Tag: forestale

  • Jeep precipita da un viadotto, un operaio forestale perde la vita

    Jeep precipita da un viadotto, un operaio forestale perde la vita

    Grave incidente a Tortorici, in provincia di Messina. Una jeep della Forestale, con tre operai a bordo, è precipitata da un viadotto. L’incidente è avvenuto nonostante l’asfalto fosse asciutto, dopo le piogge delle prime ore del mattino.

    Un morto e due feriti

    Il bilancio è drammatico: un operaio è deceduto sul colpo, mentre gli altri due sono rimasti feriti. Un ferito, in condizioni meno gravi, è stato trasportato all’ospedale di Sant’Agata di Militello. L’altro operaio versa in condizioni più serie.

    Indagini in corso

    Le cause dell’incidente sono ancora da accertare. Le autorità stanno effettuando i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni.

  • Massimo Giletti indagato per diffamazione su forestale di Monreale

    Massimo Giletti indagato per diffamazione su forestale di Monreale

    Indagato Massimo Giletti per diffamazione aggravata. Secondo l’accusa avrebbe detto di un forestale di Monreale di essere componente di una famiglia mafiosa in diretta tv.

    Infatti nel corso della trasmissione L’Arena in onda su Rai Uno nel 2016​.
    Massimo Giletti aveva intervistato un operatore forestale di Pioppo, frazione di Monreale, Giuseppe Campanella, che oltre 20 anni fu condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra. Lo definì come un soggetto appartenente alla “Pericolosa famiglia mafiosa dei Campanella”.

    La frase sarebbe stata ripetuta più volte durante la trasmissione. “I familiari del Campanella, – afferma il legale del forestale Salvino Caputo – molti dei quali professionisti, operatori culturali, insegnanti, tutti soggetti incensurati avevano presentato denuncia per diffamazione nei confronti di Massimo Giletti”.

    Giletti poi chiese scusa ammettendo di essersi sbagliato e che non intendeva fare riferimento ai familiari del Campanella​ in quanto non facenti parte del clan mafioso dei Campanella. Il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, dopo oltre 3 anni d’indagine aveva presentato istanza di archiviazione affermando che Giletti non voleva diffamare i familiari del Campanella. I legali del forestale però si opposero.

    Il Gip del Tribunale di Roma, rigettata la richiesta di archiviazione, ha ordinato al pm altre indagini. Intanto il tribunale civile di Palermo condannava il Giletti e la Rai a risarcire i familiari di Campanella per i gravi danni subiti sia moralmente che nell’immagine.

    I difensori di Campanella hanni prodotto alla Procura della Repubblica atti investigativi ulteriori a dimostrazione della infondatezza delle accuse mosse da Giletti. Oggi la Procura della Repubblica di Roma, condividendo le tesi difensive degli avvocati Salvino​ Caputo, Francesca Fucaloro e della Dr.ssa Giada Caputo, ha formalizzato la chiusura delle indagini e ha contestato​ a Massimo Giletti l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti dell’intero nucleo familiare di​ Giuseppe Campanella.

    “Affermare in Sicilia – ha precisato l’avv. Salvino Caputo – che un soggetto fa parte di una famiglia mafiosa, equivale alla morte civile. Questa è la dimostrazione di come non fare corretta informazione, e di ricercare a tutti i costi odience e pubblicità, utilizzando la televisione pubblica”.

  • Incendiarono Monte Pellegrino, indagati 13 Ultrà del Palermo

    Incendiarono Monte Pellegrino, indagati 13 Ultrà del Palermo

    Le indagini condotte dal Nucleo Operativo Regionale del Corpo Forestale della Regione Siciliana e dal Distaccamento Forestale di Palermo Falde assieme alla DIGOS della Polizia di Stato hanno portato a individuare i responsabili dell’incendio su Monte Pellegrino durante la partita Palermo-Avellino.
    Attualmente risultano indagati 13 tifosi.

    I fatti risalgono a maggio del 2021. La maggior parte di loro, appartenenti verosimilmente al gruppo Ultras Curva Sud, ha precedenti specifici in materia di reati da stadio e alcuni non potevano assistere agli incontri sportivi a causa del Daspo a cui erano sottoposti. Gli indagati avevano deciso di sostenere la loro squadra del cuore accendendo fuochi d’artificio e fumogeni sulla sommità di Monte Pellegrino in zona visibile dallo stadio.

    I festeggiamenti dei 13 ultras del Palermo si sono però trasformati in un incendio che ha lambito alcune abitazioni private e messo a serio rischio i ripetitori delle emittenti radio e televisive che si trovano sul posto. Le fiamme, a causa del forte vento di scirocco, si propagarono rapidamente e ci volle un intero giorno per spegnere e bonificare l’incendio con annesso intervento aereo costato all’erario circa 30 mila euro.

    Oggi ai 13 è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini condotte dagli uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana e dalla Digos, coordinati dalla Procura di Palermo.