Tag: funerali

  • Tragedia Monreale: funerali solenni al Duomo per i tre giovani uccisi

    Tragedia Monreale: funerali solenni al Duomo per i tre giovani uccisi

    Il 2 maggio, alle ore 10.30, la Cattedrale di Monreale ospiterà i funerali di Massimo Pirozzo, Salvo Turdo e Andrea Miceli, i tre giovani tragicamente scomparsi nella sparatoria del 27 aprile. La scelta della Cattedrale è dovuta alla previsione di una grande partecipazione da parte della comunità, desiderosa di unirsi al dolore delle famiglie.

    Il Comune di Monreale ha deciso di sostenere le spese per i funerali, dimostrando vicinanza e solidarietà alle famiglie colpite da questa improvvisa e grave tragedia. L’organizzazione del servizio funebre è stata affidata alla ditta Noto e D’Alcamo.

    Numerose autorità istituzionali sono attese a Monreale per partecipare alla cerimonia funebre e rendere omaggio alle giovani vittime.

    Venerdì 2 maggio, alle ore 21, presso la parrocchia San Filippo Neri dello Zen, si terrà una veglia di preghiera in ricordo dei tre giovani di Monreale. Padre Giovanni Giannalia, guida della parrocchia, invita tutta la comunità a unirsi in questo momento di raccoglimento e speranza, per “allontanare dalle nostre case e dai nostri giovani la suggestione del male”.

  • Sara, ora solo lacrime e silenzio: la bara bianca e lo strazio

    Sara, ora solo lacrime e silenzio: la bara bianca e lo strazio

    I familiari di Sara Campanella si sono riuniti in preghiera all’interno della camera ardente nella chiesa Anime Sante di Misilmeri. Scene strazianti a cui mai avrebbero pensato di assistere. Quella figlia tanto buona e gentile d’animo non c’è più. Ora il corpo senza vita della figlia tanto amata e di cui andavano fieri è dentro quella bara, senza un perché, senza una spiegazione. Un lutto che dovrà essere elaborato per anni, una figlia la cui vita è stata spezzata in modo crudele e ingiusto.

    La via principale e la piazza di Misilmeri sono state sgomberate dalle auto per fare spazio al corteo. In molti avevano già raggiunto la chiesa, in piazza Comitato, portando fiori e foto della giovane.

    Sara Campanella

    “Sara è figlia di tutti – ha detto il vicesindaco di Misilmeri Agostino Cocchiara – come padre sono scosso da questa triste storia. Qualcosa deve cambiare, non si può andare avanti così”.Silenzio e lacrime hanno accolto l’arrivo della salma di Sara Campanella, la giovane universitaria uccisa dal collega Alessandro Argentino. Il feretro si è fermato in piazza e i familiari si sono stretti in lacrime.

    “Un angelo, era un angelo”, hanno detto nel silenzio della piazza. Il corteo è arrivato nella chiesa delle Anime Sante in piazza a Misilmeri. Solo il rintocco delle campane ha interrotto il silenzio. Poi un urlo si è levato nella piazza. “Sara vive”, e un applauso di tanti in attesa di dare l’ultimo saluto. Nella bara bianca la foto di Sara e un scritta “No Violenza”.

    A Misilmeri stanno arrivando tante persone. Da tanti comuni vicini stanno accorrendo per mostrare vicinanza alla famiglia.

  • Lacrime e applausi per il funerale di Totò Schillaci, figlio di Palermo

    Lacrime e applausi per il funerale di Totò Schillaci, figlio di Palermo

    Migliaia di persone si sono raccolte nella cattedrale di Palermo per l’ultimo saluto a Totò Schillaci

    La camera ardente allestita per Totò Schillaci è stata visitata da migliaia di persone nei giorni scorsi. Parenti, amici e soprattutto tifosi hanno reso omaggio al campione scomparso.

    Celebrazione solenne officiata dall’arcivescovo di Palermo

    Oggi nella cattedrale di Palermo si svolgono i funerali di Totò Schillaci. La chiesa può contenere solo 1000 persone, ma molte altre aspettano fuori. La messa è officiata da monsignor Filippo Sarullo e al termine l’arcivescovo Corrado Lorefice impartirà la benedizione.

