Tag: green pass

  • In discoteca ammassati e senza green pass, i Nas chiudono due locali a Palermo

    In discoteca ammassati e senza green pass, i Nas chiudono due locali a Palermo

    Controlli nelle discoteche da parte dei Carabinieri del NAS di Palermo, con il supporto della Compagnia Carabinieri di Palermo San Lorenzo, nell’ambito di un servizio disposto dal Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli.

    I controlli nelle discoteche di Palermo

    I militari hanno effettuato lo scorso fine settimana una serie di controlli a Palermo, per verificare il rispetto sulle normative anti-Covid e dell’obbligo del super green pass per l’accesso nelle discoteche e locali simili.

    Nel corso del servizio sono stati ispezionati 4 locali tra discoteche e sale da ballo, controllate 150 persone e contestate violazioni per l’inosservanza delle misure di contenimento del rischio da Covid-19. In particolare è stata contestata la mancanza di adeguata informazione sulle misure di prevenzione. Scoperte anche irregolarità negli elenchi delle persone presenti e l’inadeguata gestione degli spazi.

    A seguito delle rilevate gravi inosservanze alla normativa anti-covid e per la presenza di clienti oltre il limite massimo di capienza consentito, è stata disposta la chiusura di 2 discoteche, il cui valore ammonta a 600 mila euro.

    La riapertura in questi giorni

    Le discoteche sono state riaperte in questi giorni, per effetto della nuova circolare del ministero della Salute che in qualche modo allenta le restrizioni. Dall’11 febbraio è infatti finita anche la proroga della chiusura delle discoteche e, dunque, si può tornare a ballare. Chiaramente gestori e clienti dovranno sempre seguire alcune norme.

  • Negoziante positivo e dipendente senza green pass, denuncia e 2500 euro di multe

    Negoziante positivo e dipendente senza green pass, denuncia e 2500 euro di multe

    Il negozio aperto nonostante fosse positivo al Covid. Così la guardia di finanza ha denunciato un uomo che aveva deciso di recarsi lo stesso a lavoro nonostante la comprovata positività al tampone.

    I finanzieri lo hanno sorpreso mente svolgeva come se nulla fosse le proprie mansioni lavorative. In quel momento però si sarebbe dovuto trovare a casa in quarantena.

    Sono state le fiamme gialle di Vittoria, a intimare all’uomo la chiusura del negozio per permettere la sanificazione. Come se non bastasse, un dipendente dello stesso negozio è stato anche trovato privo di certificato verde valido.

    La guardia di finanza ha così proceduto a denunciare il negoziante per il grave rischio a cui ha esposta la clientela. Per l’uomo anche una multa di circa 1000 euro per non aver vigilato sul rispetto delle nome sul green pass per i lavoratori. Il dipendente ha ricevuto una sanzione di 1500 euro.

  • Cittadini senza green pass “sequestrati” in Sicilia, scatta l’esposto

    Cittadini senza green pass “sequestrati” in Sicilia, scatta l’esposto

    Scatta l’esposto del Codacons a difesa dei cittadini siciliani che sono privi di green pass e che sono rimasti “sequestrati” sull’isola. La gravissima situazione che si è venuta a creare in Sicilia, in particolare nello Stretto di Messina, a seguito dell’entrata in vigore delle norme contenute nel D.L. 229/2021 che, tra l’altro, consente l’accesso ai traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, esclusivamente ai soggetti in possesso del “green pass rafforzato”, di fatto ha sequestrato numerosi liberi cittadini siciliani che in questi giorni non hanno potuto lasciare l’isola o farvi rientro.

    Questa disposizione, afferma il CODACONS Sicilia, viola palesemente i principi fondanti della stessa Unione Europea, l’art. 3 e 16 della Costituzione Italiana e il principio di continuità territoriale. Violerebbe anche la capacità di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi cittadini residenti in territori meno favoriti dando vita di fatto a cittadini di serie A e di serie B a seconda della regione italiana in cui gli stessi risiedano abitualmente. Il trasporto, compreso quello svolto dai traghetti, infatti, si configura come elemento essenziale del “diritto alla mobilità” previsto all’articolo 16 della Costituzione. Esso costituisce un servizio d’interesse economico generale e, quindi, tale da dover essere garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica.

