Tag: indagine

  • Neonato muore dopo parto prematuro, i genitori presentano denuncia

    Neonato muore dopo parto prematuro, i genitori presentano denuncia

    Un neonato, nato prematuro all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, è deceduto dopo essere stato trasferito d’urgenza all’ospedale “San Marco” di Catania. I genitori, sconvolti dalla perdita, hanno sporto denuncia presso la stazione dei Carabinieri di Librino.

    I Carabinieri stanno indagando sulle circostanze del decesso. La coppia ha ricostruito l’accaduto presso la caserma, fornendo dettagli agli investigatori. Il neonato era nato alla trentacinquesima settimana di gestazione.

    Dopo la nascita prematura a Biancavilla, si è resa necessaria una corsa contro il tempo per trasferire il piccolo al “San Marco” di Catania. Nonostante gli sforzi, il cuore del neonato ha smesso di battere.

  • Dramma in ospedale: neonata muore poco dopo la nascita

    Dramma in ospedale: neonata muore poco dopo la nascita

    Una neonata è deceduta all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì appena un’ora e mezza dopo essere venuta al mondo. Il tragico evento ha scosso la comunità e avviato un’indagine per accertare le cause del decesso.

    Denuncia del padre e sequestro di documentazione

    Il padre della piccola, un ventiduenne disoccupato di Canicattì, ha sporto denuncia ai carabinieri. La Procura di Agrigento, informata dell’accaduto, ha disposto il sequestro della salma, della placenta e delle cartelle cliniche.

    Indagine in corso

    La magistratura ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, per fare luce sulla vicenda. La madre della neonata, una diciassettenne casalinga, aveva partorito la bambina intorno alle 8:30 del 29 settembre. Il decesso è avvenuto intorno alle 10:00 dello stesso giorno.

    Autopsia per accertare le cause

    La salma della neonata è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale. L’autopsia, che sarà effettuata prossimamente, chiarirà le cause del decesso. Si prevede che i risultati dell’esame autoptico saranno disponibili tra diverse settimane.

  • Ragusa, muore bambino di 18 mesi, indagati 5 medici per omicidio colposo

    Ragusa, muore bambino di 18 mesi, indagati 5 medici per omicidio colposo

    Cinque medici di due ospedali, il Guzzardi di Vittoria e il Giovanni Paolo di Ragusa, sono indagati per omicidio colposo nell’inchiesta sulla morte del piccolo Edoardo, il bambino di 18 mesi di Comiso morto lo scorso 13 maggio nel reparto di Terapia intensiva pediatrica del Policlinico di Messina, estraneo alla vicenda giudiziaria.

    La denuncia dei familiari e l’apertura del caso

    L’iscrizione nel registro degli indagati è stata eseguita dalla Procura di Ragusa come atto dovuto per potere eseguire l’autopsia come atto irripetibile. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia dei familiari del bambino che chiedono di ricostruirne le cause e accertare eventuali responsabilità nella morte del piccolo.

    L’autopsia per scoprire le cause della morte di Edoardo

    Il bambino, tre giorni prima del decesso, si era sentito male e i genitori lo avevano portato prima al pronto soccorso dell’Ospedale Guzzardi di Vittoria, poi al Giovanni Paolo di Ragusa. Infine Edoardo è stato trasferito al Policlinico di Messina, dove è morto nel reparto di Terapia intensiva pediatrica. Sarà l’autopsia a chiarire i reali motivi del decesso.

  • La mafia di Mezzomonreale voleva ammazzare un architetto

    La mafia di Mezzomonreale voleva ammazzare un architetto

    «Io gli scippo la testa! Anzi, una volta l’ho salutato pure, perché io lo devo ammazzare vero non per scherzo! Ci vorrebbe non salutarlo pure perché io lo devo ammazzare vero, non per scherzo non gliel’ho detto mai». Queste le parole intercettate dai Carabinieri e pronunciate da Gioacchino Badagliacca, uno degli arrestati dai carabinieri nel blitz antimafia eseguito nel quartiere di Palermo Rocca-Mezzomonreale.

    Gli investigatori hanno scoperto un progetto di omicidio pianificato da alcuni dei membri della famiglia contro un architetto. Le conversazioni sono state captate in tempo reale durante una riunione mafiosa che si è svolta a settembre in una città della provincia di Caltanissetta.

    Secondo il provvedimento del gip Lirio Conti, il rancore contro l’architetto era nutrito da Gioacchino Badagliacca già dall’anno 2020, a causa di alcuni errori nella gestione della pratica amministrativa relativa alla regolarizzazione di un edificio di proprietà di Badagliacca e nella disponibilità del figlio, tanto che era stato notificato l’ordine di demolizione. Durante la riunione, il capofamiglia Pietro Badagliacca ha sancito un vero e proprio patto di sangue con il nipote Gioacchino, promettendo di uccidere l’architetto prima di morire.

    Gli arrestati finiti in carcere sono Pietro, Gioacchino e Angelo Badagliacca, Marco Zappulla e Pasquale Saitta. Ai domiciliari sono andati Michele Saitta e Antonino Anello.