutturazione delle stazioni ferroviarie per la multimodalità

    Nell’ambito del Piano Integrato Urbano (PIU) “Palermo: Metropoli aperta, città per tutti”, sono in corso i lavori di infrastrutturazione delle stazioni ferroviarie per favorire la multimodalità del trasporto urbano. Il progetto prevede la collocazione di 15 stazioni di bike sharing nei comuni di Palermo, Cefalù, Termini Imerese, Cinisi Terrasini, Isola delle Femmine e Carini.

    Gli interventi previsti per il primo semestre del 2025

    Numerosi interventi sono già programmati per il primo semestre del 2025, tra cui:

    * SP 2 Partinico-Monreale-San Giuseppe-San Cipirello: 1 milione di euro
    * SP 5 bis Altofonte-Piana degli Albanesi-Santa Cristina Gela-Monreale: 500 mila euro
    * SP 18 Camporeale-Monreale: 700 mila euro
    * SP 20 Monreale-San Giuseppe-San Cipirello-Camporeale: 2 milioni di euro
    * SP 63 Partinico: 100 mila euro
    * SP 69 bis SP 91 Monreale: 1,3 milioni di euro
    * SP 68 bis Monreale: 220 mila euro
    * SP 107 Monreale (confine Roccamena): 530 mila euro
    * SP 132 Partinico-Balestrate: 230 mila euro
    * IC 17 San Cipirello: 220 mila euro
    * SP 26 Cefalà Diana-Mezzojuso-Godrano-Monreale: 2 milioni di euro

    Un futuro di mobilità sostenibile e connessa per la Città Metropolitana di Palermo

    Il piano di investimenti per la viabilità della Città Metropolitana di Palermo rappresenta un passo decisivo verso un futuro di mobilità sostenibile, connessa e sicura. La sinergia tra istituzioni, l’approccio programmatico e l’attenzione alle esigenze dei cittadini sono gli ingredienti chiave per il successo di questo ambizioso progetto.

  • Palermo investe nel futuro sanitario: in arrivo 4 nuovi ospedali

    Palermo investe nel futuro sanitario: in arrivo 4 nuovi ospedali

    A Palermo oquattro nuovi poli ospedalieri grazie ad un piano da 828 milioni di euro per la sanità palermitana. Il governo regionale siciliano ha annunciato un importante piano di investimenti per potenziare l’offerta sanitaria nell’area metropolitana di Palermo.

    Con uno stanziamento di circa 828 milioni di euro, di cui oltre 712 milioni provenienti da fondi per l’edilizia sanitaria (ex art. 20 della legge 67/88), il progetto prevede la costruzione di tre nuovi ospedali e la completa ristrutturazione di una struttura già esistente. Questo ingente investimento mira a migliorare significativamente l’assistenza sanitaria per i cittadini palermitani e dell’intera regione. L’avvio dei lavori è previsto per l’estate 2025, dopo la pubblicazione del primo bando di gara il prossimo mese.

    Un nuovo Polo Pediatrico d’Eccellenza

    Tra le nuove strutture previste, spicca il Polo Pediatrico d’Eccellenza, che sorgerà nei pressi dell’Ospedale Cervello, a nord di Palermo. L’edificio, progettato con tecnologie all’avanguardia e sistemi antisismici, si estenderà su una superficie di oltre 40.000 metri quadrati, di cui 15.000 destinati a spazi verdi. Con una superficie utile lorda di 24.000 metri quadrati, distribuita su più livelli, il Polo Pediatrico offrirà cure specialistiche di alto livello, riducendo la necessità di migrazione sanitaria verso altre regioni.

    Il Nuovo Policlinico: un campus medico integrato

    Un altro importante progetto riguarda la costruzione del Nuovo Policlinico all’interno del Parco d’Orleans, in Viale delle Scienze, area di proprietà dell’Università degli Studi di Palermo. Con un investimento di circa 348 milioni di euro, il nuovo Policlinico sostituirà l’attuale “Paolo Giaccone” e si integrerà con il campus universitario, favorendo la sinergia tra assistenza sanitaria e formazione accademica. La struttura sarà dotata di tecnologie innovative per garantire elevati standard di cura e supportare la ricerca medica.

    Ospedale Palermo Nord: focus sull’oncoematologia

    Sempre nei pressi dell’Ospedale Cervello, nascerà l’Ospedale Palermo Nord, specializzato nella diagnosi e cura delle malattie oncologiche ed ematologiche. Questo polo d’eccellenza risponderà alla crescente domanda di trattamenti specifici in questo ambito, offrendo una struttura moderna e tecnologicamente avanzata, attenta alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica. L’ospedale promuoverà anche programmi di ricerca e formazione per specialisti del settore.