    “I cittadini privi del green pass rafforzato, e residenti o dimoranti per qualsiasi ragione in Sicilia, afferma il legale Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale CODACONS Sicilia – dal 10 gennaio sono di fatto sottoposti a una misura cautelare personale e coercitiva quale l’obbligo di dimora ex art. 283 c.p.p. in assenza di provvedimento dell’autorità Giudiziaria e in totale dispregio dell’art. 13 della Costituzione Italiana che statuisce che la libertà personale è inviolabile e non è ammessa forma alcuna di restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”

    Secondo il Codacons, tali condotte “integrano, nei confronti dei cittadini residenti nelle isole cittadini privi del green pass rafforzato, il reato previsto e punito dall’art. 605 c.p. (sequestro di persona)”. Una situazione paradossale se si considera che ai cittadini degli stati esteri è concesso l’ingresso in Italia con esibizione di test antigenico rapido o molecolare negativo e, in caso di mancata vaccinazione, isolamento fiduciario di 5 giorni. Mentre ai siciliani, sardi e altri isolani, invece, non è consentito l’accesso alla penisola.

  • Musumeci a Sparanza, «Sospenda il divieto sullo Stretto per non vaccinati o intervengo a tutela»

    Musumeci a Sparanza, «Sospenda il divieto sullo Stretto per non vaccinati o intervengo a tutela»

    Un ultimo appello del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al governo nazionale affinché si sospenda il trattamento riservato ai passeggeri “non vaccinati” sullo Stretto di Messina. Attese 24 ore, Musumeci preannuncia «provvedimenti straordinari a tutela della mia Regione». Lo scrive il governatore in una lunga e articolata leggera al ministro della Salute, Roberto Speranza.

    «Signor ministro, mi rivolgo alla sua attenzione a proposito della recente entrata in vigore delle modifiche in materia di obbligo di green pass rafforzato e attraversamento dello Stretto di Messina – afferma Musumeci -. Com’è ben noto, il decreto-legge n. 19 del 2020 prevede che “Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 e con efficacia limitata fino a tale momento, in casi di estrema necessità e urgenza per situazioni sopravvenute le misure di cui all’articolo 1 possono essere adottate dal Ministro della Salute”. Premesso quanto sopra, la situazione sociale che sta venendo a crearsi sulle rive dello Stretto di Messina in virtù della netta preclusione all’attraversamento a danno dei “non vaccinati”, sia presso la sponda siciliana che presso quella calabrese, si sta preoccupantemente acuendo, avendo fondata ragione di ritenere, coloro che sono sprovvisti, per le più disparate ragioni, del cosiddetto green pass rafforzato, di essere stati “sequestrati” nel territorio della Regione Siciliana e di non poter raggiungere il resto del territorio nazionale nemmeno per comprovate ragioni di urgenza, ad esempio collegate a motivi di salute e di accesso alle cure».

    «A ulteriore conferma di quanto sopra – aggiunge il governatore – le segnalo che il Tribunale civile di Reggio Calabria, con decreto motivato del 14 gennaio 2022, ha ordinato l’imbarco immediato di un cittadino siciliano sul traghetto per Messina a bordo della propria autovettura “previa esibizione all’imbarco da parte del ricorrente dell’esito di un test antigenico attestante la sua attuale negatività al virus, con espressa esenzione dalla esibizione della certificazione verde ma con obbligo di tenere indosso per tutta la durata della traversata sin dal momento dell’imbarco e fino al compiuto sbarco una mascherina del tipo FFP2”. Si tratta, evidentemente, del preludio di numerosi ricorsi giurisdizionali che vedranno certamente e ripetutamente recessiva l’applicazione della disposizione governativa».

    Da qui l’appello: «Stando così le cose – ribadisce Musumeci – mi permetto di proporle l’adozione di un’ordinanza, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020, che possa reintrodurre, nelle more della conversione del decreto-legge n. 229/2021, o comunque dell’adozione di altro genere di misura più stabile, alla stessa stregua di quanto già avvenuto il 9 gennaio scorso per la continuità didattica delle isole minori e della Laguna di Venezia, il diritto di attraversamento dello Stretto di Messina anche mediante la semplice esibizione del referto negativo di un test antigenico o molecolare. Si tratta, ribadisco, di una misura di assoluta equità e di giustizia volta a scongiurare la conclamata (e già in atto) lesione del principio di continuità territoriale tra il territorio della Regione Siciliana e quello del resto dello Stato italiano. Per la lealtà e la correttezza che hanno da sempre contraddistinto i rapporti istituzionali con lei intrattenuti, desidero precisare che decorse altre 24 ore, preso atto del reiterato e ingiustificabile insuccesso delle richieste rivolte al governo centrale, sarò costretto a valutare l’adozione diretta di provvedimenti straordinari a tutela della mia Regione»