Tag: INPS

  • In Sicilia il rinnovo dell’Assegno di Inclusione, come fare domanda

    In Sicilia il rinnovo dell’Assegno di Inclusione, come fare domanda

    Dal 1° luglio si apre la fase di rinnovo dell’Assegno di Inclusione (ADI) in Sicilia, una misura cruciale per il sostegno al reddito delle famiglie più vulnerabili. L’ADI, introdotto nel 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, rappresenta un’ancora di salvezza per migliaia di siciliani, con un importo medio di circa 643 euro a nucleo familiare nell’isola. Con l’erogazione dell’ultima mensilità a giugno per i beneficiari dal gennaio 2024, si apre ora una nuova fase, con la possibilità di richiedere il rinnovo del sussidio per un ulteriore anno.

    L’INPS ha introdotto una procedura semplificata per i nuclei familiari la cui composizione non ha subito variazioni. L’obiettivo è snellire l’iter burocratico, evitando la duplicazione di adempimenti già espletati. Pertanto, non sarà necessario ripetere l’iscrizione al SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) né sottoscrivere un nuovo Patto di Attivazione (PAD). La domanda di rinnovo, il cui modello è rimasto invariato, potrà essere presentata da qualsiasi membro maggiorenne del nucleo. Diverso il caso in cui si siano verificate modifiche nella composizione familiare: in tale situazione, dopo aver presentato la domanda, sarà necessario procedere con la regolare iscrizione al SIISL e la sottoscrizione del PAD.

    La Sicilia si conferma come una delle regioni con il più alto numero di percettori dell’ADI, posizionandosi al secondo posto a livello nazionale. I dati parlano chiaro: 156.000 famiglie siciliane, corrispondenti a circa 416.000 individui, beneficiano del sussidio. Un dato che evidenzia l’importanza di questa misura di sostegno al reddito in un contesto socio-economico fragile. Le province di Palermo e Catania presentano il maggior numero di nuclei familiari assistiti, superando rispettivamente i 41.000 e i 30.000. Seguono, a distanza, Messina (13.615 famiglie), Trapani (9.852) e Agrigento (9.603). Questi numeri fotografano una realtà complessa, che richiede interventi mirati e un’attenzione costante alle dinamiche sociali del territorio.

    Il rinnovo dell’ADI rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la continuità del sostegno alle famiglie in difficoltà. L’auspicio è che la semplificazione delle procedure contribuisca a rendere più agevole l’accesso al beneficio, evitando inutili disagi ai cittadini. Per qualsiasi informazione o chiarimento, si raccomanda di consultare il sito web dell’INPS o di contattare gli uffici preposti.

  • Formazione professionale, sospeso l’avvio dei corsi: in migliaia rischiano il sostegno dall’INPS

    Formazione professionale, sospeso l’avvio dei corsi: in migliaia rischiano il sostegno dall’INPS

    La Regione Siciliana ha ritirato l’Avviso n.7 che garantiva l’immediato avvio dei corsi di formazione in Sicilia. La mancata partenza delle attività formative non solo impedisce ai tanti giovani di apprendere un mestiere, ma blocca il sostegno al reddito rivolto alle migliaia di siciliani aventi diritto. Infatti, la norma nazionale prevede che il cittadino potenzialmente beneficiario di misure di sostegno al reddito, per ricevere l’assegno è obbligato a frequentare i corsi organizzati dalle regioni. Se in Sicilia non partono i corsi, i cittadini non potranno ottenere quanto di loro diritto. Questa è la preoccupazione dichiarata dalle Associazioni degli Enti CENFOP Sicilia, FORMA.RE, ANFOP Sicilia e FORMA Sicilia, tra le sigle maggiormente rappresentative del comparto regionale e firmatarie del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro con FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal.

    Le Datoriali, infatti, hanno inviato una nota all’Assessore Mimmo Turano e per conoscenza al Presidente della Regione Renato Schifani e richiesto un’audizione al Presidente della V Commissione, Fabrizio Ferrara. Le Organizzazioni dichiarano che, “seppure l’Amministrazione Regionale ha revocato l’avvio dei corsi per non meglio specificati refusi, è noto che taluni rappresentanti di Enti abbiano espresso anche a mezzo stampa la loro contrarietà all’avvio dei corsi secondo le modalità previste dall’Avviso. Ci auguriamo che tali esternazioni non abbiano condizionato l’operato della Amministrazione Regionale né tantomeno gli Organi di Governo.
    Riteniamo infatti, che l’Avviso n. 7 rappresenti una delle migliori pratiche amministrative messe in campo dalla Regione Siciliana negli ultimi anni.