    Ristrutturazione dell’Ospedale Ingrassia

    Infine, il piano prevede la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’Ospedale Ingrassia, situato nella zona ovest di Palermo. L’intervento mira ad ammodernare le strutture esistenti e a migliorare l’efficienza operativa, garantendo un’assistenza sanitaria di qualità per i residenti delle zone limitrofe. L’ospedale continuerà a rappresentare un punto di riferimento per la sanità del territorio.

  • Pioggia di soldi a Palermo, nasceranno tre nuovi ospedali d’eccellenza

    Pioggia di soldi a Palermo, nasceranno tre nuovi ospedali d’eccellenza

    Palermo – Via libera alle risorse per la realizzazione di tre nuovi ospedali a Palermo – il nuovo Polo pediatrico di eccellenza, il nuovo Policlinico e l’ospedale Palermo Nord-Polo oncoematologico – e alla ristrutturazione del padiglione A dell’ospedale “Cervello”. Oggi pomeriggio, a Roma, nella sede del Ministero della Salute, è stato siglato l’Accordo programma tra Stato e Regione che sblocca i fondi ex art. 20 della legge 67/88 per l’edilizia sanitaria destinati a finanziare le opere, per un ammontare complessivo di 747,7 milioni di euro.

    Firma dell’accordo

    A siglare l’intesa, alla presenza del ministro, Orazio Schillaci, e del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il direttore generale della Programmazione sanitaria, Americo Cicchetti e il dirigente generale del dipartimento regionale della Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino. Con un apposito decreto il Ministero adotterà quindi l’accordo, rendendo disponibili le somme.

    Dichiarazione del Ministro Schillaci

    «Questo accordo dimostra l’attenzione e la volontà di sostenere il rafforzamento dell’assistenza sanitaria in Sicilia – dichiara il ministro Schillaci – . Siamo al fianco della Regione e ringrazio il presidente Schifani per l’impegno costante nel garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini. Con la realizzazione di questi nuovi presidi, si potenzia l’offerta dei servizi sul territorio e si garantiscono elevati standard di assistenza, sia strutturali che tecnologici. È questa la dimostrazione concreta dell’impegno del governo Meloni per il superamento delle disuguaglianze nei livelli di prestazioni ai cittadini, che nel corso degli anni si sono accentuate tra regioni del Nord e quelle del Sud della Penisola».

    Commento del Presidente Schifani

    «Con questa firma – commenta il presidente Schifani – assicuriamo le risorse ex art. 20 agli interventi previsti e facciamo un altro fondamentale passo avanti nell’iter per il potenziamento, la riqualificazione e l’innovazione dal punto di vista impiantistico e strutturale della Sanità del capoluogo siciliano. Adesso potremo procedere speditamente verso le gare. Entro febbraio 2025, una volta acquisito il decreto di finanziamento ministeriale, potranno già essere pubblicati i bandi per l’appalto integrato del Polo pediatrico e del padiglione A dell’ospedale Cervello. Ringrazio il ministro Schillaci – aggiunge Schifani – per l’attenzione dimostrata ancora una volta verso la nostra regione. Assieme ai fondi Pnrr, queste somme ci consentono di proseguire con determinazione nel nostro impegno per dotare tutta l’Isola di strutture idonee a rispondere in tempi ragionevoli ai bisogni di cura e assistenza dei siciliani».

    Convenzione con Invitalia

    L’accordo siglato oggi a Roma fa seguito alla convenzione avviata lo scorso luglio con Invitalia, quale centrale di committenza e struttura di supporto tecnico-operativo per la realizzazione dei quattro interventi finanziati con le risorse ex art. 20 della legge 67/88.

    Gli interventi finanziati

    Il nuovo Polo Pediatrico

    Circa 120 milioni di euro sono destinati alla costruzione del nuovo Polo pediatrico di eccellenza, che farà capo all’azienda ospedaliera Arnas “Civico-Di Cristina” A queste somme si aggiungono ulteriori 51,7 milioni già ottenuti sui fondi ex art. 71 della legge 448/98. L’iter è già in fase molto avanzata e si ritiene che, in base alla convenzione stipulata dalla Regione, entro febbraio 2025 Invitalia possa bandire la gara per l’appalto integrato che prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera. Il nuovo Polo sarà dotato di 134 posti letto, di sei diversi corpi, con una elipista sul tetto di uno di questi, e di aree verdi.