    “Ciao Totò figlio di Palermo”, recita lo striscione appeso sul sagrato della cattedrale

    Alle 11.30 hanno inizio le esequie solenni di Totò Schillaci nella cattedrale di Palermo. All’esterno della chiesa è stato appeso uno striscione con la scritta “Ciao Totò figlio di Palermo”, a testimonianza dell’affetto dei palermitani per il campione. Tanti i cpri da stadio alla voce di “Totò Gol”.

  • Il funerale di Totò Schillaci, la maglia azzurra numero 19 e sciarpa rosanero sulla bara

    Il funerale di Totò Schillaci, la maglia azzurra numero 19 e sciarpa rosanero sulla bara

    Un’ondata di affetto e commozione ha travolto Palermo in questi giorni di lutto per la scomparsa di Salvatore “Totò” Schillaci, eroe azzurro ai Mondiali del 1990.

    Un fiume di tifosi per l’ultimo saluto

    Per due giorni, lo stadio Renzo Barbera, casa del Palermo, si è trasformato in un luogo di raccoglimento e memoria. Fin dalle prime ore del mattino, una folla silenziosa e composta ha atteso pazientemente il proprio turno per rendere omaggio al campione del quartiere Cep.

    Maglia azzurra e sciarpa rosanero: i simboli di una carriera

    Sulla bara, a vegliare sul suo eterno riposo, la maglia azzurra numero 19, simbolo delle indimenticabili “Notti Magiche” dei Mondiali italiani, e una sciarpa rosanero, a ricordare l’amore viscerale per la sua città.

    Un pellegrinaggio laico per un campione umile

    Non solo palermitani, ma tifosi provenienti da ogni angolo d’Italia hanno voluto partecipare a questo momento di cordoglio collettivo. Un pellegrinaggio laico per salutare un campione che ha saputo unire con la sua umiltà e il suo talento.

    “Le tue notti magiche non saranno mai dimenticate”

    Commovente la presenza della tifoseria organizzata del Palermo, che ha voluto lasciare un messaggio di affetto e riconoscenza: “Le tue notti magiche non saranno mai dimenticate”. Un coro unanime che ha accompagnato l’addio a Schillaci.

    Palermo si prepara a dare l’ultimo saluto a Schillaci

    L’ultimo atto di questo commosso addio si consumerà domani con i funerali religiosi, che saranno celebrati nella Cattedrale di Palermo dall’arcivescovo Corrado Lorefice. Un’ultima occasione per stringersi attorno alla famiglia e ricordare un uomo che ha fatto sognare un’intera nazione.

  • Keila strappata alla vita dalla cocaina: lettera struggente di mamma e papà

    Keila strappata alla vita dalla cocaina: lettera struggente di mamma e papà

    Lacrime e dolore ai funerali di Keila, stroncata a 33 anni da una dose fatale di droga. Una comunità attonita e in lacrime ha dato oggi l’ultimo saluto a Keila Campo, la ragazza di 33 anni strappata troppo presto all’affetto dei suoi cari da una dose letale di cocaina. Nella chiesa gremita di Ribera, cittadina siciliana sotto choc per l’accaduto, si sono celebrati i funerali laici, tra pianti e abbracci commossi.

    Una giovane vita spezzata, un dramma che interroga la comunità

    “La nostra Keila non c’è più e con lei se ne va un pezzo dei nostri cuori” ha detto tra le lacrime la mamma, stringendo forte la foto della figlia sorridente. Parole toccanti, che lasciano trasparire tutto il dolore di due genitori provati da una perdita insensata.

    Keila è l’ennesima giovane vita stroncata dalla droga. Un dramma che scuote le coscienze e interroga una comunità su quanto si potesse fare per salvare queste fragili esistenze. Come ricordano i genitori in una lettera straziante, non bisogna lasciare soli i ragazzi che credono di trovare nella droga una via di fuga dai problemi. Serve stare loro vicino, tendere una mano, offrire alternative concrete alla spirale autodistruttiva della tossicodipendenza. Forse Keila avrebbe potuto essere salvata, se solo qualcuno l’avesse ascoltata e compresa davvero…