    La sua prima finestra, riferita al biennio 2023–2024, ha costituito un modello virtuoso, capace di rispondere con l’offerta formativa alla domanda di lavoro, grazie all’utilizzo dei dati Excelsior e al dialogo con le imprese, di superare limiti di carenza di personale regionale grazie all’ausilio delle piattaforme informatiche, promuovendo un sistema più giusto, inclusivo ed equo nella ripartizione delle risorse su base provinciale.

    Il tanto auspicato ritorno al passato chiesto a gran voce da taluni rappresentanti di Enti, che vorrebbe ripristinare il sistema di valutazione discrezionale, ci riporta negli anni più bui e opachi del settore della formazione professionale. La storia ci rammenta che gli Avvisi col sistema valutativo discrezionale sono stati impugnati e per anni ostaggio delle decisioni dei Tribunali. E per di più questi stessi avvisi hanno finanziato milioni di euro in capo a pochi soggetti, affidando e concentrando le risorse ad un sistema di oligopolio.
    Confidiamo nel senso di responsabilità del Governo della Regione e chiediamo che eventuali nuovi interventi di regolamentazione dei corsi vengano confrontati con le parti sociali nelle sedi opportune ed in seno a quanto previsto dalla legge regionale 23 del 2019.

  • Frode all’INPS a Palermo: 700 falsi lavoratori per incassare la NASpI

    Frode all’INPS a Palermo: 700 falsi lavoratori per incassare la NASpI

    700 lavoratori assunti e licenzi

    Dodici persone sono state raggiunte da misure interdittive e beni e disponibilità finanziarie per oltre 7 milioni di euro sono stati sequestrati a 21 società (e, per equivalente, ai loro rappresentanti legali e di fatto) a seguito di un’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo.

    L’indagine della Guardia di Finanza

    L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, ha svelato l’operatività di un gruppo criminale, guidato da due palermitani, dedito principalmente a frodi ai danni dell’INPS e dell’Erario.

    La truffa ai danni dell’INPS

    La truffa ai danni dell’INPS, finalizzata a ottenere indebitamente l’indennità di disoccupazione NASpI, avrebbe fruttato circa 4 milioni di euro. Il meccanismo fraudolento prevedeva l’utilizzo di società di comodo, di fatto già cessate e non in regola con gli obblighi dichiarativi e previdenziali. Queste società avrebbero fatto emergere l’esistenza di oltre 700 lavoratori in nero, regolarizzandone fittiziamente la posizione per poi interromperne il rapporto di lavoro, creando così i presupposti per il riconoscimento della NASpI.

    La frode ai danni dell’Erario

    La seconda frode, ai danni dell’Erario, mirava all’evasione fiscale e alla truffa contributiva. Attraverso la creazione di società cartiere, sempre dirette dai promotori dell’associazione, venivano emesse fatture per operazioni inesistenti. Queste fatture documentavano fittizie forniture di manodopera ad altre società, consentendo a queste ultime di eludere gli oneri fiscali e previdenziali, con un profitto illecito di oltre 1 milione di euro. Inoltre, venivano documentate cessioni di beni o prestazioni di servizio mai avvenute o avvenute con soggetti diversi da quelli indicati, per un importo di oltre 2 milioni di euro.

    Il danno alle casse dello Stato e i reati contestati

    I meccanismi fraudolenti hanno causato un danno allo Stato di oltre 7 milioni di euro, tra indennità non spettanti e omessi versamenti. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e reati tributari. L’ordinanza ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un importo pari al danno erariale accertato.

  • INPS assume 102 dipendenti in Sicilia, bando online e candidature aperte

    INPS assume 102 dipendenti in Sicilia, bando online e candidature aperte

    L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) ha annunciato un importante piano di assunzioni, offrendo 1069 posti a tempo indeterminato in tutta Italia. Di questi, ben 102 posizioni saranno destinate alla Sicilia, rappresentando una significativa opportunità di lavoro per i professionisti del settore sanitario nell’isola. Il bando di concorso, pubblicato sul portale InPA e sul sito dell’INPS, prevede una selezione per titoli ed esami. La scadenza per la presentazione delle candidature, esclusivamente online, è fissata al 4 novembre 2024.