    Ristrutturazione Ospedale Cervello

    Altro progetto il cui iter è in fase avanzata e potrà andare in gara entro i primi due mesi del 2025 è quello che prevede l’impiego di 39,7 milioni per i lavori di adeguamento e messa a norma del polo chirurgico e delle emergenze del padiglione A dell’ospedale “Cervello”. Si tratta di un intervento in stretta sinergia con la realizzazione del nuovo Polo oncoematologico degli Ospedali riuniti “Villa Sofia-Cervello”, al quale l’Accordo di programma assegna 240 milioni di euro di fondi ex art. 20. La struttura offrirà percorsi assistenziali di prevenzione, diagnosi, cura e follow-up, fornendo ad ogni paziente le cure sperimentali più avanzate anche grazie alla realizzazione della Cell-Factory per la produzione di medicinali destinati alla terapia genica. Il finanziamento, inoltre, permetterà anche di valorizzare due manufatti di pregio storico architettonico ricadenti nell’area ospedaliera: una cappella in stile liberty e la casa di Vincenzo Cervello disegnata dall’architetto Ernesto Basile.

    Il nuovo Policlinico

    Infine, 348 milioni serviranno per la realizzazione del nuovo Policlinico, in un’area del campus universitario di viale delle Scienze: sarà costruito un unico edificio di 4 piani fuori terra, su una superficie complessiva di 80 mila mq. L’obiettivo è offrire all’utenza elevati livelli prestazionali in ambienti idonei e accoglienti ma anche sicuri per gli operatori impiegati.

  • La Sicilia supera la Lombardia, boom economico sull’isola?

    La Sicilia supera la Lombardia, boom economico sull’isola?

    Secondo i dati della Banca d’Italia, nel primo semestre del 2023 il PIL siciliano ha registrato una crescita dell’1%, superando la media nazionale dello 0,4% e mostrando un andamento particolarmente positivo rispetto alla Lombardia, che si è attestata sullo stesso livello nazionale. Questo risultato incoraggiante pone la Sicilia in una posizione di rilievo nel panorama economico italiano. Tuttavia, l’emergenza idrica che persiste da mesi sull’isola rappresenta una seria minaccia per il mantenimento di questa crescita nei prossimi mesi, gettando un’ombra di incertezza sul futuro economico regionale.

    Riduzione del debito e aumento degli investimenti

    L’amministrazione regionale può guardare al futuro con un cauto ottimismo, grazie ai positivi risultati del rendiconto 2023. Il documento finanziario evidenzia una significativa riduzione delle passività, pari a oltre 3,1 miliardi di euro, a fronte dei 435 milioni previsti. Questo risultato supera ampiamente le previsioni del bilancio, dimostrando una gestione oculata delle risorse pubbliche. Parallelamente, si registra una crescita degli investimenti del 44%, con oltre 2,6 miliardi di euro erogati.

    Fattori chiave del successo economico

    Diversi fattori hanno contribuito a questi risultati positivi. In primo luogo, la crescita economica della Sicilia ha generato maggiori entrate per 1,7 miliardi di euro. A questo si aggiunge l’aumento del cofinanziamento statale per la spesa sanitaria, che ha portato 200 milioni di euro in più nel 2022 e 300 milioni nel 2023. Infine, il contenimento della spesa delle società partecipate e degli enti controllati, unitamente ai risparmi sulle locazioni passive, sul funzionamento degli uffici e sulle spese per l’energia elettrica (circa 200 milioni di euro), hanno contribuito al raggiungimento di questi obiettivi. Anche la rinegoziazione di 2,1 miliardi di euro di mutui del Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Cassa Depositi e Prestiti ha giocato un ruolo importante.

    La Sicilia tra le regioni più performanti

    Nel 2023, l’economia siciliana ha registrato una crescita del valore aggiunto superiore alla media nazionale, seconda solo all’Abruzzo. L’analisi del Centro studi “Guglielmo Tagliacarne” e di Unioncamere, basata sui dati ISTAT rivisti a settembre, evidenzia un incremento del +7,25% per la Sicilia, rispetto ad una media nazionale del +6,55%. A livello provinciale, Agrigento e Chieti si posizionano al primo posto con un +7,85%, seguite da Caltanissetta e Catania (+7,83%). Trapani si attesta all’ottavo posto con un +7,34%.