    La lettera struggente

    «Vogliamo che la morte della nostra Keila, l’ennesima perdita di una giovane vita per il nostro paese – continuano i genitori – sia un monito, una sveglia che ci faccia sentire davvero una comunità che insieme si impegna ad affrontare questa realtà guardandola in faccia in tutta la sua drammaticità. Vorremmo che il suo sorriso, che ha accompagnato tutta la sua vita, possa aiutarci a cercare soluzioni affinché giornate come queste, già vissute, non si ripetano più. È un dolore di tutti, di questo paese, di ogni genitore. È un dolore che riguarda tutti i ragazzi e le ragazze che pensano che da soli possono farcela, che pensano che la droga sia un modo per affrontate la vita, una possibilità, tra le altre, per superare momenti difficili o più banalmente per aumentare lo sballo di una serata qualsiasi»

  • Il funerale della piccola Elena in diretta, la madre non si è pentita: “Ero girata”

    Il funerale della piccola Elena in diretta, la madre non si è pentita: “Ero girata”

    Il funerale della piccola Elena Del Pozzo in diretta dalla Cattedrale di Catania. Saranno trasmessi sui canali di Youtube e Facebook della Arcidiocesi di Catania.

    Il funerale di Elena Del Pozzo in diretta

    “In merito alla tragica scomparsa della piccola Elena, affacciatasi alla vita da appena cinque anni – si legge in una nota dell’Arcidiocesi di Catania – si porta a conoscenza che i funerali avranno luogo in Cattedrale il 22 giugno alle ore 17. Essendo questa una celebrazione particolarmente significativa e dolorosa è doveroso custodire il dolore di quanti o per vicinanza familiare o semplicemente affettiva desiderano raccogliersi in preghiera per l’estremo saluto, per questo motivo – prosegue la nota – per dare la possibilità a tutti gli inviati delle emittenti televisive, che non potranno accedere direttamente alla Cattedrale, di fruire delle immagini, la Celebrazione delle esequie sarà trasmessa in diretta nei saranno trasmessi sui canali di Youtube e Facebook della Arcidiocesi di Catania”.

    La piccola «vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e anche lenta»

    Intanto arriva la relazione del gip di Catania su Martina Patti, la quale, nonostante il tentativo di «lasciar credere di avere agito senza una piena consapevolezza», è una donna «lucida e calcolatrice» e se non arrestata «potrebbe darsi alla fuga» E la piccola Elena, «vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e anche lenta», è stata uccisa da una donna che in tutte le fasi dell’omicidio «deve essere stata necessariamente nel pieno delle sue facoltà», trovandosi «in condizioni fisiche e psichiche idonee all’agire». E’ quello che si legge sull’ordinanza cautelare in carcere emessa nei confronti della 23enne per l’omicidio premeditato aggravato e l’occultamento di cadavere della figlia di 5 anni.

    «Ero girata e non volevo guardare»

    Al gip la donna ha detto di ricordare che «ho portato Elena in questo campo e le ho fatto del male e non ricordo altro» e di avere «una cosa lunga tipo un coltello, non ricordo dove l’ho preso, non so perché ce l’avevo». E sul momento in cui colpisce la piccola rivela «Non ricordo bene, perché ero girata e non volevo guardare».

    «Perché uccidere un figlio in tenera età – scrive il gip – e, quindi indifeso, oltre a integrare un gravissimo delitto, è un comportamento innaturale, ripugnante, eticamente immorale, riprovevole e disprezzabile, per nulla accettabile in alcun contesto… indice di un istinto criminale spiccato e di elevato grado di pericolosità». Il giudice sottolinea che Martina inoltre non ha manifestato segni di pentimento: «ha inscenato il rapimento con estrema lucidità e non ha manifestato segni di ravvedimento e pentimento. Tutti elementi che denotano una particolare spregiudicatezza, insensibilità, assoluta mancanza di resipiscenza».

    Nell’ordinanza ci sono i diversi «non ricordo» pronunciati dalla donna: «Non ricordo cosa sia passato nella mia mente quando ho colpito mia figlia, anzi posso dire che non mi è passato nessun pensiero, come se in quel momento fossi una persona diversa», «Non ricordo la reazione della bambina mentre la colpivo, forse era ferma, ma ho un ricordo molto annebbiato», «Non ricordo di avere sotterrato la bambina, ma sicuramente sono stata io». Ma ricorda che «quando sono andata al campo avevo con me una busta di plastica di colore nero che ho strappato dal rotolo prima di uscire di casa».