    Attento ai requisiti per la candidatura

    Per partecipare alla selezione, i candidati devono possedere specifici requisiti. È richiesta la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea, o l’appartenenza alle categorie previste dall’art. 38 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i. I candidati devono aver compiuto 18 anni, godere dei diritti civili e politici, possedere l’idoneità fisica all’impiego e non essere stati destituiti o dispensati da precedenti incarichi nella pubblica amministrazione. Per i cittadini stranieri è richiesta una conoscenza adeguata della lingua italiana, che sarà verificata durante un colloquio. Dal punto di vista accademico, è necessario il diploma di laurea in Medicina e Chirurgia, conseguito presso un’università italiana o equipollente, e una specializzazione o iscrizione all’anno accademico 2023/2024 al penultimo o ultimo anno di una serie di specializzazioni mediche, tra cui Medicina Legale, Medicina del Lavoro, Anatomia Patologica, Igiene e Medicina Preventiva, Neuropsichiatria Infantile, Pediatria, Oftalmologia, Otorinolaringoiatria, Psichiatria, Neurologia, Medicina Interna, Oncologia, Cardiologia e Ginecologia. Infine, è obbligatoria l’iscrizione all’Albo dell’Ordine Professionale dei Medici Chirurghi.

    Modalità di candidatura e selezione

    Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente online, tramite il portale InPA, utilizzando SPID, CIE, CNS o eIDAS, entro le ore 23:59 del 4 novembre 2024. I candidati dovranno compilare l’apposito modulo online e fornire un indirizzo PEC o un domicilio digitale. La selezione prevede una prova scritta, una prova orale e la valutazione dei titoli. Ciascuna fase ha un punteggio massimo di 30 punti, per un totale di 90 punti. Qualora le candidature superino le 3.500 unità, sarà prevista una prova preselettiva con 50 quesiti a risposta multipla su argomenti di clinica e patologia medica o chirurgica, legislazione sanitaria e sociale, deontologia professionale, organizzazione degli organismi di accertamento medico legale INPS ed elementi di medicina legale generale e delle assicurazioni sociali. Solo i candidati che supereranno la prova scritta saranno ammessi alla prova orale.

    Contratto e distribuzione dei posti

    Ai vincitori del concorso sarà offerto un contratto a tempo pieno e indeterminato come professionista medico di prima fascia funzionale. I 1069 posti disponibili sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una significativa presenza in regioni come Lombardia (100 posti), Puglia (95 posti) e Sicilia (102 posti). Anche le grandi città come Roma (76 posti), Napoli (68 posti) e Milano (43 posti) offrono numerose opportunità. Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per i medici in cerca di una posizione stabile nel settore pubblico, contribuendo al rafforzamento del sistema sanitario nazionale.

  • Allarme INPS: multe errate fino a 3500€. Verifica immediatamente la tua posizione

    Allarme INPS: multe errate fino a 3500€. Verifica immediatamente la tua posizione

    L’arrivo di un avviso bonario dall’INPS può generare preoccupazione, ma è importante affrontare la situazione con calma e consapevolezza. Questo articolo fornisce una guida pratica su come gestire gli avvisi bonari INPS, come verificarne la correttezza e cosa fare in caso di errore. A differenza dell’articolo originale che si concentra sul caso specifico degli agricoltori, qui approfondiremo la procedura generale valida per diverse categorie di contribuenti.

    Cosa sono gli Avvisi Bonari INPS?

    Un avviso bonario è una comunicazione inviata dall’INPS che segnala una presunta irregolarità nei pagamenti dei contributi previdenziali. Non si tratta di una sanzione immediata, ma di un invito a regolarizzare la propria posizione. L’avviso bonario specifica l’importo dovuto, le modalità di pagamento e le conseguenze in caso di mancato versamento.

    Come Verificare un Avviso Bonario:

    Accedi al Cassetto Previdenziale: Il primo passo è accedere al Cassetto Previdenziale sul sito dell’INPS utilizzando SPID, CIE o CNS.
    Trova la sezione “Avvisi Bonari”: All’interno del Cassetto Previdenziale, cerca la sezione dedicata agli avvisi bonari. La posizione precisa di questa sezione potrebbe variare a seconda del profilo utente (lavoratore dipendente, autonomo, ecc.).
    Controlla i dettagli dell’avviso: Apri l’avviso bonario e verifica attentamente i dettagli: periodo di riferimento, importo dovuto, causale del debito.
    Confronta con la tua documentazione: Confronta le informazioni presenti nell’avviso bonario con la tua documentazione (buste paga, modelli F24, ecc.) per verificare la correttezza dell’importo richiesto.