    Investimenti strategici e sfide future

    Secondo Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, la crescita è stata trainata da investimenti strategici come Agrigento Capitale della Cultura 2025, il boom del turismo e dell’export a Trapani e i cantieri dell’Alta Velocità tra Caltanissetta e Catania. Nonostante questi risultati positivi, la Sicilia deve ancora colmare il divario con le regioni del Nord. In termini di valore aggiunto pro-capite, la Sicilia si posiziona penultima in classifica, con 20.000 euro per abitante, a fronte dei 47.711 euro del Trentino-Alto Adige.

    Quale futuro per la Sicilia

    La Sicilia quindi mostra segnali di ripresa economica, ma la strada verso uno sviluppo equilibrato e sostenibile è ancora lunga. Come sottolineato da Andrea Prete, presidente di Unioncamere, è fondamentale attuare politiche di sviluppo mirate a ridurre le disparità territoriali e a garantire una crescita omogenea in tutto il Mezzogiorno.

  • Trapani Birgi vola alto: 1 milione di passeggeri per il secondo anno

    Trapani Birgi vola alto: 1 milione di passeggeri per il secondo anno

    L’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi ha nuovamente superato il milione di passeggeri, raggiungendo l’obiettivo previsto dal piano industriale. Il traguardo è stato celebrato con l’arrivo del volo Ryanair da Torino delle 19:55. Questo risultato, conseguito per il secondo anno consecutivo, testimonia la solidità dello scalo e il suo ruolo chiave per l’economia della provincia di Trapani. Il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando come non fosse affatto scontato, considerando le difficoltà affrontate dallo scalo solo pochi anni fa.

    Il ruolo cruciale del personale e della comunità locale

    Ombra ha attribuito il successo a diversi fattori chiave, a partire dalla dedizione e professionalità del personale di Airgest. Il loro impegno costante ha permesso di superare le sfide e contribuito in modo significativo alla crescita dell’aeroporto. Altrettanto importante è stato il supporto della comunità trapanese, che ha sempre creduto nelle potenzialità dello scalo e si è battuta per la sua sopravvivenza. Questo sostegno locale ha rappresentato un elemento fondamentale per il rilancio dell’aeroporto.

    Il sostegno della Regione Siciliana: un motore di crescita

    Il presidente Ombra ha evidenziato il ruolo determinante della Regione Siciliana nel raggiungimento di questo obiettivo. Il sostegno economico e politico fornito dalla Regione, su impulso del presidente Renato Schifani e della sua giunta, ha consentito ad Airgest di investire nelle infrastrutture e di attrarre compagnie aeree, generando un impatto positivo sull’economia locale. La collaborazione tra l’aeroporto e la Regione si è rivelata strategica per il rilancio dello scalo e per il suo futuro sviluppo.

    Investimenti futuri e prospettive per il 2025

    Guardando al futuro, il presidente Ombra ha annunciato un nuovo piano di investimenti, in collaborazione con l’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Siciliana, che prevede interventi per oltre 13 milioni di euro, finanziati con Fondi FSC. Questi investimenti mirano a modernizzare ulteriormente l’aeroporto e a migliorarne la funzionalità, con l’obiettivo di aumentare la soddisfazione dei passeggeri. L’obiettivo è quello di consolidare la crescita dello scalo e di preparare al meglio la stagione estiva del 2025, con l’auspicio di superare nuovamente il traguardo del milione di passeggeri.

  • Da A2A investimenti record in Sicilia per rinnovabili e transizione energetica

    Da A2A investimenti record in Sicilia per rinnovabili e transizione energetica

    A2A ha intensificato la sua presenza in Sicilia, triplicando gli investimenti per la transizione energetica nel 2023. Con oltre 54,3 milioni di euro investiti nell’isola, rispetto ai 19 milioni del 2022, e un valore economico generato sul territorio di oltre 39 milioni di euro, il gruppo dimostra un forte impegno per lo sviluppo sostenibile della regione. L’aumento della produzione da fonti rinnovabili, con oltre 80 GWh generati nel 2023 e una conseguente riduzione di 34 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica, testimonia l’efficacia degli interventi.

    Focus sulla crescita e l’impegno per le rinnovabili

    L’amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, ha presentato il bilancio di sostenibilità territoriale del gruppo in Sicilia, evidenziando la crescita degli investimenti e l’impegno per l’integrazione a livello nazionale. L’apertura di un primo negozio A2A a Palermo, con l’obiettivo di espandere la presenza in tutta l’isola, conferma la strategia di crescita del gruppo. Mazzoncini ha sottolineato l’importanza dello sviluppo delle rinnovabili per raggiungere una maggiore autonomia energetica nazionale, obiettivo raggiungibile al 58% grazie a queste fonti. L’esempio dell’impianto di Mazara del Vallo, favorito dalle circa 2.000 ore di sole in Sicilia, dimostra l’efficacia di questa strategia.