    Cosa Fare in Caso di Errore:

    Se ritieni che l’avviso bonario sia errato, puoi contestare il debito seguendo questi passaggi:

    1. Raccogli la documentazione: Prepara tutta la documentazione che dimostra la correttezza dei tuoi pagamenti (es. ricevute di pagamento, modelli F24).
    2. Contatta l’INPS: Puoi contattare l’INPS tramite i canali disponibili (telefono, email, PEC) o recarti presso una sede fisica.
    3. Presenta la documentazione: Presenta all’INPS la documentazione che dimostra l’erroneità dell’avviso bonario.
    4. Attendi la risposta: L’INPS esaminerà la tua documentazione e ti comunicherà l’esito della verifica.

    Consigli Utili:

    Conserva sempre la documentazione relativa ai pagamenti dei contributi previdenziali.
    Controlla periodicamente il Cassetto Previdenziale per verificare la presenza di eventuali avvisi bonari.
    In caso di dubbi, contatta un consulente del lavoro o un patronato per ricevere assistenza. Gestire gli avvisi bonari INPS può sembrare complesso, ma con le giuste informazioni e un approccio metodico è possibile affrontare la situazione con serenità. La verifica accurata della documentazione e la tempestiva comunicazione con l’INPS sono fondamentali per risolvere eventuali errori e evitare sanzioni.

  • Assegno Unico: tutto quello che devi sapere per avere l’aumento

    Assegno Unico: tutto quello che devi sapere per avere l’aumento

    A partire dal mese di ottobre, l’assegno unico universale sarà più generoso grazie alle nuove maggiorazioni introdotte dall’INPS. Queste variazioni, che si aggiungono all’importo base dell’assegno, sono pensate per offrire un supporto supplementare alle famiglie che rispettano i criteri stabiliti. Gli aumenti possono arrivare fino a 100 euro per i nuclei familiari che presentano le condizioni necessarie e che hanno inoltrato correttamente la richiesta.

    Maggiorazioni in base alla situazione familiare

    L’importo base dell’assegno unico varia a seconda del valore dell’ISEE e del numero di figli a carico. Tuttavia, numerose famiglie potranno beneficiare delle maggiorazioni previste, che tengono conto di fattori specifici come la presenza di figli piccoli, il numero di figli, e la condizione di disabilità. Queste aggiunte mirano a fornire un aiuto mirato a chi ne ha più bisogno.

    I principali casi di maggiorazione

    Le maggiorazioni dell’assegno unico includono un incremento del 50% per ciascun figlio di età inferiore a un anno. Per i nuclei con almeno tre figli, l’assegno aumenta del 50% per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, a condizione che l’ISEE non superi i 40.000 euro. Anche le famiglie con almeno quattro figli vedranno un aumento del 50% sull’assegno base. Per i figli con disabilità, la maggiorazione varia in funzione della gravità della condizione, garantendo un sostegno adeguato.

    Altri benefici previsti

    Le madri con meno di 21 anni possono contare su un aumento di 20 euro per ciascun figlio. Inoltre, i nuclei familiari vedovili hanno diritto a una maggiorazione per un periodo massimo di cinque anni a partire dall’evento luttuoso, fornendo così un sostegno finanziario essenziale in una fase di difficoltà.

    L’Inps ha pubblicato i dati dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale (AUU) che per gli anni 2022 e 2023 contiene al suo interno anche i dati relativi all’Assegno Unico Universale destinato ai nuclei percettori di Reddito di Cittadinanza (RdC) dal quale si evince che per i primi sette mesi del 2024 sono stati erogati alle famiglie assegni per 11,5 miliardi di euro, che si aggiungono ai 18,2 miliardi del 2023 e ai 13,2 miliardi di erogazioni di competenza del 2022.

    Sono 6.219.848 i nuclei famigliari che hanno ricevuto l’assegno per il 2024, per un totale di 9.854.566 figli.

    Con riferimento al mese di luglio 2024, l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 171 €, e va da circa 57 € per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2024 è pari a 45.574,96 €), a 224 € per la classe di ISEE minima (17.090,61 € per il 2024).