    Investimenti in storage e la centrale di San Filippo del Mela

    A2A sta investendo nello sviluppo di impianti di stoccaggio energetico (Battery Energy Storage System) per ottimizzare l’utilizzo dell’energia verde e garantire la sicurezza del sistema. Alla centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, nel Messinese, è stata richiesta un’estensione del progetto per aumentare la capacità di stoccaggio da 20 a 60 MW. Nel 2023, la centrale ha prodotto 1.221 GWh di energia elettrica, contribuendo al fabbisogno energetico dell’isola. Mazzoncini ha ribadito l’importanza delle rinnovabili per aumentare l’autonomia energetica del Paese, passata dal 22% all’inizio della guerra russo-ucraina a un potenziale 58%.

    L’impegno di A2A per l’Agenda 2030 in Sicilia

    L’impegno di A2A per l’Agenda 2030 dell’ONU in Sicilia si concretizza in diversi ambiti: 54,3 milioni di investimenti in infrastrutture, 500 MWh di energia elettrica prodotta da biogas, 34 mila tonnellate di CO2 evitate, 151 GWh di energia verde venduta, 4.320 punti luce a LED, oltre 4.900 ore di formazione erogate a 8.480 tra studenti e docenti, e 158 mila euro donati al Banco dell’Energia. Questi dati dimostrano l’impegno concreto del gruppo per la sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’isola. A Palermo, il sindaco Roberto Lagalla ha annunciato il rinnovo dei contratti di servizio delle società partecipate entro il 31 dicembre, previa analisi dei piani industriali, inclusi quelli di Amat e Rap. L’obiettivo è migliorare la qualità e il rendimento dei servizi, prevedendo anche la compartecipazione di soggetti privati, garantendo al contempo i livelli occupazionali e la compartecipazione pubblica.

  • Decine di Startup si sfidano a Palermo per 1 milione di dollari

    Decine di Startup si sfidano a Palermo per 1 milione di dollari

    Palermo si sta affermando come un importante centro per l’innovazione nel Mediterraneo, ospitando la Mediterranean Startup World Cup. Questa competizione offre alle startup la possibilità di connettersi con potenziali investitori e di competere per un posto nella finale mondiale a San Francisco. L’evento si inserisce nel più ampio progetto del Comune di Palermo di creare un “Polo unico per l’innovazione”, un hub fisico che sfrutti dati, infrastrutture e tecnologie per lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale.

    Sispi, motore dell’innovazione a Palermo

    Sispi Spa, partner tecnologico dell’amministrazione comunale, gioca un ruolo chiave in questa iniziativa. L’azienda, guidata dalla presidente Giovanna Gaballo, si impegna a tradurre gli obiettivi di transizione digitale della città in realtà concrete. Attraverso progetti come “Connessioni ed Innova” – Innovation hub Sispi, l’azienda promuove la sperimentazione dell’Intelligenza Artificiale applicata ai processi della pubblica amministrazione. La partecipazione alla Mediterranean Startup World Cup rappresenta un’opportunità di crescita e confronto, favorendo l’incontro tra idee innovative e potenziali investitori.

    La Mediterranean Startup World Cup: una vetrina internazionale per le startup

    La Mediterranean Startup World Cup, organizzata da Pegasus Tech Ventures, è una competizione che coinvolge 66 startup provenienti da 22 paesi del Mediterraneo. La tappa di Palermo, che si terrà presso i Cantieri Culturali alla Zisa, offre alle startup partecipanti l’opportunità di accedere alla finale di San Francisco, dove è in palio un premio di un milione di dollari. L’evento richiamerà a Palermo oltre 30 investitori internazionali, inclusi rappresentanti di quattro importanti fondi americani. La presenza di questi investitori sottolinea l’importanza della competizione e il potenziale delle startup partecipanti. La giuria della Mediterranean Startup World Cup includerà anche Giovanna Gaballo, presidente di Sispi, a conferma del ruolo centrale dell’azienda nel panorama dell’innovazione palermitano. Questo evento consolida la posizione di Palermo come un hub emergente per le startup nel Mediterraneo, offrendo un ambiente fertile per la crescita e lo sviluppo di nuove imprese innovative.